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lunedì 14 aprile 2008

DIO L'INFERNO E GIOVANNI FRANZONI

Da Adista. Fatti, notizie, avvenimenti su mondo cattolico e realtà religiose www.adistaonline.it
14 aprile 2008 -

L’INFELICITÀ DI DIO E L’INFERNO "CATTOLICO". TERZO VOLUME DELL’OPERA OMNIA DI GIOVANNI FRANZONI
34384. ROMA-ADISTA. Il papa ribadisce che l’inferno c’è ed è "eterno". Così, parlando nella parrocchia della borgata romana di Fidene, il 25 marzo 2007, Benedetto XVI, ha affermato: "Gesù è venuto per dirci che ci vuole tutti in paradiso e che l’inferno, del quale poco si parla in questo nostro tempo, esiste ed è eterno per quanti chiudono il cuore al suo amore". Concetto ripreso e ribadito nella sua enciclica Spe salvi del 30 novembre 2007. Ma nella Chiesa cattolica romana si levano le voci di quanti/e negano quest’affermazione, e non per essere diventati atei, ma proprio perché, come credenti nel Dio di Gesù Cristo, ritengono che sostenere la dannazione eterna significhi affermare una contraddizione che distrugge Dio stesso. Tra queste voci, vi è quella di Giovanni Franzoni, di cui è appena uscito Il diavolo mio fratello. L’addio alla dannazione eterna (Edup, Roma 2008, pag. 318, € 20, il volume è acquistabile anche tramite la nostra agenzia), volume nel quale egli sostiene appunto che, se anche una sola persona – sia pure per sua libera e inflessibile opposizione, nella vita terrena, all’amore, alla verità e alla giustizia – precipitasse in un inferno eterno, Dio stesso sarebbe eternamente infelice in quanto per sempre perderebbe una sua creatura. Naturalmente, argomenta Franzoni, per gli umani è impossibile comprendere come si compongano, nell’aldilà, somma giustizia e somma misericordia, perché impenetrabile è il mistero di Dio e insondabile il modo con cui Egli, rispettando la volontà del "dannato" (diavolo o persona umana), lo possa sollecitare fino ad abbandonarsi al suo amore. Quest’ipotesi, ovviamente, presuppone il fermo rifiuto di una tesi fondamentale della dottrina ufficiale: chi muore nel peccato mortale rimane "pietrificato" per l’eternità nel suo no a Dio.



L’Edup (Edizioni dell’Università Popolare) sta pubblicando – con un’impresa che terminerà tra qualche anno – l’opera omnia di Franzoni, cioè libri in gran parte già pubblicati, e ora ri-editi, riuniti in volumi che contengono gruppi di scritti dedicati allo stesso tema. Sono usciti, per ora, tre volumi: nel 2006, prima Le cose divine e, subito dopo, I beni comuni, che raccolgono quanto l’autore ha scritto sugli Anni Santi del 1975 e del 2000, e sulla destinazione per tutti dei beni che sono di tutti (sulla terra, nel sottosuolo, nei mari, nello spazio); e, ora il terzo volume della serie, che raccoglie Il diavolo mio fratello e Le tentazioni di Cristo, pubblicati da Rubbettino editore nel 1986 e nel 1990, e poi Il ritorno di Leviathan, testo inedito del 2007.

Ne Il ritorno di Leviathan Franzoni cita quanto detto dal papa nel 2007, ma ritiene del tutto discutibili quelle affermazioni, che ripropongono poi la "dottrina tradizionale" della Chiesa cattolica. La questione, dunque, è come valutare questa dottrina. Malgrado le reticenze ufficiali, sottolinea l’autore, la storia della Chiesa dimostra che sempre vi sono stati pensatori cristiani che si sono chiesti se e come sia possibile immaginare un Dio che punisce il peccatore per l’eternità. In particolare, lo scrittore si rifà al grande Origene – teologo del III secolo – il quale ipotizzò che il Signore, in un futuro noto a Lui solo, avrebbe compiuto l’apokatàstasis pànton, la restaurazione di tutte le cose, e allora tutti sarebbero stati salvati. Le riflessioni teologiche di Franzoni su tale problematica sono stringenti, e stimolano domande sulle quali egli invita anche la teologia ufficiale a riflettere, non più accontentandosi di risposte "ovvie" che tali, in realtà, non sono.

Le tentazioni di Cristo
sono, tra le altre, quelle subite da Gesù nel deserto ma, poi, anche quelle affrontate dalla Chiesa lungo i secoli e alle quali, spesso, essa (ogni Chiesa) ha ceduto. I titoli di alcuni capitoli del libro indicano l’ampio ventaglio della riflessione di Franzoni: "Dio tenta l’uomo, l’uomo tenta Dio"; "La Chiesa, la voglia di essere come Dio"; "La metamorfosi della simonia. Il sistema concordatario". E la conclusione de Le tentazioni racchiude il senso di un discorso che dalla riflessione sull’eternità rimbalza sulla cronaca quotidiana: "Ci avvolge, di tanto in tanto, la tentazione di tacere, il dubbio che ogni impegno sia inutile, la sensazione che il potere ecclesiastico dominante sia troppo forte per essere non dico scosso, ma neppure scalfito. Ma, ritengo, bisogna superare queste difficoltà. Niente può oscurare il magistero insostituibile ed assoluto di Cristo crocifisso, sconfitto ed abbandonato. A quei chiodi deve tornare ogni credente, e debbono tornare le Chiese nel loro complesso, cioè come mistura inseparabile di istituzione e di carisma, se le comunità cristiane organizzate vogliono trovare senso e fondamento. (luigi sandri)

domenica 13 aprile 2008

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Ciao a tutti, abbiamo appena trasformato da lettera a petizione on line la campagna, in tema di banche armate, riferita all' Alto Rappresentate delle Nazioni Unite per il disarmo, Signor Sergio De Queiroz Durante. L'obiettivo è quello di raggiungere 50.000 firme entro la fine dell'anno.

Il link al quale poter firmare è il seguente http://www.umanistisettimo.org/PetizioneOnLine.htm

Vi chiediamo di firmare e far firmare tutti quelli che conoscete.
E' un altro tentativo fra i molti, male non fa.
A presto
Ivan Marchetti
Partito Umanista
Settimo Torinese
cell. 3401738032

Per maggiori informazioni:
http://www.umanistisettimo.org/

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sabato 12 aprile 2008

GLI IMMIGRATI IN LOMBARDIA - PRESENTAZIONE 7° RAPPORTO ISMU

Gli immigrati in Lombardia
Presentazione del 7° rapporto 2007
Mercoledì 16 aprile 2008

dalle 9.00 alle 17.30 Auditorium Giorgio Gaber
Palazzo della Regione
Piazza Duca d'Aosta 3 - Milano.

L’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità, istituito dalla Giunta della Regione Lombardia con provvedimento n. 2526 del 5 dicembre 2000, nasce non solo dall’esigenza di conoscere e monitorare il fenomeno della presenza straniera ma anche dalla consapevolezza che l’immigrazione è un fenomeno strutturale che ha investito e continuerà ad investire in modo privilegiato l’Italia per la sua collocazione geografica e la Lombardia per la sua attività economica e produttiva. Sulla base del lavoro svolto e dell’obiettività perseguita nel sistema di rilevazione, la Giunta Regionale, con dgr n. 20099 del 23 dicembre 2004, ha deliberato la prosecuzione delle attività dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità e, con dgr n. 19977 del 23 dicembre 2004, ha istituzionalizzato la rete degli Osservatori Provinciali sull'immigrazione quali preziosi terminali per la realizzazione di un sistema informativo integrato sulla realtà migratoria a scala locale. L’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità costituisce uno strumento funzionale all’acquisizione di dati certi e puntuali, costantemente aggiornati, sul fenomeno dell’immigrazione nel territorio regionale della Lombardia. Facendo convergere ruoli e competenze e coniugando il lavoro di enti di ricerca non solo universitari, l’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità analizza gli aspetti quantitativi e caratterizzanti la popolazione immigrata, approfondendo tematiche riguardanti l’inclusione nel sistema produttivo (lavoro), i processi di insediamento alloggiativi (casa), le problematiche sanitarie (salute), la partecipazione al sistema scolastico (scuola), le strutture di accoglienza, i progetti territoriali, il volontariato e il terzo settore. L’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità è uno strumento al servizio delle Istituzioni per l’elaborazione di politiche locali adeguate, per potenziare le capacità progettuali e le iniziative degli Enti locali e degli altri soggetti che operano direttamente e indirettamente nel campo delle migrazioni.

Notizia tratta dal sito http://www.ismu.org/ORIM/

venerdì 11 aprile 2008

Educare stanca (articolo di Maurizio Tiriticco)

Dal sito www.pavonerisorse.it/nuovorso/educare_stanca.htm riprendo questo articolo, ringraziando l’amico Reginaldo Palermo per l’autorizzazione concessa.

