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sabato 28 febbraio 2009

CAGLIARI: LA PIAZZA DELLA SOLIDARIETA'

Come ogni prima domenica del mese, torna a Cagliari, La Piazza della Solidarietà (domenica 1° marzo, dalle 9,30 alle 13, in piazza san Cosimo). Sono le tante associazioni, che in mille modi diversi si occupano di solidarietà. Chi verso l'ambiente, o gli animali. Chi verso le persone o le popolazioni povere. Chi verso le minoranze, gli sfruttati, chi verso i malati, i sofferenti. Chi verso le vittime della fame, chi verso le vittime della guerra.
Chi combatte contro il pregiudizio, chi contro la burocrazia, chi contro le imposizioni, gli indottrinamenti coatti, mascherati, vellutati.


Contro le ingiustizie.
Tutto per cercare di costruire un mondo migliore, non solo per noi ma per tutti, non solo qui ma ovunque, non solo per oggi ma per domani.
Una solidarietà che non sia solo lenire le ferite, ma muoversi attivamente per rimuovere le cause del disagio, della sofferenza, dei disastri, delle guerre. Una Piazza che non sia solo la sommatoria di tanti banchetti, tutti diversi e tutti colorati, ma che anche individui temi scottanti, li porti all'attenzione della gente, costringa ad una riflessione, indichi vie di soluzione, con la forza dei tanti volontari, con la credibilità delle tante associazioni. Una Piazza che chiami alla responsabilità.


La Piazza di domenica è dedicata ai migranti. Sono quelle persone come noi. Con sentimenti, speranze, illusioni. Proprio come noi.
Forse meno fortunate. Fuggono. Da guerre, fame, carestie. Vanno in cerca di condizioni di vita migliori. Anche i nostri nonni lo facevano.
Attraversano l'Africa, il deserto, soffrono la sete e la fame, spendono tutto quel che hanno per un passaggio in barca. La barca spesso affonda, qualche volta viene affondata. Muoiono. Stipati, nascosti, schiacciati dalle merci, vengono dall'Asia, attraverso l'Europa dell'Est, soffocati, dentro container, assiderati, nelle celle frigorifere dei camion. Muoiono. Nelle stive delle navi. Muoiono.
Una strage annunciata che si ripete ogni giorno nella nostra indifferenza.
Quelli che non muoiono arrivano qui. Alcuni sono onesti, altri disonesti. Proprio come noi.
Noi dovremmo accoglierli con umanità. Non avviene così.
Con la "Legge Turco-Napolitano", prima (governo di centro sinistra), con la "Legge Bossi-Fini", poi (governo di centro destra), si sono chiuse queste persone in campi di concentramento (i CPT), incarcerati senza che fossero accusati o accusabili di alcun reato.
Vengono rispediti indietro, nei paesi dai quali fuggono, talvolta sono perseguitati politici. Chiedetevi cosa avvenga di loro.
Si fanno accordi con la Libia, affinché siano "dissuasi" dal continuare il viaggio. Chiedetevi cosa avvenga di loro.
Sono esseri umani come noi. Ma noi lo siamo?
Ora si vuol rendere più aspra e persecutoria la "Bossi-Fini".
Ora si trasforma in reato, quella che è povertà, ora si prendono provvedimenti per rendere "perseguibile per legge" ciò che è richiesta di asilo.
Ora si vuol portare a sei mesi, quando già erano troppi due (perché imprigionare chi reati non ha commesso? perché colpire chi è solo "colpevole" di indigenza?), il periodo massimo di detenzione nei centri che chiamano "di accoglienza".
Ora si vuol rimuovere l'obbligo per i medici di non denunciare chi, migrante secondo la legge dei poveri, clandestino secondo la legge dei ricchi, ricorra alle loro cure.
Costringendoli ancor più alla fuga, agli espedienti, alla segregazione, alla schiavitù, alla morte.
Alla morte.
Negando loro anche il diritto ad avere la pur minima cura. Negando loro l'umanità.
E noi?! Lasciamo fare?!
Le associazioni della Piazza non hanno bisogno di affermare la loro indipendenza da spifferi partitici. Parla la loro storia, parlano le loro attività.
Le associazioni della Piazza vedono ciò che succede, dicono no, invitano i cittadini a farlo.
Domenica, alle 12, durante La Piazza della Solidarietà, ci sarà un momento pubblico di riflessione, discussione, proposta, per individuare una via, strumenti di protesta, di pressione, per ridare un po' di umanità a questa umanità.
Migranti di ogni terra, cittadine e cittadini, associazioni, militanti di partito senza bandiere di partito, tutte e tutti, sono invitat* a partecipare.




