SABATO 20 DICEMBRE
FESTA CON CIBI E MUSICA DALLE ORE ORE 18
Centro Storico – Salone della Chiesa di San Siro
Via san siro 3
Genova
VENERDI’ 19 DICEMBRE 20:30
PROIEZIONE DEL FILM “COME UN UOMO SULLA TERRA”
Sulla condizione dei migranti africani sulle coste libiche con la speranza di imbarcarsi per l’Europa
Via Campanile delle Vigne 5 – Sala delle Vigne Genova
INVITIAMO TUTTI I CITTADINI IMMIGRATI E ITALIANI
PRIMI ADERENTI:
ARCI, CGIL, ANOLF- CISL, ASS. BAIA DEL RE, ASS. AL MOHAMMADIA, COMMISSIONE GIUSTIZIA&PACE - ISTITUTI MISSIONARI ITALIANI, COMUNITA’ NIGERIANA, COMUNITA’ PERUVIANA, COMUNITA’ CAMERUNENSE
giovedì 11 dicembre 2008
LA COSTITUZIONE? L'HANNO GIA' CAMBIATA!
Non voglio certo sminuire l’importanza e la gravità delle affermazioni dell’on. Berlusconi circa il fatto che vuole cambiare la Costituzione.
Voglio semplicemente far notare che la Costituzione è già stata cambiata, in modo più o meno sottile, più o meno arrogante, più o meno … aggiungete voi.
Quando è stata cambiata? Piano piano, nel corso del tempo: un colpetto qui, una ‘disattenzione’ là, un paragrafo viene disatteso, un articolo viene interpretato in modo difforme … così, con leggerezza … ma con gravi conseguenze. Volete qualche esempio?
La Repubblica ripudia la guerra come strumento di offesa: dai Balcani all’Afghanistan, dalLibano all’Iraq, siamo sempre presenti … e lo siamo tutt’ora in una cinquantina (se non ricordo male) di teatri di guerre … La Repubblica tutela la salute: quando mai Berlusconi ha speso più di due parole sui morti per lavoro (eppure è una strage continua, quotidiana), per tacere della vergognosa trattativa su Kyoto e ele emissioni di gas serra; per tacere della malasanità e via dicendo…
La Repubblica tutela il paesaggio: guardatevi intorno…
La Repubblica contempla l’istituzione di scuole private, ma senza oneri per lo stato: peccato che vengano finanziate con 280 milioni di euro l’anno …
La Repubblica garantisce l’uguaglianza di diritti e di doveri a tutti i cittadini: peccato che qualcuno sia più uguale degli altri.
Debbo continuare?
Voglio semplicemente far notare che la Costituzione è già stata cambiata, in modo più o meno sottile, più o meno arrogante, più o meno … aggiungete voi.
Quando è stata cambiata? Piano piano, nel corso del tempo: un colpetto qui, una ‘disattenzione’ là, un paragrafo viene disatteso, un articolo viene interpretato in modo difforme … così, con leggerezza … ma con gravi conseguenze. Volete qualche esempio?
La Repubblica ripudia la guerra come strumento di offesa: dai Balcani all’Afghanistan, dalLibano all’Iraq, siamo sempre presenti … e lo siamo tutt’ora in una cinquantina (se non ricordo male) di teatri di guerre … La Repubblica tutela la salute: quando mai Berlusconi ha speso più di due parole sui morti per lavoro (eppure è una strage continua, quotidiana), per tacere della vergognosa trattativa su Kyoto e ele emissioni di gas serra; per tacere della malasanità e via dicendo…
La Repubblica tutela il paesaggio: guardatevi intorno…
La Repubblica contempla l’istituzione di scuole private, ma senza oneri per lo stato: peccato che vengano finanziate con 280 milioni di euro l’anno …
La Repubblica garantisce l’uguaglianza di diritti e di doveri a tutti i cittadini: peccato che qualcuno sia più uguale degli altri.