Il difficile rapporto tra istruzione e educazione
Sul frontespizio di una pagella di una scuola elementare del 1924 figura la scritta “istruire quanto basta, educare più che si può”. Il fascismo aveva già marciato su Roma, ma non era ancora diventato regime. Nei cinque anni della scuola elementare, obbligatori dal 1904, si insegnava a leggere, scrivere e far di conto. Erano le competenze essenziali richieste ai suoi abitanti da un Paese che aveva raggiunto da qualche decennio la sua unità nazionale, un Paese che aveva dovuto costruire un suo apparato amministrativo e le infrastrutture essenziali al convivere civile, avviare la trasformazione della sua economia da agricola ad industriale, e che si era anche cimentato in campagne coloniali ed aveva partecipato ad una guerra che aveva visto come protagonisti i Paesi più avanzati del pianeta.
In quegli anni istruire quanto basta era fondamentale: si doveva dare il minimo delle conoscenze e non andare oltre, fino a sollecitare ragionamenti critici e forse pericolosi per l’assetto sociale. L’educare, poi, per una scuola di Stato di recente costituzione, non era affatto una impresa agevole: il controllo secolare della Chiesa sulla morale, sulla famiglia e sull’educazione era pressoché totale e i governi della Destra e della Sinistra che si erano succeduti dal 1861 avevano già avuto… tante altre gatte da pelare in materia di rapporti con il mondo cattolico! Di qui l’espressione educare più che si può, e non andare oltre certi limiti!
Ci penserà più tardi il fascismo a… mettere le cose a posto, rivendicando per il nuovo Stato totalitario sia una istruzione che una educazione a tutto tondo, finalizzate essenzialmente alla generalizzazione del consenso. Non a caso il fascismo trasformò il Ministero della Pubblica Istruzione in Ministero dell’Educazione nazionale e dette vita ad una serie di organizzazioni giovanili fasciste – i figli della lupa, i balilla, gli avanguardisti, i giovani fascisti – di fatto paramilitari e fortemente concorrenziali con quelle della Chiesa cattolica. Educare, o meglio educare al consenso, per ogni Stato totalitario è la prima cosa da fare, come garanzia della sua continuità. A dispetto, ovviamente, dei diritti della persona, della democrazia e della libertà educativa, se è vero che educazione e libertà sono di fatto – o dovrebbero essere – sinonimi!
Educare, istruire e formare oggi
Dal 1924 le cose sono profondamente cambiate, in primo luogo perché dopo tante lotte abbiamo costruito una Repubblica democratica. Ma oggi uno dei punti cruciali del cambiamento consiste nel fatto che, nella cosiddetta società della conoscenza, l’educazione e l’istruzione devono essere azioni concomitanti ed assolutamente pervasive, perché non riguardano più solo i bambini che crescono e che devono essere socializzati ad un dato contesto sociale ed indirizzati a dati mestieri e professioni, ma riguardano i cittadini tutti e per tutta la loro vita. Le tre fasi della vita di un tempo, andare a scuola, lavorare e andare in pensione, sono assolutamente saltate e la funzioni stesse dell’educare e dell’istruire sono cambiate. E non è un caso che non si parli più di scuola in senso stretto, ma di Sistema educativo di istruzione e formazione, con una forte sottolineatura del fatto che gli insegnamenti formali, impartiti dalle istituzioni a ciò dedicate, sono fortemente implementati da quelli informali e non formali, dal cui apporto non si può assolutamente prescindere
Nel comma 2 dell’articolo 1 del dpr 275/99, regolamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, leggiamo testualmente: “L’autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale, e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento”. Si tratta di uno dei passaggi normativi più significativi ed avanzati prodotti negli ultimi anni dalla nostra Amministrazione. I corsivi sono miei ed evidenziano alcune parole chiave che rinviano a concetti che caratterizzano e sostanziano la vision e la mission di un Sistema educativo oggi in una società il cui sviluppo sociale, civile ed economico è fondato in primo luogo sulla conoscenza.
E’ un impegno importante e gravoso quello di riuscire a garantire a ciascuno il successo formativo, dare a ciascuno tutti gli strumenti indispensabili per poter accedere in una società che si fa sempre più complessa e competitiva. Il che non significa regalare promozioni – come sostengono i tanti Pirani di turno, sempre pronti a gettar fango sulle nostre istituzioni scolastiche – ma accettare la sfida che ogni Paese civile ed avanzato si dà, quella di adoperarsi perché tutti i suoi cittadini divengano veramente tali… non uno di meno! Ed è in tale ottica che dobbiamo anche leggere la sfida che ci siamo dati di elevare da otto a dieci anni l’obbligo di istruzione. E’ un dovere civile far sì che nessuno resti indietro e possa, invece, raggiungere quelle conoscenze e quelle competenze che sono essenziali per accedere ad una società che si fa sempre più difficile.

Persona, cittadino e lavoratore
Aiutare i nuovi nati – ed oggi e domani ancora di più anche i nuovi arrivati – ad inserirsi in una società che vuole e deve essere assolutamente democratica, fondata sulla convivenza civile, sulla conoscenza, sul lavoro, significa rendere sempre più produttivo ed efficace un Sistema capace di integrare processi finalizzati nello stesso tempo ad educare, formare ed istruire, così come detta il citato dpr sull’autonomia delle istituzioni scolastiche.
In effetti, in ciascuno di noi c’è una persona in quanto è sé stesso, con la consapevolezza della sua autonoma identità personale e responsabilità sociale; c’è anche un cittadino in quanto è impegnato nei rapporti quotidiani con altri, dai livelli famigliari ed amicali a quelli del lavoro e della partecipazione alla vita associata; c’è anche un lavoratore, inteso in senso lato, dal cuoco al chirurgo, in quanto è impegnato con la realtà produttiva che richiede conoscenze e competenze sempre nuove.
Persona, cittadino e lavoratore costituiscono, in effetti, tre aspetti integrati di una medesima realtà, distinguibili concettualmente, ma indivisibili nei fatti. Si tratta di tre vettori alla cui origine c’è l’individuo che, una volta nato, con lo sviluppo/crescita e l‘apprendimento continuo, si manifesta e si esprime con i tratti specifici della sua personalità, del suo saper essere, saper fare, sapere interagire con gli altri. Lo stesso Jean Delors nel ’96 ci ha ricordato che sono quattro i pilastri dell’educazione del Duemila: imparare a conoscere, imparare a fare, imparare a vivere, imparare ad essere.
Per grandi approssimazioni, potremmo dire che gli “interventi di educazione, formazione e istruzione”, di cui al citato dpr, si articolano lungo i seguenti percorsi, nominalmente diversificati, ma di fatto strettamente interagenti, se non integrati:
- la formazione della persona, in funzione della costruzione della identità personale, della consapevolezza delle risorse di cui può disporre, dei limiti con cui misurarsi, delle attese che nutre;
- l’educazione del cittadino, cosciente delle proprie responsabilità civili, sociali, politiche, capace e disponibile a concorrere con le attività di pubblico interesse;
- l’istruzione del lavoratore, in ordine a quelle conoscenze e a quelle competenze che ne caratterizzano il proprio particolare contributo alla costruzione dei beni intellettuali e materiali che consentono lo sviluppo e la crescita collettivi.E si tratta di una strada che abbiamo intrapresa. In effetti, se si leggono attentamente sia le Indicazioni per il curricolo che i documenti relativi all’innalzamento dell’obbligo di istruzione, ritroviamo precise tracce che vanno nelle direzioni indicate. L’area linguistico-artistico-espressiva delle Indicazioni e l’asse dei linguaggi dell’innalzamento dell’obbligo concorrono in gran parte alla costruzione della persona. L’area matematico-scientifico-tecnologica e i due assi matematico e scientifico-tecnologico concorrono alla costruzione del lavoratore. L’area storico-geografica e l’asse storico-sociale concorrono alla formazione del cittadino. Si tratta di aree e di assi che vanno lette ed gite nella continuità che vi è implicita.Sono due documenti programmatici che individuano e tracciano, anche se in grandi linee e a volte anche con linguaggi e accenti diversi, un percorso verticale, progressivo e continuo finalizzato a far conseguire a tutti i soggetti in apprendimento alcune competenze indispensabili per esercitare a pieno titolo la cittadinanza attiva in un contesto che, per di più, non è più solo nazionale, ma essenzialmente europeo, se non transnazionale. E si tratta di quelle competenze chiave, dettagliate nel documento sull’obbligo e desunte dalle sollecitazioni provenienti dall’Unione europea, competenze verso le quali devono convergere tutti gli insegnamenti impartiti, fin dalla scuola dell’infanzia.La scommessa dell’educazioneLo scenario è abbastanza certo come prospettiva; è meno certo, invece, per quanto riguarda i passaggi istituzionali ed ordinamentali che sul piano legislativo ed amministrativo debbono ancora essere effettuati. La scuola dell’infanzia e la scuola primaria attendono bene ai loro compiti – e le stesse ricerche internazionali lo attestano.Vi è poi il nodo di una scuola media – od intermedia che sia – che a tutt’oggi è ancora il primo grado di una secondaria più che un secondo grado di un percorso progressivo ed unitario. Va, tuttavia considerato che le Indicazioni per la prima volta, dal ’62 – anno di avvio della scuola media unica – ad oggi tracciano un curricolo verticale con lo stesso numero di discipline, con gli stessi accorpamenti disciplinari, con gli stessi criteri con cui si individuano le scadenze degli obiettivi degli apprendimenti e dei traguardi per lo sviluppo delle competenze.Vi è poi la sfida del biennio, o meglio dei tanti diversi bienni che, pur nelle loro tradizionali differenziazioni – infatti, sono nati come propedeutici ai trienni, non come conclusivi di unciclo – dovranno, comunque, riuscire a far conseguire a tutti i nostri sedicenni le medesime competenze culturali e di cittadinanza, competenze che è la stessa Unione europea ad indicarci, a noi e a tutti i cittadini de Paesi membri.Lo scenario non è quindi immune da difficoltà. Va anche sottolineato che la nostra scuola, per sua natura e tradizione, ha sempre puntato sull’istruzione. Soprattutto nella scuola secondaria le materie – oggi elevate al rango di discipline – hanno sempre dominato indiscusse con la rigida distinzione di cattedre, classi, quadri orari settimanali. Anche in tema di formazione, pur se in diversa misura, anche in forza di una certa tradizione (la maestrina della penna rossa, il personalismo cattolico, malamente rispolverato dalla “riforma” Moratti, la maestra come seconda mamma, la scuola “materna” di ieri, e così via), la nostra scuola non ha mai bacchettato sul serio i nostri alunni.E’ in tema di educazione che, invece, siamo indietro. Nell’Italietta post-unitaria il trinomio dio patria famiglia non cedeva molti spazi ad una reale educazione civile. Per non dire dell’era fascista, in cui l’educazione nazionale aveva come viatico lo slogan libro e moschetto, fascista perfetto, o il credere, obbedire, combattere. Con la nascita della Repubblica il problema dell’educazione si pose, ma non lo si affrontò con quella immediatezza che, a mio avviso, si rendeva necessaria. In effetti, la struttura messa in piedi da Gentile prima e da Bottai poi non venne messa subito in discussione. Il solito adagio secondo cui la scuola può attendere la ebbe vinta! Solo nel ’58, a dieci anni di distanza dalla Costituzione, si introdusse nelle scuole quella Educazione civica che, com’è noto, non ha mai avuto una gran fortuna! Di fatto, una reale coscienza civica non ha mai costituito una priorità tra le finalità delle nostre istituzioni scolastiche, anche al di là delle buone intenzioni che pur qualche ministro e qualche associazione ha sempre dimostrato in materia.La leva dell’educazione è ancora a tutt’oggi il tallone d’Achille del nostro Sistema, di fatto… ancora più di istruzione che di educazione. Se poi aggiungiamo che gli esempi che ci vengono dal sociale non sono tra i più illuminanti, che la Casta e la munnezza occupano l’attenzione delle nostre cronache al pari dei grandi fratelli e degli interminabili Sanremo, non è facile sollecitare un’altra e più importante attenzione che comporti che il nostro Sistema di istruzione e formazione sia anche effettivamente centrato sull’educazione.Insomma… educare è veramente faticoso! E qualcuno potrebbe anche dire che… educare stanca!

