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lunedì 6 ottobre 2008

QUANDO SI DICE IL CASO...Canevaro e Ianes dicono addio alla Gelmini...

http://superando.eosservice.com/content/view/3649/116/

Le dimissioni di Canevaro e Ianes dall'Osservatorio Ministeriale (di Andrea Canevaro* e Dario Ianes**)
«Queste politiche scolastiche sono evidentemente gestite da finalità economiche, per risparmiare: ma questo avverrà sulle spalle delle famiglie, sulla pelle degli alunni e sulla credibilità della scuola pubblica. Noi non ci stiamo». Così Andrea Canevaro e Dario Ianes, due tra i principali personaggi che hanno fatto la storia dell'integrazione scolastica in Italia in questi ultimi trent'anni, lasciano l'Osservatorio sull'Integrazione del Ministero della Pubblica Istruzione
Questa nuova politica scolastica fatta di tagli, economie presunte, annunci e smentite, rigore, disciplina, ordine, divise, autorità, voto in condotta, bocciature, selezione, produce in tutti ulteriore insicurezza, diffidenza e conflitti.Queste politiche scolastiche sono evidentemente gestite da finalità economicistiche, per risparmiare: ma questo avverrà sulle spalle delle famiglie, sulla pelle degli alunni e sulla credibilità della Scuola pubblica, come la vuole la nostra Costituzione.
In questo clima di "produzione sociale di ostilità, diffidenza, tensione", anche la Pedagogia subisce un violento attacco.Nel clima di rinnovato rigore scolastico, chi viene additato come responsabile dello sfascio, oltre naturalmente ai "fannulloni"? L'ideologo dei fannulloni e dei lassisti: il pedagogista, il pedagogista di Stato, la pedagogia, il pedagogese... Chi perdonava tutto, chi non ha polso, chi comprende tutto invece di punire, chi "non ha le palle" per imporsi, chi ci "affumica" con discorsi fumosi pseudofilosofici, chi non dava importanza alle discipline, il pedagogista debole, che ha indebolito la Scuola Italiana ecc.
Ecco, a questo clima di strisciante, ma non troppo, denigrazione, come pedagogisti non ci stiamo. E non ci stiamo neppure ad essere membri di un Osservatorio per l'Integrazione Scolastica degli Alunni con Disabilità di un Ministero della Pubblica Istruzione che si comporta nei fatti come stiamo vedendo e come risulterà ancora più evidente nei prossimi mesi.
Forse la Ministra Gelmini sta cercando una nuova squadra di esperti che legittimi la sua visione (?) dell'integrazione? Non sarà facile trovarli tra i pedagogisti speciali, se sapranno leggere tra le righe della sua dichiarazione, in occasione della sua audizione alla Camera: «È nello stesso spirito, nello spirito di una scuola che sia realmente per tutti, che affermo il diritto all'istruzione di chi presenta abilità diverse. Gli obiettivi didattici, le metodologie e gli strumenti devono essere personalizzati e coerenti con le abilità di ciascuno per definire i livelli di apprendimento attesi. Molte sono le buone pratiche costruite su competenza, professionalità, disponibilità e impegno delle diverse componenti scolastiche, dagli insegnanti di sostegno agli insegnanti curricolari, dai dirigenti scolastici alle associazioni. Occorre far tesoro dall'esperienza. Il mio impegno è indirizzato ad ascoltare le esigenze, le criticità, le proposte delle famiglie e di tutte quelle realtà associative che si occupano di disabilità al fine di individuare insieme anche percorsi formativi più adeguati al bisogno con la necessaria flessibilità, superando le rigidità che non sono coerenti con l'azione educativa».
Con queste righe ci dimettiamo dunque dall'Osservatorio per l'Integrazione scolastica del Ministero della Pubblica Istruzione e confermiamo il nostro continuo impegno per migliorare la Qualità dell'inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali.
*Direttore del Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Bologna (se ne legga una nota biografica cliccando qui
http://web.unirsm.sm/masterdisagio/docenti/Canevaro.htm ).**Docente di Pedagogia speciale 2, Didattica speciale 1 e 2 e Handicap Uditivo alla Facoltà di Scienze della Formazione primaria dell'Università di Bolzano (se ne legga una nota biografica cliccando qui http://www.darioianes.it/ ).
Si ringrazia per la segnalazione il Gruppo Solidarietà.
http://www.grusol.it/index.asp
da una mail di dw-handicap@yahoogroups.com

NOTA MIA
PS: domani sui giornali liberi (?) e di destra (!) ci sarà sicuramente un articolo sul passato comunista dei due pericolosi professori universitari e , con la consueta eleganza, un'indagine patrimoniale sui soldi che, secondo loro si saranno fatti -non si sa come- alle spalle delle persone diversamente abili...notiie evidentemente false e che smentisco già ora...
O forse non apparirà nulla: figuriamoci se i quotidiani di destra sanno che sono Canevaro e Ianes (fossero due giocatori del Milan, ancora ancora...)

OGGI, SUL REDATTORE SOCIALE

Oggi su www.redattoresociale.it - DiRE n. 222

(Sintesi notizie principali del 6 ottobre 2008)

ALGORITMI - Giornalisti oltre i motori di ricerca28-30 novembre il XV seminario di Capodarco

VOLONTARIATO - Oltre 35 mila organizzazioni, 1 su 2 ''indipendente''Un milione e 123 mila volontari per oltre 35 mila organizzazioni di volontariato. 3,2 milioni di ore settimanali, equivalenti al lavoro di 80.600 operatori a tempo pieno. A scattare la fotografia del volontariato italiano è l’ultima rilevazione Fivol. Si ridimensiona il tradizionale divario tra il Nord e il Sud del Paese: le organizzazioni meridionali crescono in proporzione più di quelle settentrionali e soprattutto riescono ad aggregare un maggiore numero di giovani. I giovani, tuttavia, restano pochi e meno di 1 su 5 è under 30. Sono sempre di più le organizzazioni indipendenti, che non si affiliano alle grandi centrali del volontariato e aumentano le piccole organizzazioni: quasi una su 4 non ha più di 5 volontari. Infine, il 6,2% del campione (e il 9,2% nelle regioni del Sud) dà un rimborso spese ai volontari, venendo meno al requisito della gratuità, e il 16,2% del totale delle organizzazioni chiede all’utenza un corrispettivo per le prestazioni ricevute.

