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domenica 10 gennaio 2010

Cari amici,

in qualità di insegnante impegnato in attività di sostegno, di operatore interculturale nonviolento e per l'incontro inter religioso, di educatore e di genitore,

propongo di lanciare di lanciare una campagna di disobbedienza civile contro i provvedimenti razzisti emanati dal Ministro dell'Istruzione.

Mettere un limite al numero degli alunni stranieri nelle classi cosa significa? Si vuole forse attuare una sorta di respingimento scolastico?

Lavoriamo per una società aperta, giusta, solidale e interculturale.

Boicottiamo le misure razziste della lega e dei suoi amici!

Giuliano Falco

In un prossimo post, raccoglierò le reazioni (positive al 99.9% alla mia proposta di campagna di obiezione di coscienza)...

venerdì 8 gennaio 2010




SI TROVINO IMMEDIATAMENTE SOLUZIONI ALL’EMERGENZA ABITATIVA!


IL GOVERNO INTERVENGA PERCHÉ VENGA CONCESSO IL PERMESSO DI SOGGIORNO PER MOTIVI UMANITARI AI LAVORATORI STRANIERI!


La dichiarazione di Paolo Beni, presidente nazionale Arci e Filippo Miraglia, responsabile immigrazione


"Quello che è successo e sta accadendo a Rosarno in queste ore desta una grande preoccupazione. Bisogna adoperarsi perché la prevedibile ribellione di centinaia di esseri umani costretti a vivere nel degrado più estremo e a lavorare in condizioni di schiavitù non degeneri in atti di violenza che mettano a rischio l’incolumità fisica degli immigrati e degli abitanti di Rosarno.


Le autorità locali e nazionali, le organizzazioni che lavorano a fianco dei migranti devono intervenire innanzitutto per riportare la calma, ripristinando le condizioni per l’apertura di un confronto con e tra tutti coloro che nella cittadina vivono, italiani e stranieri.


Il ministro Maroni ha dichiarato che quanto è successo è frutto dell’eccessivo lassismo verso i clandestini. Noi pensiamo che clandestino in quella regione sia lo Stato, che ha consegnato lì, come in tante altre parti d’Italia, il territorio alle mafie, lasciando sole le comunità locali. Le mafie impongono così le loro regole, lucrando sulla pelle di lavoratori che le scelte di questo governo hanno privato dei più elementari diritti umani e civili. Migliaia di "non persone", esposte all’arbitrio, alla violenza razzista, alla discriminazione sancita per legge, a brutali intimidazioni come quella di ieri.


La legge Bossi-Fini e poi il Pacchetto sicurezza, impedendo gli ingressi regolari, si stanno dimostrando i migliori alleati degli interessi della criminalità organizzata, che controlla il traffico di esseri umani, dispone di una quantità di manodopera in nero, senza tutele, costretta all’irregolarità e dunque impossibilitata a denunciare gli aguzzini.


Il governo fa finta di non vedere, non stanzia risorse per politiche di integrazione e intanto nell’Italia del G8 c’è chi vive in ghetti degradati, espropriato della sua dignità.


E’ necessario che finalmente le istituzioni ai vari livelli intervengano, intanto con misure che permettano di risolvere subito l’emergenza abitativa, garantendo condizioni di vita dignitose.


Il governo deve impegnarsi perché vengano concessi permessi di soggiorno per motivi umanitari. Sarebbe davvero inaccettabile se l’esito di quel che è successo fosse una deportazione di massa di quanti non sono in regola col permesso di soggiorno.


Bisogna poi pianificare un intervento sul territorio in grado di ricostruire le condizioni di una pacifica convivenza, prevedendo percorsi di integrazione anche individualizzati che mettano queste persone nelle condizioni di costruirsi un futuro dignitoso nel nostro paese."


