Vorrei fare due osservazioni:
- credo che ogni razzismo, se vero razzismo, prevede un nemico ontologico, anzi più nemici ontologici, nemici cioè per la la loro identità razziale, o etnica, o religiosa, o culturale, o di qualunque tipo.non vedo perchè questo lo si debba dire solo dell'antisemitismo. il problema, del resto, secondo me risiede proprio nel voler parlare oggi di razzismo a partire da shoah e antisemitismo, due argomenti che a mio avviso, vista la contingenza storica con uno stato ebraico oppressore e alleato dell'occidente (i cui politici vanno in processione al museo dell'olocausto) come avamposto mediorientale nello scontro di civilità con l'oriente, rischiano di sviare la discussione. Ma su questo ho già detto la mia più volte e non voglio ripetermi.
- sarebbe interessante, laura, raccogliere anche i vari riferimenti alla shoah fatti dai politici israeliani a partire dalla nascita di Israele. Tu scrivi "Le distorsioni della memoria comportano l’imbarbarimento generale nelle relazioni interpersonali, nel conflitto etnico e nella pretesa purezza della superiorità razziale" ecco, una tipica distorsione della memoria a fini politici avviene quasi ogni giorno da 60 anni da parte dei politici israeliani (e da molti occidentali), che paragonano alla Shoah ogni attacco subito da Israele - di fatto offendendo le vere vittime della Shoah. Lo diceva Ben Gurion nel 1948, anche se Israele stava vincendo la guerra; diceva che c'era il rischio di una nuova Shoah, mentre in verità chi stava subendo una shoah, non in senso di genocidio, ma di catastrofe, la nakba, erano i palestinesi che venivano sterminati o espulsi. Lo ha detto di recente Netanyahu, riferendosi ai lanci di razzi qassam contro Israele: anche quella una shoah, secondo lui.
Alcuni ebrei, ben pochi per la verità in Italia o Israele, si indignano per discorsi come questo: http://rete-eco.it/it/approfondimenti/politiche-israeliane/9079-il-discorso-di-netanyahu--sminuire-lolocausto.html
Alla fine, il messaggio che passa è che gli israeliani e in fondo tutti gli ebrei sono sempre a rischio di shoah, e più passa questo messaggio, più diventa difficile poter vedere per quello che è ciò che fa lo stato di Israele, poiché ogni volta si invoca la minaccia di distruzione cui sarebbe sottoposto e il suo presunto diritto all'autodifesa.
Lorenzo
martedì 20 ottobre 2009
lunedì 19 ottobre 2009
LA PEDAGOGIA DELLA SHOAH
di Laura Tussi
Moni Ovadia sostiene che l’antisemitismo prevede un nemico non per posizione, ma per definizione, ossia un nemico ontologico, per essenza umana e per pensiero altro, nella concezione del nazismo che è senza precedenti nelle altre dittature.La Shoah diviene oggetto di fiction televisive e cinematografiche; è indagata e trattata in innumerevoli opere narrative; viene analizzata nel tentativo di enucleare concettualmente e razionalmente il suo mistero che resta indecifrabile. È accaduto, nella vicenda storica dell'umanità, un evento mostruoso, enorme, non solo per la quantità delle vittime, ma anche per il numero di colpevoli, di complici sottomessi e obbedienti, di indifferenti ottenebrati, obnubilati e alienati dal sistema del terrore nazista. L'esigenza spasmodica di comprendere conduce dalla storia alla microstoria, degenerando persino nella pornografia della Shoah, nella morbosità dell'incesto storico, di fantasie maniacali fino al recondito delle fosse comuni e delle camere a gas, nel fetore nauseabondo del male, nel gusto del proibito, nell'umiliazione dei corpi nudi. Una pornografia della Shoah che alimenta una distanza abissale rispetto alla sobrietà del racconto di Primo Levi, elaborato come faticosa conquista e riflessione pacata e cogente di razionalità, trattenuta come lucida e disincantata e sobria forma di pudore, che è monito attivo e militante, fra memoria delle atrocità del passato e insensibilità per la xenofobia contemporanea. La lezione della storia deve sempre tradursi in un interrogativo attuale che si ponga domande sulla nostra disponibilità a sopportare nuovamente la discriminazione e l'esclusione del diverso, prima ridotto a ospite ingrato ed indesiderato e poi destinato all'eliminazione. La pedagogia della Shoah rappresenta uno strumento prezioso che deve adeguarsi alla novità del contesto multietnico, suscitando interrogativi, nel promuovere comportamenti, inducendo sempre a mettersi nei panni dell'altro. Altrimenti i propositi didattici e culturali di immedesimazione nella tragedia ebraica possono risultare controproducenti. La didattica della storia ha stabilito una giornata della memoria in cui questo tema viene trattato nelle scuole, cercando di evitare il rischio dell'ostentazione della celebrazione. Una soluzione all'errore della retorica dell'Olocausto è l'insegnamento da parte dei testimoni in percorsi didattici che prevedano la narrazione autobiografica. L'importanza della memoria di vita e dell'autonarrazione risulta compresa in un approccio didattico di pedagogia narrativa finalizzata a reagire all'alienazione del razzismo e della xenofobia. La Shoah sembra incomprensibile e si sono addotte spiegazioni economiciste, psicologiste che si fermano ad un punto, oltre il quale subentra il demoniaco, il diabolico, la barbarie. Attraverso la pedagogia dell'internamento si comprendono fenomeni di espropriazione, alienazione e violenza, dove il campo di sterminio diventa un laboratorio pedagogico per “costruire soggetti distrutti”, quale ossimoro e contraddizione da cui nasce un'antropologia dove si costruisce un setting pedagogico, in cui si sviluppano pratiche di contrasto, in una pedagogia della resistenza minimale e infinitesimale. Adorno sostiene che “dopo Auschwitz non è più possibile scrivere poesie”, dove invece occorre rimemorare, fare memoria, ripresentificare il tempo nel diritto all'ascolto dei testimoni, con il dovere di capire, di ricordare e chiedere continuamente il perché. Primo Levi nell'opera “I sommersi e i salvati” evidenzia l'importanza attuale e contemporanea della testimonianza, con la narrazione che diviene riscatto della propria individualità. L'Associazione