martedì 8 aprile 2008

OBIEZIONE FISCALE ALLE SPESE MILITARI...

Riporto una mail della Lega degli Obiettori di coscienza alle spese militari e la mozione politica approvata all'Assemblea di Cattolica.

Si e' tenuta a Cattolica, il 5 e 6aprile, l'assemblea annuale degli Obiettori di coscienza alle spese militari [...] Il dibattito, aperto da una relazione di Massimo Aliprandini a nome del Centro coordinatore nazionale, ha percorso e sviluppato i seguenti temi:

- come prendere coscienza della gravità della situazione internazionale le cui tendenze rischiano di aumentare il ricorso alle soluzioni militari difronte ad una conflittualità crescente sulla scarsita' delle risorse planetarie;

-come rilanciare l'obiezione alle spese militari come opposizione al riarmo e al coinvolgimento bellico dell'Italia, orientamento militarista che unifica tutta la politica ufficiale;

-come accogliere, dentro la Campagna, la modalita' del "5X1000 di pace" proposta dall'appello "SCELGO LA NONVIOLENZA ATTIVA";- come sollecitare un possibile ruolo positivo del nuovo Comitato DCNAN ed in ogni caso aprire la questione politica del Servizio Civile legato alla difesanonviolenta (anche per dare uno sbocco credibile all'opzione fiscale);

- come organizzare una "Rete della DPN di base" interloquendo con i comitati dei cittadini che, a difesa di vitali equilibri sociali ed ambientali, si oppongono alla violenza "interna" dello Stato, impositiva dell'infrastruttura militarista e del business imperante;

-come garantire un ruolo efficace degli antimilitaristi nonviolenti in un movimento pacifista che deve faticosamente conquistare la sua autonomia dalle ingerenze partitiche. Sono stato incaricato di lavorareal verbale ufficiale dell'Assemblea. La messa in circolazione dellemozioni di Cattolica e' un primo contributo informativo, che e' opportuno apportare tempestivamente. Il Coordinamento Politico della Campagna, riconfermato con la sostituzione di Tiziano Cardosi al posto della dimissionaria Rosanna Mulas - e da integrare con un nominativo pugliese - è convocato per sabato 11 maggio 2008 a Bologna. Angelo Gandolfi è incaricato di seguire le riunioni internazionali degli obiettori alle spese militari (Campagna Peace Tax).
Alfonso Navarrac/o Campagna OSM/DPN Via M.Pichi 1 - 20143 Milano tel/fax 02-5810.1226- e mail: locosm@tin.it


MOZIONE POLITICA

L'Assemblea degli obiettori alle spese militari per la Difesa popolare nonviolenta (OSM/DPN), riunitasi a Cattolica il 5 e 6 aprile 2008,

valuta con favore l'iniziativa, lanciata da Alex Zanotelli, ed accolta da numerose realtà nonviolente, di una modalità di obiezione di coscienza al riarmo e alla guerra, esercitabile anche attraverso la destinazione del 5 per mille a progetti di interposizione nonviolenta all'estero;

invita i promotori di "Scelgo la nonviolenza attiva" a coordinarsi con la nostra Campagna OSM/DPN, inserendo questa modalità di obiezione tra le opzioni offerte dalla nostra Guida pratica;

sottolinea che, nell'attuale momento politico, la forma principale di costruzione della DPN (Difesa popolare nonviolenta) deve riguardare l'opposizione chiara e decisa alla deriva militarista ed autoritaria dello Stato italiano, che partecipa in modo subalterno alla "guerra contro il terrore" e aggredisce, per esigenze di business antipopolare, le comunità locali tentando di imporre con la forza poliziesca, a danno di vitali equilibri sociali ed ambientali, speculazioni immobiliari, grandi opere infrastrutturali e basi militari;

la DPN cresce dal basso diventando componente della resistenza popolare alla violenza "interna" dello Stato burocratico;

considera, che in tale contesto, nell’ambito di una strategia di transarmo, la sperimentabilità istituzionale della DPN abbia bisogno di una condizione preliminare ineludibile: la conversione del modello militare da offensivo e nuclearizzato, in ambito transatlantico, a difensivo e totalmente convenzionale, come sancito dalla Costituzione, in ambito europeo: quando i governi, attraverso l'esercito, come oggi succede, violano la Costituzione, fanno guerre neocoloniali e condividono la preparazione di stermini nucleari è il momento di concentrare le energie per organizzare, con coraggio e spirito di verità, la disobbedienza civile diffusa e generalizzata contro lo scempio perpetrato nei confronti del patto fondamentale di cittadinanza;

la DPN si prepara con una mobilitazione che sottragga il nostro Paese alle politiche internazionali di guerra; noi denunciamo il nostro coinvolgimento bellico e neghiamo qualsiasi collaborazione ai responsabili di sofferenze e devastazioni mortifere per il nostro popolo e per tutti gli oppressi del mondo;

suggerisce che, pur ribadendo l’importanza dell’obiettivo dell’opzione fiscale, nel momento in cui le articolazioni della politica ufficiale si unificano in una strategia di guerra, le varie forme di obiezione, inclusa la nostra, riconoscano sé stesse come percorsi di protesta e di pressione per la riduzione delle spese militari, da ancorare ad una precisa ed esplicita rivendicazione del cambiamento del modello di difesa;

l'obiezione alle spese militari e le varie forme di resistenza nonviolenta devono diventare l'anima dell'opposizione alla politica militarista italiana e puntare ad inceppare concretamente la macchina della guerra; noi obiettiamo perchè non vogliamo pagare per la guerra ed anche perchè vogliamo che tutti i cittadini possano intanto pagare per il tipo di difesa che è stata chiaramente tratteggiata dalla Costituzione;

ribadisce, con questa consapevolezza e questo spirito, l'importanza di sostenere campagne di sensibilizzazione disarmiste di massa, come le leggi di iniziativa popolare per un futuro senza atomiche e senza basi militari e di promuovere nuove forme e linguaggi di comunicazione;

nel quarantennale dell’assassinio di Martin Luther King, che cade proprio in questi giorni, di fronte al suo alto esempio, ricorda che la nonviolenza non è acquiescenza innocua ed accomodante, non è solo sperimentalità costruttiva, ma è obiezione, noncollaborazione, disobbedienza civile, che comportano rischio per chi le pratica;

raccomanda a tutte le componenti del movimento per la pace di non ascolare le sirene della "legge del minimo sforzo" nel momento in cui - i segni economici, sociali ed ecologici lo indicano chiaramente - si aggrava una crisi globale di civiltà e si richiede da parte di ciascuno e di tutti il massimo di responsabilità e di impegno: dobbiamo liberarci da vecchie catene che rischiano di trascinarci nel fondo dell'abisso ed aggrapparci con tutte le nostre forze a piattaforme di idee e pratiche concrete che galleggino e navighino verso sponde nuove.
Sponde di salvezza comune dell'umanità, la Terra Promessa di un mondo che sappia gestire i conflitti con metodo nonviolento.