Le associazioni della Piazza:


actionaid, aifo, amnesty international, amici di nico, amici di sardegna, amici di viviana, amici senza confini, arci, avo, cagliari social forum, ciclofucina sella del diavolo, cisv sardegna, citta' ciclabile, cittadinanza attiva, cosas, deggo, emergency, greenpeace, ingegneria senza frontiere, lav lega antivivisezione, los quinchos, luna d'oriente, mani tese, maramao onlus, mimi' e gogo', movimento verde, oipa, oscar romero onlus, parada italia, pastori per, rete radiè resch, sardegna palestina, servizio civile internazionale, shiatsu do onlus, sinergia femminile, solidando, sucania, uaar



Info:
tel. 335 6993969
e-mail piazza_solidarieta@katamail.com

giovedì 26 febbraio 2009

HANNO RIAPERTO L'IRAQI MUSEUM DI BAGDAD

e ne sono felice: la Mesopotamia è terra ricca di siti archeologici importantissimi, culla di diverse civiltà.

prima delle guerre del golfo, l'Iraqi Museum era un museo ricchissimo di reperti preistorici, assiri, sumeri, babilonesi, romani, persiani, ecc. ecc.

dopo le guerre e i saccheggi (e i moltissimi furti su commissione), era un disastro.

ora l'italia ha contribuito con la propria competenza scientifica e un notevole contributo economico a riparirlo...

...peccato che abbia contribuito a bombardarlo...

mercoledì 25 febbraio 2009

TORNARE AL NUCLEARE? UNA SCELTA SUICIDA!

Dopo le notizie circa la firma dell'accordo italo-francese sulla costruzione di ben 4 centrali nucleari in Italia, occorre rilanciare la lotta.
Cominciamo dalla petizione tratta dal sito petizione.perilbenecomune.org (pubblicizata anche da questo blog):