08.01.2010


da una mail dell'arciliguria

Rivolta clandestini in Calabria: la faccia tosta di Maroni

http://www.ilponente.com/, gennaio 8, 2010 alle 12:49 -

di VALERIA ROSSI – Sono clandestini, in gran parte: nel senso che non hanno il permesso di soggiorno perché non possono dimostrare di avere un lavoro fisso. Infatti hanno lavori precari (nel vero senso della parola), in nero, con orari impossibili e in condizioni inumane.
Se fossero delinquenti, sarebbero andati a spacciare droga o a sfruttare altre vittime (tipo le ragazze buttate sui marciapiedi): ma non sono delinquenti. Sono persone che vogliono vivere onestamente e quindi vanno a lavorare, anche in queste condizioni assurde, per quattro soldi, reclutati dai cosiddetti "caporali" che appartengono alla ‘ndrangheta calabrese (e che ormai sono arrivati anche qui da noi a fare lo stesso lavoro nelle nostre campagne).
In mezzo a tutto questo, si sono messi anche a sparargli addosso: giusto per gradire. E loro si sono ribellati. Hanno accettato di abitare in baracche di cartone, di lavorare dall’alba al tramonto incessantemente, di dormire per terra: a farsi PURE sparare, ma guarda un po’ che strano, non ci sono stati ed è scoppiata la rivolta.
Ora la situazione è incandescente, ovviamente, anche perché i più scocciati di tutti sono i padroni (mafiosi) che si teme possano risolvere la rivolta a modo loro (si sono già sentiti spari, per ora in aria). E in mezzo a tutto questo, qual è il commento del ministro dell’interno Maroni?
"Eh, c’è stata troppa tolleranza verso i clandestini in questi anni!"
Non saprei davvero come commentare.
Mi chiedo se quest’uomo abbia il coraggio di guardarsi allo specchio quando si alza alla mattina, ma la risposta evidentemente è "sì", ce l’ha eccome.
Si guarda, si piace pure e se ne va a testa alta a governare un Paese in cui gente che vive in queste condizioni, e che nonostante questo LAVORA (non ruba, non spaccia, ma lavora nei campi facendosi un mazzo così), viene colpevolizzata perché si incazza se gli sparano addosso.
Invece si tollera, e si continua a tollerare tranquillamente, il vero e proprio mercato degli schiavi che non c’è solo a Rosarno: c’è ovunque.
C’è nella piana di Albenga, c’è in Valbormida, c’è ovunque serva manodopera a basso prezzo da sfruttare senza pietà, come se fossero animali da sgobbo.
E nessuno dice niente, perché così "il Paese va avanti". Anzi, pure quelli che combattono il nazismo leghista sostengono che "gli immigrati sono necessari perché sono il motore dell’economia" e perché "fanno lavori che gli italiani non vogliono più fare", permettendo la sopravvivenza di attività che altrimenti si ritroverebbero con l’acqua alla gola.
Ma è normale, tutto questo?
E’ normale stare a guardare senza dire "ba", è normale sentire un ministro di questa Repubblica che dà la colpa alle vittime (come al solito) e che se la tira perché "intanto questo governo ha fermato gli sbarchi", come se c’entrassero qualcosa in questo caso?
Quest’uomo che fa comizi anche di fronte a un’emergenza sociale ed umana, quest’uomo che pensa di "riportare tutto alla normalità" con l’utilizzo delle forze dell’ordine… ha presente di quale "normalità" stia parlando?
E’ normale per lui, per voi, per tutti noi, che degli esseri umani, nell’anno di grazia 2010, vivano come schiavi, sottopagati da mafia e ‘ndrangheta che continuano ad agire indisturbate e si allargano sempre più?
Perché nessuno dice una parola su ciò che sta alle SPALLE di questa rivolta?
Perché continuiamo a tollerare non l’immigrazione, ma questo governo che dovrebbe rappresentare tutti noi, e che vuole riportare il "normale" schiavismo attribuendo la responsabilità di questa rivolta alle vittime, anziché ai colpevoli?
Ma in che razza di Paese stiamo vivendo?
Chi conosce la risposta, per favore, alzi la mano.

Di solito cerco di non pubblicare testi rintracciabili nei blog e siti amici, per questo scritto di Valeria faccio un'eccezione...

con una piccola aggiunta:

quand'è che abbiamo smesso di pensare?

Un forum di Radio Padania Libera (???) ha riportato alcune dichiarazione di leghisti, del tipo 'io sto con la mafia' (ovviamente contro i migranti). Se questo non è razzismo, cos'è? E le affermazioni di Maroni, cosa sono se non bieco razzismo. Sempre quello è!

Non sono perseguibili per legge?

Giuliano

giovedì 7 gennaio 2010

DANIELE MENOZZI:
SI BEATIFICA PIO XII PER SANTIFICARE IL PAPATO

35358. ROMA-ADISTA. "Non si intende disconoscere lo sforzo compiuto dalle istituzioni ecclesiastiche o da singoli cattolici per sottrarre, con tutti rischi del caso, moltissimi ebrei ad una barbarica persecuzione, offrendo una via di scampo a chi probabilmente era destinato alla morte. Ma va affermato con altrettanta chiarezza, senza con questo voler dare un giudizio morale che non è compito dello storico, che non ci fu alcun intervento pubblico di Pio XII contro la Shoah". Daniele Menozzi, docente di Storia contemporanea alla Scuola normale superiore di Pisa ed in particolare esperto del papato del ‘900, spiega ad Adista i rapporti fra papa Pacelli e le dittature nazi-fasciste e dà un’interpretazione delle beatificazioni, realizzate o solo annunciate, dei pontefici dell’ultimo secolo.

I "silenzi" di Pio XII sulla Shoah sono presunti o reali? Cosa dice la ricerca storica?

Pio XII è intervenuto solo a livello diplomatico, facendo presente al governo di Hitler che la Santa Sede non condivideva le persecuzioni contro gli ebrei, ma non ha mai assunto una posizione pubblica di condanna durante la guerra. Nel magistero pontificio del periodo bellico la parola "ebreo" non viene mai usata. Pio XII la pronuncerà solo molti anni dopo, a guerra finita, per dire che non si poteva fare nulla di più di quello che è stato fatto, in una sorta di autoassoluzione. Non è esatto affermare, come alcuni fanno, che fu l’opera teatrale di Rolf Hochhuth, Il Vicario, a dare inizio alla "leggenda nera" circa i silenzi del papa: di questi silenzi si aveva la consapevolezza, anche in Vaticano, già a partire dal periodo bellico. Faccio due esempi: c’è una testimonianza di Angelo Roncalli, futuro Giovanni XXIII, che nei suoi Diari, scrive: "Papa Pacelli mi chiede che impressione facciano i suoi silenzi". Inoltre, negli anni ‘50, quando vengono ripubblicati i discorsi di Pio XII, l’allocuzione tenuta al Sacro Collegio nel dicembre 1940 subisce una significativa modificazione: il termine "non ariani" presente nel testo originale viene sostituito con l’espressione "di stirpe ebraica". Non mi pare solo la manifestazione della volontà di eliminare una testimonianza di acquiescenza al linguaggio del razzismo fascista dell’epoca, ma l’espressione della consapevolezza di un "silenzio" cui si voleva retrospettivamente rimediare.

