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mercoledì 11 maggio 2011

7 maggio 2011 Primo Convegno organizzato ad Argenta di Ferrara dall'Ass.ne Islamica femminile che ha affrontato un tema incalzante ma ignorato da molti:


di Cinzia Aicha Rodolfi
Un altro bellissimo incontro con una platea variopinta e vestita a festa di musulmani italiani e seconde generazioni  arrivati da tutta Italia per solidarietà ed incoraggiamento e per esprimere la volontà italiana anche nella comunità islamica di dialogare e farsi conoscere attraverso un'altra onlus benemerita.
Nella piccola cittadina del ferrarese, ad Argenta,  si sono svolti i lavori introduttivi dell’associazione  “Life Argenta “ durante un incontro pubblico di presentazione al quale hanno partecipato oltre alla responsabile di “ Life Argenta” Amina Milena Volpe , anche l’amico blogger Walid Massimiliano Alfieri , Don  Domenico Bedin da tanti anni impegnato con i migranti nell’hinterland  ferrarese e bolognese  e Giovanna Villa insegnante di lingua italiana .
Come ha sottolineato il vice sindaco Andrea Baldini, i 4 relatori hanno esposto, ognuno per la sua personale esperienza , per quale motivo ci sia la necessità di trovare un ambito di dialogo con la comunità islamica argentana che cresce in modo esponenziale e non si può più prescindere dall’evitare di conoscerla più diffusamente. Tutti in concerto hanno auspicato  poter trovare un punto di forza e di riferimento in questa associazione che ha come numeratore quello di accogliere qualsiasi razza e appartenenza sociale ed il denominatore è evidentemente la fede e l’etica islamica.
Don Domenico esordisce con parole molto sagge dicendo che la religione non deve essere solo un fatto privato ma anche un dovere personale che implica la relazione con gli altri guidata dalla morale della religione . Dice: “ il mondo non è quello che vogliamo sia, ma deve essere accettato nelle differenze e nelle complessità e l’incontro serve per arricchire e comprendere, per aprire la visione soggettiva ad una visione universale e nel cattolicesimo il postulato è amare tutti nelle diversità”.
 La professoressa Villa  elenca diverse sue esperienze nel dialogo interculturale e manifesta l’urgenza dell’acculturazione seria e onesta scevra  da qualsiasi preconcetto sia  delle mamme straniere nuove  cittadine, ed anche degli indigeni ancorati in posizioni sterili e pericolose che invita ad avvicinarsi senza timori. Per questo motivo crescono le scuole di italiano per donne straniere che vogliono essere sempre più consapevoli per aiutare i loro figli nello studio e comprendere la società dove vivono e dove vivranno. Qui il supporto dell’associazione potrebbe essere a livello culturale e teologico e di mediazione perché  siamo coscienti che è fondamentale avere un identità colta e ben definita per integrarsi senza problemi in culture diverse senza perdere autostima , rispetto si sé e rispetto per l’altro.
Le parole di Amina Volpe sono state chiaramente un invito a considerare questa comunità islamica come appartenente alla realtà sociale ed al tessuto cittadino a 360 gradi e non riferirsi a loro come culture diverse disinteressate e chiuse, ma concittadini che hanno semplicemente un’altra Fede, ma sviluppano l’interesse di partecipare al comune ed alla crescita e condivisione di valori uguali . Certamente, ci spiega Amina, il fatto di essere italiana non solo di natali, ma di generazioni ed aver semplicemente abbracciato un'altra Fede deve essere visto come un arricchimento e un motivo di dialogo alla scoperta e non come chiusura; ed è per questo che ha deciso di aprirsi ad incontrare attraverso l’associazione e adoperarsi per collaborare attivamente con le istituzioni cittadine. Voler spiegare cosa significa il tanto discusso coprirsi e cosa sta dietro a questa scelta per esempio, oppure dimostrare l’attiva partecipazione anche se con un’etica magari più attenta ai precetti. La stessa etica che esiste nel cristianesimo, ma viene da molti cristiani oggi abbandonata oppure nascosta perché considerata obsoleta . Voler abbattere muri illogici e barriere di ignoranza per crescere figli senza pregiudizi ….. questi sono alcuni degli intenti dell’associazione. Amina apre le porte alle domande ed alle curiosità attraverso  richieste di compartecipazione agli eventi cittadini e conferma l’impegno di voler essere una società di donne musulmane volontarie per Argenta e per gli argentani .
 Walid Massimiliano Alfieri  cresciuto al sud Italia , ha viaggiato poi nel mondo ed è portatore di esperienze che sottolineano l’urgenza e l’importanza di non isolare mai perché indiscutibilmente si creano radicalizzazioni astiose ; si fomentano poi  i cosiddetti “imprenditori della paura” che stigmatizzano atteggiamenti naturali e li trasformano in assurdi pericoli . Massimiliano ha invitato le istituzioni a non spostare il problema alla prossima legislatura, bensì ad affrontarlo oggi sia politicamente che socialmente ed ha ricordato che colui che non è accettato e amato dalla società non potrà nemmeno vorrà partecipare alla vita politica e alla crescita della nazione in cui vive. Lo sforzo va fatto subito e i politici sono responsabili dell’integrazione o delle assurde fobie e islamofobie generalizzanti.  Possiamo ancora salvarci da pericolosi atti  xenofobi ma solo affrontando le necessità in modo coscienzioso, serio e sincero.
E’ intervenuto anche Yassine Igor Mangano esperto di comunicazione, sottolineando la funzione dei media che da sempre sono nati per fare sostanziale propaganda e perciò hanno una capacità fortissima non solo di vero e proprio plagio, ma anche di focalizzare interessi e indirizzare obiettivi ed ha invitato a usare meno possibile i media per conoscere e studiare visto che la realtà sincera delle cose e dei fatti viene appunto filtrata e modificata e spesso amplificata creando percezioni sbagliate e purtroppo mistificatrici.
I temi da voler dibattere nello specifico sono tanti e  l’ appuntamento per  tutti è al prossimo convegno di Life Argenta dove si entrerà nel vivo delle esigenze e delle reciproche conoscenze.
La lode a Dio l’Altissimo al Signore dei Mondi e la sua Benedizione ci guidi.