Debbo continuare?
lunedì 8 dicembre 2008
MORTI BIANCHE E MANI ROSSE
Da laburismo.blogspot.com traggo questo post dell’amico Marino
lunedì 8 dicembre 2008
Morti bianche e mani rosse
Si è svolta a Torino nei giorni scorsi la manifestazione per commemorare, ad un anno di distanza, i sei morti della Thyssen. Alla manifestazione hanno partecipato tutti quelli che dovevano partecipare: i colleghi delle vittime, i loro parenti, le organizzazioni sindacali, la gente comune di Torino e non solo. Non si sono visti esponenti del Governo e della Confindustria, e credo che sia stato giusto così: è un elemento di chiarezza.
Al di là delle parole, degli impegni, delle promesse, nulla è stato fatto, da chi doveva farlo, per aumentare la sicurezza sui luoghi di lavoro, visto che, ai sei della Thyssen, nel corso dell'anno, si sono aggiunte altre mille vittime del lavoro. Siamo in presenza di una strage che, poiché si consuma un po' per volta, silenziosamente, non attira su di sé l'interesse e l'impegno vero e concreto dei governanti e degli industriali. E non si venga a dire che occorrono misure più severe o leggi speciali: le leggi esistono già, sarebbe sufficiente farle rispettare.
Ed è originale che si cerchi di scaricare sulle vittime le responsabilità di questo massacro. E' ipocrita ed intollerabile che si dica che le norme di sicurezza non vengono rispettate dagli operai, che non indossano il casco, non usano le cinture di sicurezza quando salgono sulle impalcature, si trovano dove non dovrebbero essere quando si scavano le fosse nelle discariche e così via. Il Ministro Brunetta non fa che elogiare i risultati ottenuti con i tornelli per diminuire l'assenteismo. E' accettabile che lo stesso "zelo" non venga utilizzato per controllare l'applicazione di leggi che possono salvare delle vite umane? Mi sorge un dubbio: non è che i mancati controlli permettono di risparmiare sui costi delle imprese, sia in termini di personale (i controlli costano) che in termini di manutenzione ed installazione dei sistemi di sicurezza? Non è che si "tollera" la violazione delle norme di sicurezza (per sottovalutazione del rischio, per comodità, per abitudine) per speculare sui costi, salvo scaricare la responsabilità sulle vittime, quando succede una "disgrazia"? Non è che questo Governo, longa manu degli imprenditori nostrani, non ha alcun interesse a sanzionare come dovrebbe chi le norme non le fa rispettare? Se i miei dubbi sono concreti, allora è giusto che, a commemorare le vittime, non partecipi chi ha le mani sporche del loro sangue!
Aggiungo solo questo: dove sono i solerti difensori della vita (quando si tratta di attaccare la legge 194 o parlare di eutanasia), quando a morire sono gli operai? dove sono quando a morire sono i poveri dell'Africa, come sta accadendo in Zimbawe, i poveracci di Bagdad o le vittime civili di kabul, tanto per citare solo alcune situazioni? Dove sono questi solerti personaggi, quando è il momento di dirlo che è il capitalismo che uccide, è il 'benessere' dell'Occidente che compie stragi, è l'avidità che affama il mondo?
Non ci sono...mai...
Oddio, non che se ne senta la mancanza (stiano pure dove sono) ma forse è ancora valido quanto scriveva don Milani sul diverso peso di una morte…
Giuliano
lunedì 8 dicembre 2008
Morti bianche e mani rosse
Si è svolta a Torino nei giorni scorsi la manifestazione per commemorare, ad un anno di distanza, i sei morti della Thyssen. Alla manifestazione hanno partecipato tutti quelli che dovevano partecipare: i colleghi delle vittime, i loro parenti, le organizzazioni sindacali, la gente comune di Torino e non solo. Non si sono visti esponenti del Governo e della Confindustria, e credo che sia stato giusto così: è un elemento di chiarezza.
Al di là delle parole, degli impegni, delle promesse, nulla è stato fatto, da chi doveva farlo, per aumentare la sicurezza sui luoghi di lavoro, visto che, ai sei della Thyssen, nel corso dell'anno, si sono aggiunte altre mille vittime del lavoro. Siamo in presenza di una strage che, poiché si consuma un po' per volta, silenziosamente, non attira su di sé l'interesse e l'impegno vero e concreto dei governanti e degli industriali. E non si venga a dire che occorrono misure più severe o leggi speciali: le leggi esistono già, sarebbe sufficiente farle rispettare.