IMMIGRAZIONE - Apre in Mali il primo centro per gestire la "diaspora africana"Il Cigem è un progetto pilota, finanziato dall'Ue con 10 milioni di euro in una delle più importanti regione d’origine e transito della migrazione diretta in Europa. Impiegherà 25 persone a Bamako. Si adopererà per promuovere i benefici della migrazione legale, oltre a dissuadere i potenziali migranti privi di documenti dall’affidarsi ai trafficanti.

GIOCO D'AZZARDO - Una dipendenza da 1.800 euro l'anno a famiglia 40 miliardi di euro giocati in Italia nel 2007 (quasi quanto si spende per le automobili). Per il 2008 si prevede una spesa di 50 miliardi. L’allarme dell’associazione A.Gi.Ta contro l’azzardo: “Divisi per i 22 milioni di famiglie italiane, ogni nucleo familiare in media giocherebbe oltre 1.800 euro all’anno”. Ognuno potenzialmente può diventare dipendente. Il rimedio per non entrare nella trappola? “Non giocare proprio”.

PROSTITUZIONE - Roma, sotto controllo "l'esodo" delle prostitute Videosorveglianza stradale, politiche sociali per l'integrazione, un ufficio apposito dedicato ai sindaci, per monitorare l'eventuale spostamento della prostituzione da Roma ai comuni della provincia. Annunciando queste misure il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ha accolto a Palazzo Valentini i sindaci dei comuni. "Senza polemiche, ma con la volonta' di dialogare abbiamo offerto la nostra disponibilita' ad aiutare i comuni che dovessero subire un'esportazione del problema. Gia' dalle prossime settimane avvieremo un bando per collocare in 20 luoghi della Provincia i primi punti di videosorveglianza stradale, collegati con la centrale operativa della Polizia provinciale, con la volonta' di coprire i luoghi piu' bui".

DISABILITA' - Tribunale Anffas: storie di diritti negati E’ andato in scena a Firenze l'undicesimo appuntamento che porta alla ribalta alcuni casi nei quali sono stati gravemente violati i diritti delle persone con disabilità, dei loro genitori e familiari: quattro le storie presentate a magistrati e avvocati per un parere giuridico non vincolante. Un comune non garantisce il trasporto alla scuola e al Centro di riabilitazione ad un ragazzo, rimborsando i genitori un sesto delle spese da loro sostenute. Un altro comune definisce la quota di partecipazione della famiglia per l’assistenza domiciliare di un giovane con distrofia tenendo conto del reddito dell’intero nucleo e non del solo ragazzo. Provvedimento con boomerang dalla Regione Toscana: serve per razionalizzare la spesa sanitaria, ma taglia fuori dalla riabilitazione alcune persone con disabilità. Odissea in ospedale per un bambino down, con una sospetta bronchiolite che si trasforma in una grave disabilità. L’associazione: “Responsabilità dell’ospedale”.

AFRICA - Kenya, i neolaureati e il lusso di cercare lavoro Molti giovani non riescono nemmeno a pagare il trasporto per andare a fare i colloqui. Per questo in Parlamento si discute sulla possibilità di concedere prestiti per consentire a chi ha finito gli studi di mantenersi durante la ricerca di un'occupazione.

CULTURA - Edizioni dell'Asino: spazio alle ''minoranze etiche'' La nuova casa editrice è frutto della collaborazione tra Lunaria, la rivista Lo Straniero e l'agenzia Redattore Sociale. La presentazione l'8 ottobre a Roma. Tra i primi titoli che arriveranno in libreria "Il Mestiere di genitore", di Grazia Honegger Fresco; "Dove va l'Italia", radiografia del Paese di Andrea Toma; "Interpretare la società italiana", interviste con Giuseppe De Rita; "Capire l'Italia", inchiesta polifonica firmata tra gli altri da Pino Corrias e Roberto Saviano.

OLTRECONFINE - Il sociale sui giornali stranieri Primo piano: Tra le pieghe del megapiano da 700 miliardi di dollari per salvare Wall Street è finita anche l’approvazione della legge che impone alle assicurazioni sanitarie la parificazione del trattamento delle malattie mentali a tutte le altre. Le altre notizie: Francia, gli immigrati occupano due agenzia di lavoro interinale. Allarme prostitute-bambine in Congo. In Spagna presto un nuovo pacchetto di misure contro la violenza domestica ai danni delle donne straniere. Londra marica per la fine della povertà. In Messico 18 milioni di persone senza cibo. Irlanda, la Federazione disabili contro il Servizio sanitario nazionale: "83 milioni dirottati".

RAZZISMO - Ue, diritto al lavoro solo sulla carta per gli stranieri Rapporto Enar. Nel Regno Unito i pachistani, in Finlandia i musulmani; ma a soffrire di più sono i rom. E la discriminazione nell'economia formale alimenta le fila dei lavoratori non protetti dell’economia informale. vai>> CASA - Sos sfratti: oltre 43 mila nel 2007 Dati del Sicet, il sindacato inquilini della Cisl: 43.739 sfratti, di cui l’80% per morosità. I più colpiti: giovani, anziani e famiglie monoreddito. Tra le citta' metropolitane che hanno avuto aumenti significativi ci sono Bari, con il 16,79%, e Firenze, con l'11,26%. - Milano, circa 20 mila famiglie in attesa di una casa popolare dal 2006. Pitzen (Sicet): ''In città occorrono almeno 60 mila alloggi a canone sociale''. Per il Sindacato inquilini ''l'housing sociale è una risposta molto parziale al problema''.

CARCERE - Lazio, 13 decessi dall'inizio dell'anno. Sono stati 11 nell'intero 2007 e dieci nel 2006. A denunciare il dato è il Garante regionale dei Diritti dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni. In base alle stime diffuse da "Ristretti Orizzonti" e rielaborate dall'Ufficio del Garante regionale dei detenuti, si tratta di dodici detenuti e un agente di polizia penitenziaria, tutti uomini: sei sono stati i suicidi (compreso l'agente di polizia penitenziaria), quattro i decessi per malattia, tre quelli da accertare o non accertati.