(Approvata all’unanimità)



PERSONALMENTE HO SCELTO DI DESTINARE IL MIO 5 PER MILLE AL MOVIMENTO NONVIOLENTO. BASTA SCRIVERE NELLO SPAZIO APPOSITO DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI IL CODICE FISCALE DEL MOVIMENTO: 93100500235

domenica 6 aprile 2008

Conoscere Martin Luther King, al di là della retorica del sogno

Dal sito dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (http://www.ucebi.it/) riprendo il seguente articolo su Martin luther King

Anna Maffei: “Conoscere Martin Luther King, al di là della retorica del sogno”
a cura di Gaëlle Courtens

Roma (NEV), 2 aprile 2008 - Il prossimo 4 aprile sulla piazza del Campidoglio a Roma l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (UCEBI) e la “Lott Carey Foreign Mission Convention” di Birmingham, Alabama (USA), conferiranno il “Premio Martin Luther King per i diritti umani” a due associazioni vincitrici del bando. La premiazione avrà luogo nel quadro di una serata commemorativa per il quarantesimo anniversario dalla morte del pastore battista afroamericano, Premio Nobel per la pace (vedi notizia in questo numero). In vista dell’evento l’Agenzia stampa NEV ha intervistato la presidente dell’UCEBI, la pastora Anna Maffei.
I battisti italiani da tempo stanno portando avanti una campagna per diffondere il pensiero di Martin Luther King in Italia. Quali sono i vostri obbiettivi?
Rilanciare Martin Luther King, la sua figura, il suo messaggio in questi quasi due anni di mobilitazione ha avuto almeno tre scopi fondamentali. Il primo, quello di far conoscere meglio uno dei protagonisti del '900 al di là della retorica del sogno. King fu certamente un visionario nel senso più alto del termine, ma seppe anche guidare un movimento che aveva obiettivi concreti nell'affermazione dei diritti della minoranza afro-americana, molti dei quali furono raggiunti nella breve parabola della sua attività politica. Il secondo scopo è quello di richiamare l'attenzione sui diritti delle minoranze oggi in Italia. Fra questi il diritto ad una legislazione più giusta e rispettosa nel campo dell'immigrazione e del diritto d'asilo. Il terzo scopo è contribuire ad una riflessione, simile a quella che avviò King nella sua epoca, sulle connessioni esistenti fra povertà, militarismo e razzismo in un mondo in cui il divario fra ricchi e poveri è spaventosamente aumentato e le guerre per la supremazia assumono oggi linguaggi da crociata.
Qual è l'attualità di Martin Luther King oggi?
King è attuale perché le strutture di pensiero che soggiacciono alle ideologie razziste sono le stesse per ogni generazione. King le ha analizzate e svelate. La sua articolata riflessione può aiutare anche noi quando il demone del razzismo dalle molte facce si affaccia nel nostro tempo e nel nostro paese. Noi non ne siamo immuni. King è attuale perché ancora si contrabbanda la violenza militare quale mezzo per risolvere controversie internazionali mentendo sui veri scopi delle guerre. La sciagurata avventura irachena è il Vietnam di 40 anni dopo. King è attuale perché anche noi crediamo che l'amore per il nemico, cuore del messaggio evangelico, possa avere una dimensione politica e abbia capacità di radicale trasformazione. Ma c'è bisogno di un popolo internazionale, multiidentitario e coraggioso disposto a spendersi per questo.
Perché i battisti italiani hanno scelto come interlocutori per questa campagna esponenti statunitensi di Birmingham? Come interpretare questo incontro fra le due città?
Birmingham in Alabama fu 40 anni fa il simbolo dell'ostinazione razzista, il luogo più segregato d'America. Da allora ci sono stati cambiamenti notevoli. Il sindaco è afro-americano e la comunità democratica ha scelto Obama quale possibile candidato alla presidenza USA, ma non tutti i problemi di diseguaglianza sono risolti. Roma è oggi luogo di incontro fra popoli e culture diverse. E' una convivenza in gran parte pacifica ma la difficile regolarizzazione degli immigrati ne sospinge una parte verso la marginalità. Da qui alla criminalizzazione e all'intolleranza il passo è breve. Bisogna vigilare perché il fastidio verso gli immigrati irregolari non degeneri e le periferie non siano trascurate. L'incontro simbolico di queste due città diverse per storia e contesti sociali, intorno al richiamo alla giustizia, alla lotta alle diseguaglianze che fu di King, ci è sembrato di grande rilevanza. Il tutto sottolineato anche attraverso il canto gospel con la sua forte dimensione spirituale e la musica "contaminata" dell'Orchestra multietnica di Piazza Vittorio.
Quali sono state le ragioni del conferimento del “Premio Martin Luther King per i diritti umani” alla "Scuola di Pace" di Napoli e all’"Associazione Iroko Onlus" di Torino?
Entrambe le associazioni rispondevano pienamente ai requisiti esplicitati nel bando, cioè essersi distinte nella difesa dei diritti delle minoranze, nella diffusione e nella pratica della nonviolenza e nella lotta alla povertà. Ciascuna delle due associazioni che riceveranno il Premio ha dato a questo impegno un'accentuazione diversa. La Scuola di Pace di Napoli ha indirizzato i suoi 18 anni di impegno alla formazione delle nuove generazioni e il contesto privilegiato è stato quello delle scuole superiori anche se non è mai mancata un'attenzione specifica anche ai luoghi dell'emarginazione come il progetto indirizzato ai giovani del quartiere Forcella ha dimostrato. L’Associazione Iroko, essa stessa presieduta da una donna nigeriana, cerca di dare una risposta concreta alla violenza della tratta di giovani donne principalmente africane, ma non solo, a scopo di sfruttamento sessuale. Abbiamo voluto con questo premio attirare l'attenzione sulle vittime di questo immondo business che si configura come una nuova aberrante forma di schiavitù.

PER MARTIN LUTHER KING

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LA DOMENICA DELLA NONVIOLENZA
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Supplemento domenicale de "La nonviolenza e' in cammino"
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100Viterbo,
tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Numero 158 del 6 aprile 2008

In questo numero:
1. Anna Maffei: Martin Luther King
2. Una bibliografia essenziale di e su Martin Luther King
3. Luisa Muraro: Giovane donna con un braccio per aria
4. Alberto Ghidini presenta "Spensierarsi. Raimon Panikkar e la macchina percinguettare" di Paulo Barone

1. PROFILI. ANNA MAFFEI: MARTIN LUTHER KING
[Dal sito www.martinlutherking.ucebi.it riprendiamo il seguente profilo.Anna Maffei, presidente dell'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia(in sigla: Ucebi), prestigiosa teologa e saggista, appartiene alla tradizione nonviolenta espressa dal pastore battista e martire per la pace ela dignita' umana Martin Luther King.
Martin Luther King, nato ad Atlanta in Georgia nel 1929, laureatosi all'Universita' di Boston nel 1954 con una tesi sul teologo Paul Tillich, lo stesso anno si stabilisce, come pastore battista, a Montgomery nell'Alabama. Dal 1955 (il primo dicembre accade la vicenda di Rosa Parks) guida la lotta nonviolenta contro la discriminazione razziale, intervenendo in varie parti degli Usa.
Premio Nobel per la pace nel 1964, piu' volte oggetto di attentati e repressione, muore assassinato nel 1968.
Opere di Martin Luther King: tra i testi piu' noti: La forza di amare, Sei, Torino 1967, 1994(edizione italiana curata da Ernesto Balducci); Lettera dal carcere di Birmingham - Pellegrinaggio alla nonviolenza, Movimento Nonviolento, Verona1993; L'"altro" Martin Luther King, Claudiana, Torino 1993 (antologia a cura di Paolo Naso); "I have a dream", Mondadori, Milano 2001; Il sogno della nonviolenza. Pensieri, Feltrinelli, Milano 2006; cfr. anche: Marcia verso la liberta', Ando', Palermo 1968; Lettera dal carcere, La Locusta, Vicenza 1968; Il fronte della coscienza, Sei, Torino 1968; Perche' non possiamo aspettare, Ando', Palermo 1970; Dove stiamo andando, verso il caos o la comunita'?, Sei, Torino 1970. Presso la University of California Press, e' in via di pubblicazione l'intera raccolta degli scritti di Martin Luther King, a cura di Clayborne Carson (che lavora alla Stanford University). Sono usciti sinora sei volumi (di quattordici previsti): 1. Called to Serve(January 1929 - June 1951); 2. Rediscovering Precious Values (July 1951 -November 1955); 3. Birth of a New Age (December 1955 - December 1956); 4.Symbol of the Movement (January 1957 - December 1958); 5. Threshold of a NewDecade (January 1959 - December 1960); 6. Advocate of the Social Gospel(September 1948 - March 1963); ulteriori informazioni nel sito:www.stanford.edu/group/King/