Ma che tipo di informazione aveva Pio XII di quello che stava avvenendo in Europa?

Fino a quando gli archivi di Pacelli non saranno resi disponibili, non si potrà avere una conoscenza esatta di quanto è accaduto in quegli anni. Tuttavia abbiamo già ora degli elementi che è difficile mettere in discussione, perché sono ricavabili dalla pubblicazione voluta da Paolo VI degli Actes et documents du Saint Siège relatifs à la Seconde Guerre Mondiale proprio in reazione alla rappresentazione de Il Vicario. Alcuni storici gesuiti sono potuti entrare negli archivi e hanno reso noti una serie di documenti per dimostrare quello che aveva fatto la Santa Sede. E proprio da questi documenti, pubblicati nell’ottica di difendere Pacelli, emerge che già dalla fine del 1942 in Vaticano arrivarono testimonianze di privati cittadini, sacerdoti e anche rappresentanti diplomatici, soprattutto dei Paesi dell’Est, che parlavano dei treni carichi di ebrei in partenza verso una "destinazione di morte". La Santa Sede quindi era informata ma, come sembra emergere da qualche notazione a margine, queste informazioni sono state sottovalutate. La ragione pare abbastanza evidente: l’antisemitismo presente nella cultura cattolica dell’epoca portava a minimizzare tali notizie perché, in fondo, quello che riguardava gli ebrei era meno importante di quello che riguardava i cristiani.

Poi c’è la questione dell’enciclica sul razzismo che Pio XI non riuscì a pubblicare e che fu accantonata da Pacelli…

Pio XI, circondato da una certa diffidenza e sospetto da parte della Curia romana, a partire dal 1937, prende posizioni che sempre di più vanno nella direzione di mostrare che il razzismo e l’antisemitismo sono direttamente contrari alla fede cristiana, assumendo anche espressioni molto dure. In questo quadro affida ad un gesuita, che aveva condotto una battaglia contro la segregazione razziale negli Stati Uniti, p. La Farge, la redazione di un’enciclica. Si arriva ad una serie di testi preparatori, fra cui uno che conosciamo, perché è stato pubblicato, in cui si legge un’esplicita condanna dell’antisemitismo, in termini assolutamente nuovi per il magistero. Mettere nelle mani dei vescovi, dei sacerdoti, dei religiosi e dei fedeli un documento in cui esplicitamente si diceva che non era ammissibile per un cattolico l’antisemitismo, avrebbe significato dare uno strumento di analisi e di giudizio che la Chiesa di Roma non aveva ancora fornito e che in quel frangente avrebbe potuto scuotere le coscienze di fronte alla tragedia in atto. Ma Pio XI muore senza fare in tempo a pubblicare l’enciclica, e il suo successore decide di non riprendere quel testo. Nella sua prima enciclica, la Summi Pontificatus, Pacelli non fa nessun riferimento al problema dell’antisemitismo, del razzismo e del nazionalismo, ma ripropone semplicemente e genericamente il tema della "unità del genere umano", che non era altro che il titolo dell’enciclica mancata di Pio XI (Humani generis unitas).

Alcuni storici maggiormente vicini alle posizioni della Santa Sede sostengono che il silenzio di Pio XII fosse tattico, per consentire alla Chiesa di poter aiutare gli ebrei in segreto, per esempio nascondendoli nei conventi. Cosa ne pensa?

È la stessa spiegazione che Pio XII, dopo la fine della guerra, ha dato del suo atteggiamento nel periodo bellico. La ricerca non può però assumere le categorie con cui gli attori giustificano i loro comportamenti, perché il giudizio storico può tenere conto delle intenzioni, ma deve basarsi sui fatti e sui risultati. E i risultati sono che i silenzi di Pio XII non hanno evitato lo sterminio degli ebrei, anzi hanno fatto parte del contesto storico in cui esso si è verificato e che in fondo l’ha permesso. Senza dubbio constatare il silenzio di Pacelli sulla Shoah non vuol dire che non ne fosse intimamente inorridito, né che non la condannasse e nemmeno che non cercasse di limitarne, tramite la via diplomatica, le spaventose conseguenze. Significa solo che non prese pubblica posizione su di essa. E ovviamente la cosa non è irrilevante: la guida di una istituzione avviene con atti pubblici.

Nel 2000 sono stati beatificati Pio IX e Giovanni XXIII, ora si riconoscono le "virtù eroiche" di Pio XII e Giovanni Paolo II: quattro papi in dieci anni. Come mai?