SENZA DIMORA - Raccolta di vecchie coperte... all'IkeaPiumini, coperte o trapunta che giacciono da tempo nell'armadio. Sarà sufficiente portarli nei negozi Ikea di Corsico e Carugate (Milano) venerdì 10 e sabato 11 ottobre. A raccoglierli ci saranno i volontari della “Notte dei senza dimora” che li distribuiranno a chi ne ha più bisogno in occasione del tradizionale evento, che si svolgerà in piazza Santo Stefano a Milano il 17 ottobre. Per ogni coperta consegnata ai volontari, Ikea regalerà un buono di dieci euro.

VOLONTARIATO - Rinviata la Conferenza internazionale Dopo la lettera di Consulta nazionale del volontariato, Convol e CsvNet che lamentavano l’assenza di un reale coinvolgimento delle associazioni e la mancanza di un interlocutore politico con cui confrontarsi, l'Osservatorio del ministero blocca l'appuntamento che doveva tenersi dal 10 al 12 novembre. Granelli (Csv.net): ''Decisione positiva se significa che questo evento si farà in co-progettazione".

TITOLI
- Ai virologi che scoprirono l'Hiv il Nobel per la medicina.- Roma, nell'ex ospedale psichiatrico nasce il ''laboratorio della mente''.- Enel, Cgil: ''Per la tariffa sociale è urgente l'attivazione di un fondo''. - Roma, a rischio sgombero il festival induista ''Durga Puja''.- Troppi tagli, due esperti del ministero dell'Istruzione si dimettono.- Giornata nazionale dei risvegli, il messaggio di Napolitano.- Taglio al Fondo politiche sociali: all'Abruzzo 7 milioni in meno.- Roma, sgomberato il campo di Tor Vergata. - Sciopero per le vittime di Barberino. - Etc. etc.


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C'E' DEL MARCIO IN DANIMARCA (E MI SCUSINO I DANESI...)

Con questa frase, Brecht parlava della Danimarca, dovendo tacere sulla Germania. Ora, non vorrei essere accusato di instaurare parallelismi troppo arditi, anch'io vorrei parlare di un'ipotetica Danimarca.

C'è un omino, al potere. Circondato da tanti cortigiani: una vera Signoria -ma senza Rinascimento. L'omino ha televisioni e giornali (stiamo parlando, per carità, dell'ipotetica Danimarca!).

L'omino ha una maggioranza parlamentare come nessuno mai prima di lui l'ha avuta. Nessuno in regime democratico, s'intende.

Ogni giorno, l'omino ci ripete che non si può più andare avanti così: che l'opposizione è sfascista; che non può governare e via dicendo...ho dimenticato di dire che in quest'ipotetica repubblica danese (qualcuno dirà: ma la Danimarca è una monarchia! Casi della vita!), l'opposizione è quanto mai, come dire, soft, delicata, calma, tranquilla...soporifera, direi. Sì, c'è un altro omino, che in un danese stentato ogni tanto sbraita...ma per il resto potrebbe dormire sogni tranquilli, il primo omino, quello al potere.

Chi non potrebbe/dovrebbe dormire sonni traquilli sono tutti gli altri...che sarebbe anche meglio che si sveglissero!

Giuliano

domenica 5 ottobre 2008

www.ildialogo.org

Aggiornamenti sito www.ildialogo.org

Lista articoli inseriti dal 29/09/2008 al 5/10/2008
Segnaliamo che l'elenco completo di tutti gli aggiornamenti (97 articoli) dal 29/9 al 5/10 2008 e' disponibile direttamente sul nostro sito ai seguenti due link (uno in formato testo e l'altro in formato html)

Formato testo:
http://www.ildialogo.org/news/news05_10_2008.txt
Formato HTML:
http://www.ildialogo.org/news/news05_10_2008.htm
Per scaricare gli aggiornamenti sul proprio computer cliccare con il pulsante destro del mouse sul tipo di formato che si vuole scaricare e scegliere l'opzione "salva con nome".

Segnaliamo:
La sezione Dialogo cristianoislamico (
http://www.ildialogo.org/islam/cristianoislamico.htm )
con Varie iniziative in programma, l'ultimo comunicato stampa del 20-9-2008

(
http://www.ildialogo.org/islam/dialogo2008/cost20092008.htm ),
la Locandina per il 27 ottobre 2008

(
http://www.ildialogo.org/islam/dialogo2008/locan29082008.htm ),
il link per aderire

(
http://www.ildialogo.org/islam/dialogo2008/ader28072008.htm )

L' Apertura sul nostro sito di un blog sulle tematiche relative alla legge del celibato obbligatorio dei preti a cui si può accedere dal seguente link
(
http://www.ildialogo.org/phpBB302 )

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Buona Lettura
La Redazione
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SE DIO E' UNA DONNA

Articolo tratto dal sito http://altrenotizie.org, su segnalazione di http://teologhe.org (sito del Coordinamento Teologhe Italiane)