Ed è originale che si cerchi di scaricare sulle vittime le responsabilità di questo massacro. E' ipocrita ed intollerabile che si dica che le norme di sicurezza non vengono rispettate dagli operai, che non indossano il casco, non usano le cinture di sicurezza quando salgono sulle impalcature, si trovano dove non dovrebbero essere quando si scavano le fosse nelle discariche e così via. Il Ministro Brunetta non fa che elogiare i risultati ottenuti con i tornelli per diminuire l'assenteismo. E' accettabile che lo stesso "zelo" non venga utilizzato per controllare l'applicazione di leggi che possono salvare delle vite umane? Mi sorge un dubbio: non è che i mancati controlli permettono di risparmiare sui costi delle imprese, sia in termini di personale (i controlli costano) che in termini di manutenzione ed installazione dei sistemi di sicurezza? Non è che si "tollera" la violazione delle norme di sicurezza (per sottovalutazione del rischio, per comodità, per abitudine) per speculare sui costi, salvo scaricare la responsabilità sulle vittime, quando succede una "disgrazia"? Non è che questo Governo, longa manu degli imprenditori nostrani, non ha alcun interesse a sanzionare come dovrebbe chi le norme non le fa rispettare? Se i miei dubbi sono concreti, allora è giusto che, a commemorare le vittime, non partecipi chi ha le mani sporche del loro sangue!
Aggiungo solo questo: dove sono i solerti difensori della vita (quando si tratta di attaccare la legge 194 o parlare di eutanasia), quando a morire sono gli operai? dove sono quando a morire sono i poveri dell'Africa, come sta accadendo in Zimbawe, i poveracci di Bagdad o le vittime civili di kabul, tanto per citare solo alcune situazioni? Dove sono questi solerti personaggi, quando è il momento di dirlo che è il capitalismo che uccide, è il 'benessere' dell'Occidente che compie stragi, è l'avidità che affama il mondo?
Non ci sono...mai...
Oddio, non che se ne senta la mancanza (stiano pure dove sono) ma forse è ancora valido quanto scriveva don Milani sul diverso peso di una morte…
Giuliano
domenica 7 dicembre 2008
LU SANTO JULLARE FRANCESCO
Cari tutti,
desidero invitarvi caldamente a venire e a diffondere il seguente spettacolo teatrale che si svolgerà sabato 13 dicembre, ore 21, al teatro Capocroce di Frascati (RM) :
"Lu santo jullare Francesco" ,
testo di Dario Fo.Grazie, saluti,
Enrico Del Vescovo
Premessa:Mario Pirovano, per oltre venti anni compagno di teatro di Dario Fo, porta in scena il tema della pace e della guerra, presentando l'opera di Dario Fo "Lu Santo Jullare Françesco", ispirato al discorso di Francesco ai Bolognesi tenuto il 15 agosto 1222. E' la famosa "concione" del 1222, ricostruita da Fo sulla base della tradizione popolare, delle cronache e delle testimonianze dell'epoca: non una predica moralistica, ma un'affabulazione ironica, poetica, a volte sarcastica, a mo' dei giullari del tempo. Era lo stesso Francesco, tanto diverso in realtà dall'immagine agiografica che ci è stata per secoli trasmessa, a definirsi "jullare di Dio"; e questo proprio negli anni in cui l'imperatore Federico II promulgava un editto contro i "Jugulatores" considerandoli buffoni osceni! Afferma Dario Fo: "Della giullarata Francesco conosceva la tecnica, il mestiere e le regole assolute. Sappiamo da un gran numero di storici che il santo "jullare" non teneva mai prediche secondo la convenzione ecclesiastica, anzi, rifiutava l'andamento del sermone; non ne seguiva i canoni, lo svolgimento e la catarsi morale a conclusione. Iniziava sempre con un ribaltone". Sappiamo pure che cantava, recitava, gesticolava ecc.Dario Fo ha ricostruito la "concione" di Bologna in una sorta di grammelot italico medievale, impostando la sequenza narrativa sulla classica "provocazione a rovescio" dei giullari, con l'esaltazione della guerra e la condanna della pace.