Per secoli la Chiesa di Roma non ha santificato dei papi. Poi, a partire dalla seconda metà del ‘900, proprio con Pio XII, si è iniziato a canonizzare pontefici, soprattutto quelli del XX secolo, avviando una prassi, interrotta solo da Giovanni XXIII e Paolo VI, per cui i papi vengono fatti santi. Mi pare si possa dare una spiegazione: un papato che si sente in difficoltà in una società contemporanea che sfugge al suo controllo tende a rafforzarsi santificando se stesso, in modo da rispondere all’indebolimento sociale con una richiesta di venerazione interna.

Fra l’altro, in questi casi, sono state proposte delle coppie di "opposti": Pio IX, il papa anti-moderno e Giovanni XXIII, il papa dell’apertura alla modernità; ora Pio XII e Giovanni Paolo II, il primo inviso, il secondo molto amato dagli ebrei. C’è una logica?

Si possono cercare le ragioni di questo atteggiamento nella volontà di risolvere i contrasti che emergono nella storia della Chiesa attraverso l’imposizione di un atto di ossequio. Ciò che nella storia è contraddizione viene risolto nella misura in cui si impone di affidare al papato romano e alla sua autorità la soluzione di questa contraddizione. Mi pare che decidere l’onore degli altari per pontefici che sono stati portatori di linee diverse ed anche contrastanti implichi affermare che tali scontri sono irrilevanti ai fini della venerazione che i fedeli debbono ad essi prestare. Significa quindi esigere un atto di sottomissione a quel potere papale in cui risiede in ultima analisi il potere della canonizzazione.

Se Pio XII è così controverso e riapre le ferite con il mondo ebraico, perché il Vaticano vuole comunque andare avanti?

Si possono trovare risposte su due piani. Il primo è politico e riguarda la questione dei rapporti con lo Stato di Israele: il governo di Gerusalemme pone l’eventuale canonizzazione di Pio XII come un elemento che ostacola la messa in pratica degli accordi diplomatici raggiunti con Roma a tutela delle minoranze cattoliche in Israele. Se la Santa Sede non procede sulla via della canonizzazione dimostra, nel gioco diplomatico, di cedere alla richiesta israeliana, mostrandosi così in una posizione di debolezza. Il Vaticano non vuole avvalorare tale debolezza, e quindi promuove la canonizzazione per mostrare che non intende accettare le condizioni poste da Israele per poter realizzare quello che del resto lo stesso Stato di Israele ha già sottoscritto.

Il secondo piano è ecclesiastico. Il papato romano vuole santificare se stesso e quindi deve santificare tutti i pontefici che si sono succeduti. E può raggiungere questo obiettivo nella misura in cui si presenta come sottratto alle dinamiche della storia: il papato romano è santo proprio perché è al di sopra e al di fuori della storia. O meglio agisce, e con determinazione, dentro la storia per poter influire sui suoi processi, ma nello stesso tempo vuole presentarsi agli occhi dei fedeli al di sopra della storia per poter poi chiedere di essere venerato senza essere macchiato dalle contingenti vicende in cui pure è implicato. (luca kocci)

tratto da www.adistaonline.it/ del 7 gennaio 2010

mercoledì 6 gennaio 2010

TELEGRAMMI DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Numero 62 del 6 gennaio 2010

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

Sommario di questo numero:

1. La Costituzione antifascista

2. Un incontro di studio a Viterbo

3. Il 10 gennaio a Viterbo

4. Per contrastare il razzismo

5. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente varie fattispecie di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94

6. Modello di esposto recante la notitia criminis concernente il favoreggiamento dello squadrismo

7. Cosa fare

8. "Azione nonviolenta"

9. Segnalazioni librarie

10. La "Carta" del Movimento Nonviolento

11. Per saperne di piu'

1. EDITORIALE. LA COSTITUZIONE ANTIFASCISTA

Il governo e il ceto politico del colpo di stato razzista e della guerra afgana.

Il governo e il ceto politico che hanno ripetutamente violato la legalita' costituzionale.

Il governo e il ceto politico che hanno provocato la morte di innumerevoli innocenti.

Solo degli insensati affiderebbero a costoro il potere di "riscrivere", ovvero distruggere, la Costituzione della Repubblica Italiana.

Solo degli scellerati affiderebbero a costoro il potere di "riscrivere", ovvero distruggere, la Costituzione della Repubblica Italiana.

*

In un'ora cosi' grave, difendere la Costituzione della Repubblica e' diritto e dovere di ogni cittadino.

In un'ora cosi' grave, difendere la Costituzione della Repubblica e' compito ineludibile di ogni persona di volonta' buona.

*

E' in corso un colpo di stato.

Chi non si oppone ai golpisti ne e' complice.

Chi non si oppone ai responsabili delle stragi della guerra ne e' complice.

Chi non si oppone ai responsabili delle persecuzioni razziste ne e' complice.

Chi non difende la Costituzione antifascista ha gia' ceduto al fascismo.

*

Difendere la Costituzione della Repubblica Italiana. Opporsi alla guerra e al razzismo. Opporsi al fascismo che torna. Difendere la democrazia, lo stato di diritto, la civilta', i diritti umani di tutti gli esseri umani. Questo oggi occorre.