Opere su Martin Luther King:
Lerone Bennett, Martin Luter King. L'uomo di Atlanta, Claudiana, Torino 1969, 1998, Nuovainiziativa editoriale, Roma 2008; Gabriella Lavina, Serpente e colomba. La ricerca religiosa di Martin Luther King, Edizioni Citta' del Sole, Napoli1994; Arnulf Zitelmann, Non mi piegherete. Vita di Martin Luther King, Feltrinelli, Milano 1996; Sandra Cavallucci, Martin Luther King, Mondadori,Milano 2004; Paolo Naso (a cura di), Il sogno e la storia. Il pensiero el'attualita' di Martin Luther King (1929-1968), Claudiana, Torino 2008.
Esistono altri testi in italiano (ad esempio Hubert Gerbeau, Martin Luther King, Cittadella, Assisi 1973), ma quelli a nostra conoscenza sono per lo piu'di non particolare valore: sarebbe invece assai necessario uno studio critico approfondito della figura, della riflessione e dell'azione di MartinLuther King (anche contestualizzandole e confrontandole con altre contemporanee personalita', riflessioni ed esperienze di resistenza antirazzista in America).
Una introduzione sintetica e' in "Azionenonviolenta" dell'aprile 1998 (alle pp. 3-9), con una buona bibliografiaessenziale]
Martin Luther King nasce dopo un parto difficile ad Atlanta, Georgia, nelSud degli Stati Uniti, dove il problema razziale e' sentito con angoscia eurgenza particolari. Questo bambino che il 15 gennaio 1929 sembra entrare cosi' malvolentieri nel mondo ha una storia le cui radici affondano nel suolo afro-americano.
*Le radici storiche: lo schiavismo
I suoi antenati erano stati catturati con violenza inaudita dai negrieri eportati dall'Africa in catene sul continente americano per esservi venduti nei mercati ai migliori offerenti. Milioni di neri, uomini e donne, venivano strappati alla loro terra e fatti schiavi per lavorare, fino allo stremo delle loro forze, nelle piantagioni di cotone. Sorse e tramonto' il sole per duecento lunghi anni, giorno dopo giorno, e gli antenati di Martin LutherKing venivano comprati, venduti, violentati e uccisi come fossero bestie. Dopo una cruenta guerra fra gli Stati del Nord, che volevano imporre il loro modello di sviluppo, e gli Stati del Sud, parve arrivare la liberta' per i neri sul suolo americano. Ma dopo un periodo piuttosto favorevole, furono ricacciati, anno per anno, nella condizione servile, specialmente nel Sud. I proprietari terrieri avevano escogitato la maniera di fare indebitare sempre piu' i lavoratori neri, ai quali era anche negato nella pratica di partecipare alle elezioni.
*Il futuro come un incubo "Lavorare dall'alba al tramonto per un anno intero incatenato alla terra dai conti da pagare al magazzino della piantagione, scacciare questi pensieri con cattivo gin, dimenticare nell'estasi del canto e della preghiera...piangere, maledire se stesso per la propria vilta', essere lo zimbello dei giudici e dei poliziotti, finire col credere alla propria indegnita'... e infine cedere, inchinarsi, strisciare, sorridere e odiare se stesso per il proprio servilismo e la propria debolezza". Questo era il tormento del nonno paterno di Martin Luther King, James Albert, e di tutti i neri; questo era l'incubo che assillava i loro bambini in casa e negli edifici fatiscenti della scuola, dove gli studenti di colore ricevevano un'istruzione che era di molto inferiore a quella dei bianchi. Nelle strade e nelle piazze delle citta' si vedevano dappertutto cartelli con la scritta "solo per bianchi", e la vita dei neri si consumava per lo piu' nei ghetti sudici e sovrappopolati privi di strutture e di servizi appena decenti. Qui Martin Luther King nasce, vive e comincia a lottare fin dalla sua fanciullezza.
*L'infanzia e gli studi
Fin dall'infanzia Martin Luther King deve subire i traumi dei bambini che scoprono di essere diversi e discriminati in una societa' razzista. Ha cinque anni quando la madre dei suoi compagni bianchi proibisce loro digiocare col piccolo Martin, perche' "negro". A otto anni apprende dal padre con dolore la tragica fine della sua prediletta cantante Bessie Smith, celebre interprete di spirituals, canti di fede e di speranza degli schiavi delle piantagioni del Sud: ferita in uno scontro automobilistico, muore dissanguata perche' rifiutata dagli ospedali per bianchi di Atlanta. Ancora impreparato a reagire, queste ed altre esperienze amare gli rimangono scolpite per sempre nell'animo. La discriminazione che Martin Luther King deve subire e che vede colpire la sua gente gli consiglia gli studi di giurisprudenza. Entra nel Morehouse College di Atlanta (universita' per soli neri), ma, divenuto consapevole di essere chiamato da Dio al servizio pastorale, dopo qualche anno passa agli studi di teologia. Nel 1952, a 22anni, tiene la sua prima predicazione nella chiesa battista di Atlanta.
*Il segno dei tempi
E' un periodo di rivolgimenti storici profondi e di portata mondiale, come la seconda guerra mondiale, nella quale gli Stati Uniti entrano il 17dicembre 1941, e la conquista dell'indipendenza delle colonie europee in Africa, Asia e America. Martin Luther King e' affascinato dalla figura di Gandhi, dal quale apprende i principi della lotta nonviolenta. Nel 1953 si laurea in filosofia a Boston e nel 1954 si trasferisce con la moglie Coretta Scott a Montgomery, Alabama, per svolgervi il ministero di pastore della chiesa battista. Martin Luther King coglie quello che il Nuovo Testamento chiama kairos, cioe' il momento opportuno nel quale l'opera di Dio viene colta nel mondo e sfida l'uomo a una scelta di fede che lo impegna a vivere con coerenza la volonta' di Dio nella storia.
*Nasce il movimento per i diritti civili
La scintilla che da' inizio al movimento per i diritti civili scocca a Montgomery, apparentemente per un banale incidente. Sugli autobus della citta' le prime tre file di posti sono riservate ai bianchi, le altre possono essere occupate da neri solo se non ci sono bianchi in piedi. Il pomeriggio del primo dicembre 1955 un'impiegata nera, Rosa Parks, seduta dietro i posti riservati ai bianchi, rifiuta di alzarsi e cedere il posto quando salgono alcuni viaggiatori bianchi: viene arrestata e portata in carcere.La notizia si diffonde rapidamente, gli esponenti e i pastori della comunita' nera s'incontrano e decidono subito di boicottare i mezzi pubblici di trasporto: propongono ai neri di non prendere piu' l'autobus e di recarsi al lavoro a piedi o con altro mezzo. L'esito appare incerto, perche' altre volte simili iniziative non avevano avuto successo; intanto Martin Luther King e' votato all'unanimita' capo del movimento. La mattina del 5 dicembretutti i neri vanno a lavorare a piedi, a dorso di mulo, su carri. Il boicottaggio e' totale fino al dicembre dell'anno successivo: 382 giorni dura la lotta tutt'altro che facile, e il movimento ottiene la sua prima vittoria: l'abolizione della segregazione sui mezzi pubblici di trasporto.
*Simbolo della "rivoluzione nera"
Le reazioni dei bianchi sono violente: hanno paura. La compagnia degli autobus ha perso 40 milioni di dollari. Martin Luther King diviene il bersaglio di minacce d'ogni genere e viene arrestato. Il 30 giugno, mentre si trova fuori fra la sua gente, un attentato dinamitardo gli distrugge la casa; la moglie e la figlia Yoki sono dentro, ma restano fortunatamente illese. Martin Luther King e' ormai il simbolo della "rivoluzione nera".
*L'esperienza di fede: un nuovo inizio
Teso fino al limite delle sue risorse fisiche e morali per tutti gli impegni che deve assolvere, una sera del gennaio 1956 Martin Luther King e' sul punto di crollare. L'atmosfera e' densa di nubi e i pericoli sono molto reali, ed egli, seduto in cucina, confida a Dio di non farcela piu'. "Eccomi qui - prega - mi batto per cio' che credo giusto. Ma ho paura. Mi chiedono di guidarli, ma se mi presento loro senza forza e senza coraggio anch'essi vacilleranno. Ho esaurito le mie forze. Non mi rimane nulla". E mentre e' li', solo, sperimenta la "presenza di Dio", avverte "la promessa rassicurante d'una voce interiore che gli dice: 'Lotta per la giustizia. Lotta per la pace. Dio sara' sempre al tuo fianco!'". L'esperienza di fede, caratteristica della tradizione evangelica battista, determina, come egli stesso dice, una svolta fondamentale nella sua vita: era giunto allo stremo delle sue forze, ora, pero', si sente forte della forza di Dio ed e' pronto a riprendere la lotta.
*Il movimento si estende
Martin Luther King partecipa a manifestazioni di massa e a raduni, e viene spesso arrestato. E ogni volta si rafforza il suo impegno per la giustizia, si rinvigorisce la sua fede in Dio e nella Sua guida, e il suo coraggio di lottare e la sua certezza di vincere si comunicano ad altri esponenti del movimento e alla sua gente. Il movimento si estende ben presto a tutti gli Stati Uniti. Il pellegrinaggio di preghiera a Washington del 17 maggio 1957 per il pieno diritto di voto ai neri e' una delle manifestazioni piu'importanti. Martin Luther King riesce a convogliare le forze disgregate dei neri nella lotta nonviolenta, ma ha anche oppositori che propugnano il ricorso alla violenza contro il razzismo bianco.
*La nostra capacita' di soffrire
Mentre si moltiplicano i sit-in nei locali pubblici per bianchi e i "viaggid ella liberta'" di bianchi e neri insieme in autobus attraverso gli StatiUniti, Martin Luther King risponde ai detrattori: "Non possiamo in coscienza obbedire alle vostre leggi inique, perche' la non-cooperazione col male e'un obbligo morale non meno della cooperazione col bene... Mandate a mezzanotte i vostri sicari incappucciati nelle nostre case, pestateci e lasciateci quasi morti, e noi vi ameremo ancora. Ma siate certi che vinceremo con la nostra capacita' di soffrire. Un giorno conquisteremo la liberta', non per noi stessi solo... e la nostra vittoria sara' anchevostra".
*We shall overcome
Nel 1963, centenario del proclama di Lincoln per l'affrancamento degli schiavi, la battaglia nonviolenta dilaga in piu' di 800 citta'. A Birmingham la polizia si scaglia con ferocia sui dimostranti che cantano We shall overcome, sguinzaglia i cani e aziona gli idranti contro un corteo inerme di ragazzi. Sotto la pressione dell'opinione pubblica inorridita il governo dichiara illegale la segregazione nei negozi e nei luoghi pubblici e decreta l'assunzione al lavoro per bianchi e neri su basi egualitarie.
*E' tanto difficile aspettare
Arrestato, Martin Luther King scrive in cella d'isolamento una lettera rimasta famosa: "E' facile dire: 'aspettate'. Ma quando avete visto una plebaglia inferocita linciare a volonta' le vostre madri e i vostri padri...e i poliziotti pieni d'odio maledetto colpire e perfino uccidere impunementei vostri fratelli e le vostre sorelle... quando sentite la vostra lingua torcersi se cercate di spiegare alla vostra bambina di sei anni perche' non puo' andare al luna-park, e vedete spuntarle le lacrime quando sente che e'chiuso ai bambini neri... quando vi perseguita notte e giorno il fatto di essere nero, non sapendo mai che cosa vi puo' accadere; allora voi comprendete perche' per noi e' tanto difficile aspettare".
*La marcia della liberta'
Il 28 agosto arriva a Washington la marcia dei 250.000 per chiedere l'approvazione della legge sulla parita' dei diritti civili per bianchi e neri. Le telecamere di tutto il mondo sono puntate sulla marea di bianchi e di neri che cantano e pregano intorno al monumento a Lincoln, e riprendono anche quello che e' stato definito il discorso profetico di Martin LutherKing.
*Ho ancora un sogno
"Il cammino e' pieno di asprezze, ma nonostante le fatiche e le umiliazioni, ho ancora un sogno. Sogno che sulle rosse colline della Georgia i figli degli antichi schiavi e degli schiavisti possano sedere insieme al tavolo della fratellanza. Sogno che lo stato del Mississipi, rigonfio d'oppressione e di brutalita', sia trasformato in terra di liberta' e di giustizia. Sogno che un giorno l'Alabama sia trasformato in uno stato dove bambine e bambini neri potranno dare la mano a bambine e bambini bianchi, e camminare insieme come fratelli e sorelle... Con questa fede torno nel Sud. Con questa fede staccheremo alla montagna dell'angoscia una scheggia di speranza. Con questa fede potremo lavorare insieme, pregare insieme, lottare insieme, andare in prigione insieme, sapendo che un giorno saremo liberi. Quando cio' avverra', tutti i figli di Dio, bianchi e neri, ebrei e pagani, evangelici e cattolici, potranno giungere le mani e cantare l'antico inno degli schiavi: 'Finalmente liberi! Finalmente liberi! Gran Dio onnipotente, siamo finalmente liberi!'".
*Premio Nobel per la pace
La legge per i diritti civili viene approvata il 10 febbraio 1964. Quella marcia pacifista e la figura di Martin Luther King hanno risonanza in tutto il mondo e le sue predicazioni e i suoi scritti vengono tradotti e letti in molti Paesi, ed anche in Italia: Il fronte della coscienza, Marcia verso la liberta', Perche' non possiamo attendere, Dove stiamo andando: verso il caoso la comunita'?
*La forza di amare. Il 14 ottobre lo raggiunge un telegramma da Stoccolma: "Il premio Nobel per la pace e' stato assegnato a Martin Luther King per aver fermamente e continuamente sostenuto il principio della nonviolenza nella lotta antirazzista nel suo Paese". Coretta piange di gioia davanti ai giornalisti: "... valeva la pena di soffrire tanto. A Martin servira' per continuare gli sforzi nella lotta per l'uguaglianza dei neri", e i 34 milioni del premio vengono messi a disposizione della causa alla quale Martin Luther King ha dedicato la vita.
*Il movimento si allarga
Tra mille difficolta' e molti oppositori Martin Luther King corre da una parte all'altra degli Stati Uniti a premere per le riforme richieste e il movimento si allarga alla lotta contro la poverta' e contro il coinvolgimento degli Usa nella guerra del Vietnam. Nel marzo 1968 sta preparando "il pellegrinaggio della miseria nazionale": poveri di tutte lerazze muoveranno da tutte le parti degli Stati Uniti e contemporaneamente verso Washington con bambini e stracci sulle loro carrette. Il 27 marzo a Memphis, Tennessee, 6.000 neri escono da una chiesa evangelica e attraversano in corteo la citta' per solidarieta' con 1.700 spazzini neri in sciopero. Martin Luther King e' in testa al corteo quando, all'improvviso, alcuni giovani ne escono per spaccare vetrine e saccheggiare negozi. La polizia interviene e carica i dimostranti: un morto e sessanta feriti.
*Una mano assassina
Il 4 aprile 1968 Martin Luther King e' con altri leader neri in una stanza dell'Hotel Lorraine a Memphis, e' sconvolto, teme per le sorti del movimento della nonviolenza. Il giorno prima ha detto: "vivere a lungo ha i suoi aspetti positivi. Ma la cosa non m'interessa. Voglio solo fare la volonta'di Dio". Esce sulla terrazza per una boccata d'aria, alle 18,01 si volta per rientrare e si accascia improvvisamente al suolo: un colpo e' partito, da una finestra 60 metri piu' in la' un dito ha premuto sul grilletto d'un fucile.
*Ho tentato di amare e servire l'umanita'
Al funerale sono migliaia le persone d'ogni ceto e razza: riconoscono in lui qualcosa di piu' di un simbolo o di un leader, riconoscono in lui un profeta di Dio che ha interpretato il tormento d'un popolo e lo ha guidato con la nonviolenza nella lotta per i propri diritti. Durante il rito, celebrato dal vecchio padre di Martin Luther King, risuonano nel silenzio della chiesa battista di Ebenezer le parole d'una sua predicazione registrate su nastro: "Se qualcuno di voi sara' qui nel giorno della mia morte, sappia che non voglio un grande funerale. E se incaricherete qualcuno di pronunciare un'orazione funebre, raccomandategli che non sia troppo lunga. Ditegli di non parlare del mio premio Nobel, perche' non ha importanza... Dica che una voce grido' nel deserto per la giustizia. Dica che ho tentato di spendere la mia vita per vestire gli ignudi, per nutrire gli affamati, che ho tentato diamare e servire l'umanita'"