desidero invitarvi caldamente a venire e a diffondere il seguente spettacolo teatrale che si svolgerà sabato 13 dicembre, ore 21, al teatro Capocroce di Frascati (RM) :
"Lu santo jullare Francesco" ,
testo di Dario Fo.Grazie, saluti,
Enrico Del Vescovo
Premessa:Mario Pirovano, per oltre venti anni compagno di teatro di Dario Fo, porta in scena il tema della pace e della guerra, presentando l'opera di Dario Fo "Lu Santo Jullare Françesco", ispirato al discorso di Francesco ai Bolognesi tenuto il 15 agosto 1222. E' la famosa "concione" del 1222, ricostruita da Fo sulla base della tradizione popolare, delle cronache e delle testimonianze dell'epoca: non una predica moralistica, ma un'affabulazione ironica, poetica, a volte sarcastica, a mo' dei giullari del tempo. Era lo stesso Francesco, tanto diverso in realtà dall'immagine agiografica che ci è stata per secoli trasmessa, a definirsi "jullare di Dio"; e questo proprio negli anni in cui l'imperatore Federico II promulgava un editto contro i "Jugulatores" considerandoli buffoni osceni! Afferma Dario Fo: "Della giullarata Francesco conosceva la tecnica, il mestiere e le regole assolute. Sappiamo da un gran numero di storici che il santo "jullare" non teneva mai prediche secondo la convenzione ecclesiastica, anzi, rifiutava l'andamento del sermone; non ne seguiva i canoni, lo svolgimento e la catarsi morale a conclusione. Iniziava sempre con un ribaltone". Sappiamo pure che cantava, recitava, gesticolava ecc.Dario Fo ha ricostruito la "concione" di Bologna in una sorta di grammelot italico medievale, impostando la sequenza narrativa sulla classica "provocazione a rovescio" dei giullari, con l'esaltazione della guerra e la condanna della pace.
SABATO 13 DICEMBRE, ore 21TEATRO CAPOCROCE, Viale V. Veneto 3, Frascati (RM)
"LU SANTO JULLARE FRANCESCO"
Attore Mario Pirovano, testo di Dario Fo
info: Enrico Del Vescovo, promotore dell'iniziativa, 3331135131Biglietto di ingresso €10
(€5 ridotto per studenti),
si consiglia di prenotare e/o acquistare prima il biglietto,rispondendo all'email o telefonando al 3331135131, oppure recandosi presso M.A.E. box Largo Panizza 2 - FRASCATI -
tel. 06/9419551
da una mail di ecumenici.eu
venerdì 5 dicembre 2008
INZIATIVA DE PER IL BENE COMUNE
PER IL BENE COMUNE!
Corruzione, mafia e politica... Il ritorno del Principe
18 dicembre 2008 21.15
Per l'occasione giungerà a Ferrara Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto presso la Procura antimafia di Palermo, città nella quale dirige il Dipartimento Mafia-economia. Il magistrato ha lavorato con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e si è occupato di alcuni dei più importanti processi di mafia degli ultimi anni. E' stato inoltre uno dei pm nel processo Andreotti.
Nel libro, Scarpinato ammette di vivere “in un luogo che non ammette illusioni” e di non essere “più bravo a raccontare favole”: proprio per questo l'illustrazione del declino italiano, della corruzione e della mafia che vi si ritrovano appartengono drammaticamente alla realtà di questo paese.