4. RIFLESSIONE. PER CONTRASTARE IL RAZZISMO

Per contrastare il razzismo oggi in Italia alcuni obiettivi si pongono come primari e ineludibili.

a) L'abrogazione delle misure incostituzionali ed antigiuridiche contenute nella anti-legge 94/2009;

b) l'abolizione dei campi di concentramento;

c) la cessazione delle deportazioni;

d) il ripristino della concreta vigenza - ovvero la rigorosa applicazione - dei principi sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana, ed il rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani. Con la conseguente immediata abrogazione di tutte le norme ed i provvedimenti che siano in contrasto con la Costituzione e con il rispetto dei diritti umani;

e) le dimissioni del governo golpista che ha imposto in Italia il criminale regime razzista dell'apartheid;

f) la messa fuorilegge delle organizzazioni razziste.

5. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS CONCERNENTE VARIE FATTISPECIE DI REATO CONFIGURATE DA MISURE CONTENUTE NELLA LEGGE 15 LUGLIO 2009, N. 94

Alla Procura della Repubblica di ...

Al Presidente del Tribunale di ...

Al Presidente della Corte d'Appello di ...

Al Presidente della Corte di Cassazione

Al Presidente della Corte Costituzionale

Al Sindaco del Comune di ...

Al Presidente della Provincia di ...

Al Presidente della Regione ...

Al Questore di ...

Al Prefetto di ...

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Presidente della Camera dei Deputati

Al Presidente del Senato della Repubblica

Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura

Al Presidente della Repubblica Italiana

Al Presidente del Parlamento Europeo

Al Presidente della Commissione Europea

Al Presidente del Consiglio d'Europa

Al Segretario generale delle Nazioni Unite

Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente varie fattispecie di reato configurate da misure contenute nella legge 15 luglio 2009, n. 94

Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come "pacchetto sicurezza", sono contenute varie misure, particolarmente all'art. 1 e passim, che configurano varie fattispecie di reato con specifico riferimento a:

a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie di essi sancite dalla Costituzione della Repubblica Italiana;

b) violazione dei diritti dei bambini;

c) persecuzione di persone non per condotte illecite, ma per mera condizione esistenziale;

d) violazione dell'obbligo di soccorso ed accoglienza delle persone di cui all'art. 10 Cost.;

e) violazione del principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge.

Si richiede il piu' sollecito intervento.

Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che riterranno sussistere nella concreta fattispecie.

L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.

Firma della persona e/o dell'associazione esponente

indirizzo

luogo e data

6. UNA SOLA UMANITA'. MODELLO DI ESPOSTO RECANTE LA NOTITIA CRIMINIS CONCERNENTE IL FAVOREGGIAMENTO DELLO SQUADRISMO

Alla Procura della Repubblica di ...

Al Presidente del Tribunale di ...

Al Presidente della Corte d'Appello di ...

Al Presidente della Corte di Cassazione

Al Presidente della Corte Costituzionale

Al Sindaco del Comune di ...

Al Presidente della Provincia di ...

Al Presidente della Regione ...

Al Questore di ...

Al Prefetto di ...

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Presidente della Camera dei Deputati

Al Presidente del Senato della Repubblica

Al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura

Al Presidente della Repubblica Italiana

Al Presidente del Parlamento Europeo

Al Presidente della Commissione Europea

Al Presidente del Consiglio d'Europa

Al Segretario generale delle Nazioni Unite

Oggetto: Esposto recante la notitia criminis concernente il favoreggiamento dello squadrismo

Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come "pacchetto sicurezza", e' contenuta una misura, quella di cui all'art. 3, commi 40-44, istitutiva delle cosiddette "ronde", che palesemente configura il favoreggiamento dello squadrismo (attivita' che integra varie fattispecie di reato), anche alla luce di pregresse inquietanti esternazioni ed iniziative di dirigenti rappresentativi del partito politico cui appartiene il Ministro dell'Interno e di altri soggetti che non hanno fatto mistero ed anzi hanno dato prova di voler far uso di tale istituto a fini di violenza privata, intimidazione e persecuzione, con palese violazione della legalita' e finanche intento di sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali dell'ordinamento giuridico vigente.

Si richiede il piu' sollecito intervento.

Alle magistrature giurisdizionalmente competenti si richiede in particolare che esaminati i fatti di cui sopra procedano nelle forme previste nei confronti di tutti coloro che risulteranno colpevoli per tutti i reati che riterranno sussistere nella concreta fattispecie.

L'esponente richiede altresi' di essere avvisato in caso di archiviazione da parte della Procura ex artt. 406 e 408 c. p. p.

Firma della persona e/o dell'associazione esponente

indirizzo

luogo e data

7. UNA SOLA UMANITA'. COSA FARE

Un esposto all'autorita' giudiziaria piu' essere presentato recandosi presso gli uffici giudiziari o presso un commissariato di polizia o una stazione dei carabinieri.

Puo' essere anche inviato per posta.

Deve essere firmato da una persona fisica, precisamente identificata, e deve recare un indirizzo per ogni comunicazione.

*

Noi proponiamo alle persone che vogliono partecipare all'iniziativa di presentare e/o inviare i due esposti che abbiamo preparato alla Procura competente per il territorio in cui il firmatario (o i firmatari - gli esposti possono essere anche sottoscritti da piu' persone) risiede, e ad altre magistrature di grado superiore (la Corte d'appello e' nel capoluogo di Regione, la Corte di Cassazione e' a Roma; sempre a Roma sono le altre istituzioni statali centrali).