PETIZIONE POPOLARE
NON ABBIAMO BISOGNO DEL NUCLEARE
Al Presidente della Repubblica,Al Presidente del Senato,Al Presidente della Camera Deputati,Al Presidente del Consiglio,Ai Parlamentari tutti
Noi cittadini e cittadine italiane, visto il “Piano Triennale per lo Sviluppo”, approvato dal Consiglio dei Ministri, che lancia “il ritorno all’energia nucleare”, facciamo presente che:
a. Il popolo italiano ha votato a larghissima maggioranza, con i 3 referendum del 1987, l'uscita definitiva dell'Italia dall'avventura nucleare, come hanno deciso anche Austria e Polonia (che non hanno avviato le loro centrali già costruite), Danimarca, Grecia, Norvegia e Irlanda (che hanno rinunciato alla loro costruzione), Germania, Belgio, Olanda, Spagna e Svezia (che hanno deciso di non costruire più centrali nucleari nel loro territorio, puntando sulle energie rinnovabili).
b. Il nucleare non ci libera dalla dipendenza dall'estero: l’uranio è una fonte esauribile; per far funzionare le centrali dovremmo importarlo e il suo prezzo sta salendo ancora più rapidamente del petrolio: dal 2001 al 2007 si è moltiplicato per dieci.
c. Non esiste il nucleare “sicuro” e “pulito”: i reattori di “quarta generazione” sono previsti tra 25-35 anni (dopo il 2030, attorno al 2040); intanto il governo vuole costruire centrali di “terza generazione” che non hanno risolto né il problema della sicurezza ( non c'è solo Cernobyl, ma decine di incidenti gravissimi come quelli che hanno provocato 7 morti nelle centrali giapponesi tra il 1995 e il 2005) né di come smaltire le scorie che restano radioattive per centinaia e migliaia di anni.
d. La strada maestra sono le energie rinnovabili: Germania, Spagna, Austria, Grecia, Danimarca e tanti altri stati, europei e non, si stanno liberando dalla schiavitù del petrolio investendo grandi risorse sull'energia solare termica, fotovoltaica e a concentrazione, sull’energia eolica e sul risparmio e razionalizzazione degli attuali consumi. In Italia basterebbe coprire di pannelli fotovoltaici solo lo 0,1% (un millesimo) del territorio nazionale (utilizzando un decimo di tetti, pensiline, barriere autostradali ecc.) per soddisfare il 20% del fabbisogno nazionale di energia elettrica.
e. Il nucleare è fuori mercato, vive grazie a sovvenzioni statali e militari: Le stime Usa per i nuovi impianti danno il costo del kWh nucleare a 6.3 cent, addirittura il 20% in più dei 5,5 cent del gas o 5,6 del carbone (anche questi, peraltro, dannosi per la salute e l’ambiente). Per questo negli Usa, nonostante gli enormi incentivi stanziati da Bush, nessun privato ci investe dal 1976. L'unico reattore in costruzione in Europa è in Finlandia, perchè quello stato carica sul proprio bilancio (dei contribuenti) smaltimento delle scorie e smantellamento finale della centrale (che costa quasi come la costruzione). Gli altri 8 stati che, nel mondo, investono nel nucleare, lo fanno, quasi tutti, per produrre anche materia prima per le bombe: Cina, India, Russia, Pakistan, Giappone, Argentina, Romania e l'Iran, attualmente nel mirino degli Usa, perchè non è suo alleato.
Perciò chiediamo ai massimi rappresentanti di Stato e Parlamento di non tradire la volontà popolare e non imboccare, con i nostri soldi, questo costosissimo vicolo cieco.
I firmatari sono informati, ai sensi dell’art. 13 decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 [Codice in materia di protezione dei dati personali], che promotrice della petizione è la lista civica nazionale PER IL BENE COMUNE con sede nazionale in Ferrara, Piazzale Stazione 15