Nella presentazione del libro, il messaggio è chiarissimo: “Non è vero che la mafia è quella che si vede in tv, e che i corrotti e i criminali sono una malattia della nostra società. Qui in Italia, la corruzione e la mafia sembrano essere costitutive del potere, a parte poche eccezioni (la Costituente, Mani pulite, il maxiprocesso a Cosa nostra). Ricordate il Principe di Machiavelli? In politica qualsiasi mezzo è lecito. C'è un braccio armato (anche le stragi sono utili alla politica del Principe), ci sono i volti impresentabili di Riina, Provenzano, Lo Piccolo, e poi c'è la borghesia mafiosa e presentabile che frequenta i salotti buoni e riesce a piazzare i suoi uomini in Parlamento. Ma il potere è lo stesso, la mano è la stessa.” Il libro è questo: racconta il fuori scena del potere, quello che non si vede e non è mai stato raccontato ma che decide, fa politica e piega le leggi ai propri interessi. Ma un filo di speranza rimane e all'interrogativo di un contesto democratico mafioso, la risposta è fondamentale: “gli Italiani possono reagire, è già successo.”
Ulteriori informazioni:http://movement.meetup.com/60/it/calendar/9285389/
Monia (moniaben@libero.it) PER IL BENE COMUNE
mercoledì 3 dicembre 2008
CONTRO L'ENNESIMA SCHIFEZZA...PRECISAZIONE
Cari amici,
l'indirizzo esatto per firmare l'appello per il diritto alla sanità delle persone non regolari, contro l'ennesiomo tentativo della lega nord di instaurare misure razziste, è il seguente:
http://appelli.arcoiris.tv/salute/
Grazie e scusate il disguido
Giuliano
ps: grazie a Mirka e a tutti coloro che lasciano commenti...
l'indirizzo esatto per firmare l'appello per il diritto alla sanità delle persone non regolari, contro l'ennesiomo tentativo della lega nord di instaurare misure razziste, è il seguente:
http://appelli.arcoiris.tv/salute/
Grazie e scusate il disguido
Giuliano
ps: grazie a Mirka e a tutti coloro che lasciano commenti...
martedì 2 dicembre 2008
CONTRO L'ENNESIMA SCHIFEZZA DELLA LEGA: FIRMATE L'APPELLO
Curare gli indigenti, soprattutto i bambini, è un dovere deontologico per tutti i medici, ma è un imperativo etico per un paese civile.Non cancelliamo con un decreto un diritto costituzionale …." chi di questi ti sembra stato il prossimo di colui che fu ferito dai briganti ?
"Quello rispose "chi ha avuto compassione e si è preso cura di lui"ed Egli disse "va e fa anche tu lo stesso" (Vangelo secondo Luca)
Appello promosso dalla Segreteria Provinciale FIMP ( Federazione Italiana Medici Pediatri ) di Modena
L'art. 32 della Costituzione Italiana sancisce come diritto fondamentale dell'individuo il diritto alla tutela della salute e garantisce agli indigenti il diritto alle cure gratuite, anche nell'interesse della collettività.Il DL 286/ 98 all'art. 35 prevede la gratuità delle cure urgenti ed essenziali anche agli stranieri non iscritti al SSN, privi di permesso di soggiorno, e privi di risorse economiche e non prevede nessuna segnalazione, salvo i casi di obbligatorietà di referto, come per i cittadini italiani.
La Lega Nord - Padania ha presentato attraverso 5 Senatori un emendamento che prevede l'abrogazione del comma 5 dell'art. 35 e abolisce la gratuità della prestazione urgente ed essenziale agli stranieri non iscritti al SSN e privi di risorse economiche, e propone inoltre l'obbligo per le autorità sanitarie di segnalarli all'autorità competente.
I Pediatri di libera scelta aderenti alla FIMP ( Federazione Italiana Medici Pediatri ) operanti nel SSN, sottoscrittori di questo appello, ritengono gravissimo tale emendamento che finirebbe per respingere in sacche di esclusione la popolazione più indigente e ne richiedono il ritiro : esso non è soltanto la negazione di un diritto costituzionalmente sancito, ma costituisce anche un pericolo per la tutela della salute della collettività, per la mancata cura di patologie anche gravi, con conseguente rischio di diffusione e rappresenta inoltre un pericoloso passo legislativo verso l'abolizione del diritto alla cura.
Ritengono inoltre che la segnalazione all'autorità competente di un paziente indigente sia in aperto contrasto con il codice etico ordinistico al quale i medici debbono attenersi e di cui affermano il primato.