SE DIO E’ UNA DONNA

Lunedì, 29 Settembre 2008 -

di Rosa Ana De Santis

Davanti a Dio come bambini davanti alla madre. Cosi Ratzinger cita Giovanni Paolo I nel ricordarne la vita, le opere e la morte. Nel ricordare il breve pontificato di Luciani, Ratzinger sfoggia la perla teologica. Lui che di tutte le correnti all’interno della Chiesa ne è stato il più rigido oppositore sin dai tempi in cui era Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Una frase di rara bellezza e di tagliente avanguardia, se solo si abbandona la poesia e si entra negli spazi del pensiero che la sostiene. Quello che al nostro papa non interessa fare fino in fondo. L’importante è che rimanga la tenerezza di un verso dolce e poetico e che alcuno provi a indagarne le ragioni concettuali. E’ il 10 settembre del 1978 quando Papa Luciani dice “Dio è papà, più ancora è madre”. Riprendendo un passo delle Sacre Scritture - sia dell’Antico Testamento che del Vangelo - lancia questa luce di novità sul torpore teologico della vecchia curia. La reazione è di gelo e di imbarazzo. Dio è sempre stato per tutti il Padre. Il tema della maternità di Dio - forse perché alimenta nuovi principi nella dogmatica e, perché no, potrebbe avere delle ricadute serie nella logica dei poteri e delle posizioni gerarchiche - è stato sempre occultato o ancor peggio interpretato dai capi assoluti in una chiave che ne sminuisse la portata del contenuto filosofico e teologico. Non fu meno severo di Benedetto XVI lo stesso Wotijla, che tenne sempre a ribadire da un lato la trascendenza del divino rispetto alle due figure umane parentali, ma dall’altra a tornare sempre sull’identità paterna di dio. Accogliente e affettuoso come una madre, ma innanzitutto e soprattutto padre.Ratzinger respinge le conseguenze e la portata autentica del concetto di maternità di dio perché sa bene che dietro c’è la filosofia delle donne, anche di quelle che credono e che non possono non rinvenire nell’organizzazione della chiesa cattolica, come di tutte le chiese - vorremmo aggiungere, un sistema di spietato maschilismo, di feroce patriarcato che poggia le sua fondamenta prima ancora che nella storia e nella storia sacra, nella storia del pensiero (degli uomini), nell’immagine – ormai entrata nell’inconscio collettivo persino dei non credenti di un dio maschio. E’sempre Ratzinger a sostenere che perseguendo alcune nuove strade di speculazione su dio s’incontra il femminismo. Un modo di leggere realtà e metafisica che introduce verità che non sono quelle pure del cristianesimo che conosciamo. Quello, per parafrasare la furbizia papale, che è stato raccontato e vissuto dai soli uomini. E ancor peggio deciso nei dogmi e nelle credenze storiche dai soli maschi. Ma che le religioni siano l’arma estrema del potere degli uomini sulle donne è un dato antropologico chiaro. Un modo per blindarle nell’obbligo sociale della maternità, per sottometterle al creatore, per controllarne il sesso, per educarle al mito della Vergine.Così, tanto per cadere nella cronaca più spicciola, se in Vaticano il prete ordina e comanda, la suora allevia le sofferenze e accudisce. Se il prete ha potere politico, alla religiosa spettano le altezze della preghiera e della spiritualità. Cosi se il prete può toccare il corpo di Cristo, la suora può farlo solo su incarichi speciali perché non compete al suo ministero. Perché in fondo la storia dice che il Figlio di Dio nacque Uomo. Ma per non cadere in scandalose fallacie argomentative, il teologo Ratzinger sfugge all’ingenuità e ricorda che la trascendenza del divino è aldilà di ogni distinzione umana, è la sintesi dell’uomo e della donna e quindi delle due figure genitoriali. E’ spirito che non conosce connotazione umana, maschile o femminile che sia. Questo quando scrive di filosofia. Ma quando il pastore entra nel gregge per ammaestrarlo ha bisogno - chissà perché - di ribadire l’archeologia di repertorio e di fissare uno ad uno i criteri dogmatici del dio padre, denunciando nel rischio di chi vuole ribadire gli aspetti femminili del creatore una deriva poco ortodossa, oltre che inutile, dell’interpretazione della Scrittura. Si fatica a comprendere perché questa caduta di stile sia da addebitare alle sole immagini di dio madre. Forse perché il padre è radicato nella storia, nell’arte, forse perché funziona meglio a difendere privilegi e potere a vantaggio di chi combatte l’Islam, mettendo alle spose di Cristo lo stesso chador tanto contestato. La strada divina per garantire la sottomissione della donne.La teologia femminista nasce con "La Bibbia delle donne" di Elisabeth Cody Stanton, alla fine dell’Ottocento. L’auspicio è di restituire dio alle donne, studiare i testi sacri per epurarli da una verità metafisica che prescinda il più possibile dal linguaggio e dalle forme del patriarcato storico. Di scardinare ogni immagine leggendo la sostanza di Dio come “colei che è”, come alterità assoluta, come differenza estrema da tutto ciò che è umano. Chi meglio di una donna sa parlare il linguaggio della differenza assoluta? Chi sa indagare il valore dell’alterità estrema? Chi meglio di una madre sa accogliere e curare la creazione? Chi può, se non una donna, partorire la creazione?Difficile dire se la strada storica sia quella inglese che estende il sacerdozio alle donne. Difficile stabilire quanto volesse rivoluzionare l’immobilismo della Chiesa Papa Luciani. Troppo poco il tempo a sua disposizione. Ma non è difficile capire che la maternità di Dio è un concetto scomodo. Cosi tanto da sparire nelle sedi educative e catechetiche, e da diventare inutile nella altezze del pensiero li dove conviene ricordare che dio non è né madre né padre, ma è hegelianamente aldilà. Asessuato in cielo e maschio in terra. Madre dolce e accogliente solo in convento e in qualche vena poetica di garantito successo mediatico.
E’ cosi che la Chiesa nasconde le donne.

sabato 4 ottobre 2008

LA NONVIOLENZA IN CAMMINO. ROMA, VICENZA

Come spesso accade, riporto dal Notiziario alcuni testi preceduti dal sommario. Mi scuso con i lettori perché avevo promesso di pubblicare testi sul referendum di Vicenza ogni giorno… ma poi, come succede anche nelle migliori famiglie, non si riesce a mantenere fede alle promesse…
NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 598 del 4 ottobre 2008

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

Sommario di questo numero:
1. Peppe Sini: Due cose, che sono una
2. Mao Valpiana: Domani a Vicenza
3. Beati i costruttori di pace: Lettera aperta alle cittadine e ai cittadini
di Vicenza
4. Ogni giorno la nonviolenza
5. Danilo Dolci: Quanto non c'è ancora
6. La sola sinistra possibile, e necessaria
7. Giulio Vittorangeli: I poveri a Taormina
8. Michele Boato: Una petizione contro il nucleare
9. Solidarietà con Pietro Milazzo
10. Antonella Litta: Una lettera al Prefetto di Viterbo
11. Si è svolto il 2 ottobre a Viterbo un incontro di riflessione sulla
nonviolenza
12. Riletture: Shulamith Firestone, La dialettica dei sessi
13. Riletture: Germaine Greer, L'eunuco femmina
14. Riletture: Kate Millett, La politica del sesso
15. Riletture: Juliet Mitchell, Psicoanalisi e femminismo
16. Riletture: Robin Morgan, Sessualità, violenza e terrorismo
17. Riletture: Adrienne Rich, Nato di donna
18. Riletture: Sheila Rowbotham, Donne, resistenza e rivoluzione
19. La "Carta" del Movimento Nonviolento
20. Per saperne di più