martedì 24 febbraio 2009

COMUNICATO STAMPA DELLA COMUNITA' PAPA GIOVANNI XXIII

COMUNICATO DELLA COMUNITA' PAPA GIOVANNI XXIII
La Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, sente il bisogno di levare la propria voce per sottolineare la gravità delle conseguenze che potranno verificarsi in applicazione delle disposizioni recentemente approvate dal Senato (Ddl A.S. 733).
La prima riflessione è relativa al cosiddetto reato di immigrazione irregolare. L'immigrato clandestino va ovviamente considerato in posizione illegale ma non deve essere perseguibile penalmente. La clandestinità non può essere assimilata alla criminalità, altrimenti questo assunto porterà lo straniero che si trova in tale condizione alla latitanza come difesa e, da disperato, sarà costretto a vivere ai margini della società civile, a ricorrere ad espedienti, senza possibilità d'integrazione.
Tale emarginazione, unita alla condizione di miseria materiale, alle umiliazioni, alle manifestazioni di razzismo può alimentare ulteriormente reazioni violente, irrazionali, pericolose e drammatiche per la nostra società. Questo provvedimento pertanto contrasta con il clima di sicurezza che si vorrebbe garantire al nostro Paese.
La seconda riflessione è relativa alla possibilità che viene data al medico curante di segnalare l'immigrato irregolare alle autorità competenti. Tale disposizione appare assurda ed ingiusta per i seguenti motivi: pone la classe medica in una condizione deontologicamente scorretta e comunque lesiva della dignità della persona che va salvaguardata in un Paese civile al di là della classe sociale o dell'etnia di appartenenza; costringe i malati a nascondere la loro condizione con gravi conseguenze per se stessi e per coloro con cui vengono in contatto. Anche questa norma contravviene alla condizione di sicurezza che si vuole assicurare al Paese in un momento critico come l'attuale. Si potrebbe inoltre correre un altro rischio: lo sviluppo di una rete di sistema pseudo-sanitario clandestino con conseguenze gravissime, non facilmente contenibili e controllabili.
Per quanto attiene alle altre disposizioni approvate dal Senato nel suddetto decreto esprimiamo il nostro sconcerto per il carattere rigidamente limitativo e restrittivo delle stesse che, in quanto tali, non possono essere coniugate con un corretto e civile atteggiamento di accoglienza.
Chiediamo pertanto un completo riesame della materia in oggetto che non metta tutti gli immigrati clandestini nella stessa condizione di passibilità ma operi un distinguo tra chi commette reato e chi è soltanto sprovvisto della documentazione necessaria e garantisca comunque un sostegno ai soggetti più vulnerabili quali i malati, gli anziani, le donne, i bambini, le vittime di note tratte o di ricatti.
Solo un'integrazione sociale agevolata e sostenuta da un clima di apertura e di accoglienza possono dare più sicurezza e prevenire ogni forma di devianza e di intolleranza nei confronti degli immigrati. Non dimentichiamo che la disuguaglianza e l'esclusione sociale determinano tensioni e conflitti che si riversano soprattutto sulle persone più indifese e deboli; che solo una legge "giusta" può dare più sicurezza; che l'effetto di queste norme sarà quello di spingere verso l'invisibilità moltissime persone che non lasceranno comunque il nostro Paese.


