Il 25 aprile, anniversario della Liberazione dal fascismo, presso l'arena di Verona si svolgera' un incontro nazionale di tutte le persone amiche della nonviolenza persuase del fatto che la guerra e' il suicidio dell'umanita', e quindi - come recita il motto di apertura dell'appello di convocazione - persuase che la Resistenza oggi si chiama nonviolenza, e che la Liberazione oggi si chiama disarmo.
*
Sara' un incontro per commemorare degnamente tutte le vittime delle guerre e delle dittature, per riaffermare il valore della Resistenza, della Liberazione dal nazifascismo, e - aggiungo - della Costituzione della Repubblica Italiana (che della Resistenza e della Liberazione e' il frutto, delle nostre liberta' la prima difesa, e del nostro ordinamento giuridico democratico il fondamento).
Un incontro per opporsi alle guerre e alle uccisioni, per salvare le vite, per proporre due indispensabili scelte: il disarmo, la nonviolenza.
*
Il senso dell'incontro del 25 aprile a Verona implica a mio modesto avviso un impegno immediato al fine di:
- far cessare immediatamente l'illegale partecipazione militare italiana alla guerra afgana e le altre "missioni" militari fuori del territorio italiano;
- cessare di sperperare i pubblici denari per l'acquisto di armi, cominciando naturalmente con l'immediata definitiva rinuncia alla criminale e insensata realizzazione e al criminale e insensato acquisto dei famigerati cacciabombardieri F-35;
- vietare la presenza in Italia di bombe atomiche;
- rinegoziare le alleanze internazionali, ed in primo luogo adoperarsi per lo scioglimento della Nato e chiedere che siano messi sotto processo i suoi responsabili per gli illegittimi e criminali interventi militari svolti negli scorsi anni in palese conflitto con i principi del diritto internazionale, con la Carta delle Nazioni Unite, con le Costituzioni di almeno alcuni degli stati membri (l'Italia, ad esempio), e - last but not least - con i suoi stessi originari fini cosi' come esplicitamente statuiti e dichiarati.
Ed implica altresi' un impegno immediato al fine di far cessare la persecuzione razzista dei migranti; un impegno immediato per l'immediata abolizione di tutte le scellerate misure razziste, persecutorie e assassine che governi disumani e golpisti hanno imposto in Italia in questi ultimi decenni; e quindi in primo luogo un impegno immediato per abolire i campi di concentramento, per abolire le deportazioni, per abolire il favoreggiamento della schiavitu' da parte dello stato italiano; un impegno immediato per consentire a tutti gli esseri umani di entrare in Italia in modo legale e sicuro, cosi' sconfiggendo le mafie schiaviste e facendo cessare le stragi nel Mediterraneo.
*
Il senso dell'incontro del 25 aprile a Verona implica inoltre a mio modesto avviso un'azione continua e progressiva al fine di:
- cessare di produrre, commerciare, usare (ed addestrare persone ad usare) le armi; e riconvertire a produzioni esclusivamente civili, di pace e di utilita' sociale le industrie belliche ed armiere;
- abolire l'apparato militare sostituendolo con la Difesa popolare nonviolenta ed i Corpi civili di pace;
- recuperare ed utilizzare a fini civili, di pace e di utilita' sociale le attuali strutture logistiche militari;
- sciogliere le alleanze militari internazionali e sostituirle con forme nonviolente di cooperazione internazionale e di difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani;
- praticare politiche nonviolente di pace e di giustizia su scala planetaria, essendovi una sola umanita' in un unico pianeta casa comune dell'umanita' intera, una sola umanita' composta di esseri umani tutti diversi e tutti eguali in diritti, tutti parimenti titolari del diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta'.
*
Poiche' negli scorsi anni in nome di ipocriti appelli ad una unita' che di fatto si rivelava subalternita' a poteri, pratiche e logiche di violenza molti si sono lasciati indurre a diventare ad un tempo complici sia di politicanti immorali (pretesamente pacifisti quando si trovano all'opposizione ed effettualmente guerrafondai quando si trovano al governo), sia di squadristi e mandanti che sul sangue fatto versare agli altri hanno costruito le loro carriere, mi e' sembrato opportuno scrivere queste parole e proporle alla riflessione.
Ed ugualmente opportuno mi sembra concludere questa lettera citando integralmente la carta programmatica del Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini, carta programmatica che ancora mi persuade: "Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, a livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il movimento persegue lo scopo della creazione di una comunita' mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti. Le fondamentali direttrici d'azione del movimento nonviolento sono: 1. l'opposizione integrale alla guerra; 2. la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione; 3. lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario; 4. la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono patrimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo. Il movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della liberta' di informazione e di critica. Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli".