REFERENDUM: I MEDIA TACCIONO...NOI NO!

Cari amici,
ormai manca un mese ai Referendum: il 12 e 13 giugno, in tutta Italia, si vota su acqua, nucleare e legittimo impedimento.
I quesiti sull'acqua sono due:
il primo serve a cancellare la norma che obbliga i comuni a cedere ad aziende private la gestione del servizio idrico;
il secondo chiedere di modificare la legge che garantisce al gestore un profitto, buona o cattiva che sia la gestione.
I giornali e le TV non ne parlano: parliamone noi!
Bisogna andare ai seggi e votare SI' perchè l'ACQUA E' UN DIRITTO!
Attiviamoci, basta poco:
gira questa mail a TUTTI i tuoi contatti, e pubblicala sul tuo blog/sito, e su facebook (iscriviti al gruppo Comitato "2 sì per l'Acqua Bene Comune" Genova)
fai un elenco di persone che conosci: avvisale TUTTE e chiedi loro di spargere la voce
parla coi negozianti che conosci, e chiedi loro di esporre volantini e locandina
lascia un volantino nelle cassette delle lettere del tuo palazzo, e proponi ai tuoi amici di fare altrettanto
Per avere informazioni e materiale (volantini, bandiere, spillette, magliette, adesivi..) contattaci a: gruppoacquagenova@gmail.com, o vieni a riunione il lunedì alle 18.15 in via San Luca 15/7 - tel. 320 2738711
materiale scaricabile:


Gruppo facebook: Comitato "2 sì per l'Acqua Bene Comune" Genova
Contiamo su di te!
Il Comitato "2 sì per l'Acqua Bene Comune" di Genova
L'acqua è un diritto, NON una merce!
www.referendumacqua.it - www.acquapubblicagenova.org
http://www.acquapubblicagenova.org/materiali-scaricabili/

lunedì 9 maggio 2011

tre si' ai referendum

...Ai referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno vota SI per dire NO. 1 - Vota SI per dire NO AL NUCLEARE. 2 - Vota SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA. 3 - Vota SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO. RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM... perchè Berlusconi non farà passare gli spot ne' in Rai ne' a Mediaset. Sapete perché? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum lo scenario sarebbe drammatico per Berlusconi ma stupendo per tutti i cittadini italiani: 1 - Se passa il SI per dire NO AL NUCLEARE, BERLUSCONI NON POTRA' PIU' FARE ARRICCHIRE I SUOI AMICI IMPRENDITORI CON I NOSTRI SOLDI E LA NOSTRA SALUTE. 2 - Se passa il SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA, BERLUSCONI NON POTRA' FARE ARRICHIRE I SUOI AMICI IMPRENDITORI LUCRANDO SU UN BENE DI PRIMA NECESSITA'. 3 - Se passa il SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, BERLUSCONI NON POTRA' PIU' DIRE CHE HA LA MAGGIORANZA DEGLI ELETTORI DALLA SUA PARTE E DOVRA' DIMETTERSI. Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E' necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone. Secondo la propaganda berlusconiana le cose devono andare a finire così: 1 - I cittadini si informano attraverso la Tv. 2 - Le Tv appartengono a Berlusconi. 3 - Berlusconi, per i motivi sopra indicati, non vuole che il referendum passi. 4 - Il referendum non sarà pubblicizzato in TV. 5 - I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il 12 giugno. 6 - I cittadini, non andranno a votare il referendum. 7 - Berlusconi sarà contento, farà arricchire i suoi amici, si arricchirà, resterà al suo posto. 8 - I cittadini, continueranno a prenderla nel ".................". Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti. Passaparola! Pubblicizziamo questi argormenti, signori miei!!!! Create mail e fatele girare! Passate parola!! ;D 12 e 13 giugno 2011 appuntamento con i 4 referendum abrogativi: Energia Nucleare - Legittimo Impedimento - Acqua Pubblica I e II: Ecco i 4 quesiti Referendari: Legittimo Impedimento: "Volete voi che siano abrogati l'articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonchè l'articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante "disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?". Energia Nucleare: "Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?". Acqua Pubblica I: "Volete voi che sia abrogato l'art. 23 bis (servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall'art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia" e dall'art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea" convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?" Acqua Pubblica II: "Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell'art. 154 (tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito"?"
http://it.toluna.com/opinions/845374/VOTA-SI-a-giugno.htm

sabato 7 maggio 2011

TRE SI' CONTRO L'INGIUSTIZIA E PER IL FUTURO...