Invitiamo a condividere queste nostre valutazioni con quanti vorranno unirsi a noi nella manifestazione "Lasciateci Vivere" che avrà luogo a Roma davanti al Palazzo di Montecitorio il giorno 26 febbraio alle ore 10.00, per un'attenta riflessione sul significato profondo del messaggio evangelico: "Ero forestiero e mi avete ospitato"!

sabato 21 febbraio 2009

ARMI LOW COST IN BARBA ALLA LEGGE

Accordo tra l'italiana AgustaWestland e l'indiana Tata per la produzione di elicotteri da guerra. E tanti saluti alla legge 185

Il 12 febbraio, a Bangalore, India, i presidenti di AgustaWestland, Giuseppe Orsi, e di Tata Sons, Ratan Tata, hanno firmato un Memorandum of Understanding, cioé un pre-accordo, che prevede la formazione di una joint-venture tra AgustaWestland e Tata, per la produzione (in India) degli elicotteri di AgustaWestland.

Tata, famosa per la produzione di autovettore a basso costo, si occuperà della produzione e l'azienda di Finmeccanica continuerà ad essere responsabile delle attività di marketing e vendita in India e Paesi limitrofi.

Saranno prodotti elicotteri sia ad impiego civile sia militare. Mentre per i primi non è fornito alcun dato, "nell'ambito del mercato militare" Finmeccanica rileva che "sono previsti programmi di acquisizione per circa 500 elicotteri nei prossimi anni".

È sempre bene ricordare che l'India è uno dei Paesi asiatici in guerra (per la contesa del Kashmir con il Pakistan). Inoltre, con la joint-venture, AgustaWestland oltrepassa anche i vincoli della legge italiana 185/90 che vieta (art. 1) la vendita di sistemi d'arma a Paesi belligeranti.

Stefano Ferrario
tratto dal sito www.peacereport.net

GIULIANO PONTARA: TENDENZE NAZISTE IN MARCIA NEL MONDO

Pubblico una mail del Centro di Ricerche per la Pace di Viterbo

Gentili signori,

vi inviamo come anticipazione il seguente intervento che aprirà il
notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza é in cammino" di domani.
Un cordiale saluto,

La redazione de "La nonviolenza é in cammino"

Viterbo, 21 febbraio 2009

Mittente: Centro di ricerca per la pace
strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo
e-mail:
nbawac@tin.it
web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