Nazionale Ex Deportati ANED ha intrapreso una ricerca sulla deportazione femminile, sulle donne deportate, più deboli e per questo più restie a testimoniare e a raccontarsi, dove, secondo Levinas, il nazismo si è avventato contro “il volto dell'altro”. I testimoni e gli insegnanti sono in rapporto con la comunità educante per la trasmissione di memoria storica fra le generazioni. La scuola è al centro della comunità educante attraverso la memoria della testimonianza che rappresenta il filo rosso educativo che unisce i vari enti di attività culturale e di ricerca.La scuola è una comunità di ricerca volta a mantenere attuali i valori costituzionali. Nel 1996 il ministro dell'istruzione inserisce la storia contemporanea nell'ultimo anno delle scuole superiori, dove si ripresenta la difficoltà di coniugare la memoria individuale e collettiva e l’impegno per gli insegnanti nel dialogo tra generazioni. Dalle riflessioni di Moni Ovadia, esponente e cultore della tradizione ebraica Yddish, nei suoi discorsi in teatro e in pubblico, si evince che la forma di resistenza più straziante e lancinante concepibile dalla mente umana si rivela tramite il mezzo sublime della follia creativa, della creatività artistica, nella pedagogia della resistenza, per la salvezza e sopravvivenza della dignità umana, contro la barbarie e la violenza, perché il carnefice non potrà mai reprimere la dimensione umana individuale e lo spirito creativo. Infatti nella simbologia del popolo ebraico risulta presente il senso del dio vivente in ogni creatura, concetto opposto rispetto ai canoni nazisti che propongono simboli di morte e tenebre, nell'oscurantismo della ragione, mettendo al bando le opere culturali. Nella retorica di regime sussiste una crudele dicotomia tra vita e morte, cultura e ignoranza, tenebre e luce, vitalità e annientamento, differenza e omologazione.Un’interpretazione biblica cita che se non ci fosse la dimenticanza, l'uomo penserebbe alla propria morte, nella scelta traumatica tra memoria e oblio. Nel capitolo terzo del Qoelet si dice che vi è tempo per fare memoria e tempo per astenersi dal ricordo, dove il momento dell'oblio può mettere in discussione il passato. A livello sociale, si giunge all'esigenza di smemoratezza, occultando le fonti storiche e riabilitando i colpevoli. Attualmente sussiste un mare magnum di stimoli, informazioni, notizie, attraverso i mezzi informatici, i musei, gli archivi, i media, per cui siamo immersi nei ricordi, ma in poca memoria e scarsa capacità e strategia selettrice, dove subentra mancanza di riflessione critica rispetto alla confusione. Le distorsioni della memoria comportano l’imbarbarimento generale nelle relazioni interpersonali, nel conflitto etnico e nella pretesa purezza della superiorità razziale, nel conflitto di civiltà dopo il fatidico 11 settembre, come “profezia che si autodetermina”, nell'oblio che predica la xenofobia, dimenticando quando gli stranieri, gli extracomunitari e i dannati della terra eravamo noi.
Laura Tussi
di Laura Tussi
Moni Ovadia sostiene che l’antisemitismo prevede un nemico non per posizione, ma per definizione, ossia un nemico ontologico, per essenza umana e per pensiero altro, nella concezione del nazismo che è senza precedenti nelle altre dittature.La Shoah diviene oggetto di fiction televisive e cinematografiche; è indagata e trattata in innumerevoli opere narrative; viene analizzata nel tentativo di enucleare concettualmente e razionalmente il suo mistero che resta indecifrabile. È accaduto, nella vicenda storica dell'umanità, un evento mostruoso, enorme, non solo per la quantità delle vittime, ma anche per il numero di colpevoli, di complici sottomessi e obbedienti, di indifferenti ottenebrati, obnubilati e alienati dal sistema del terrore nazista. L'esigenza spasmodica di comprendere conduce dalla storia alla microstoria, degenerando persino nella pornografia della Shoah, nella morbosità dell'incesto storico, di fantasie maniacali fino al recondito delle fosse comuni e delle camere a gas, nel fetore nauseabondo del male, nel gusto del proibito, nell'umiliazione dei corpi nudi. Una pornografia della Shoah che alimenta una distanza abissale rispetto alla sobrietà del racconto di Primo Levi, elaborato come faticosa conquista e riflessione pacata e cogente di razionalità, trattenuta come lucida e disincantata e sobria forma di pudore, che è monito attivo e militante, fra memoria delle atrocità del passato e insensibilità per la xenofobia contemporanea. La lezione della storia deve sempre tradursi in un interrogativo attuale che si ponga domande sulla nostra disponibilità a sopportare nuovamente la discriminazione e l'esclusione del diverso, prima ridotto a ospite ingrato ed indesiderato e poi destinato all'eliminazione. La pedagogia della Shoah rappresenta uno strumento prezioso che deve adeguarsi alla novità del contesto multietnico, suscitando interrogativi, nel promuovere comportamenti, inducendo sempre a mettersi nei panni dell'altro. Altrimenti i propositi didattici e culturali di immedesimazione nella tragedia ebraica possono risultare controproducenti. La didattica della storia ha stabilito una giornata della memoria in cui questo tema viene trattato nelle scuole, cercando di evitare il rischio dell'ostentazione della celebrazione. Una soluzione all'errore della retorica dell'Olocausto è l'insegnamento da parte dei testimoni in percorsi didattici che prevedano la narrazione autobiografica. L'importanza della memoria di vita e dell'autonarrazione risulta compresa in un approccio didattico di pedagogia narrativa finalizzata a reagire all'alienazione del razzismo e della xenofobia. La Shoah sembra incomprensibile e si sono addotte spiegazioni economiciste, psicologiste che si fermano ad un punto, oltre il quale subentra il demoniaco, il diabolico, la barbarie. Attraverso la pedagogia dell'internamento si comprendono fenomeni di espropriazione, alienazione e violenza, dove il campo di sterminio diventa un laboratorio pedagogico per “costruire soggetti distrutti”, quale ossimoro e contraddizione da cui nasce un'antropologia