Sull’imbroglio decida la Consulta (Stefano Rodotà)
La Repubblica - 27/04/2011


Sia lode al presidente del Consiglio. Con la disinvoltura istituzionale che lo contraddistingue ha svelato le vere carte del governo sul nucleare, carte peraltro niente affatto coperte. La frode legislativa, già evidente, diviene ora conclamata. Berlusconi è stato chiaro. Un tema tanto importante come il nucleare non può essere affidato a cittadini “spaventati” da quanto è avvenuto in Giappone, che debbono “tranquillizzarsi”. Meglio, dunque, non far votare un popolo emotivo, disinformato. Gli abbiamo scippato con uno stratagemma un referendum che avrebbe reso impossibile per anni il nucleare, e ora abbiamo le mani libere per tornare in pista già tra dodici mesi. Gabbati i cittadini, ma rassicurati gli imprenditori, poiché il presidente del Consiglio si è premurato di dire che i rapporti tra Enel e Electricité de France andranno comunque avanti.
Un governo e una maggioranza senza dignità accantonano uno dopo l´altro gli strumenti della democrazia, non hanno neppure il pudore della reticenza, teorizzano il silenzio dei cittadini. Ma si può davvero restare passivi davanti a questo gioco delle tre carte istituzionali? Il famigerato emendamento approvato dal Senato diceva chiaramente quale fosse l´obiettivo che si voleva perseguire. Le parole di Berlusconi confermano l´interpretazione dei tanti che avevano sottolineato come la formale abrogazione delle norme sulle centrali nucleari fosse un espediente, anzi un imbroglio, per far sì che la politica nuclearista potesse continuare e per impedire che la partecipazione al voto di cittadini emotivi facesse raggiungere il quorum, consentendo così anche il successo del temutissimo referendum sul legittimo impedimento.
È bene ricordare i fatti. Quell´emendamento si presenta formalmente come una abrogazione delle norme oggetto del quesito referendario. Ma il primo e l´ultimo comma dicono il contrario. Si comincia con lo stabilire che il governo si riserva di tornare sulla questione, una volta acquisite “nuove evidenze scientifiche mediante il supporto dell´Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza, tenendo conto dello sviluppo tecnologico e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea”. E alla fine si dice che lo farà entro dodici mesi adottando una “Strategia energetica nazionale”, per la quale furbescamente non si nomina, ma neppure si esclude, il ricorso al nucleare, di cui peraltro si parla esplicitamente all´inizio dell´emendamento. Il Parlamento ha trangugiato senza batter ciglio questa brodaglia, ennesimo esempio dell´incultura politica e istituzionale che ci circonda.
Una volta che il decreto nel quale è stato infilato l´emendamento sarà stato convertito in legge, la parola passerà all´Ufficio per il referendum della Corte di Cassazione, che ha il compito di accertare se la nuova legge va nella direzione voluta dai promotori. Se la sua valutazione è positiva, il referendum non si tiene. Nel caso contrario, il referendum è “trasferito” sulle nuove norme e si va al voto. Dopo la clamorosa confessione pubblica del presidente del Consiglio, è dichiarato l´obiettivo di impedire il rispetto della volontà dei promotori.
A questo punto, però, le cose si complicano assai. Che cosa accadrebbe, infatti, se la Cassazione, prendendo atto della frode ai danni dei cittadini, decidesse di far tenere il referendum facendo votare pro o contro l´abrogazione dell´emendamento-imbroglio? Se gli elettori votassero sì all´abrogazione, cancellerebbero certamente le norme con le quali il governo ha voluto riservarsi di riprendere la politica nucleare a proprio piacimento. Ma cancellerebbero pure la parte dell´emendamento che abroga le attuali norme sul nucleare. Queste tornerebbero in vigore, ridando al governo, da subito, il potere di procedere sulla strada della costruzione delle centrali nucleari.
Come uscire da questo pasticcio? Facciamo un passo indietro. Nel 1978 la Corte costituzionale dovette affrontare appunto il problema di norme che, abrogando le disposizioni alle quali si riferiva il referendum, non rispettavano la volontà dei promotori. La soluzione fu trovata dichiarando l´incostituzionalità della norma della legge sul referendum che non prevedeva questa eventualità, e prevedendo il trasferimento del referendum sulle nuove norme. Ma, di fronte all´imbroglio attuale, questa strada non è praticabile, poiché produrrebbe l´esito paradossale di un voto referendario che si ritorce ancora di più contro l´intenzione dei proponenti. La Cassazione, allora, potrebbe sollevare la nuova questione, investendone la Corte costituzionale che, come nel 1978, dovrebbe cercar di porre riparo all´ennesima torsione alla quale il governo attuale sottopone le istituzioni.
Una parola sul modo in cui Berlusconi considera i cittadini, ai quali sarebbe precluso il diritto di votare in situazioni di emotività, di sostanziale incompetenza. Già in occasione del referendum sulla legge sulla procreazione assistita, nel 2005, uno degli argomenti adoperati per indurre all´astensione fu quello che sottolineava la complessità tecnica di taluni quesiti, che avrebbe impedito ai cittadini di esprimere una valutazione adeguata. Tutti questi sono argomenti pericolosissimi dal punto di vista democratico, perché subordinano la possibilità di votare al giudizio che qualcuno esprime sulla competenza di ciascuno di noi e mettono così “sotto tutela” la stessa sovranità popolare. In questi casi la via non è quella del silenzio forzato, ma dell´informazione adeguata, quella che produce lo “scientific citizen”, il “cittadino biologico”, cioè persone dotate dei dati che le mettono in condizione di formarsi una opinione critica. È un caso che la Commissione di vigilanza della Rai non abbia ancora approvato il regolamento sulle trasmissioni per i referendum, precludendo ai cittadini proprio quell´accesso all´informazione che li riscatterebbe dall´emotività?