*
La Resistenza continua nella nonviolenza.
La Costituzione repubblicana s'invera nella nonviolenza.
La liberazione dell'umanita' richiede il disarmo.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'.
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo
Viterbo, 16 aprile 2014
Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: nbawac@tin.it, centropacevt@gmail.com, web:http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
mercoledì 16 aprile 2014
IMMEDIATA ABOLIZIONE DEGLI OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI
Alla Ministra della Salute
Oggetto: richiesta di immediata abolizione degli ospedali psichiatrici giudiziari
Gentile Ministra della Salute,
con il decreto-legge 31 marzo 2014, n. 52, "Disposizioni urgenti in materia di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari", e' stata nuovamente rinviata la chiusura dei manicomi criminali dal primo aprile 2014 al 31 marzo 2015.
Lo stesso Presidente della Repubblica ha espresso "estremo rammarico" per il rinvio di una disposizione, l'abolizione dei manicomi criminali, "ispirata a elementari criteri di civilta' e di rispetto della dignita' di persone deboli".
Da anni il Parlamento si e' espresso per l'abolizione dei manicomi criminali: i manicomi criminali sono infatti una istituzione totale la cui intrinseca disumanita' ripugna alla coscienza civile, una istituzione totale in flagrante conflitto con il rispetto dei diritti umani e con lo spirito e la lettera della Costituzione della Repubblica Italiana e della legislazione democratica vigente.
Gia' troppo a lungo si e' atteso, attendere oltre e' vieppiu' inammissibile.
Rinviare l'applicazione di una norma - l'abolizione dei manicomi criminali - "ispirata a elementari criteri di civilta' e di rispetto della dignita' di persone deboli" (ripetiamo le parole del Presidente della Repubblica) significa mantenere una struttura contraria agli elementari criteri di civilta', ovvero una struttura incivile, barbara, disumana; significa mantenere una struttura contraria al rispetto della dignita' di persone deboli, ovvero una struttura violenta, illegittima, inumana.
Nessun rinvio e' ammissibile: il governo rispetti la volonta' del parlamento, rispetti la legalita' costituzionale, rispetti i diritti umani; sia revocato quell'inammissibile rinvio, e si proceda pertanto all'immediata chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari.
Distinti saluti,
Peppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace e i diritti umani
Viterbo, 15 aprile 2014
Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani", strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it, centropacevt@gmail.com, centropaceviterbo@outlook.it, web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
Oggetto: richiesta di immediata abolizione degli ospedali psichiatrici giudiziari
Gentile Ministra della Salute,
con il decreto-legge 31 marzo 2014, n. 52, "Disposizioni urgenti in materia di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari", e' stata nuovamente rinviata la chiusura dei manicomi criminali dal primo aprile 2014 al 31 marzo 2015.
Lo stesso Presidente della Repubblica ha espresso "estremo rammarico" per il rinvio di una disposizione, l'abolizione dei manicomi criminali, "ispirata a elementari criteri di civilta' e di rispetto della dignita' di persone deboli".
Da anni il Parlamento si e' espresso per l'abolizione dei manicomi criminali: i manicomi criminali sono infatti una istituzione totale la cui intrinseca disumanita' ripugna alla coscienza civile, una istituzione totale in flagrante conflitto con il rispetto dei diritti umani e con lo spirito e la lettera della Costituzione della Repubblica Italiana e della legislazione democratica vigente.
Gia' troppo a lungo si e' atteso, attendere oltre e' vieppiu' inammissibile.
Rinviare l'applicazione di una norma - l'abolizione dei manicomi criminali - "ispirata a elementari criteri di civilta' e di rispetto della dignita' di persone deboli" (ripetiamo le parole del Presidente della Repubblica) significa mantenere una struttura contraria agli elementari criteri di civilta', ovvero una struttura incivile, barbara, disumana; significa mantenere una struttura contraria al rispetto della dignita' di persone deboli, ovvero una struttura violenta, illegittima, inumana.
Nessun rinvio e' ammissibile: il governo rispetti la volonta' del parlamento, rispetti la legalita' costituzionale, rispetti i diritti umani; sia revocato quell'inammissibile rinvio, e si proceda pertanto all'immediata chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari.