1. EDITORIALE. PEPPE SINI: DUE COSE, CHE SONO UNA
In questa antica città da mesi e mesi ormai si sono infittite le aggressioni squadriste di un gruppuscolo di picchiatori nazisti. Ormai tante ragazze e tanti ragazzi non possono più entrare in certi bar e gelaterie, non possono più passare per certe strade del centro, non possono più passeggiare a tarda sera, perché hanno paura di essere aggrediti, picchiati, massacrati.
Il sindaco di questa antica città emana un'ordinanza "per la sicurezza" che sulle aggressioni naziste ovviamente sorvola, ed invece reca sadici interventi per perseguitare i poveri, per impedire la carità, per costringere chi è nel bisogno a nascondersi, ad aver paura delle pubbliche istituzioni che invece dovrebbero proteggerlo, assisterlo, aiutarlo.
*
Oltre vent'anni fa - lo ho raccontato tante volte, lo faccio una volta di più - quando coordinavo la campagna di solidarietà con Nelson Mandela allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano, cercavo di spiegare che l'apartheid non era un esotico residuo del passato: era una grave minaccia per il nostro comune futuro; e così la nostra solidarietà con le sorelle e i fratelli che in Sudafrica lottavano per abbattere il regime della segregazione razziale, era in realtà il riconoscimento che loro stavano lottando anche per noi, per la nostra libertà, per il nostro futuro; e quella nostra solidarietà era quindi in realtà un gesto di gratitudine.
Poi l'apartheid in Sudafrica almeno in ambito legislativo e istituzionale è stato sconfitto, ma da anni tragicamente dilaga su scala planetaria; giorno dopo giorno la furia razzista si va espandendo e consolidando in Europa e in Italia. In questa attuale situazione ancora più necessario ed urgente mi sembra contrastare sia la violenza dei picchiatori da strada, sia la violenza dei manipoli che bivaccano nelle istituzioni e che il razzismo stanno introducendo nella legislazione e nell'amministrazione, negli atti e nei comportamenti degli stessi pubblici ufficiali.
*
Il truce teppista nazista che ti aspetta per strada brandendo la lama, e il pubblico amministratore che ridanciano scatena la caccia al povero e all'oppresso - trovando subito zelanti esecutori -, ebbene, vestono diversamente, parlano diversamente, si presentano diversamente, ma la loro azione segue una medesima scellerata logica. Quelle azioni - il pestaggio brutale e l'ordinanza persecutoria (o la delibera, il regolamento, la circolare, il decreto, la legge razzista) - sembrano due cose diverse: ed invece vi è tra esse una sostanziale continuità.

2. EDITORIALE. MAO VALPIANA: DOMANI A VICENZA
[Ringraziamo Mao Valpiana (per contatti: tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: mao@nonviolenti.org , sito: www.nonviolenti.org ) per questo intervento.
Mao (Massimo) Valpiana è una delle figure più belle e autorevoli della nonviolenza in Italia; è nato nel 1955 a Verona dove vive ed opera come assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si è impegnato nel Movimento Nonviolento (si è diplomato con una tesi su "La nonviolenza come metodo innovativo di intervento nel sociale"), è membro del comitato di coordinamento nazionale del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa della nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione Nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui è stato segretario nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per "blocco ferroviario", è stato assolto); è inoltre membro del consiglio direttivo della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione di Coscienza); è stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso il digiuno di solidarietà con Clementina Cantoni, la volontaria italiana rapita in Afghanistan e poi liberata. Con Michele Boato e Maria G. Di Rienzo ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui è scaturita l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". Un suo profilo autobiografico, scritto con grande gentilezza e generosità su nostra richiesta, è nel n. 435 del 4 dicembre 2002 de "La nonviolenza è in cammino"; una sua ampia intervista è nelle "Minime" n. 255 del 27 ottobre 2007]
Domenica 5 ottobre a Vicenza si vota per il futuro della città. Il voto ha un valore in sè, al di là del riconoscimento che altri organismi statali non vogliono dare. La democrazia è un processo che si consolida solo con la partecipazione dei cittadini. Democrazia, partecipazione, potere di tutti, omnicrazia, sono i tanti nomi della nonviolenza.
Chi vuole impedire la consultazione popolare, lo fa contro i principi fondanti della Costituzione italiana. Chi domenica andrà a votare, difenderà la Costituzione e farà crescere la nonviolenza. Due buoni motivi per compiere il proprio dovere civico.