Dalla "Repubblica" - 22-04-2011

I cittadini calpestati. Dopo il nucleare stessa sorte per l’acqua?
di Stefano Rodotà

Ogni giorno ha la sua pena istituzionale. Davvero preoccupante è l’ultima trovata del governo: la fuga dai referendum. Mercoledì si è voluto cancellare quello sul nucleare. Ora si vuole fare lo stesso con i due quesiti che riguardano la privatizzazione dell’acqua. Le torsioni dell’ordinamento giuridico non finiscono mai, ed hanno sempre la stessa origine. È del tutto evidente la finalità strumentale dell’emendamento approvato dal Senato con il quale si vuole far cadere il referendum sul nucleare. Timoroso dell’”effetto Fukushima”, che avrebbe indotto al voto un numero di cittadini sufficiente per raggiungere il quorum, il governo ha fatto approvare una modifica legislativa per azzerare quel referendum nella speranza che a questo punto non vi sarebbe stato il quorum per il temutissimo referendum sul legittimo impedimento e per gli scomodi referendum sull’acqua. Una volta di più si è usata disinvoltamente la legge per mettere il presidente del Consiglio al riparo dai rischi della democrazia.
Una ennesima contraddizione, un segno ulteriore dell’irrompere continuo della logica ad personam. L’uomo che ogni giorno invoca l’investitura popolare, come fonte di una sua indiscutibile legittimazione, fugge di fronte ad un voto dei cittadini. Ma, fatta questa mossa, evidentemente gli strateghi della decostituzionalizzazione permanente devono essersi resi conto che i referendum sull’acqua hanno una autonoma e forte capacità di mobilitazione. Fanno appello a un dato di vita materiale, individuano bisogni, evocano il grande tema dei beni comuni, hanno già avuto un consenso senza precedenti nella storia della Repubblica, visto che quelle due richieste di referendum sono state firmate da 2 milioni di cittadini, senza alcun sostegno di grandi organizzazioni, senza visibilità nel sistema dei media. Pur in assenza del referendum sul nucleare, si devono esser detti i solerti curatori del benessere del presidente del Consiglio, rimane il rischio che il tema dell’acqua porti comunque i cittadini alle urne, renda possibile il raggiungimento del quorum e, quindi, trascini al successo anche il referendum sul legittimo impedimento. Per correre questo rischio? Via, allora, al bis dell’abrogazione, anche se così si fa sempre più sfacciata la manipolazione di un istituto chiave della nostra democrazia.
Caduti i referendum sul nucleare e sull’acqua, con le loro immediate visibili motivazioni, e ridotta la consultazione solo a quello sul legittimo impedimento, si spera che diminuisca la spinta al voto e Berlusconi sia salvo. Quest’ultimo espediente ci dice quale prezzo si stia pagando per la salvezza di una persona. Travolto in più di un caso il fondamentale principio di eguaglianza, ora si vogliono espropriare i cittadini di un essenziale strumento di controllo, della loro funzione di “legislatore negativo”.