dove si costruisce un setting pedagogico, in cui si sviluppano pratiche di contrasto, in una pedagogia della resistenza minimale e infinitesimale. Adorno sostiene che “dopo Auschwitz non è più possibile scrivere poesie”, dove invece occorre rimemorare, fare memoria, ripresentificare il tempo nel diritto all'ascolto dei testimoni, con il dovere di capire, di ricordare e chiedere continuamente il perché. Primo Levi nell'opera “I sommersi e i salvati” evidenzia l'importanza attuale e contemporanea della testimonianza, con la narrazione che diviene riscatto della propria individualità. L'Associazione Nazionale Ex Deportati ANED ha intrapreso una ricerca sulla deportazione femminile, sulle donne deportate, più deboli e per questo più restie a testimoniare e a raccontarsi, dove, secondo Levinas, il nazismo si è avventato contro “il volto dell'altro”. I testimoni e gli insegnanti sono in rapporto con la comunità educante per la trasmissione di memoria storica fra le generazioni. La scuola è al centro della comunità educante attraverso la memoria della testimonianza che rappresenta il filo rosso educativo che unisce i vari enti di attività culturale e di ricerca.La scuola è una comunità di ricerca volta a mantenere attuali i valori costituzionali. Nel 1996 il ministro dell'istruzione inserisce la storia contemporanea nell'ultimo anno delle scuole superiori, dove si ripresenta la difficoltà di coniugare la memoria individuale e collettiva e l’impegno per gli insegnanti nel dialogo tra generazioni. Dalle riflessioni di Moni Ovadia, esponente e cultore della tradizione ebraica Yddish, nei suoi discorsi in teatro e in pubblico, si evince che la forma di resistenza più straziante e lancinante concepibile dalla mente umana si rivela tramite il mezzo sublime della follia creativa, della creatività artistica, nella pedagogia della resistenza, per la salvezza e sopravvivenza della dignità umana, contro la barbarie e la violenza, perché il carnefice non potrà mai reprimere la dimensione umana individuale e lo spirito creativo. Infatti nella simbologia del popolo ebraico risulta presente il senso del dio vivente in ogni creatura, concetto opposto rispetto ai canoni nazisti che propongono simboli di morte e tenebre, nell'oscurantismo della ragione, mettendo al bando le opere culturali. Nella retorica di regime sussiste una crudele dicotomia tra vita e morte, cultura e ignoranza, tenebre e luce, vitalità e annientamento, differenza e omologazione.Un’interpretazione biblica cita che se non ci fosse la dimenticanza, l'uomo penserebbe alla propria morte, nella scelta traumatica tra memoria e oblio. Nel capitolo terzo del Qoelet si dice che vi è tempo per fare memoria e tempo per astenersi dal ricordo, dove il momento dell'oblio può mettere in discussione il passato. A livello sociale, si giunge all'esigenza di smemoratezza, occultando le fonti storiche e riabilitando i colpevoli. Attualmente sussiste un mare magnum di stimoli, informazioni, notizie, attraverso i mezzi informatici, i musei, gli archivi, i media, per cui siamo immersi nei ricordi, ma in poca memoria e scarsa capacità e strategia selettrice, dove subentra mancanza di riflessione critica rispetto alla confusione. Le distorsioni della memoria comportano l’imbarbarimento generale nelle relazioni interpersonali, nel conflitto etnico e nella pretesa purezza della superiorità razziale, nel conflitto di civiltà dopo il fatidico 11 settembre, come “profezia che si autodetermina”, nell'oblio che predica la xenofobia, dimenticando quando gli stranieri, gli extracomunitari e i dannati della terra eravamo noi.
Laura Tussi
domenica 18 ottobre 2009
cattolici padani (?)
Un giorno andando al lavoro (abito a una dozzina di chilometri dalla mia scuola), ho acceso la radio e, facendo zapping, ho ascoltato una voce pacata, suadente, che parlava di spiritualità e dell'aria che si respira in non ricordo più quale convento. In un attimo di terrore ho temuto di aver captato Radio Maria (l'unica volta che l'ha ascoltata mi sono beccato una multa dalla stradale, non per ascoltare Radio Maria -mica siamo in un paese comunista!- ma perchè non ho visto una pattuglia e ho fatto un sorpasso dove non si poteva -ma prima mi ero accertato che non ci fosse pericolo per nessuno). Terminato il discorso. Ho potuto appurare che non si trattava di Radio Maria, bensì di Radio Padania Libera (come dire dalla padella alla brace e ritorno). La voce suadente e pia era quella del senatore Leoni...devo ammettere che di solito, le pochissime volte che ho ascoltato questa radio -eh sì, c'è chi vuol farsi del male, anche al mattino presto- ho sentito discorsi sgrammaticati, volgari, di bassa lega...per l'appunto...
Non che la spiritualità di Leoni mi abbia convertito solo mi fa amaramente sorridere come uno possa fare il 'cattolico' parlando di spiritualità e di arte antica e poi votare certe schifezze come hanno fatto tutti i i leghisti da quando è nato il partito.
Non solo: ho scoperto che mi sono beccato una trasmissione dell'Associazione Cattolici Padani. E qui caca l'asino: lasciamo stare il termine 'Associazione', ma i termini 'padani e 'cattolici' mi sembrano come minimo ossimorici (per i p... che leggono dovrei usare termini più semplici: 'tra loro contradditori'): cattolico, se non ricordo male, non rimanda a universale? come può un'associazione richiamarsi all' 'univerasale' e dirsi 'padana'? a meno che, per loro, l'universo mondo non si riduca alla padania, nel qual caso...
In chiusura riporto quanto scrivono i CP sullo spazio internet:
"Le finalità dell'associazione è persegue l’attuazione dei principi, del senso e dei valori del Cristianesimo nella concreta realtà sociale, in ogni campo della stessa, da quello economico a quello culturale e a quello politico, secondo i dettami della Dottrina sociale della Chiesa Cattolica".
Amen
Non che la spiritualità di Leoni mi abbia convertito solo mi fa amaramente sorridere come uno possa fare il 'cattolico' parlando di spiritualità e di arte antica e poi votare certe schifezze come hanno fatto tutti i i leghisti da quando è nato il partito.