Denunciano con preoccupazione che tale emendamento priverà della assistenza sanitaria essenziale migliaia di bambini divenuti "per Decreto invisibili e senza diritti" in totale contrasto con la Convezione ONU sui diritti del fanciullo e richiedono che lo Stato Italiano firmatario con L. 176/91 della Convenzione ONU di New York del 20.11. 1989 sui diritti del fanciullo garantisca ad ogni minore straniero il pieno diritto di usufruire delle prestazioni mediche pediatriche a prescindere dalla regolarità del soggiorno.
Richiedono quindi a tutti i colleghi Pediatri, a tutti i Medici, agli Operatori Sanitari e a tutti i Cittadini Italiani ai quali stanno a cuore i fondamenti dello stato sociale e la solidarietà di sottoscrivere questo appello.
dal sito www.appelli-arcoiris.tv/salute/index.php
"Quello rispose "chi ha avuto compassione e si è preso cura di lui"ed Egli disse "va e fa anche tu lo stesso" (Vangelo secondo Luca)
Appello promosso dalla Segreteria Provinciale FIMP ( Federazione Italiana Medici Pediatri ) di Modena
L'art. 32 della Costituzione Italiana sancisce come diritto fondamentale dell'individuo il diritto alla tutela della salute e garantisce agli indigenti il diritto alle cure gratuite, anche nell'interesse della collettività.Il DL 286/ 98 all'art. 35 prevede la gratuità delle cure urgenti ed essenziali anche agli stranieri non iscritti al SSN, privi di permesso di soggiorno, e privi di risorse economiche e non prevede nessuna segnalazione, salvo i casi di obbligatorietà di referto, come per i cittadini italiani.
La Lega Nord - Padania ha presentato attraverso 5 Senatori un emendamento che prevede l'abrogazione del comma 5 dell'art. 35 e abolisce la gratuità della prestazione urgente ed essenziale agli stranieri non iscritti al SSN e privi di risorse economiche, e propone inoltre l'obbligo per le autorità sanitarie di segnalarli all'autorità competente.
I Pediatri di libera scelta aderenti alla FIMP ( Federazione Italiana Medici Pediatri ) operanti nel SSN, sottoscrittori di questo appello, ritengono gravissimo tale emendamento che finirebbe per respingere in sacche di esclusione la popolazione più indigente e ne richiedono il ritiro : esso non è soltanto la negazione di un diritto costituzionalmente sancito, ma costituisce anche un pericolo per la tutela della salute della collettività, per la mancata cura di patologie anche gravi, con conseguente rischio di diffusione e rappresenta inoltre un pericoloso passo legislativo verso l'abolizione del diritto alla cura.
Ritengono inoltre che la segnalazione all'autorità competente di un paziente indigente sia in aperto contrasto con il codice etico ordinistico al quale i medici debbono attenersi e di cui affermano il primato.
Denunciano con preoccupazione che tale emendamento priverà della assistenza sanitaria essenziale migliaia di bambini divenuti "per Decreto invisibili e senza diritti" in totale contrasto con la Convezione ONU sui diritti del fanciullo e richiedono che lo Stato Italiano firmatario con L. 176/91 della Convenzione ONU di New York del 20.11. 1989 sui diritti del fanciullo garantisca ad ogni minore straniero il pieno diritto di usufruire delle prestazioni mediche pediatriche a prescindere dalla regolarità del soggiorno.
Richiedono quindi a tutti i colleghi Pediatri, a tutti i Medici, agli Operatori Sanitari e a tutti i Cittadini Italiani ai quali stanno a cuore i fondamenti dello stato sociale e la solidarietà di sottoscrivere questo appello.
dal sito www.appelli-arcoiris.tv/salute/index.php
lunedì 1 dicembre 2008
HANNO ARRESTATO ALINA...