Proponiamo anche di inviare l'esposto al sindaco del Comune in cui si risiede (idem per il presidente della Provincia, idem per il presidente della Regione; ed analogamente per questore e prefetto che hanno sede nel capoluogo di provincia).

Ovviamente i modelli di esposto da noi preparati possono essere resi piu' dettagliati se lo si ritiene opportuno. Ed altrettanto ovviamente gli esposti possono essere inviati anche ad ulteriori istituzioni.

*

Indirizzi cui inviare gli esposti:

Naturalmente gli indirizzi delle istituzioni territoriali variano da Comune a Comune, da Provincia a Provincia e da Regione a Regione.

Comunque solitamente:

- l'indirizzo e-mail delle Procure e' composto secondo il seguente criterio: procura.citta'sede@giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail della Procura della Repubblica ad Agrigento e' procura.agrigento@giustizia.it (analogamente per le altre province).

- L'indirizzo e-mail dei Tribunali e' composto secondo il seguente criterio: tribunale.citta'sede@giustizia.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail del Tribunale ad Agrigento e' tribunale.agrigento@giustizia.it (analogamente per le altre province).

- L'indirizzo e-mail delle Prefetture e' composto secondo il seguente criterio: prefettura.citta'sede@interno.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail della Prefettura di Agrigento e' prefettura.agrigento@interno.it (analogamente per le altre province).

- Sempre per le prefetture e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp), composto secondo il seguente criterio: urp.pref_citta'sede@interno.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento e' urp.pref_agrigento@interno.it (analogamente per le altre province).

- L'indirizzo e-mail delle Questure e' composto secondo il seguente criterio: uffgab.siglaautomobilisticacitta'sede@poliziadistato.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail della Questura di Agrigento e' uffgab.ag@poliziadistato.it (analogamente per le altre province).

- Sempre per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche all'indirizzo dell'Ufficio per le relazioni con il pubblico (in sigla: urp), composto secondo il seguente criterio: urp.siglaautomobilisticacitta'sede@poliziadistato.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Urp della Prefettura di Agrigento e' urp.ag@poliziadistato.it (analogamente per le altre province).

- E ancora per le questure e' opportuno inviare gli esposti per e-mail anche all'indirizzo dell'Ufficio per gli immigrati, composto secondo il seguente criterio: immigrazione.siglaautomobilisticacitta'sede@poliziadistato.it, quindi ad esempio l'indirizzo e-mail dell'Ufficio per gli immigrati della Prefettura di Agrigento e' immigrazione@poliziadistato.it (analogamente per le altre province).

Quanto alle istituzioni nazionali:

- Presidente della Corte di Cassazione: Palazzo di Giustizia, Piazza Cavour, 00193 Roma; e-mail: cassazione@giustizia.it; sito: www.cortedicassazione.it

- Presidente della Corte Costituzionale: Piazza del Quirinale 41, 00187 Roma; tel. 0646981; fax: 064698916; e-mail: ccost@cortecostituzionale.it; sito: www.cortecostituzionale.it

- Presidente del Consiglio dei Ministri: Palazzo Chigi, Piazza Colonna 370, 00187 Roma; tel. 0667791; sito: www.governo.it

- Presidente della Camera dei Deputati: Palazzo Montecitorio, Piazza Montecitorio, 00186 Roma; tel. 0667601; e-mail: fini_g@camera.it; sito: www.camera.it

- Presidente del Senato della Repubblica: Piazza Madama, 00186 Roma; tel. 0667061; e-mail: schifani_r@posta.senato.it; sito: www.senato.it

- Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura: Piazza dell'Indipendenza 6, 00185 Roma; tel. 06444911; e-mail: segvpres@cosmag.it; sito: www.csm.it

- Presidente della Repubblica Italiana: piazza del Quirinale, 00187 Roma; fax: 0646993125; e-mail: presidenza.repubblica@quirinale.it; sito: www.quirinale.it

Quanto alle istituzioni sovranazionali:

- Presidente del Parlamento Europeo: rue Wiertz 60 - Wiertzstraat 60, B-1047 Bruxelles - B-1047 Brussel (Belgium); tel. +32(0)22842005 - +32(0)22307555; sito: www.europarl.europa.eu

Al Presidente della Commissione Europea: 1049 Brussels (Belgium); sito: http://ec.europa.eu/index_it.htm

- Presidente del Consiglio d'Europa: Avenue de l'Europe, 67075 Strasbourg (France); tel. +33(0)388412000; e-mail: cm@coe.int; sito: www.coe.int/DefaultIT.asp

- Segretario generale delle Nazioni Unite: United Nations Headquarters, Between 42nd and 48th streets, First Avenue and the East River, New York (Usa); sito: www.un.org

*

Gli invii per fax o per posta elettronica o attraverso gli spazi ad hoc nei siti istituzionali possono non essere ritenuti dai destinatari equipollenti all'invio postale dell'esposto: si suggerisce quindi, almeno per quanto riguarda le Procure, di inviare comunque anche copia cartacea degli esposti per posta ordinaria (preferenzialmente per raccomandata).

Ma poiche' ormai crediamo di aver gia' raggiunto con almeno un invio gran parte delle Procure, chi non avesse tempo ed agio di procedere agli invii cartacei per posta ordinaria puo' limitarsi all'invio per e-mail, che costituira' comunque un sostegno visibile e rilevante all'iniziativa.