Non solo: ho scoperto che mi sono beccato una trasmissione dell'Associazione Cattolici Padani. E qui caca l'asino: lasciamo stare il termine 'Associazione', ma i termini 'padani e 'cattolici' mi sembrano come minimo ossimorici (per i p... che leggono dovrei usare termini più semplici: 'tra loro contradditori'): cattolico, se non ricordo male, non rimanda a universale? come può un'associazione richiamarsi all' 'univerasale' e dirsi 'padana'? a meno che, per loro, l'universo mondo non si riduca alla padania, nel qual caso...
In chiusura riporto quanto scrivono i CP sullo spazio internet:
"Le finalità dell'associazione è persegue l’attuazione dei principi, del senso e dei valori del Cristianesimo nella concreta realtà sociale, in ogni campo della stessa, da quello economico a quello culturale e a quello politico, secondo i dettami della Dottrina sociale della Chiesa Cattolica".
Amen
sabato 17 ottobre 2009
novità su filosofico.net
Cari amici di Filosofico.net ,
la collana filosofica "I CENTO TALLERI" ( www.filosofico.net/t ) segnala la sua nuova uscita editoriale:"Liberta' e moralita'. A partire da Kant", di MARCO IVALDO (15 euro, www.filosofico.net/ivaldo ).
Dalla quarta di copertina:Una idea fondamentale di Kant, non sempre apprezzata nel suo potenziale teorico e che costituisce il punto d'approdo di un complesso cammino di ricerca, e' che la legge morale e' fondamento di conoscenza della liberta', la quale per parte sua e' fondamento dell'essere in noi della legge morale. Possiamo acquistare una conoscenza della realta' della liberta' attraverso una coscienza di tipo pratico, la coscienza della legge morale, il "fatto della ragione". La liberta' si presenta percio' come una capacita' di disporre di se stessi non (primariamente) in rapporto a un complesso di beni preferibili, fra i quali e' richiesto di operare una selezione e una scelta; si presenta invece in via ontologicamente primaria come il potere di determinare se stessi, di scegliersi, in relazione a una richiesta categorica (un Sollen), che con il suo manifestarsi rivela la liberta' a se stessa. La autocoscienza di un potere di iniziativa in noi e' dunque resa possibile dal presentarsi in noi st essi di un imperativo, che non ha un altro scopo fuori di se', ma reca in se stesso la propria giustificazione e scopo. Questo libro sviluppa alcuni percorsi teorici di questo motivo fondante nella filosofia di Kant e, a partire da essa, nell'ottica di un pensiero trascendentale.
I libri della collana possono essere acquistati on-line, ordinandoli tramite la mail ilprato@libero.it oppure tramite il numero di telefono 049-640105: li riceverai direttamente a casa, con comodo pagamento alla consegna, e senza spese di spedizione. L'acquisto dei libri e' molto importante per l'autofinanziamento del sito, che - come certo saprai - e' del tutto gratuito e aperto a tutti. Grazie!
E' uscito il volume (curato da Roberto Mordacci) Prospettive di filosofia della storia, Bruno Mondadori, Milano 2009. Dalla quarta di copertina del libro:Si puo' ancora pensare a una filosofia della storia nell'epoca del "post"-storico, della fine di tutte le narrazioni e di tutte le ideologie? Si puo' ancora ricercare un senso nel divenire storico senza che questo appaia come una forzatura, una vana speranza, un'operazione inattuale? Per rispondere a questa domanda, il volume si sofferma sulla concezione della storia di quei pensatori (in particolare moderni e contemporanei) che al succedersi delle epoche e dei periodi hanno dedicato una profonda riflessione: da Agostino, Gioacchino da Fiore e Giambattista Vico, tutti ispirati a diverso titolo a una visione provvidenzialistica, ai filosofi illuministi, Kant, Hegel e Marx, volti alla ricerca di una prospettiva laica; dagli storici Ranke e Burckhardt ai convinti oppositori dello storicismo Nietzsche e Weber, sino a giungere alle piu' recenti teorizzazioni di Bloch, Anders e Jonas.
Indice del volume:Introduzione: Oltre la "fine della storia"? (di Roberto Mordacci)Storia e salvezza nel De civitate Dei di Agostino (di Federico Leonardi)Gioacchino da Fiore e l'Apocalisse nella storia (di Andrea Tagliapietra)Storia umana e storia ideal eterna in Vico (di Ciro Greco)Dalla storia provvidenziale alla filosofia della storia. Il Settecento francese (di Maria Moneti)L'orizzonte estetico della filosofia della storia in Kant (di Francesco Valagussa)Storia e liberta' in Hegel (di Massimo Marassi)Marx e l'infuturamento della filosofia della storia di Hegel (di Diego Fusaro)Il fiume e la tempesta. Il senso della storia in Ranke e Burckhardt (di Silvio Cappelli)Decadence, giganti ed eterno ritorno. Le filosofie della storia di Nietzsche (di Roberto Mordacci)Secolarizzazione e disincanto in Max Weber (di Silvia Crupano)Speranza, disperazione e responsabilita'. Il dialogo a distanza fra Bloch, Anders e Jonas (di Massimo Reichlin)
E' uscita la rivista cartacea "Koine'" con un numero dedicato a "Il filosofo e la politica": in esso troverete contributi di Mario Vegetti, Enrico Berti, Domenico Losurdo, Carmelo Vigna, Ernesto Screpanti e molti altri ancora! Trovate "Koine'" nelle migliori librerie o su internet, al sito www.petiteplaisance.it .
Ricordiamo che acquistare i testi filosofici della neofondata collana filosofica "I CENTO TALLERI" (la collana ufficiale di Filosofico.net e di Portalefilosofia.com) e' facilissimo: per saperne di più, visita il sito della collana ( www.filosofico.net/t ). Se vuoi avere maggiori informazioni, contatta telefonicamente la collana "I Cento Talleri" (tel. 049-640105). Ti ricordo che acquistando on-line i libri, li riceverai direttamente a casa, con comodo pagamento alla consegna (dunque senza rischi di fregature), e senza spese di spedizione (le paga l'editore). I libri dovrebbero arrivarti dopo 3 o 4 giorni dalla prenotazione. L'acquisto del libro e' molto importante per l'autofinanziamento del sito, che - come certo saprai - e' del tutto gratuito e aperto a tutti. Se acquisti due o piu' libri on line, usufruirai dello sconto del 20 %.