Inserito il 28 novembre 2008 alle 19:27:00 da redazione-IT. IT - IMMIGRAZIONE
Indirizzo sito : Orvietonews di Leonardo Gazzurra
IL FATTO
Pochi giorni fa Alina è stata fermata per strada, portata alla questura, e poi inviata al CPT di Ponte Galeria. Roma. Alina è mia amica, è una ragazza moldava ad Orvieto da 4 anni. Ha 26 anni, è clandestina; nel suo paese insegnante di matematica.Alina faceva la badante, per quattro anni ha pulito la merda dei nostri vecchi orvietani, stirato camicie ed abiti di chi non ha più tempo per farlo o ha altro da fare.Ha fatto (da clandestina) due volte domanda di regolarizzazione ma per un problema legal/amministrativo la sua pratica si è fermata... (nulla a che fare con atti delinquenziali od altro)Da più di un anno ha messo in mano ad avvocati (tirando fuori qualche migliaio di euro) la sua faccenda ed ha continuato a vivere nel suo limbo.Quando abbiamo saputo del suo fermo qualcuno è andato alla questura di Orvieto a chiedere informazioni. Il funzionario, molto gentilmente e forse dispiaciuto o imbarazzato ha fatto notare che c'è una legge da rispettare e che non hanno potuto fare altrimenti. Impeccabile.
ALCUNE CONSIDERAZIONI
Alina fa parte di quel gran numero di clandestini che vivono nel nostro territorio stabilmente e che probabilmente le forze dell'ordine conoscono quasi uno per uno ma che quando si comportano "adeguatamente" vengono tollerati. Tollerati non solo per pietà (la pietà credo sia qualcosa di individuale e non istituzionale) ma io credo anche per un fatto economico.Alina contribuiva a sostenere quella che mi viene di chiamare : "L'economia della solitudine".Alina e le altre badanti sostituiscono lo stato. Uno stato che non è in grado di dare un'assistenza socio sanitaria ai suoi cittadini che quindi vedono traditi dei principi che io credo siano principi costituzionali, uno stato che regolarmente o irregolarmente viene sostituito dalle badanti.Le badanti irregolari non possono essere tutte arrestate. Crollerebbe un'economia, crollerebbe un sistema di assistenza sociale (il welfare all'italiana, vorrei sapere in quale altro paese avanzato avviene questo, ci sono badanti in Germania, Giappone, Francia, Danimarca ecc..ecc..?) e con le normative vigenti andrebbero in galera decine e decine di famiglie orvietane.Questo le forze dell'ordine lo sanno, lo sa anche lo stato.Allora perché Alina è stata arrestata ? Qualcuno deve averla denunciata, questo lo deduco dal fatto che come ho detto alla questura erano molto gentili, professionali ma quasi imbarazzati.Azzardo alcune ipotesi:1 qualcuno di perfido, cattivo, qualcuno che magari era in conflitto con la-le famiglie in cui Alina si sostituiva allo stato.2 Una sua collega, per invidia, gelosia, per fregarle il lavoro(succede anche questo).3 Un vecchiaccio che magari si sentiva autorizzato, in quanto clandestina, ad allungare le sue luride mani (succede anche questo).4 Un ordine arrivato dall'alto del tipo "Beccatene qualcuno, ogni tanto, per dimostrare che facciamo quello che si deve".
In ognuna di queste ipotesi è evidente lo stato di ricattabilità permanente in cui devono vivere queste persone.
UN INVITO.
Leggo in questi giorni sulla stampa locale l'impegno con cui i rappresentanti dei partiti politici, da destra a sinistra, dichiarano di voler e dover coinvolgere nell'elaborazione dei loro programmi e progetti per amministrare la città nei prossimi 5 anni, le forze culturali, produttive, economiche del territorio.Aspiranti sindaci, quasi ex sindaci, onorevoli, io vi invito ad ascoltare anche le voci dei nostri stranieri, dei nostri extracomunitari, delle nostre badanti, perchè anche loro sono una forza produttiva, perchè in questa città di vecchi loro sono un anello fondamentale nell'economia della città, come i commercianti, gli imprenditori, i palazzinari, i presidenti di consorzi e carrozzoni, perchè questa città lo si voglia o no è anche la loro ed anche se loro non votano io sì!