Distinti saluti,
Peppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace e i diritti umani
Viterbo, 15 aprile 2014
Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani", strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it, centropacevt@gmail.com, centropaceviterbo@outlook.it, web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
lunedì 14 aprile 2014
ANARCHIA NON VUOLE DIRE BOMBE...MA GIUSTIZIA NELLA LIBERTA'
Cos'altro aggiungere? Anarchia in salsa nonviolenta, giacché dei violenti ne abbiamo
le tasche piene!
domenica 13 aprile 2014
CAPPELLANI MILITARI: STELLETTE E STIPENDI
Mosaico dei giorni
Cappellani militari stellette e stipendi
12 aprile 2014 - Tonio Dell'Olio
La notizia era apparsa sul quotidiano La Stampa lo scorso 8 aprile. Diceva che era iniziato un processo di revisione tra Santa Sede e Ministero della Difesa italiano sullo status dei cappellani militari. Attualmente ne sono in servizio 173 e, per il loro mantenimento, si spendono circa 20 milioni all’anno. La mia personale convinzione, così come quella di movimenti come Pax Christi e di tanti altri cattolici, è che è giusto e opportuno garantire l’assistenza spirituale dei militari di ogni fede, ma che si può farlo con molta più libertà e povertà evangelica senza indossare la divisa, senza stellette, senza gradi e senza un lauto stipendio se non quello che normalmente i preti percepiscono dal Sostentamento del clero. Nella notizia diffusa dalla stampa eravamo al punto in cui i cappellani avrebbero rinunciato semplicemente ai gradi con tutto ciò che questo comporta. Ma mentre Pax Christi ha diramato un comunicato stampa (http://www.paxchristi.it/?p=8566) con cui “accoglie positivamente la notizia”, l’Ordinariato militare fa sapere che: “La notizia ripresa da organi di stampa ed enfatizzata con superficialità da talune associazioni risulta assolutamente infondata” (http://www.ordinariato.it/). Peccato! Per la riduzione della spesa di cui l’Italia ha bisogno, per l’occasione perduta di una testimonianza profumata di Vangelo, per una maggiore credibilità della comunità credente.
http://www.mosaicodipace.it/mosaico/a/40012.html
________________________________________
Mosaico di pace
Via Petronelli n.6
76011 Bisceglie (BT)
tel. 080-395.35.07
fax 080-395.34.50
www.mosaicodipace.it
(20.000.000/173)=113.636/12= 9.469 euro mensili pro capite (a testa per cappellano)...volete sapere quanto prendo io di stipendio? più o meno un settimo...
Cappellani militari stellette e stipendi
12 aprile 2014 - Tonio Dell'Olio
La notizia era apparsa sul quotidiano La Stampa lo scorso 8 aprile. Diceva che era iniziato un processo di revisione tra Santa Sede e Ministero della Difesa italiano sullo status dei cappellani militari. Attualmente ne sono in servizio 173 e, per il loro mantenimento, si spendono circa 20 milioni all’anno. La mia personale convinzione, così come quella di movimenti come Pax Christi e di tanti altri cattolici, è che è giusto e opportuno garantire l’assistenza spirituale dei militari di ogni fede, ma che si può farlo con molta più libertà e povertà evangelica senza indossare la divisa, senza stellette, senza gradi e senza un lauto stipendio se non quello che normalmente i preti percepiscono dal Sostentamento del clero. Nella notizia diffusa dalla stampa eravamo al punto in cui i cappellani avrebbero rinunciato semplicemente ai gradi con tutto ciò che questo comporta. Ma mentre Pax Christi ha diramato un comunicato stampa (http://www.paxchristi.it/?p=8566) con cui “accoglie positivamente la notizia”, l’Ordinariato militare fa sapere che: “La notizia ripresa da organi di stampa ed enfatizzata con superficialità da talune associazioni risulta assolutamente infondata” (http://www.ordinariato.it/). Peccato! Per la riduzione della spesa di cui l’Italia ha bisogno, per l’occasione perduta di una testimonianza profumata di Vangelo, per una maggiore credibilità della comunità credente.
http://www.mosaicodipace.it/mosaico/a/40012.html
________________________________________
Mosaico di pace
Via Petronelli n.6
76011 Bisceglie (BT)
tel. 080-395.35.07
fax 080-395.34.50
www.mosaicodipace.it
(20.000.000/173)=113.636/12= 9.469 euro mensili pro capite (a testa per cappellano)...volete sapere quanto prendo io di stipendio? più o meno un settimo...
lunedì 7 aprile 2014
PER ALTERNATIVA X ALBENGA
AMICI,
SIMPATIZZANTI E DELUSI DALLA POLITICA,
Alternativa x Albenga e il candidato Sindaco Davide Milani,
abbiamo bisogno del sostegno di tutti voi per vincere e poter realizzare il nostro programma politico, innovativo e partecipativo reale, mirato esclusivamente agli interessi della città di Albenga e non agli interessi di pochi.