La rivista telematica "Giornale critico di storia delle idee" ( www.giornalecritico.it ) segnala che il suo prossimo numero monografico (la cui uscita e' prevista per gennaio 2010) vertera' sul tema del "futuro". Per saperne di piu' e per collaborare, visitate il sito della rivista.
"La Filosofia e i suoi Eroi - www.filosofico.net" e' anche su Facebook con un gruppo di discussione molto attivo e frequentato. Iscrivetevi! Per trovarlo, basta che digitiate sul motore di ricerca di Facebook "La filosofia e i suoi eroi".
La vostra collaborazione e' sempre graditissima. Desiderate preparare schede su singoli autori, su opere o su correnti di pensiero? Non esitate a contattarci. Per sapere come fare, visitate l'apposita pagina (www.filosofico.net/collaborare.htm).
Cari saluti,
Diego Fusaro www.filosofico.net
la collana filosofica "I CENTO TALLERI" ( www.filosofico.net/t ) segnala la sua nuova uscita editoriale:"Liberta' e moralita'. A partire da Kant", di MARCO IVALDO (15 euro, www.filosofico.net/ivaldo ).
Dalla quarta di copertina:Una idea fondamentale di Kant, non sempre apprezzata nel suo potenziale teorico e che costituisce il punto d'approdo di un complesso cammino di ricerca, e' che la legge morale e' fondamento di conoscenza della liberta', la quale per parte sua e' fondamento dell'essere in noi della legge morale. Possiamo acquistare una conoscenza della realta' della liberta' attraverso una coscienza di tipo pratico, la coscienza della legge morale, il "fatto della ragione". La liberta' si presenta percio' come una capacita' di disporre di se stessi non (primariamente) in rapporto a un complesso di beni preferibili, fra i quali e' richiesto di operare una selezione e una scelta; si presenta invece in via ontologicamente primaria come il potere di determinare se stessi, di scegliersi, in relazione a una richiesta categorica (un Sollen), che con il suo manifestarsi rivela la liberta' a se stessa. La autocoscienza di un potere di iniziativa in noi e' dunque resa possibile dal presentarsi in noi st essi di un imperativo, che non ha un altro scopo fuori di se', ma reca in se stesso la propria giustificazione e scopo. Questo libro sviluppa alcuni percorsi teorici di questo motivo fondante nella filosofia di Kant e, a partire da essa, nell'ottica di un pensiero trascendentale.
I libri della collana possono essere acquistati on-line, ordinandoli tramite la mail ilprato@libero.it oppure tramite il numero di telefono 049-640105: li riceverai direttamente a casa, con comodo pagamento alla consegna, e senza spese di spedizione. L'acquisto dei libri e' molto importante per l'autofinanziamento del sito, che - come certo saprai - e' del tutto gratuito e aperto a tutti. Grazie!
E' uscito il volume (curato da Roberto Mordacci) Prospettive di filosofia della storia, Bruno Mondadori, Milano 2009. Dalla quarta di copertina del libro:Si puo' ancora pensare a una filosofia della storia nell'epoca del "post"-storico, della fine di tutte le narrazioni e di tutte le ideologie? Si puo' ancora ricercare un senso nel divenire storico senza che questo appaia come una forzatura, una vana speranza, un'operazione inattuale? Per rispondere a questa domanda, il volume si sofferma sulla concezione della storia di quei pensatori (in particolare moderni e contemporanei) che al succedersi delle epoche e dei periodi hanno dedicato una profonda riflessione: da Agostino, Gioacchino da Fiore e Giambattista Vico, tutti ispirati a diverso titolo a una visione provvidenzialistica, ai filosofi illuministi, Kant, Hegel e Marx, volti alla ricerca di una prospettiva laica; dagli storici Ranke e Burckhardt ai convinti oppositori dello storicismo Nietzsche e Weber, sino a giungere alle piu' recenti teorizzazioni di Bloch, Anders e Jonas.
Indice del volume:Introduzione: Oltre la "fine della storia"? (di Roberto Mordacci)Storia e salvezza nel De civitate Dei di Agostino (di Federico Leonardi)Gioacchino da Fiore e l'Apocalisse nella storia (di Andrea Tagliapietra)Storia umana e storia ideal eterna in Vico (di Ciro Greco)Dalla storia provvidenziale alla filosofia della storia. Il Settecento francese (di Maria Moneti)L'orizzonte estetico della filosofia della storia in Kant (di Francesco Valagussa)Storia e liberta' in Hegel (di Massimo Marassi)Marx e l'infuturamento della filosofia della storia di Hegel (di Diego Fusaro)Il fiume e la tempesta. Il senso della storia in Ranke e Burckhardt (di Silvio Cappelli)Decadence, giganti ed eterno ritorno. Le filosofie della storia di Nietzsche (di Roberto Mordacci)Secolarizzazione e disincanto in Max Weber (di Silvia Crupano)Speranza, disperazione e responsabilita'. Il dialogo a distanza fra Bloch, Anders e Jonas (di Massimo Reichlin)
E' uscita la rivista cartacea "Koine'" con un numero dedicato a "Il filosofo e la politica": in esso troverete contributi di Mario Vegetti, Enrico Berti, Domenico Losurdo, Carmelo Vigna, Ernesto Screpanti e molti altri ancora! Trovate "Koine'" nelle migliori librerie o su internet, al sito www.petiteplaisance.it .
Ricordiamo che acquistare i testi filosofici della neofondata collana filosofica "I CENTO TALLERI" (la collana ufficiale di Filosofico.net e di Portalefilosofia.com) e' facilissimo: per saperne di più, visita il sito della collana ( www.filosofico.net/t ). Se vuoi avere maggiori informazioni, contatta telefonicamente la collana "I Cento Talleri" (tel. 049-640105). Ti ricordo che acquistando on-line i libri, li riceverai direttamente a casa, con comodo pagamento alla consegna (dunque senza rischi di fregature), e senza spese di spedizione (le paga l'editore). I libri dovrebbero arrivarti dopo 3 o 4 giorni dalla prenotazione. L'acquisto del libro e' molto importante per l'autofinanziamento del sito, che - come certo saprai - e' del tutto gratuito e aperto a tutti. Se acquisti due o piu' libri on line, usufruirai dello sconto del 20 %.