Tratto da http://www.emigrazione-notizie.org/news.asp?id=6183
Indirizzo sito : Orvietonews di Leonardo Gazzurra
IL FATTO
Pochi giorni fa Alina è stata fermata per strada, portata alla questura, e poi inviata al CPT di Ponte Galeria. Roma. Alina è mia amica, è una ragazza moldava ad Orvieto da 4 anni. Ha 26 anni, è clandestina; nel suo paese insegnante di matematica.Alina faceva la badante, per quattro anni ha pulito la merda dei nostri vecchi orvietani, stirato camicie ed abiti di chi non ha più tempo per farlo o ha altro da fare.Ha fatto (da clandestina) due volte domanda di regolarizzazione ma per un problema legal/amministrativo la sua pratica si è fermata... (nulla a che fare con atti delinquenziali od altro)Da più di un anno ha messo in mano ad avvocati (tirando fuori qualche migliaio di euro) la sua faccenda ed ha continuato a vivere nel suo limbo.Quando abbiamo saputo del suo fermo qualcuno è andato alla questura di Orvieto a chiedere informazioni. Il funzionario, molto gentilmente e forse dispiaciuto o imbarazzato ha fatto notare che c'è una legge da rispettare e che non hanno potuto fare altrimenti. Impeccabile.
ALCUNE CONSIDERAZIONI
Alina fa parte di quel gran numero di clandestini che vivono nel nostro territorio stabilmente e che probabilmente le forze dell'ordine conoscono quasi uno per uno ma che quando si comportano "adeguatamente" vengono tollerati. Tollerati non solo per pietà (la pietà credo sia qualcosa di individuale e non istituzionale) ma io credo anche per un fatto economico.Alina contribuiva a sostenere quella che mi viene di chiamare : "L'economia della solitudine".Alina e le altre badanti sostituiscono lo stato. Uno stato che non è in grado di dare un'assistenza socio sanitaria ai suoi cittadini che quindi vedono traditi dei principi che io credo siano principi costituzionali, uno stato che regolarmente o irregolarmente viene sostituito dalle badanti.Le badanti irregolari non possono essere tutte arrestate. Crollerebbe un'economia, crollerebbe un sistema di assistenza sociale (il welfare all'italiana, vorrei sapere in quale altro paese avanzato avviene questo, ci sono badanti in Germania, Giappone, Francia, Danimarca ecc..ecc..?) e con le normative vigenti andrebbero in galera decine e decine di famiglie orvietane.Questo le forze dell'ordine lo sanno, lo sa anche lo stato.Allora perché Alina è stata arrestata ? Qualcuno deve averla denunciata, questo lo deduco dal fatto che come ho detto alla questura erano molto gentili, professionali ma quasi imbarazzati.Azzardo alcune ipotesi:1 qualcuno di perfido, cattivo, qualcuno che magari era in conflitto con la-le famiglie in cui Alina si sostituiva allo stato.2 Una sua collega, per invidia, gelosia, per fregarle il lavoro(succede anche questo).3 Un vecchiaccio che magari si sentiva autorizzato, in quanto clandestina, ad allungare le sue luride mani (succede anche questo).4 Un ordine arrivato dall'alto del tipo "Beccatene qualcuno, ogni tanto, per dimostrare che facciamo quello che si deve".
In ognuna di queste ipotesi è evidente lo stato di ricattabilità permanente in cui devono vivere queste persone.
UN INVITO.
Leggo in questi giorni sulla stampa locale l'impegno con cui i rappresentanti dei partiti politici, da destra a sinistra, dichiarano di voler e dover coinvolgere nell'elaborazione dei loro programmi e progetti per amministrare la città nei prossimi 5 anni, le forze culturali, produttive, economiche del territorio.Aspiranti sindaci, quasi ex sindaci, onorevoli, io vi invito ad ascoltare anche le voci dei nostri stranieri, dei nostri extracomunitari, delle nostre badanti, perchè anche loro sono una forza produttiva, perchè in questa città di vecchi loro sono un anello fondamentale nell'economia della città, come i commercianti, gli imprenditori, i palazzinari, i presidenti di consorzi e carrozzoni, perchè questa città lo si voglia o no è anche la loro ed anche se loro non votano io sì!
Tratto da http://www.emigrazione-notizie.org/news.asp?id=6183
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