3. APPELLI. "BEATI I COSTRUTTORI DI PACE": LETTERA APERTA ALLE CITTADINE E AI CITTADINI DI VICENZA
[Da Mariagrazia Bonollo (per contatti: grazia@koinecomunicazione.it) e da molte altre persone amiche riceviamo e diffondiamo]
In un momento così speciale per la città di Vicenza, come associazione che ha condiviso e vissuto tutti i momenti del percorso drammatico e splendido che vi ha portato all'appuntamento della consultazione popolare di domenica prossima, sentiamo forte il bisogno di esprimervi i nostri sentimenti.
Abbiamo tutti un grande debito di riconoscenza verso di voi. Molti italiani ancora non lo sanno, ma scopriranno presto quale importanza e quale regalo sono per tutti le vostre scelte di pace e di giustizia e le modalità di lotta con cui le perseguite. Grazie per il vostro coraggio, la vostra creatività e fiducia nel continuare a lottare credendo nell'impossibile. In un momento di smarrimento generalizzato della società state offrendo la testimonianza di una resistenza impossibile altrove e di una forza che non viene dalla disperazione, ma dalla coscienza dell'importanza e della validità della scelta.
Conosciamo la grande sofferenza che colpisce direttamente molti di voi; sofferenza provocata dal comportamento di quelle istituzioni locali e nazionali che dovrebbero essere garanti del rispetto della Costituzione e della legalità e che invece, dall'inizio fino all'ultima ordinanza del Consiglio di Stato, hanno continuato a nascondere, raggirare, prevaricare.
Come se fossero i cittadini i nemici dello Stato! E il tutto con l'isolamento politico decretato da quasi tutti i partiti. Anche se si fa di tutto per relegare la scelta della nuova base statunitense alla sola città di Vicenza - chiamandola addirittura una mera questione urbanistica - abbiamo chiara la coscienza che essa riguarda tutti gli italiani e non si riduce a una semplice questione ambientale locale. In un mondo ormai globalizzato e in grande fermento la nuova base condiziona pesantemente i nostri rapporti con tutti gli altri popoli per un futuro di pace e di convivenza o di scontro e di guerra.
In Italia siamo arrivati al punto che si pretende la consultazione della popolazione per la costruzione di una moschea, luogo dove ci si riunisce per pregare, mentre si nega ogni possibilità di consultazione popolare per la costruzione di una base di guerra, che devasta un territorio sensibile e che serve per mandare soldati per il mondo a uccidere. E così, cittadine e cittadini di Vicenza, oltre alla responsabilità sulla pace ora dovete accettare anche la responsabilità sulla democrazia.
Per questo vi rivolgiamo una pressante preghiera. In questo momento, come cirenei, per tutti gli italiani siete caricati di una croce non voluta e non prevista. Qualcuno di voi sarà tentato di respingere la responsabilità di una scelta per tutti. Qualcuno sarà già stanco di tutto il disagio e le tensioni che essa ha già provocato. Qualcuno riterrà inutile continuare a sperare e lottare, vista la pervicacia con cui chi ha potere continua sordo e imperterrito a proseguire nelle decisioni prese.
Potete immaginare con quale cuore vi chiediamo di continuare a scegliere ciò che serve alla vita e alla pace. Non accettate di ridurre questa scelta alla logica dell'appartenenza politica e ancor meno di barattarla con la promessa di qualche favore economico. Con le armi non risolveremo il problema dell'acqua per tutti, non ridurremo l'inquinamento dell'aria e non coltiveremo la terra perché produca cibo per tutti.
La consultazione di domenica prossima, affidata unicamente alla vostra decisione di volerla realizzare, può risultare ancor più significativa. Se è stata impedita a più riprese e in tutti i modi vuol dire che qualcuno la teme. Non servirà per il Governo italiano, ma forse troverà ascolto e riscontro proprio dagli Stati Uniti. Vi chiediamo di partecipare anche per tutti noi, per riappropriarci di una sovranità che ci è stata tolta e per esercitare su una questione vitale il nostro diritto a intervenire democraticamente, sapendo che niente è piccolo e inutile se ci mettiamo il cuore.

venerdì 3 ottobre 2008

DA NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO

Da NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO, Numero 597 del 3 ottobre 2008
Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

Riprendo alcuni testi dedicati alla giornata della nonviolenza (2 ottobre)

8. OGNI GIORNO LA NONVIOLENZA. GIULIANO FALCO: USURPAZIONI
[Ringraziamo Giuliano Falco (per contatti: giulianofalco@gmail.com) per questo intervento]

Sessant'anni or sono veniva assassinato Gandhi, il massimo profeta della nonviolenza. Non so quanti se ne ricordino, in Italia e nel mondo; se ne e' ricordata la Telecom nel suo spot e nel sito che gli ha dedicato... se da un lato e' vero che ha permesso a molte persone di conoscere quello strano personaggio cosi' poco televisivo, cosi' poco "moderno", anacronistico quasi, e' anche vero che si tratta di una appropriazione indebita, dell'usurpazione a fini commerciali di una figura che con la pubblicita', il commercio e la proprieta' c'entra come i classici cavoli a merenda.
E' vero che viviamo in un periodo storico complicato e complesso, dove questi processi di appropriazione indebita, di assimilazione da parte di quello che una volta veniva chiamato "il sistema" di figure scomode, sono divenuti abitudini. Basti pensare alla Moratti che, nella veste di ministro dell'istruzione citava don Lorenzo Milani, o Fini che, al congresso dell'allora Alleanza Nazionale, citava Antonio Gramsci...
Trovo queste operazioni estremamente pericolose: prima di tutto perche' creano confusione, sono mistificanti e menzognere. Ma la destra in questo e' sempre stata campione: il Fronte della Gioventu', prima di essere il nome dell'organizzazione giovanile missina era stato il nome dell'organizzazione giovanile partigiana; l'Ordine Nuovo, prima di essere la denominazione di una delle organizzazioni neonaziste di qualche tempo fa, era stata la testata giornalistica operaia diretta dal gia' citato Gramsci e nome del gruppo comunista torinese. Ancora un ultimo esempio: la fiaccola, simbolo usurpato dalla destra neofascista, era stato prima un simbolo anarchico.
Ma tra le appropriazioni indebite dobbiamo annoverare anche la pretesa "conversione alla nonviolenza" di Bertinotti, allora segretario di Rifondazione Comunista, e il nome della lista veltroniana alle elezioni comunali di Roma, chiamata inopportunamente "I Care", noto motto della scuola di Barbiana e di don Milani: dovrebbero spiegarmi questi signori della sinistra istituzionale - o ex istituzionale - cosa c'entrino la nonviolenza e don Milani con le loro scelte a favore della guerra in Afghanistan.
Non solo queste operazioni politico-commerciali creano confusione tra la gente, ma abbassano il livello del discorso politico portando presto o tardi al fatidico "tanto sono tutti uguali" e quindi al disimpegno, all' accettazione supina, alla rinuncia.
*
Torniamo al nostro discorso: il 2 ottobre e' stato proclamato "Giornata internazionale della nonviolenza". Solitamente sono diffidente quando sento dedicare una giornata all'anno a qualche tema di vitale importanza: non vorrei che diventasse un modo come un altro per lavarsi la coscienza e riprendere, il giorno dopo quello che si era interrotto la vigilia della "giornata dedicata a...".
Sia ben chiaro: oggi piu' che mai c'e' bisogno di nonviolenza, a qualunque livello, da quello infrapersonale a quello interpersonale, per arrivare alla politica internazionale. Ma sia altrettanto ben chiaro che lo stato e l'esercito esistono per far le guerre; che il conflitto armato risponde a un'esigenza strutturale dell'economia fondata sullo sfruttamento. Cio' di cui si ha bisogno oggi e' di una rivoluzione che getti le basi per una nuova vita, per nuovi rapporti con se stessi, con gli altri, per una societa' di tutti e per ciascuno.
Mi rendo conto benissimo che e' un'utopia, ma sono altrettanto cosciente del fatto che se non troviamo una via d'uscita all'impasse in cui l'economia, gli stati e gli eserciti ci hanno cacciati festeggeremo ben poche altre giornate della nonviolenza...
Un'ultima riflessione: che ciò sia un'utopia non deve impedirci di organizzare, ovunque sia possibile, strutture di resistenza, trasparenti e nonviolente, nei posti di lavoro e di vita, nelle relazioni personali, con i mezzi di comunicazione, ecc. La nonviolenza sarà anche in cammino, ma dobbiamo andarle incontro. Nonviolenza significa crescita personale, di gruppo, sociale; significa intervenire nelle scuole e ovunque sia possibile, significa formazione.
Significa anche smettere di delegare ad altri il compito di intervenire: vuol dire, infine, divenire soggetti attivi e non passivi della propria vita e di quella dell'intero pianeta. Certo significa anche rinuncia, sobrietà e sacrificio. Ma i buoni esempi, per fortuna, non mancano: Gandhi, Capitini, don Lorenzo Milani...