La rivista telematica "Giornale critico di storia delle idee" ( www.giornalecritico.it ) segnala che il suo prossimo numero monografico (la cui uscita e' prevista per gennaio 2010) vertera' sul tema del "futuro". Per saperne di piu' e per collaborare, visitate il sito della rivista.
"La Filosofia e i suoi Eroi - www.filosofico.net" e' anche su Facebook con un gruppo di discussione molto attivo e frequentato. Iscrivetevi! Per trovarlo, basta che digitiate sul motore di ricerca di Facebook "La filosofia e i suoi eroi".
La vostra collaborazione e' sempre graditissima. Desiderate preparare schede su singoli autori, su opere o su correnti di pensiero? Non esitate a contattarci. Per sapere come fare, visitate l'apposita pagina (www.filosofico.net/collaborare.htm).
Cari saluti,
Diego Fusaro www.filosofico.net
Un breve aggiornamento sulla campagna e sulle attività
del gruppo Giornalisti contro il razzismo.
Sono oltre 250 i giornalisti che si sono impegnati ad eliminare dal proprio lessico professionale le parole clandestino, extracomunitario, nomade, zingaro, vu cumprà.
- I promotori della campagna, con un cominicato stampa, hanno aderito alla manifestazione antirazzista del 17 ottobre 2009, cogliendo l’occasione per segnalare le responsabilità dei media nell’affermazione di un clima sociale e culturale che legittima le discriminazioni.
http://www.giornalismi.info/mediarom/articoli/art_3757.html
- I promotori hanno anche dato un'adesione critica alla manifestazione per la libertà d'informazione del 3 ottobre 2009
http://www.giornalismi.info/mediarom/articoli/art_3388.html
- Sul sito è disponibile un IMPORTANTE DOCUMENTO: è la ricerca condotta dall’équipe del Dossier Caritas/Migrantes e dall’agenzia Redattore sociale sul rapporto fra immigrazione e criminalità. L’analisi dettagliata e critica dei dati, ha condotto a concludere che non esiste alcun nesso fra immigrazione e criminalità e che non esiste alcuna emergenza criminalità. E’ una ricerca che smentisce le “certezze” asserite da molti politici e avallate da molti media.
http://www.giornalismi.info/mediarom/articoli/art_3732.html
Giornalisti contro il razzismo, 16 ottobre 2009
venerdì 16 ottobre 2009
sull'VIII giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico
A 10 giorni dalla celebrazione dell’Ottava giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico, si moltiplicano le adesioni e le segnalazioni di iniziative che si svolgeranno il 27 ottobre prossimo. Oltre alle indicazioni fornite nel precedente comunicato dell’otto ottobre scorso, si sono aggiunte le seguenti associazioni :Noi Siamo Chiesa, Confraternita dei Sufi Jerrahi-Halveti in Italia, Ass. Cult. Mediterraneo di Acquedolci (Me), graal italia movimento internaz.di donne, Consiglio delle Chiese cristiane di Parma, Azione Cattolica-MEIC , Comunità Islamica acquose, Commissione diocesana Ecumenismo di Acqui Terme, Centro Islamico di Pavullo e Gruppo 1%, Rocca di Pace, Chiesa Battista di Centocelle (RM), Moschea Al Fath (della Magliana Roma), Comunità Islamica del Trentino Alto Adige, Centro Diocesano per il Dialogo Interreligioso di Trento, gruppo Camminare Insieme Fiorano (Mo), Centro Culturale Protestante di Milano, Pax Christi Faenza, Centro di Cultura Islamica di Faenza, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Ordine Francescano Secolare Faenza, Centro di Cultura e di Studi Islamici della Romagna, Amici Mondo Indiviso, Lega Islamica Femminile Europe, Mani tese Faenza, Movimento dei Focolari Faenza Le associazioni che hanno finora aderito sono oltre cento .Molte le personalità della cultura che hanno aderito, fra queste segnaliamo l’adesione di Giancarla Codrignani.Altre iniziative sono state annunciate e altre segnalazioni si aggiungeranno nei prossimi giorni.Tre iniziative si svolgeranno a Roma, una alla Camera dei Deputati e altre due in periferia. E’ previsto un messaggio del Presidente della Camera Fini. Due iniziative si terranno a Napoli una in un istituto professionale del centro storico ed un’altra presso la CGIL di Napoli. Una iniziativa si svolgerà a Caserta e ad Avellino.A Milano la Confraternita dei Sufi Jerrahi-Halveti in Italia ha annunciato quattro conferenze sull'ecumenismo islamico-cristiano e un concerto di tar tenuto dal dhikirbashé, Maestro Fakhradin Gafarov, già direttore del Conservatorio di Stato di Baku (Azerbaijan). Un incontro si è già tenuto a Carpignano Salentino.Invitiamo tutti i gruppi aderenti a segnalare per tempo le iniziative che verranno realizzate in modo da consentirci la loro tempestiva diffusione. Cogliamo l’occasione per formulare i nostri auguri ai partecipanti a tutte le iniziative che sono state programmate che, mai come quest’anno, sono molto variegate e diffuse su tutto il territorio nazionale a conferma della pluralità e della costruzione dal basso di percorsi di pace. Molto positivamente è stato accolto il tema della giornata che è “La gioia del raccontarsi la vita” (http://www.ildialogo.org/cristianoislamico/Cstampa_1246529838.htm ). Come contributi al dibattito per la giornata segnaliamo i seguenti contributi - contributo di P. Ottavio Raimondi, comboniano che fornisce la testimonianza di chi vive quotidianamente la gioia dell'incontro (http://www.ildialogo.org/cristianoislamico/Dibattito_1255601378.htm); - contributo di Luigi De Salvia, segretario generale sezione italiana “Religions for Peace” che propone un validissimo esempio di come si possa e si debba collaborare per la pace e