L’aggressione alle istituzioni prosegue inarrestabile. Ridotto il Parlamento a ruolo di passacarte dei provvedimenti del governo, sotto tiro il Presidente della Repubblica, vilipesa la Corte costituzionale, ora è il turno del referendum. Forse la traballante maggioranza ha un timore e una motivazione che va oltre la stessa obbligata difesa di Berlusconi. Può darsi che qualcuno abbia memoria del 1974, di quel voto sul referendum sul divorzio che mise in discussione equilibri politici che sembravano solidissimi. E allora la maggioranza vuole blindarsi contro questo ulteriore rischio, contro la possibilità che i cittadini, prendendo direttamente la parola, sconfessino il governo e accelerino la dissoluzione della maggioranza.
È resistibile questa strategia? In attesa di conoscere i dettagli tecnici riguardanti i quesiti referendari sull’acqua è bene tornare per un momento sull’emendamento con il quale si è voluto cancellare il referendum sul nucleare. Questo è congegnato nel modo seguente: le parti dell’emendamento che prevedono l’abrogazione delle norme oggetto del quesito referendario, sono incastonate tra due commi con i quali il governo si riserva di tornare sulla questione, una volta acquisite “nuove evidenze scientifiche mediante il supporto dell’agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza, tenendo conto dello sviluppo tecnologico e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea”. E lo farà entro dodici mesi adottando una “Strategia energetica nazionale”, per la quale furbescamente non si nomina, ma neppure si esclude, il ricorso al nucleare. Si è giustamente ricordato che, fin dal 1978, la Corte costituzionale ha detto con chiarezza che, modificando le norme sottoposte a referendum, al Parlamento non è permesso di frustrare “gli intendimenti dei promotori e dei sottoscrittori delle richieste di referendum” e che il referendum non si tiene solo se sono stati del tutto abbandonati “i principi ispiratori della complessiva disciplina preesistente”. Si può ragionevolmente dubitare che, vista la formulazione dell’emendamento sul nucleare, questo sia avvenuto. E questo precedente induce ad essere sospettosi sulla soluzione che sarà adottata per l’acqua. Di questo dovrà occuparsi l’ufficio centrale del referendum che, qualora accerti quella che sembra essere una vera frode del legislatore, trasferirà il referendum sulle nuove norme. La partita, dunque, non è chiusa.
Da questa vicenda può essere tratta una non indifferente morale politica. Alcuni esponenti dell’opposizione avrebbero dovuto manifestare maggiore sobrietà in occasione dell’approvazione dell’emendamento sul nucleare, senza abbandonarsi a grida di vittoria che assomigliano assai a un respiro di sollievo per essere stati liberati dall’obbligo di parlar chiaro su un tema così impegnativo e davvero determinante per il futuro dell’umanità. Dubito che questa sarebbe la reazione dei promotori del referendum sull’acqua qualora si seguisse la stessa strada. Ma proprio l’aggressione al referendum e ai diritti dei cittadini promotori e votanti, la spregiudicata manipolazione degli istituti costituzionali fanno nascere per l’opposizione un vero e proprio obbligo. Agire attivamente, mobilitarsi perché il quorum sia raggiunto, si voti su uno, due, tre o quattro quesiti. Si tratta di difendere il diritto dei cittadini a far sentire la loro voce, quale che sia l’opinione di ciascuno. Altrimenti, dovremo malinconicamente registrare l’ennesimo scarto tra parole e comportamenti, che certo non ha giovato alla credibilità delle istituzioni.