9. OGNI GIORNO LA NONVIOLENZA. GIOVANNI FRANZONI: NONVIOLENTI ATTIVI
[Ringraziamo Giovanni Franzoni (per contatti: g.franzoni@tiscali.it) per questo intervento in forma di lettera personale]
Stiamo attendendo una influenza che dicono "cattiva", allora bisogna preparare un vaccino, ma il vaccino non si puo' preparare finche' non sia isolato il virus. Scusami la parabola sanitaria ma credo che la nonviolenza a freddo sia un esercizio ideologico. Secondo il buon Gandhi i nonviolenti attivi sono dei veri e propri guerrieri che conoscono il male e la sua violenza perche' lo hanno individuato nella loro propria esistenza, proprio come il vaccino che si costruisce con componenti del virus.
Dobbiamo quindi lavorare per mettere a fuoco il nodo centrale della violenza che ci avvolge e poi, usciti dall'individualismo di bandiera, muovere la rete antiviolenta, prima che sia troppo tardi, perche' uscire quando la violenza infuria e' altrettanto ridicolo quanto uscire alla carlona. Da tempo, almeno da quando e' uscito "Anche il cielo e' di Dio", cerco di muovere verso la consapevolezza che i "beni comuni globali", fondi oceanici, luna, spazio esterno, Antartide chiedono di essere amministrati da un soggetto collettivo e non solo da una confusa assemblea di stati quale l'Onu.
Penso che non riusciremo ad affrontare i "mali comuni" finché non avremo creato la consapevolezza che l'umanità' esiste e si autocostituisce come soggetto.

10. OGNI GIORNO LA NONVIOLENZA. DANIELE GALLO: IL VALORE DI UNA SCELTA
[Ringraziamo Daniele Gallo (per contatti: d.gallo@viator.it) per questo intervento]
L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha fissato nel 2 ottobre la Giornata internazionale della nonviolenza, accogliendo la proposta del governo indiano. La data ha un alto valore simbolico se si considera cha ha dato i natali al Mahatma Gandhi. La decisione del Palazzo di vetro appare certamente lungimirante e in controtendenza, a condizione che vada al di la' di una superficiale astrazione liturgica. Dopo la fine di una perversa interpretazione del comunismo anche il capitalismo sta giustamente appassendo, soffocato dalla sua intrinseca disumanita' ed ingiustizia; si stanno cosi' disegnando i tratti della fine di un'era, contaminata da una cieca violenza dalle innumerevoli facce: il mondo nuovo che molti intravedono dietro l'angolo non puo' che avere origine ed ispirazione dalla nonviolenza, dall'accettazione dell'altro come fratello e dalla consapevolezza di essere un filo della stessa ragnatela voluta dal progetto divino.
Giovanni XXIII scriveva che la guerra e' estranea alla ragione e alla dimensione umana: la violenza, quale essa sia, dalla piu' sottile e psicologica a quella piu' volgarmente devastante, non deve esistere come modalita' umana nelle dinamiche relazionali.
La nonviolenza e' l'unica scelta possibile se l'uomo vuole recuperare l'Alleanza e ricollegarsi alla propria scintilla divina. Secondo Gandhi "la nonviolenza e' piu' potente della piu' potente violenza". Nessuno sia sfiorato dal dubbio che possa non essere cosi': ne va del nuovo mondo, quello vero.

11. OGNI GIORNO LA NONVIOLENZA. VITTORIO MERLINI: PENSIERI DALLA VITA QUOTIDIANA
[Ringraziamo Vittorio Merlini (per contatti: vittoriomerlini@peacemail.it) per questo intervento]