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Ovviamente e' opportuno che gli esposti siano inviati anche a mezzi d'informazione, movimenti democratici, persone interessate: una delle funzioni dell'iniziativa e' anche quella di ampliare la mobilitazione contro il colpo di stato razzista informandone l'opinione pubblica e coinvolgendo piu' persone, piu' associazioni e piu' istituzioni che sia possibile nell'impegno in difesa della legalita', della Costituzione della Repubblica Italiana, dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

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Infine preghiamo tutte le persone che presenteranno esposti di comunicarcelo per e-mail all'indirizzo: nbawac@tin.it

Grazie a tutte e tutti, e buon lavoro.

8. STRUMENTI. "AZIONE NONVIOLENTA"

"Azione nonviolenta" e' la rivista del Movimento Nonviolento, fondata da Aldo Capitini nel 1964, mensile di formazione, informazione e dibattito sulle tematiche della nonviolenza in Italia e nel mondo.

Redazione, direzione, amministrazione: via Spagna 8, 37123 Verona, tel. 0458009803 (da lunedi' a venerdi': ore 9-13 e 15-19), fax: 0458009212, e-mail: an@nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org

Per abbonarsi ad "Azione nonviolenta" inviare 29 euro sul ccp n. 10250363 intestato ad Azione nonviolenta, via Spagna 8, 37123 Verona.

E' possibile chiedere una copia omaggio, inviando una e-mail all'indirizzo an@nonviolenti.org scrivendo nell'oggetto "copia di 'Azione nonviolenta'".

Telegrammi della nonviolenza in cammino proposti dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it, sito: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

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La lega Nord non è intollerante...




Care amiche e cari amici lettori,


ho commesso un errore: ho commentato sul bel blog di Daniele Sensi l'articolo pubblicato qui sotto. Scrivendo a proposito della Lega Nord e del suo progeto eversivo ho commesso un altro errore: ho scritto che il suo progetto di balcanizzazione, pardon, di federalismo o meglio di indipendentismo (dal momento che sul sito ufficiale c'è scritto 'Lega Nord per l'indipendenza della Padania') è anticostituzionale perchè viola l'articolo 1 della Costituzione. Apriti cielo! E' vero: l'articolo in questione è l'articolo 3. Ma andate a leggere come commentano i simpatici leghisti...


...poi andate anche sul sito della Lega nord. L'ho fatto. Ho trovato alcuni manifesti che mi hanno sempre fatto imbestialire: ne riporto solo due (mi scusino i lettori).
Il primo mi sembra si commenti da solo: si vantano della politica nazista dei respingimenti. E già questo, mi sembra che possa bastare.
Quello sui nativi americani è uno dei più 'sporchi' anche perchè i pellerossa hanno subito un'invasione di migranti. Peccato che i migranti eravamo noi...europei...magari anche bisnonni di tanti leghisti odierni...
Chi ha ridotto i nativi nelle riserve?


lunedì 4 gennaio 2010

mercoledì 30 dicembre 2009

Antonio Tabucchi sul Figaro: l'Europa intervenga contro la Lega Nord, o sarà la Barbarie

Traduco, al volo, un appello di Antonio Tabucchi apparso oggi sul francese Le Figaro, che, voglio ricodarlo, è un quotidiano conservatore.
Quello di augurarsi un qualche cosa è un sentimento complesso; perché non esprime un semplice desiderio. Secondo Freud, la libido, ovvero il desiderio in ogni sua manifestazione, è il motore del mondo: l’uomo è una creatura desiderante. Senza il desiderio di conoscere cosa vi sia al di fuori della caverna, saremmo ancora nella caverna. Ma il succitato tipo di desiderio è affidato a variabili incontrollabili, al caso. Posso augurarmi che tutte le guerre finiscano e che sul pianeta si instauri la pace, che non abbiano a verificarsi guerre nucleari, che una mortale pestilenza si diffonda unicamente tra i trafficanti d’armi, o che io possa vincere alla più ricca lotteria del mondo. Le variabili del mio desiderio, però, nulla hanno a che fare con la statistica: nemmeno al principe di Heisenberg riuscirebbe di determinare la possibilità di riuscita.

Esiste in Italia un partito chiamato "Lega Nord". Nato recentemente, con all’incirca una base elettorale del dieci per cento, esso fa parte del governo Berlusconi. Senza la Lega, Berlusconi non potrebbe governare. Berlusconi è alleato a partiti dalla connotazione politica di estrema destra. La Lega Nord non dichiara precise connotazioni politiche. Essa ha una base "culturale" neopagana, fatta di croci celtiche e di venerazione del dio Odino e del dio Po, fiume nel quale ogni anno vengono praticati riti di purificazione. La Lega ha diffuso la convinzione che la Lombardia e una parte del Veneto siano terre privilegiate e di sua proprietà. Essa vanta la superiorità della "razza" ariana e detesta le altre (i neri, gli ebrei e, in particolare, gli arabi). Più in generale, detesta tutti gli "stranieri". Il principio territoriale è quello di Maurras: questa terra è mia perché vi sono seppelliti i miei morti. Cosa tra l’altro inesatta: buona parte del Veneto è terra di emigranti; gli avi, per non morire di fame o per malattia, emigrarono pochi anni addietro, e le loro ossa ora riposano in Brasile, in Argentina, in Canada, in Australia, in Svizzera, in Francia.