venerdì 6 maggio 2011

IL MUSLIM, rivista italiana sull'Islam e il mondo Islamico

BismiLlah Al Rahman Al Rahim
alhamduliLlah ua assalatu ua assalamu 'ala Rasuli Llah
CARISSIMI TUTTI
LA CULTURA è LA NS LINFA VITALE IQRA IL NOSTRO PRIMO ORDINE !!!!!
E COLORO CHE SI OCCUPANO DI CULTURA VERA E SANA E UTILE VANNO AIUTATI E APPOGGIATI ABBIAMO UN GIORNALE MENSILE ITALIANO SCRITTO IN ITALIANO CHE PARLA DI ISLAM DI ETICA DELL'ISLAM
PARLA DI NOI MUSULMANI QUI IN ITALIA
SCRITTO DA VARI MUSULMANI ITALIANI E SECONDE GENERAZIONI OPPURE DA FRATELLI CHE ORAMAI PARLANO BENISSIMO LA NOSTRA LINGUA E SI ADOPERANO A DIFFONDERE CULTURA DELL'ISLAM IN ITALIANO!!!
è NATO QUESTO MENSILE ripeto in lingua italiana CHE SI CHIAMA "IL MUSLIM" OTTIMI ARTICOLI E ..... SOPRATTUTTO IL MODO X ESSERE PRESENTI FISICAMENTE NELLE CASE IN MODO CONCRETO, PRESENTARCI AGLI ITALIANI ( A TUTTI) E USARLO PER RISPONDERE A DUBBI E PERPLESSITà ETC ETC ABBONATEVI E INVITATE AD ABBONARSI... LA CULTURA VA COMPRATA E PAGATA NON IMPRESTATA NON CREIAMO PIRATERIA ANCHE NELLA NOSTRA CULTURA E AIUTIAMO COLORO CHE SI IMPEGNANO A STUDIARE E SACRIFICANO ORE E ORE X SCRIVERE PER GLI ALTRI
SONO USCITI GIà DIVERSI NUMERI E SI APRE LA CAMPAGNA ABBONAMENTI
UN ANNO INTERO OVVERO ANNUALE COSTA SOLO 30€ COME ASSOCIAZIONE 5 COPIE 150€ IBAN IT27M0200820701000040286917 INTESTATO AL CENTRO CULTURALE ISLAMICO UNICREDIT
OPP CC POSTALE 71546642 INTESTATO AL CENTRO CULTURALE ISLAMICO
SPECIFICANDO ABBONAMENTO IL MUSLIM
E MI RACCOMANDO BEN CHIARO
NOME E COGNOME ..........RESIDENTE A ............VIA............. N.............. CAP....................
MANDARE ANCHE UNA MAIL AL FRATELLO IBRAIM CHABANI info.ilmuslim@gmail.com RIPORTANDO ANCORA DI AVER FATTO BONIFICO DI €........... X ABBONAMENTO NOME E COGNOME ..........RESIDENTE A ............VIA............. N.............. CAP.................... TEL FISSO ..................... CELLULARE ........................EMAIL................. Salamaleikum wa Rahma
...ogni gentilezza è sadaqa....ogni sadaqa è hasanat VOSTRA SORELLA FI ALLAH Cinzia Aicha Rodolfi --


Ibrahim Chabani

Cell. 0039.338.6317446

E-Mail: info.ilmuslim@gmail.com

Fax. 0039.0293660012







1961-2011
50° della Marcia Perugia-Assisi e del Movimento Nonviolento
25 settembre 2011
La pace non è un’utopia!
La costruzione della pace comincia da noi stesse/i, dalla nostra realtà, dai luoghi dove viviamo, lavoriamo e ci impegniamo per cercare le risposte più concrete alle tante crisi che stiamo vivendo.

Pace significa ridurre progressivamente le spese in armamenti, a favore di scuola e ricerca, a favore di uno stato sociale solidale e diffuso, di investimenti per l’ambiente e per una produzione tesa ad uno sviluppo sostenibile.
L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro” (art.1 della nostra Costituzione)
L’Italia ripudia la guerra” (art.11 della nostra Costituzione)
La ricerca della PACE è strettamente connessa alla possibilità delle persone di progettare il proprio futuro, e questo non può avvenire senza una prospettiva sicura di lavoro, di ripudio della guerra, di legame tra pace, cooperazione, giustizia sociale e diritti per tutte/i.

Mai come oggi, di fronte alle enormi risorse impiegate per le guerre e per gli arsenali militari (rapporto tra spese militari e cooperazione e sviluppo 10000 a 1), mentre la crisi richiede un massiccio intervento pubblico per riorientare l’economia, dobbiamo avere la capacità di riprendere e rilanciare il dibattito sulla fine del nucleare, militare e civile, sulla riduzione drastica degli armamenti e la spesa militare, su modelli di difesa alternativi e popolari, sulla riconversione dell’industria bellica.