* * *

Mi associo a tutti coloro che sorgono in protesta contro il cosiddetto
"pacchetto sicurezza". Già questo termine, che nel caso in questione é
travisatore e maschera misure dure e violente, appartiene alla stessa
famiglia di operazioni semantiche cui appartengono i termini "guerra
umanitaria", "pulizia etnica" e tanti altri: operazioni semantiche di cui
erano grandi esperti i nazisti.
Ho più volte messo in guardia contro le "tendenze naziste" in marcia nel
mondo, e la crescente minaccia che esse pongono ad una società democratica,
rispettosa dei diritti umani basilari, universali e indivisibili - e in modo
particolare quando questi diritti sono stati formalmente riconosciuti
attraverso la ratifica di Patti internazionali (sui diritti civili,
politici, economici, sociali, culturali) e di Convenzioni internazionali
(come quella sui diritti dei bambini).
Una delle caratteristiche centrali dell'ideologia e della mentalità nazista
é il disprezzo per il debole. Il testo di legge approvato dal Senato e ora
all'esame della Camera - specie attraverso l'abrogazione del comma 5 del
Testo Unico sull'immigrazione, ma non solo - é, secondo me, espressione di
un tale disprezzo; un disprezzo che va crescendo, e si accompagna ad
atteggiamenti razzisti, ronde, camicie di un solo colore, demagogie dai
pulpiti del potere "religioso" e "laico", e tentativi di scavalcamento e
affossamento della Costituzione.
Viene di nuovo in mente quanto scrive Primo Levi verso la fine de I sommersi
e i salvati: "É avvenuto, quindi può accadere di nuovo... e dappertutto";
prima un rivolo, poi un torrente, poi un fiume - e alla fine a maggioranza
di voti, e acclamazione di popolo.

* * *

Notizia sul professor Giuliano Pontara

Giuliano Pontara é uno dei massimi studiosi della nonviolenza a livello
internazionale, riproduciamo di seguito una breve notizia biografica già
apparsa in passato sul nostro notiziario (e nuovamente ringraziamo di tutto
cuore Giuliano Pontara per avercela messa a disposizione): "Giuliano Pontara
é nato a Cles (Trento) il 7 settembre 1932. In seguito a forti dubbi sulla
eticità del servizio militare, alla fine del 1952 lascia l'Italia per la
Svezia dove poi ha sempre vissuto. Ha insegnato Filosofia pratica per oltre
trent'anni all'Istituto di filosofia dell'Università di Stoccolma. É in
pensione dal 1997. Negli ultimi quindici anni Pontara ha anche insegnato
come professore a contratto in varie università italiane tra cui Torino,
Siena, Cagliari, Padova, Bologna, Imperia, Trento. Pontara é uno dei
fondatori della International University of Peoples' Institutions for Peace
(Iupip) - Università Internazionale delle Istituzioni dei Popoli per la
Pace (Unip), con sede a Rovereto (Tn), e dal 1994 al 2004 é stato
coordinatore del Comitato scientifico della stessa e direttore dei corsi.
Dirige per le Edizioni Gruppo Abele la collana "Alternative", una serie di
agili libri sui grandi temi della pace. É membro del Tribunale permanente
dei popoli fondato da Lelio Basso e in tale qualità é stato membro della
giuria nelle sessioni del Tribunale sulla violazione dei diritti in Tibet
(Strasburgo 1992), sul diritto di asilo in Europa (Berlino 1994), e sui
crimini di guerra nella ex Jugoslavia (sessioni di Berna 1995, come
presidente della giuria, e sessione di Barcellona 1996). Pontara ha
pubblicato libri e saggi su una molteplicità di temi di etica pratica e
teorica, metaetica e filosofia politica. É stato uno dei primi ad
introdurre in Italia la "Peace Research" e la conoscenza sistematica del
pensiero etico-politico del Mahatma Gandhi. Ha pubblicato in italiano,
inglese e svedese, ed alcuni dei suoi lavori sono stati tradotti in spagnolo
e francese. Tra i suoi lavori figurano: Etik, politik, revolution: en
inledning och ett stallningstagande (Etica, politica, rivoluzione: una
introduzione e una presa di posizione), in G. Pontara (a cura di), Etik,
Politik, Revolution, Bo Cavefors Forlag, Staffanstorp 1971, 2 voll., vol.
I, pp. 11-70; Se il fine giustifichi i mezzi, Il Mulino, Bologna 1974; The
Concept of Violence, Journal of Peace Research , XV, 1, 1978, pp. 19-32;
Neocontrattualismo, socialismo e giustizia internazionale, in N. Bobbio, G.
Pontara, S. Veca, Crisi della democrazia e neocontrattualismo, Editori
Riuniti, Roma 1984, pp. 55-102; tr. spagnola, Crisis de la democracia,
Ariel, Barcelona 1985; Utilitaristerna, in Samhallsvetenskapens klassiker, a
cura di M. Bertilsson, B. Hansson, Studentlitteratur, Lund 1988, pp.
100-144; International Charity or International Justice?, in Democracy State
and Justice, ed. by. D. Sainsbury, Almqvist & Wiksell International,
Stockholm 1988, pp. 179-93; Filosofia pratica, Il Saggiatore, Milano 1988;
Antigone o Creonte. Etica e politica nell'era atomica, Editori Riuniti, Roma
1990; Etica e generazioni future, Laterza, Bari 1995; tr. spagnola, Etica y
generationes futuras, Ariel, Barcelona 1996; La personalità nonviolenta,
Edizioni Gruppo Abele, Torino 1996; Guerre, disobbedienza civile,
nonviolenza, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1996; Breviario per un'etica
quotidiana, Pratiche, Milano 1998; Il pragmatico e il persuaso, Il Ponte,
LIV, n. 10, ottobre 1998, pp. 35-49; L'antibarbarie. La concezione
etico-politica di Gandhi e il XXI secolo, Ega, Torino 2006. É autore delle
voci Gandhismo, Nonviolenza, Pace (ricerca scientifica sulla), Utilitarismo,
in Dizionario di politica, seconda edizione, Utet, Torino 1983, 1990 (poi
anche Tea, Milano 1990, 1992). É pure autore delle voci Gandhi,
Non-violence, Violence, in Dictionnaire de philosophie morale, Presses
Universitaires de France, Paris 1996, seconda edizione 1998. Per Einaudi
Pontara ha curato una vasta silloge di scritti di Gandhi, Teoria e pratica
della nonviolenza, Einaudi, nuova edizione, Torino 1996, cui ha premesso un
ampio studio su Il pensiero etico-politico di Gandhi, pp. IX-CLXI". Una più
ampia bibliografia degli scritti di Giuliano Pontara aggiornata fino al 1999
(che comprende circa cento titoli), già apparsa nel n. 380 de "La
nonviolenza é in cammino", abbiamo successivamente riprodotto nel n. 121 di
"Voci e volti della nonviolenza".