.2. MATERIALI. UNA BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE DI E SU MARTIN LUTHER KING
[Dal sito www.martinlutherking.ucebi.it riprendiamo le seguenti indicazionibibliografiche]- Louis V. Baldwin, There is a Balm in the Gilead. The Cultural Roots ofMartin Luther King, Jr, Fortress Press, 1991.- Louis V. Baldwin, To make the wounded whole. The Cultural Legacy of MartinLuther King, jr., Fortress Press, 1992.- Lerone Bennett, Martin Luther King, Claudiana Editrice, Torino 1998.- Robert M. Bleiwess, a cura di, Marching to Freedom. The Life of MartinLuther King, Middeltown, Conn., American Ed. Publication, 1968.- Bruno Cartosio, "Martin e Malcolm e il movimento di liberazioneafroamericano", in AA. VV., Dialogo su Malcolm X, Roma, Manifestolibri,1994.- James H. Cone, Martin and Malcolm and America. A Dream or a Nightmare, NewYork, Maryknoll, Orbis Books, 1991.- R. Cooney, H. Michalowski, a cura di, The Power of the People. Active Nonviolence in the United States, Culter City, California, Peace Press,1977.- David J. Garrow, Bearing the Cross. Martin Luther King, Jr. and theSouthern Christian Leadership Conference, New York, Norton Books, 1988.- H. Hampton, S. Fayer, Voices of Freedom. An Oral History of the CivilRights Movement from the 1950s to the 1980s, New York, Bantam Books, 1990.- Martin Luther King, jr, "I have a dream". L'autobiografia del profetadell'uguaglianza, a cura di Clayborne Carson, Mondadori, 2000.- Martin Luther King, jr, Io ho un sogno. Scritti e discorsi che hannocambiato il mondo, Torino, Sei, 1992.- Martin Luther King, jr, La forza di amare, Torino, Sei, 1968 (Strength toLove, 1964).- Martin Luther King, jr, Il fronte della coscienza, Torino, Sei, 1966 (TheTrumpet of Conscience, 1968).- Martin Luther King, jr, Marcia verso la liberta', Palermo, Ando', 1968(Stride To Freedom. The Montgomery Story, 1958).- Martin Luther King, jr, Perche' non possiamo aspettare, Palermo, Ando',1970 (Why We Can't Wait, 1964).- Martin Luther King, jr, Dove stiamo andando: verso il caos o lacomunita'?, Torino, Sei, 1970 (Where Do We Go from Here: Chaos orCommunity?, 1967).- Martin Luther King, jr, Un testamento di speranza, in P. Naso, cit. sotto,p. 204 ss. (A Testament of Hope, 1991).- Martin Luther King, jr, Oltre il Vietnam, Vicenza, La Locusta, 1968 (ATime to Break Silence).- Gabriella Lavina, Serpente e colomba. La ricerca religiosa di MartinLuther King, La Citta' del Sole, 1994.- Cristina Mattiello, Le chiese nere negli Stati Uniti. Dalla religionedegli schiavi alla teologia nera della liberazione, Torino, ClaudianaEditrice, 1993.- Paolo Naso, a cura di, L'"altro" Martin Luther King, Torino, ClaudianaEditrice, 1993.- Stephen B. Oates, Let the Trumpet Sound. The life of Martin Luther King,jr, Mentor Books, New American Library, New York, 1985.- Albert J. Raboteau, Slave Religion. The "Invisibile Institution" in theAntebellum South, New York, Oxford University Press, 1978.- Gayraud S. Wilmore, Black Religion and Black Radicalism. An Interpretationof the Religious History of Afro-American People, Maryknoll, New York, OrbisBooks, 1983.