Rino mi manda la preghiera dell'infartuato, con l'augurio di non averne bisogno. Lui ne ha avuto bisogno. Abbiamo lavorato insieme per molti anni nell'associazione di pubblica assistenza. I rapporti sono buoni. Molto tempo fa e' venuto, quale esattore, a pignorarmi lo stipendio quale obiettore di coscienza alle spese militari. Era il primo caso. I rapporti erano difficili. Poi le cose cambiano, e un "nemico" puo' diventare un amico.
*
Mi hanno chiesto di raccontare cosa e' rimasto in me del Servizio civile svolto trent'anni fa. Una scelta, insieme all'obiezione al servizio militare, che ha "fondato la mia vita": comunita', lavoro manuale e intellettuale, accoglienza, servizio, scelta evangelica, impegno per la pace (lotta e formazione), tensione per la giustizia.
*
Sto imparando la mitezza delle mucche, la stabilita' dell'albero, le leggerezza delle nuvole, la fragranza dei fiori, la vitalita' dell'acqua, l'energia dell'aria, la solidita' della terra...
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La vita e' breve. Se rallentiamo sembra piu' lunga. Mangiare in fretta fa sembrare il pasto piu' corto. Mangiare lentamente ci fa saziare con poco e con piu' gusto.
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Responsabilita'. E' facile scaricare sugli altri la responsabilita' delle relazioni; della serie "ha cominciato lui!". La risposta e' sempre una nostra decisione, di cui ci assumiamo piena responsabilita'. E' vero, ci sono degli automatismi, dei meccanismi, come nella catena della rabbia e nell'escalation. Maturita' vuole che siamo capaci di rompere questi automatismi, dando risposte diverse, consapevoli.
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Nell'educare o nel rapportarsi con gli altri cerchiamo di vederli nella loro integrita'. Se vediamo solo i loro lati negativi possiamo rafforzarli. Se vediamo solo quelli positivi possiamo aiutare a negare, nascondere, non accettare e non gestire quelli negativi. In altre parole e' buona cosa accettare la nostra e altrui umanita'.
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I comportamenti (le azioni) sono l'aspetto piu' superficiale della vita ma sono una spia dell'ordine-disordine interiore. L'ordine esteriore e' un segnale dell'ordine interiore.
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Chiedere, come ho fatto, "quanta percentuale di te conosci?" e' una domanda impossibile, perche' presuppone che tu conosca quanta percentuale di te... non conosci!
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Ognuno di noi ha una cantina segreta dove tiene nascosta parte di se' (paure, dolore, limite, ferite...). Chi ci fa arrabbiare sta cercando, inconsapevolmente, di alzare la botola dei nostri segreti. Forse e' per questo che ci fa arrabbiare...
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Nell'ultima assemblea dell'associazione ho sentito un livello molto basso di spiritualita', inteso nel senso piu' ampio e laico possibile. Forse per questo l'energia e' cosi' scarsa
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Come fare crescere la pace dentro e attorno a noi? Non tanto con trucchi, giochi, terapie... Non facendo finta di essere specialista! Ma come innamorato della pace. Tutto qui. Come? sviluppando la dimensione interiore: Curando l'anima. Riconoscere di essere una "piccola anima".

giovedì 2 ottobre 2008

NON ABBIAMO BISOGNO DEL NUCLEARE!!!

PETIZIONE POPOLARE
NON ABBIAMO BISOGNO DEL NUCLEARE


Al Presidente della Repubblica,
Al Presidente del Senato,
Al Presidente della Camera Deputati,
Al Presidente del Consiglio,
Ai Parlamentari tutti

Noi cittadini e cittadine italiane, visto il “Piano Triennale per lo Sviluppo”, approvato dal Consiglio dei Ministri, che lancia “il ritorno all’energia nucleare”, facciamo presente che:

a. Il popolo italiano ha votato a larghissima maggioranza, con i 3 referendum del 1987, l'uscita definitiva dell'Italia dall'avventura nucleare, come hanno deciso anche Austria e Polonia (che non hanno avviato le loro centrali già costruite), Danimarca, Grecia, Norvegia e Irlanda (che hanno rinunciato alla loro costruzione), Germania, Belgio, Olanda, Spagna e Svezia (che hanno deciso di non costruire più centrali nucleari nel loro territorio, puntando sulle energie rinnovabili).

b. Il nucleare non ci libera dalla dipendenza dall'estero: l’uranio è una fonte esauribile; per far funzionare le centrali dovremmo importarlo e il suo prezzo sta salendo ancora più rapidamente del petrolio: dal 2001 al 2007 si è moltiplicato per dieci.

c. Non esiste il nucleare “sicuro” e “pulito”: i reattori di “quarta generazione” sono previsti tra 25-35 anni (dopo il 2030, attorno al 2040); intanto il governo vuole costruire centrali di “terza generazione” che non hanno risolto né il problema della sicurezza ( non c'è solo Cernobyl, ma decine di incidenti gravissimi come quelli che hanno provocato 7 morti nelle centrali giapponesi tra il 1995 e il 2005) né di come smaltire le scorie che restano radioattive per centinaia e migliaia di anni.

d. La strada maestra sono le energie rinnovabili: Germania, Spagna, Austria, Grecia, Danimarca e tanti altri stati, europei e non, si stanno liberando dalla schiavitù del petrolio investendo grandi risorse sull'energia solare termica, fotovoltaica e a concentrazione, sull’energia eolica e sul risparmio e razionalizzazione degli attuali consumi. In Italia basterebbe coprire di pannelli fotovoltaici solo lo 0,4% delle superfici costruite (sono il 10% del territorio) per soddisfare l'intero fabbisogno nazionale di energia elettrica.
e. Il nucleare è fuori mercato, vive grazie a sovvenzioni statali e militari: Le stime Usa per i nuovi impianti danno il costo del kWh nucleare a 6.3 cent, addirittura il 20% in più dei 5,5 cent del gas o 5,6 del carbone (anche questi, peraltro, dannosi per la salute e l’ambiente). Per questo negli Usa, nonostante gli enormi incentivi stanziati da Bush, nessun privato ci investe dal 1976. L'unico reattore in costruzione in Europa è in Finlandia, perchè quello stato carica sul proprio bilancio (dei contribuenti) smaltimento delle scorie e smantellamento finale della centrale (che costa quasi come la costruzione). Gli altri 8 stati che, nel mondo, investono nel nucleare, lo fanno, quasi tutti, per produrre anche materia prima per le bombe: Cina, India, Russia, Pakistan, Giappone, Argentina, Romania e l'Iran, attualmente nel mirino degli Usa, perchè non è suo alleato.
Perciò chiediamo ai massimi rappresentanti di Stato e Parlamento di non tradire la volontà popolare e non imboccare, con i nostri soldi, questo costosissimo vicolo cieco.

I firmatari sono informati, ai sensi dell’art. 13 decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 [Codice in materia di protezione dei dati personali], che promotrice della petizione è la lista civica nazionale PER IL BENE COMUNE con sede nazionale in Ferrara, Piazzale Stazione 15 , e che possono esercitare i diritti di cui all´art. 7 del codice della privacy scrivendo al responsabile del trattamento dati personali dott.ssa Benini Monia. I dati personali verranno trattati per le sole finalità della presente petizione.

per firmare, compilare il form sul sito www.perilbenecomune.net