Perché la Marcia non sia solo una ricorrenza o un momento di festa, ma una nuova prospettiva, un nuovo inizio, una risorsa anche per il mondo del lavoro.
Partecipa anche tu, sii protagonista:
il 25 settembre 2011 vieni alla “Marcia per la pace e la fratellanza dei popoli”

Comitato Veronese per la Marcia Perugia-Assisi

Per informazioni e adesioni:
CGIL via settembrini 6 - tel. 045 8674624
Casa per la Nonviolenza via spagna 8 – tel. 045 8009803
ARCI via cattaneo 14 - tel. 045 8033589


a proposito, sperando che non sia troppo tardi, fate come me: ho destinato alla Chiesa Valdese l'8 per mille e al Movimento Nonviolento il 5 per mille:

Nonviolenza, Gandhi, Capitini, obiezione di coscienza, disarmo nelle pagine del sito del Movimento Nonviolento via Spagna,8 37123 Verona tel. 0458009803 fax. 0458009212


il tuo 5 per 1000 al Movimento Nonviolento codice fiscale 93100500235 
Benvenuti nel sito del Movimento Nonviolento e della rivista Azione nonviolenta .  In queste pagine potete trovare molto materiale utile per avvicinarsi o per approfondire la proposta nonviolenta.


Buon viaggio, buon cammino verso la nonviolenza.

giovedì 5 maggio 2011

PRESIDIO ANTIFASCISTA A SAVONA

Vi inoltro questa iniziativa dell'ANPI



La presenza a Savona di Roberto Fiore, capo dei neofascisti e razzisti di Forza Nuova, ripropone la questione, ormai all'ordine del giorno, dell'ampliarsi degli spazi sociali e politici che tali formazioni riescono ad occupare oggi in conseguenza del sostegno che ottengono dal centrodestra nazionale.


I programmi e le parole d'ordine del movimento neofascista non possono avere cittadinanza all'interno del contesto politico fondato sui valori che hanno dato vita alla Repubblica, al suo carattere plurale ma decisamente avverso ad ogni forma di restaurazione di qualunque forma di autoritarismo.


Forza Nuova non fa mistero di considerare la Costituzione repubblicana come un ostacolo al compimento dei propri progetti eversivi dell’ordinamento democratico e repubblicano.


Ancora una volta, Savona, città Medaglia d'Oro per la Resistenza, deve subire l'oltraggio della presenza di un soggetto politico che disprezza ogni riferimento al vivere civile e che fa spesso uso della violenza contro soggetti individuati come elementi di “impurità” di una supremazia italiota e becera che trova anche nel governo sponde di consenso: migranti, omosessuali, clochard, tossicodipendenti, sono tutti bersagli di una politica di intimidazione che non può essere tollerata da nessuna coscienza che si dica democratica.


Per questo, facciamo appello a tutta la Cittadinanza savonese, in modo particolare ai giovani, affinché rispondano alle provocazioni di Forza Nuova e alle sue violenze con il giusto sentimento democratico del rifiuto di una presenza che altro non manifesta se non il suo odio verso il patto sociale che ancora ci unisce e che non è, nonostante tutto, archiviato nell'armadio degli eventi del passato, ma che resta più attuale che mai.
 
Nota mia:
si terrà in Piazza Sisto IV dalle ore 17.30 un presidio antifascista. Il fascismo è un male, sotto qualunque veste si presenti! Ma la risposta deve essere nonviolenta, sempre e comunque!

mercoledì 4 maggio 2011

PACIFISMO LEGHISTA?

In questi giorni ho spesso ascoltato giornalisti televisivi blaterare sul 'pacifismo leghista'. Ho pensato a lungo come poter commentare questa incredibile affermazione...



...è l'unica risposta seria che mi sia venuta in mente!!!