giovedì 3 aprile 2008

ECOISTITUTO DEL VENET0 "ALEX LANGER"

L'Ecoistituto del Veneto "Alex Langer" è una Associazione no profit, che ha sede di fronte alla stazione ferroviaria di Mestre, in viale Venezia 7, fondata nel 1996 da una quarantina di persone, di varia professione ed estrazione culturale: insegnanti, medici, chimici, giornalisti, forestali, biologi, elettrotecnici, ingegneri, guide ambientali, ostetriche del parto naturale, bio-architetti, urbanisti ecc.

Finalità dell'Ecoistituto sono promuovere una cultura ecologica, per il rispetto dell'ambiente, l'uso di strumenti appropriati nella risposta alle esigenze umane: abitazione, movimenti e trasporti, comunicazioni, alimentazione, illuminazione, riscaldamento, abbigliamento, riproduzione, salute fisica e mentale, apprendimento, divertimento ecc.

Strumenti principali sono la ricerca scientifica e la divulgazione di informazioni sui temi ambientali, in particolare nei settori: Risorse e Rifiuti, per la prevenzione e riduzione dei rifiuti, attraverso l'allungamento della vita degli oggetti, il loro riuso, manutenzione e riparazione ed, inoltre, il riciclo attraverso sistemi di raccolta differenziata che responsabilizzino gli utenti (porta a porta con tariffa solo sul rifiuto che va a smaltimento e compostaggio domestico dovunque possibile). Mobilità intelligente, per la riduzione degli impatti negativi del traffico, dentro e fuori delle città (inquinamento, incidenti, rumore, occupazione di spazio e di tempo) promuovendo zone pedonali, ciclabili, traffico lento nei quartieri, mezzi pubblici urbani, efficienti, elettrici e a metano, ed extraurbani (ferrovia e metropolitana di superficie), il consumo di prodotti locali-regionali e, comunque, il trasporto delle merci il più possibile su rotaia e su nave. Educazione ambientale, per dare strumenti alle/agli insegnanti, a genitori e studenti, per facilitare una didattica della creatività, della curiosità, della sperimentazione, una conoscenza anche materiale dei cicli della natura ("a scuola dalla natura"), un uso intelligente dei mezzi di comunicazione con la riduzione dei danni provocati dall'invadenza della televisione. Inquinamento zero, per conoscere e prevenire i principali e più pericolosi inquinanti dell'aria, dell'acqua e del suolo, sia in zone industriali, come la "chimica di morte" di Porto Marghera, sia nel modello diffuso del Nord Est, proponendo innovazioni tecnologiche nella produzione, nei trasporti, nel commercio e consumo, puntando alla riscoperta di metodi naturali di depurazione (fitodepurazione delle acque), all'eliminazione di sostanze altamente tossiche o addirittura cancerogene nella produzione-consumo (CVM-cloruro di vinile e plastiche clorurate, fosgene per le plastiche poliuretaniche, mercurio, carbone radioattivo e/o intriso di zolfo, ecc.) riduzione di inquinamento acustico, luminoso e, soprattutto, elettromagnetico. Conservazione della natura, per la difesa integrale delle aree più pregiate dal punto di vista naturalistico e della bio-diversità, attraverso riserve e parchi, valorizzazione del patrimonio agricolo rurale (fossi, siepi, architettura rurale e "minore"), anche dal punto di vista economico (agricoltura senza veleni), rinaturazione di aree compromesse, turismo naturalistico e rispettoso della natura e cultura dei luoghi. Tecnologie Appropriate, dal punto di vista sociale e ambientale, adatte a rispondere ai bisogni umani con uno stile di vita più semplice, materie prime e fonti energetiche rinnovabili e a minor impatto ambientale, risparmio di materiali, acqua, energia. Salute, per la riscoperta di metodi curativi "dolci", basati il più possibile su essenze naturali, del parto naturale, debitamente assistito, preferibilmente in ambiente domestico; per la conoscenza anche di medicine diverse da quelle chimiche e/o ufficiali e di metodi di prevenzione delle malattie, attraverso sana alimentazione, movimento del corpo, yoga, ecc.
RICERCHE Le principali ricerche realizzate dal 1996 al 2003 sono:Nel settore Risorse e Rifiuti"Ecobilancio di una bottiglia vuoto-a-rendere e di una di plastica usa-e-getta" "Fuori dai rifiuti senza incenerimento. Schema di Piano regionale per il Veneto" "I reali costi economici e ambientali dell'incenerimento dei rifiuti solidi urbani in Italia" "Banca Dati della produzione e della raccolta differenziata dei rifiuti urbani nel Veneto" "Riparare, riusare, riciclare. Mappa del Veneto" "Il passaggio da tassa a tariffa dei rifiuti" "Prevenzione e riduzione dei rifiuti attraverso il compostaggio domestico, L'esperienza di quattro comuni veneti" "Inerti, materiali preziosi. Esperienze di demolizione differenziata con riuso e riciclo dei materiali" "La raccolta differenziata porta a porta" "Da rifiuti a risorse. Manuale per la riduzione e il recupero dei rifiuti", che contienein allegato anche le seguenti quattro ricerche: "Le normative e le politiche di gestione dei rifiuti in Europa" "Regolamento tipo per i servizi di gestione dei rifiuti urbani e assimilati" "Criteri tecnici per la redazione dei capitolati d'appalto per la gestione di RSU e assimilati" "Linee guida per la realizzazione di una Stazione di conferimento (Ricicleria)" Nel settore della Mobilità intelligente "La ferrovia oltre l'Alta Velocità: la RAV, Rete ad alta velocità e a basso impatto ambientale, per potenziare la ferrovia Milano – Venezia" "Aprire le Autostrade. Progetto di eliminazione dei caselli dell'Autostrada A27 Venezia - Belluno, e loro sostituzione con pedaggi a barriera virtuale e apertura gratuita al traffico locale" "Camminare, pedalare, guidare, muoversi sicuri: come progettare la moderazione del traffico in città" "Meglio la bicicletta. Quasi un manuale per i ciclisti metropolitani" Nel settore Educazione Ambientale "Invece della TV, rinverdire la scuola. Proposte per passare dalla passività alla creatività, dall'artificiale al naturale" "Educazione ambientale al consumo sostenibile" "Città sicura, percorsi casa – scuola. Laboratorio didattico per insegnanti della scuola dell'obbligo" "Educare all'ambiente nelle scuole di ecologia all'aperto. La didattica ambientale 'sul campo'" "Ecologia scuola: risorse e rifiuti" Molte altre ricerche si sono tradotte in video, CD Rom e Mostre (vedi più avanti) Nel settore Conservazione della Natura "Restauro ambientale: ripristino di cave, discariche, frane; rinaturazione di fiumi e lagune" "In laguna, tra isole, "valli", barene e lidi: come far nascere il Parco della Laguna Veneta" "Cansiglio, proposte di riserva naturale regionale e di attività economiche sostenibili" Nel settore Inquinamento Zero "Adriatico, una catastrofe annunciata: dall'eutrofizzazione agli scarichi industriali Montedison" "Venezia e Chioggia: rischio subsidenza a causa dei pozzi metaniferi ENI-Agip in Adriatico" "Salvare Venezia senza il Mose: le proposte e le realizzazioni alternative" "Marghera ieri, oggi e domani" e "Mortedison, tutti assolti. Poesie sul mostro chimico" "Rischio campi elettromagnetici: conoscenze scientifiche e prevenzione" "Elettrosmog stop. Manuale di autodifesa dall'inquinamento elettromagnetico" DIVULGAZIONEL'attività di divulgazione, sia dei risultati delle ricerche dell'Ecoistituto del Veneto, che degli altri Ecoistituti collegati (Piemonte, Emilia Romagna, Tecnologie Appropriate, Valle del Ticino e, dal 2003, Toscana e Puglia) sia della cultura ecologista in generale, si svolge con vari strumenti:1. Dossier dell'Ecoistituto, che pubblicano, in forma periodicamente aggiornata, i risultati delle nostre ricerche (sono più di 20; l'elenco aggiornato si trova nella rivista trimestrale Gaia).2. Tam Tam Libri, libri in formato tascabile che raccolgono anche contributi esterni, come i testi del prof G. Nebbia "Alla ricerca di una Italia sostenibile" e "La violenza delle merci", vari convegni, come "Economia/Ecologia" o "Città, ambiente, democrazia e referendum locali".3. Video in VHS, rivolti in particolare alle scuole:"Usa e riusa", una massaia-clown ci guida nel labirinto del consumismo, per liberarsene."Oltre i rifiuti", documentario sui metodi di raccolta differenziata."Tanta-eco-fiaba", una cartone quasi animato sul riciclo, rivolto ai più piccoli."Da rifiuti a risorse" documentario rivolto ai più grandi.4. C D – Rom, anch'essi rivolti soprattutto alla scuola:"Percorsi sicuri casa – scuola"5. Mostre didattiche della serie Erre Magica, ognuna di 24 pannelli plastificati a colori:"R Magica 1: Riduzione, Riuso, Riciclo, Raccolte differenziate dei rifiuti""R Magica 2: Riduzione dei rifiuti da imballaggio""R Magica 3: Risorse Rinnovabili, Risparmio energeticoe inoltre la Mostra "Percorsi sicuri Casa-Scuola" con gli stessi materiali dell'omonimo CD Rom6. "Gaia, ecologia, nonviolenza, tecnologie appropriate" rivista trimestrale diffusa su scala nazionale. Nata alla fine del 1999, viene prodotta con la collaborazione degli altri Ecoistituti collegati (in particolare delle Tecnologie Appropriate con sede a Cesena) e di altri esperti e gruppi locali, alcuni dei quali partecipano alle rete dei "Gaia Club". Stampata a due colori, 60 pagine, organizzata a rubriche, di taglio divulgativo, molto illustrata, Gaia viene inviata solo in abbonamento (20 euro sul ccp 29119880 intestato "Ecoistituto del Veneto – Mestre").7. "Tera e Aqua", foglio locale mensile, di 8 pagine, edito dall'Ecoistituto in collaborazione con l'Associazione VeneziAmbiente (vedi), inviato a circa 2000 persone, gratuitamente e su offerta libera, nato nel 2002 (ma ereditando la testata di una rivista ambientalista già uscita a Venezia dal 1986 al 1995), principalmente per informare sui temi di attualità ecologica e sulle iniziative dell'Ecoistituto, in particolare i Dibattiti che nel 2002-2003 si sono chiamati "Colloqui del venerdì" e dal 2003 si tengono, invece, di martedì alle 17.30 presso la sala del Centro Civico di via Sernaglia (angolo via Cappuccina) a poche centinaia di metri dalla sede dell'Ecoistituto.8. Libera Università di Ecologia - Università Verde, una serie di Corsi di aggiornamento, seminari di studio, che si tengono periodicamente sia presso la sede dell'Ecoistituto, sia nel Centro Civico di via Sernaglia, sia presso l'EcoMuseo di Malcontenta (vedi) sia presso Villa Bozzolato di Brugine PD (dove, inoltre, ogni prima domenica del mese l'Ecoistituto e VeneziAmbiente partecipano con un banco di libri, vestiti ed oggetti vari messi, a disposizione da soci ed amici, al famosissimo Mercatino dell'usato, per autofinanziare le loro attività). Sono cominciati anche dei fine settimana di studio e relax in Cansiglio e a Torrès d'Alpago.9. Fiera della Città Possibile, si svolge dal 1997,a fine settembre-inizio ottobre, (attorno alla data del 29 settembre,festa del patrono di Mestre, S.Michele), di solito nel C. Civico di via Sernaglia, in collaborazione col Quartiere Mestre Centro. Si articola in convegni nazionali (con relatori come Wolfgang Sachs, Giorgio Nebbia o Margherita Hack) e locali, laboratori e concorsi didattici con le scuole dell'obbligo, proiezioni, mostre, spettacoli e una festa conclusiva in cui, tra l'altro, c'è la consegna dei Premi Laura Conti per le migliori Tesi di Laurea su temi ambientali (nel 2004 hanno partecipato 75 neo - laureati/e).10. Sito ecoistituto.veneto.it, contiene una parte delle ricerche e degli articoli di Gaia. Quando è aggiornato, informa sulle iniziative in programma. Si può accede, gratuitamente, alla schedatura per parole chiave di migliaia di articoli di riviste ecologiche italiane.11. EcoMuseo del Futuro Sostenibile, allestito in un ampio edificio che ospitava una scuola materna a Malcontenta, sul fiume Brenta, vicino a Marghera e alla famosissima Villa palladiana Foscari di Malcontenta. Nel 2004 si è dotato di una intera parete fotovoltaica, con apparecchiatura didattica computerizzata per verificare l'energia elettrica prodotta istante per istante. E' gestito dall'Associazione VeneziAmbiente, costituita principalmente a questo scopo nel 2001, in gran parte da soci dell'Ecoistituto.12. Spettacoli multimediali, il primo dei quali, "Marghera a 20 metri da Bhopal" è stato presentato nel 2003 alla Fiera della città possibile e, nell'anniversario della "quasi catastrofe" del 28 novembre, con due spettacoli, alle scuole superiori e al pubblico al Teatro del Parco a Mestre.Il secondo spettacolo, "Cella 522", presentato a dicembre 2003 nell'anniversario della strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969), ripercorre gli anni di carcere ingiustamente subiti da P. Valpreda.ALTRI STRUMENTI DI LAVORO DELL'ECOISTITUTONella sede di Viale Venezia, inoltre, sono in funzione, una Emeroteca, con un centinaio di riviste, al servizio delle attività di ricerca e divulgazione; una Biblioteca di un migliaio di libri, in particolare relativi ai settori rifiuti, energia, industrie a rischio, educazione ambientale, mobilità, cambiamenti climatici, movimenti ecologisti; alcuni Archivi relativi ai settori di ricerca dell'Ecoistituto; la serie di Tesi di laurea che hanno partecipato al Concorso "Laura Conti", indetto annualmente dal 2000, attraverso la rivista Gaia. Questi strumenti (oltre a computer, internet, telefono, fax, fotocopiatrice, lavagna luminosa, videoproiettore, ecc) sono a disposizione esclusivamente dei collaboratori e ricercatori dell'Ecoistituto.