La necessità impellente ora è di andare in Comune, all'ingresso del portone principale, a firmare x sostenere la nostra lista. Per far questo serve essere elettori residenti ad Albenga e non aver firmato per altre liste.
Orari: dal Lunedì al Venerdì 08.30 - 13.00
Martedi e Giovedì 15,30 - 17.30
Un altro modo per aiutarci, è condividere i post su FB e su TW.
Grazie da parte di tutti noi della lista e ... facciamo RETE!!!!!
Alternativa x Albenga e il candidato Sindaco Davide Milani,
abbiamo bisogno del sostegno di tutti voi per vincere e poter realizzare il nostro programma politico, innovativo e partecipativo reale, mirato esclusivamente agli interessi della città di Albenga e non agli interessi di pochi.
La necessità impellente ora è di andare in Comune, all'ingresso del portone principale, a firmare x sostenere la nostra lista. Per far questo serve essere elettori residenti ad Albenga e non aver firmato per altre liste.
Orari: dal Lunedì al Venerdì 08.30 - 13.00
Martedi e Giovedì 15,30 - 17.30
Un altro modo per aiutarci, è condividere i post su FB e su TW.
Grazie da parte di tutti noi della lista e ... facciamo RETE!!!!!
mercoledì 2 aprile 2014
COMUNICATO STAMPA DI STOP OSPEDALI PSICHIATRICI GIUDIZIARI
Ospedali Psichiatrici Giudiziari chiusura rinviata con decreto: si protrae sofferenza, il Parlamento stabilisca norme più stringenti nella conversione in legge della proroga.
Comunicato stampa stopOPG
Roma, 1 aprile 2013.
Il primo aprile scadeva il termine fissato dalla legge per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e invece, come previsto, il Governo ha approvato un decreto di proroga per un altro anno. Si protrae così la grande sofferenza per le persone, quasi mille, ancora internati nei sei Opg presenti sul territorio nazionale, definiti dal Presidente della Repubblica Napolitano strutture indegne per un Paese civile.
Avevamo detto che non era accettabile una proroga senza fissare precisi vincoli. In questo senso il nuovo decreto contiene due importanti novità: 1) tra sei mesi “commissariamento”per le regioni inadempienti 2) dovere del Giudice (anche di sorveglianza) di verificare se in luogo del ricovero in un OPG può essere adottata nei confronti dell’infermo di mente una diversa misura di sicurezza. Bisognerà capire quanto queste norme siano effettivamente “vincolanti”, ma, indubbiamente, si tratta di primi passi nella direzione auspicata. Anche se non bastano.
Ora lavoreremo in sede di conversione del decreto in legge per introdurre disposizioni più stringenti (es. obbligo dei progetti di cura e riabilitazione individuali), che favoriscano le dimissioni e le misure alternative alla detenzione, che, insieme al non invio in Opg delle misure di sicurezza provvisorie, possono davvero “svuotare” l’Opg. Ciò vuol dire far diventare le REMS - i cosiddetti “mini Opg” regionali previsti dalla legge - “inutili” o quantomeno residuali. Per questo i finanziamenti destinati alla chiusura degli OPG vanno utilizzati subito per potenziare i servizi di salute mentale; ciò vale non solo per gli internati ma per tutti i cittadini, per rendere a pieno titolo efficace la Legge 180. Da ultimo deve essere fissato un termine alla misura di sicurezza, per porre fine ai tanti “ergastoli bianchi”.
Sappiamo che per abolire l’Opg, e fermare nuovi internamenti, bisogna cambiare il codice Rocco. A maggior ragione è importante che intanto il decreto riporti l’attuale processo di superamento degli Opg “nella carreggiata” della Legge 180, che chiudendo i manicomi ha tracciato la strada per restituire diritti e cittadinanza.
p. stopOPG nazionale
Stefano Cecconi, Giovanna Del Giudice
martedì 1 aprile 2014
ALTERNATIVA PER ALBENGA
Cari amici,
se siete di Albenga, o avete amici, parenti, conoscenti, invitateli a votare alle prossime elezioni comunali per la lista Alternativa per Albenga.
Visitate la pagina fb Alternativa x Albenga
LEGA NORD: IN "PADANIA" NON SOLO GLI ASINI VOLANO. ANCHE LE ORATE...
P'er c'arità, un' e'rrore p'uò sc'appare a' t'utti!
E, s'i s'a ch'i è' s'enza p'eccato, s'cagli l'a p'rima 'pietra (s'cusate: h'o s'bagliato: d'ovevo s'crivere p'ietra!).
F'orse, l'authore della auttoadessivo si è laurreato a tirana, in lighua italianna con il filio di bossi...
Iscriviti a:
Post (Atom)