L’attuale ministro italiano dell’Interno, Roberto Maroni, è un dirigente della Lega Nord. Uomo di modesta cultura, frequenta le birrerie della sua regione e suona la tromba in un gruppo rock che si esibisce nei locali notturni della Lombardia. In due anni è divenuto celebre per l’applicazione di una feroce legge contro gli immigrati in base alla quale il solo fatto di essere "senza documenti" costituisce, in sé, ontologicamente, un delitto. D’intesa con Berlusconi, ha siglato un accordo con quel gentiluomo di Gheddafi per la costruzione di campi in Libia in cui accogliere i migranti respinti dall’Italia. Tali campi di detenzione che nessuno può controllare sono pagati dal governo italiano, ovvero dai contribuenti.

Il comune di Venezia aveva previsto l’assegnazione di case popolari a famiglie di nomadi (di cui molti hanno la cittadinanza italiana). Quando, a distanza di due settimane, il prefetto stava adempiendo alle proprie funzioni, ovvero stava assegnando gli alloggi previsti, il ministro Maroni, con un decreto autoritario, lo ha rimosso, per rimpiazzarlo con un uomo di fiducia. Le case non verranno più assegnate.

La Lega Nord, recentemente, ha pure diffuso un comunicato denominato "White Christmas". Non si tratta di un augurio, bensì di una strategia messa in campo a Natale per "arrestare" i neri non in regola. Un rastrellamento. Ovviamente gli operai di colore (in molti lavorano nelle fabbriche del nord), seppur in regola, non hanno osato, nemmeno loro, uscire in strada per guardare le stelle. Non ci sono stelle per i neri, in Italia. E’ il bianco Natale della Lega Nord.

Mi auguro che l’Europa faccia qualcosa. Non so bene cosa. Ciò spetta al Consiglio d’Europa e alla Commissione europea. Sono sempre stato un europeista convinto, lo sanno tutti. Tuttavia mi rendo conto di starmi appellando a uomini che hanno dimenticato i valori dei padri fondatori, come Jean Monnet, De Gasperi, Spinelli, Adenauer. L’idea europea dei padri fondatori era alta e nobile, indipendentemente dai loro ideali politici. Gli attuali responsabili dell’Europa, è evidente, hanno poco di nobile e molto di economico: la loro etica è distratta dalla compatibilità. Eppure solo pochi anni fa un presidente della Repubblica francese, Jacques Chirac, proponeva sanzioni contro l’Austria a causa di dichiarazioni razziste di un suo rappresentante, Jorg Haider. Ma quelle di Haider erano parole. Ciò che sta succedendo in Italia, sono fatti. L’Europa ha una grande responsabilità, ma sembra ignorarlo. Fa finta di non rendersi conto di ciò che si sta verificando in Polonia, in Ungheria, in Romania, in Italia. Ma se essa ignora deliberatamente ciò che sta avvenendo in Italia, qualcosa dovrà succedere. E’ inevitabile. E’ nella logica della storia. Un uomo non bianco (ne basta uno solo) avrà forse un giorno un coltello per difendere il proprio corpo e la propria dignità. E lo utilizzerà. E capiterà come a Soweto. Non è ciò che mi auguro. E’ al contrario ciò che mi preoccupa, che mi allarma, che mi fa paura, e che mi abbatte.

In Europa, oggi, come nel ghetto del Sudafrica o nella Berlino hitleriana. Le pare ammissibile, Signora Europa?

Antonio Tabucchi, Le Figaro, 30.12.2009

(traduzione di Daniele Sensi)

tratto dal blog L'anticomunitarista (http://danielesensi.blogspot.com)

Una proposta sull'uscita del ministro Brunetta

Riporto una proposta dell'amico Peyretti:

L'uscita balorda del ministro Brunetta spinge le persone di buon senso, di qualche cultura civica, e di senso civile, a tornare a vedere cosa significa l'art. 1 della Costituzione: "L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro", che è il fondamento di altri diritti e doveri senza cui nella società non siamo soci ma rivali, padroni e servi, privilegiati ed esuberi.

Qui ricordo solamente alcuni libri semplici e classici, che ho sotomano, ma ognuno può anche fare ricerche in internet, oppure in testi universitari di qualità:

- Elvio Fassone, La Costituzione della Repubblica italiana, Editore Alzani, Città di Pinerolo, 2008, alle pp. 38-39

- Valerio Onida, La Costituzione. La legge fondamentale della Repubblica, ed. Il Mulino 2004, pp. 80-81

- Costituzione italiana. Introduzione di Giangiulio Ambrosini, Einaudi 1975, pp, XXX-XXXIII

- La Costituzione della Repubblica italiana illustrata con i lavori preparatori, a cura di V. Falzone, F. Palermo, F. Cosentino, Oscar Studio Mondadori 1979, pp.25-27

- Norberto Bobbio, Franco Pierandrei, Introduzione alla Costituzione, Laterza 1973, pp. 103-108.

Buon "lavoro"! Si mettano i risultati a disposizione di tutti.

Ciao, Enrico