i diritti di tutte le persone del mondo recensendo il libro "Paura dell'Islam", edizioni Caravaggio, di Zahoor Ahmad Zargar e Renata Rusca Zargar. (http://www.ildialogo.org/cristianoislamico/Dibattito_1255602289.htm );- contributo della sorella musulmana Luciana Banfi sul tema “PROSEGUENDO SULLA VIA DEL DIALOGO” , (http://www.ildialogo.org/cristianoislamico/Dibattito_1254838581.htm)- contributo di Stefano Allievi sul tema del velo (http://www.ildialogo.org/cristianoislamico/Dibattito_1254234515.htm)- Segnaliamo infine la saggezza di una bambina di 11 anni, Lucrezia Nacci, che fa un appello alla pace e al dialogo. (http://www.ildialogo.org/cristianoislamico/Dibattito_1254147102.htm);Con un fraterno saluto di shalom, salaam, pace Il Comitato Organizzatore della Ottava giornata Ecumenica del dialogo cristiano-islamico Roma, 16 ottobre 2009
Il sito di riferimento della Giornata è
http://www.ildialogo.org
Per tutte le notizie, appuntamenti, interventi, materiali per la giornata vedi la pagina web:
http://www.ildialogo.org/islam/cristianoislamico.htm la locandina per la Ottava giornata ecumenica del dialogo cristiano islamico del 27 ottobre 2009 che è possibile scaricare al seguente link: Per aderire alla VIII Giornata
http://www.ildialogo.org/cristianoislamico/promotori_1246528962.htm E' disponibile sul sito la locandina della giornata al link:http://www.ildialogo.org/cristianoislamico/Dowload_1247825600.htm Per l’elenco delle riviste e associazioni che finora hanno promosso e sostenuto la Giornata vedi la seguente pagina web:http://www.ildialogo.org/cristianoislamico/promotori_1248948783.htm Per leggere il testo completo dell'appello cliccare sul seguente link
http://www.ildialogo.org/cristianoislamico/Cstampa_1246529838.htm Sul tema del raccontarsi la vita segnaliamo un importante contributo di Luigi Accattoli che si può leggere al seguente link:
http://www.ildialogo.org/cristianoislamico/Dibattito_1245943409.htm
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il dialogo - Periodico di Monteforte Irpino
Via Nazionale, 51 - 83024 Monteforte Irpino (AV) - Tel: 339-4325220
Email redazione: redazione@ildialogo.org
Email direttore: direttore@ildialogo.org Sito: http://www.ildialogo.org
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"Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salera'? Non e' piu' buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini."(Mt 5,13)
"Tutte le valanghe prima di diventare tali erano solo fiocchi di neve"
Abbonarsi ad Adista www.adista.it , Tempi di Fraternita' www.tempidifraternita.it , Confronti www.confronti.net , QOL www.qolrivista.it fa bene alla salute
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mercoledì 14 ottobre 2009
notizie dal mondo valdese
Cari amici, care amiche, ricordo che il museo valdese rimane aperto il giovedì, il sabato e la domenica dalle 15 alle 18, a cura del gruppo di volontarie e volontari che ne garantisce il presidio.
Sono ancora visitabili la mostra sui vent'anni del Centro e su Giovanni Calvino, oltre ad un certo numero di quadri di Paolo Paschetto nella sala omonima e alle collezioni archeologiche, recentemente raggruppate in un'unica stanza espositiva. Dal momento dell'allestimento della nuova biglietteria al piano rialzato, il banco libri è stato via via potenziato. Durante l'apertura del museo è possibile dunque anche usufruire di un vero e proprio negozio che detiene in conto deposito alcuni titoli Claudiana, pubblicazioni stampate dal Centro stesso o dalla Società di studi valdesi, croci ugonotte in legno e in acciaio, oggetti con il simbolo "lux lucet" e con quello del Centro culturale, portachiavi, biro, CD musicali, calendari, poster, magliette del Centro culturale e del Glorioso rimpatrio, biglietti e cartoline. Fra le novità abbiamo il nuovo libro di Priuli & Verlucca dal titolo "La piccola patria alpina", curato da Maria Rosa Fabbrini e Roberto Mantovani che raccoglie le fotografie di un importante fondo del nostro Archivio storico, quello dei fratelli Peyrot. Sul tema che appassiona un gran numero di persone, quello del Glorioso rimpatrio, raccomandiamo l'ottima guida di Terre di mezzo a cura di Riccardo Carnovalini e Roberta Ferraris "Il Glorioso rimpatrio", corredata riccamente di fotografie e di informazioni sulle tappe del percorso. Per fare i vostri auguri natalizi, dunque, potete passare anche da noi. Con il dovuto anticipo, però! Il museo chiuderà come di consueto durante i mesi più freddi, dicembre e gennaio.
Lunedì 19 ottobre alle ore 21 presso il Centro Culturale Valdese a Torre Pellice ha inizio il corso di formazione per accompagnatori e accompagnatrici al sistema museale valdese "Dalla Revoca al Rimpatrio", con il primo incontro dal titolo "L'antefatto: dalla revoca dell'editto di Nantes alla guerra (1685-1686)" a cura del pastore Claudio Pasquet. La partecipazione ai singoli incontri del corso è libera e aperta a tutti/e (progr. dettagliato in allegato). Come già da precedenti mail, ricordo inoltre che stasera, 14 ottobre, presso la Scuola Latina di Pomaretto alle ore 20,30 ha inizio il corso di occitano parlato Beiquënt noste valade "Guardando le nostre valli", con l'intervento di Claudio Tron su "La bourjâ, la borgata". Anche questi incontri sono ad ingresso libero e gratuito. (all. progr. incontri occitano). Il programma completo dei corsi di francese e occitano si può trovare sul nostro sito internet alla pagina degli appuntamenti.
Con i più cari saluti.