VUOI COLLABORARE CON L'ECOISTITUTO?Telefona dal lunedì al venerdì allo 041.935666, dalle 17 alle 18; fissa un appuntamento per venirci a trovare, così potrai vedere di persona come funziona e come potresti dare una mano. E' una associazione basata sul volontariato, ma anche una palestra per svolgere attività che difficilmente si trovano in altri luoghi.

VUOI VEDERE I NOSTRI MATERIALI E DECIDERE SE ACQUISTARLI?Fa un salto nella nostra sede, dal lunedì al venerdì tra le 17 e le 18, in viale Venezia 7, a 50 metri dalla stazione di Mestre (uscendo sulla sinistra, prima parallela di via Piave), oppure telefona nello stesso orario al 041.9356666.dal sito www.ecostituto-italia.org

CHI ERA ALEX LANGER
Alexander Langer Fondazione Nato a Sterzing/Vipiteno in Alto Adige/Südtirol il 22.2.1946. Giornalista, traduttore, insegnante, collabora fin da giovanissimo con diverse riviste, associazioni, iniziative civiche. Dal 1978 viene eletto per tre legislature in Consiglio provinciale di Bolzano nella lista Neue Linke/Nuova sinistra prima e in quella Verde Alternativa dal 1988. Negli anni '80 è tra i promotori del movimento politico dei Verdi in Italia e in Europa, come forza innovativa e trasversale. Partecipa ad un intenso dialogo di ricerca con la cultura della sinistra, dell'area radicale, dell'impegno cristiano e religioso, delle nuove spiritualità, di aree non conformiste ed originali che emergono anche tra conservatori e a destra, o da movimenti non compresi nell'arco canonico della politica. Eletto deputato al Parlamento europeo nel 1989 diventa primo presidente del neo-costituito Gruppo Verde. S’impegna soprattutto per una politica estera di pace, per relazioni più giuste Nord-Sud ed Est/Ovest, per la conversione ecologica della società, dell’economia e degli stili di vita. Compie viaggi e missioni ufficiali in Israele, Brasile, Russia e Argentina, Albania ed Egitto. Dopo la caduta del muto di Berlino aumenta via via il suo impegno per contrastare i contrapposti nazionalismi, sostenendo le forze di conciliazione interetnica nei territori dell’ex-Jugoslavia. Con il "Verona Forum” offre un tavolo di dialogo a centinaia di militanti della convivenza che si riuniscono a Verona, Strasburgo, Vienna, Bruxelles, Parigi, Tuzla, Skopje e Zagabria. Il 26 giugno si reca a Cannes, con altri parlamentari, per portare ai capi di stato e di governo un drammatico appello: "L'Europa muore o rinasce a Sarajevo".Al censimento del 1981 e 1991 Alexander Langer, che si era sempre dichiarato di madre lingua tedesca, rifiuta di aderire al censimento nominativo che rafforza la politica di divisione etnica. Con questo pretesto, nel maggio '95, viene escluso senza troppo scandalo dalla candidatura a Sindaco di Bolzano, la sua città.Decide di interrompere la vita il 3 luglio 1995, all'età di 49 anni. Riposa nel piccolo cimitero di Telves/Telfes (BZ), accanto ai suoi genitori.

dal sito http://www.alexanderlanger.org/