* * *

mercoledì 18 febbraio 2009

DARWIN DAY A SAVONA



Carissimi,
come vi ho anticipato quest'anno anche a Savona l'anniversario darwiniano sarà celebrato con più iniziative nel corso delle quali sarà dato spazio anche a domande ed interventi.
Qui di seguito vi sintetizzo i contenuti delle due conferenze che si terranno appunto a Savona presso la libreria UBIK di Corso Italia e in allegato vi invio le locandine che possono essere stampate ed affisse nelle bacheche.
Dato il valore anche divulgativo dei contenuti delle due conferenze chiedo cortesemente a chi ha la possibilità di diffondere l'invito a studenti ed insegnanti oltre a tutti coloro che a vostro parere possono nutrire interesse per l'evento o per l'Unione Atei e Agnostici Razionalisti.
In concomitanza con le conferenze sarà possibile iscriversi o avere informazioni sulle nostre attività.
La partecipazione è aperta comunque a tutti gli interessati.
Per ogni eventualità sono a vostra disposizione a questo indirizzo o al numero 349/3827339.
Cari saluti
Francesca Marzadori
Referente UAAR Savona


19 febbraio ore 17.30

Charles Darwin: opinioni religiose e l'origine del senso morale - Angelo Abbondandolo
Il 12 febbraio di quest'anno ricorre il bicentenario della nascita di Charles Darwin, il padre della teoria dell'evoluzione per selezione naturale. Seguendo una consuetudine ormai consolidata, l'UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) celebrerà l'evento con una conferenza dal titolo "Charles Darwin: opinioni religiose e l'origine del senso morale". Il relatore, Angelo Abbondandolo, docente di genetica dell'Ateneo genovese, ripercorrerà il percorso che portò Darwin dalla stretta ortodossia giovanile allo scetticismo e, alla fine, all'agnosticismo dichiarato. In contrasto con le opinioni dominanti del suo tempo, Darwin non poteva credere che non potesse esservi moralità senza religione e spiegò le origini dei nostri princìpi morali in chiave evoluzionistica, un'idea che sarà ripresa solo all'alba del XXI Secolo. Oggi l'intuizione del grande naturalista inglese viene indagata con metodi affascinanti, che cercano di separare ciò che dei nostri principi è innato da ciò che è culturale. Il relatore farà riferimento alla "Autobiografia" di Darwin, al libro del suo bis-bis nipote Randal Keynes, "Casa Darwin", al bestseller di Richard Dawkins "L'illusione di Dio" e al saggio di Marc Hauser "Menti morali: le origini naturali del bene e del male".


25 febbraio ore 18.00
Implicazioni dell'evoluzionismo - Franco Ajmar


Accettare la teoria dell´evoluzione biologica e le sue estensioni è oggi quasi scontato, come accettare la teoria della gravitazione universale: a differenza della quale l´evoluzionismo ha tuttavia numerose implicazioni per il comportamento quotidiano individuale.. Il riconoscimento sia della variabilità biologica, in contrasto al tipo "ideale", come motore dell´evoluzione, sia della derivazione da un progenitore comune con le altre specie; la collocazione non privilegiata e provvisoria dell´homo sapiens; il significato e destino della sua (eventuale) anima; il rapporto con il creazionismo e il progetto intelligente; la lotta o piuttosto la cooperazione per la sopravvivenza: queste sono alcune implicazioni dell´evoluzionismo.

U.A.A.R. - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
Membro associato dell’IHEU - International Humanist & Ethical Unìon
Membro associato della FHE - Fédération Humaniste Européenne
Presidenti Onorari:
Laura BALBO, Margherita HACK, Carlo FLAMIGNI, Piergiorgio ODIFREDDI, Pietro OMODEO,
Danilo MAINARDI, Floriano PAPI, Valerio POCAR, Emilio ROSINI, Sergio STAINO
Circolo di Genova - genova@uaar.it - www.uaar.it
DARWIN DAY
BICENTENARIO
Charles Darwin: opinioni religiose
e l'origine del senso morale
CONFERENZA
Angelo Abbondandolo - professore di Genetica dell’Università di Genova
Libreria UBIK - Corso Italia, 116 (Savona)
Giovedì 19 Febbraio - ore 17:30












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http://laburismo.blogspot.com

lunedì 16 febbraio 2009

una nuova strategia della tensione?