Ines Pontet
Segreteria generaleFondazione Centro Culturale Valdese
Via Beckwith 310066 Torre Pellice (To)
tel. +39 (0) 121 93 21 79
www.fondazionevaldese.org
Sono ancora visitabili la mostra sui vent'anni del Centro e su Giovanni Calvino, oltre ad un certo numero di quadri di Paolo Paschetto nella sala omonima e alle collezioni archeologiche, recentemente raggruppate in un'unica stanza espositiva. Dal momento dell'allestimento della nuova biglietteria al piano rialzato, il banco libri è stato via via potenziato. Durante l'apertura del museo è possibile dunque anche usufruire di un vero e proprio negozio che detiene in conto deposito alcuni titoli Claudiana, pubblicazioni stampate dal Centro stesso o dalla Società di studi valdesi, croci ugonotte in legno e in acciaio, oggetti con il simbolo "lux lucet" e con quello del Centro culturale, portachiavi, biro, CD musicali, calendari, poster, magliette del Centro culturale e del Glorioso rimpatrio, biglietti e cartoline. Fra le novità abbiamo il nuovo libro di Priuli & Verlucca dal titolo "La piccola patria alpina", curato da Maria Rosa Fabbrini e Roberto Mantovani che raccoglie le fotografie di un importante fondo del nostro Archivio storico, quello dei fratelli Peyrot. Sul tema che appassiona un gran numero di persone, quello del Glorioso rimpatrio, raccomandiamo l'ottima guida di Terre di mezzo a cura di Riccardo Carnovalini e Roberta Ferraris "Il Glorioso rimpatrio", corredata riccamente di fotografie e di informazioni sulle tappe del percorso. Per fare i vostri auguri natalizi, dunque, potete passare anche da noi. Con il dovuto anticipo, però! Il museo chiuderà come di consueto durante i mesi più freddi, dicembre e gennaio.
Lunedì 19 ottobre alle ore 21 presso il Centro Culturale Valdese a Torre Pellice ha inizio il corso di formazione per accompagnatori e accompagnatrici al sistema museale valdese "Dalla Revoca al Rimpatrio", con il primo incontro dal titolo "L'antefatto: dalla revoca dell'editto di Nantes alla guerra (1685-1686)" a cura del pastore Claudio Pasquet. La partecipazione ai singoli incontri del corso è libera e aperta a tutti/e (progr. dettagliato in allegato). Come già da precedenti mail, ricordo inoltre che stasera, 14 ottobre, presso la Scuola Latina di Pomaretto alle ore 20,30 ha inizio il corso di occitano parlato Beiquënt noste valade "Guardando le nostre valli", con l'intervento di Claudio Tron su "La bourjâ, la borgata". Anche questi incontri sono ad ingresso libero e gratuito. (all. progr. incontri occitano). Il programma completo dei corsi di francese e occitano si può trovare sul nostro sito internet alla pagina degli appuntamenti.
Con i più cari saluti.
Ines Pontet
Segreteria generaleFondazione Centro Culturale Valdese
Via Beckwith 310066 Torre Pellice (To)
tel. +39 (0) 121 93 21 79
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lunedì 12 ottobre 2009
In politica, società 5 Comments Tags: crollo consengo governo berlusconi, eurispes, rapporto italia 2009
Oggi a Roma l’Eurispes istituto privato di studi politici, economici e sociali, senza fini di lucro, ha presentato il "Rapporto Italia 2009" che da ventun’anni fotografa la società italiana. Con gli stipendi più bassi d’Europa per gli impiegati e da capogiro per troppi manager il rapporto rileva che più del 70% degli italiani non crede nel Governo in carica. Dunque un dato importantissimo che smentisce categoricamente i dati sul consenso a questo Governo che Berlusconi sbandiera ai quattro venti ogni giorno.
Dal rapporto emerge una una realtà nazionale caratterizzata da stipendi bassi, precariato e assenza di lavoro. Mentre le retribuzioni in Italia risultano le più basse d’Europa, gli stipendi dei livelli dirigenziali risultano quasi quattro volte superiori a quelli degli impiegati che operano nello stesso comparto. Un divario che cresce ulteriormente se si guarda ai top manager con compensi 243 volte maggiori delle retribuzioni medie.
Solo il 12,4% ritiene che la flessibilità nel lavoro sia uno strumento per eliminare la disoccupazione. Per la maggioranza questa peggiora le possibilità occupazionali dei giovani e rende il lavoro più incerto.
Quasi la meta’ degli italiani boccia l’uso dell’energia nucleare. Con motivazioni differenti, affermano di essere contrari alla attivazione di centrali sul nostro territorio il 45,7% dei cittadini, a fronte del 38,3% dei favorevoli. In particolare, le motivazioni di quanti si oppongono al nucleare sono il non ritenere questa una soluzione rapida per risolvere i problemi connessi all’energia (18,4%) e il timore dei rischi che una tale scelta comporterebbe (27,3%).
Inoltre dal Rapporto Italia 2009 emerge che il 58,9% degli italiani si dice favorevole al riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali. Un dato importante che rileva come gli italiani siano molto più avanti di coloro che siedono in Parlamento. La maggioranza degli italiani afferma – dice l’Eurispes – di considerare l’omosessualità una forma di amore come l’eterosessualità", e meno di un italiano su 10 (9,3%) la considera immorale.
La Chiesa di Papa Benedetto XVI, invece, registra un forte calo da un anno all’altro, passando dal 49,7% del 2008 al 38,8% di quest’anno. Le "aree deboli" del consenso, per il Vaticano, sono soprattutto il Nord – Ovest (fiducia al 25,9%) e coloro che si dicono di sinistra (fiducia al 23,1%). Al contrario, il sostegno è più forte tra gli over 65enni (51,7%), nel Sud Italia (60,7%) e tra quanti si dicono politicamente di centro (56,3%).
La notizia sul rapporto Eurispes di oggi è stata già censurata dai principali media on line, Corriere.it e Repubblica.it infatti, sono tra le prime testate on line a non dare la notizia nella loro homepage.
Il Ministro Maroni ha, infatti, rubato la scena dell’attenzione della stampa con il "traffico di organi di bambini" – notizia gravissima – ma che in queste ore sta eclissando tutte le notizie drammatiche che arrivano sulla recessione negli Usa e sicuramente occuperà le prime pagine dei quotidiani di domani e le aperture di tutti i tg di prima sera. E’ una notizia che cerca ovviamente di distrarre gli italiani da tutto il resto.
tratto da: http://italianspot.wordpress.com/
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