le voci dubbiose aumentano, questa da www.ildialogo.org

Editoriale
Strategia dello stupro! di Giovanni Sarubbi

Negli anni ’70 la chiamavano la “strategia della tensione”: un po’ di bombe sui treni, nelle piazze, in edifici pubblici; attentati e omicidi eseguiti da organizzazioni terroristiche poi risultate infiltrate da più servizi segreti definiti “deviati”; squadracce di estrema destra lanciate contro operai e studenti a completare l’opera. Il tutto per bloccare o meglio stroncare qualsiasi possibilità di rinnovamento della società italiana cominciata con il grande movimento del ’68.Oggi potremmo definire quello che sta accadendo come “strategia dello stupro”: un po’ di squadracce ben addestrate in giro per le grandi città a caccia di coppie di fidanzatini da terrorizzare, lui picchiato e lei violentata sotto i suoi occhi e se ci scappa il morto è meglio; un po’ di trucco per sembrare immigrati, meglio se rumeni; qualche parola storpiata per far finta di parlare male l’italiano ed il gioco è fatto. Immediatamente parte la caccia al rumeno, al rom, all’africano, all’islamico: squadracce ben organizzate distruggono e spaccano teste nei locali punto di ritrovo degli immigrati; cortei di auto con altoparlanti vanno in giro di notte a gridare il loro messaggio di odio; forze di destra che del maschilismo e della violenza di genere sono stati e sono i promotori si presentano come difensori delle donne (chi ricorda più i fatti del Circeo?); esponenti dei partiti di governo chiedono castrazioni chimiche o la pena di morte o altre aberrazioni, ed infine il governo è pronto ad emanare l’ennesimo decreto per forzare le leggi a cominciare dalla Costituzione.Se la sinistra non fosse in stato comatoso non ci metterebbe molto a fare l’analisi che ho qui abbozzato. E non è una cosa difficile da fare. La dinamica dell’ultimo caso, quello di Roma, è chiarissima. Che senso ha aggredire due fidanzatini di 15 anni? Che soldi possono avere addosso due ragazzini? Ha senso come movente il furto di due telefonini? E com’è che immediatamente è scattata la caccia all’uomo e i cortei di auto con altoparlanti da un lato ed il can-can massmediatico dall’altro? No, troppe coincidenze, e quando ci sono troppe coincidenze non possono essere casuali. C’è una organizzazione e una regia, e lo scopo è molto chiaro: approvare in fretta e con il consenso popolare il disegno di legge 733 sulla cosiddetta “sicurezza”, quello che reintroduce nel nostro ordinamento le leggi razziali e consegna la tanto sbandierata “sicurezza” a quelle che la stampa ha chiamato “ronde padane”, che altro non sono che squadracce fasciste come quella che a Roma ha devastato un locale frequentato da immigrati turchi.Forse qualcuno dirà che la mia è un’analisi azzardata, che soffro di complottismo, ma io non credo che due ladri che siano tali, possano perdere il loro tempo con due ragazzini squattrinati per due cellulari che come refurtiva valgono zero, utili magari a far trovare “il colpevole” di comodo, regalandolo a qualche immigrato ignaro e senza documenti. Ho il forte dubbio che tale schema sia già stato messo in pratica proprio a Roma in altri episodi simili.Io credo che ci voglia il coraggio di pensare freddamente rispetto a quello che succede e avere la capacità di avanzare ipotesi che solo apparentemente sono azzardate. La storia degli ultimi 40 anni ha dato pienamente ragione a quanti agli inizi degli anni ’70, che anche allora furono osteggiati, parlarono di “strategia della tensione”. E la storia oggi si ripete in altre forme ma l’obiettivo è lo stesso, far superare la crisi sociale, morale, politica ed economica che stiamo vivendo a chi ne è responsabile e cioè alle grandi imprese industriali, ai magnati della finanza, agli inventori degli imbrogli che vanno sotto il nome di “finanza creativa”, ai cantori del “libero mercato” che quando i loro folli progetti di sfruttamento vanno in crisi non esitano a mungere lo Stato usando il ricatto dei licenziamenti. Tutti costoro negano lo spirito e la lettera della nostra Costituzione la dove è scritto che l'iniziativa economica privata “non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” (art. 41). Mi auguro che ci sia qualche magistrato che voglia verificare la fondatezza della mia ipotesi.Chi sta organizzando e sfruttando politicamente l’ondata di violenza oggi in corso, sta utilizzando sapientemente il diffuso maschilismo, che non è morto e che anzi è stato a lungo coltivato e diffuso insieme ad una idea di donna come “oggetto sessuale” in tutti i talk-show e in tutte le pubblicità commerciali che inondano le TV. Lo scopo è suscitare paura e per fare ciò non ci vuole mai molto sforzo. Occorre secondo noi denunciare questo progetto securitario se si vuole sconfiggere il maschilismo e la paura e dare un futuro di pace e di rispetto dei diritti umani al nostro paese e all’umanità. Ci auguriamo che non riparti in grande stile una guerra di genere fra maschi e femmine che sarebbe un ulteriore regalo agli organizzatori della ondata di violenza odierna.La sinistra, invece, si accoda ai programmi securitari della destra al governo chiedendo l’assunzione massiccia di nuovi poliziotti e carabinieri, come se questo potesse impedire i progetti oramai apertamente golpisti, di stravolgimento della Carta Costituzionale della destra al governo.Signori della sinistra svegliatevi finché siamo ancora in tempo.

Lunedì 16 Febbraio,2009 Ore: 11:03