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sabato 7 novembre 2009

UNA LETTERA DI DON PAOLO FARINELLA

As s o c i a z i o n e N a z i o n a l e d e l L i b e r o P e n s i e r o

"G i o r d a n o Br u n o "

www.periodicoliberopensiero.it/

Povero Cristo! Gli tocca ringraziare la Corte di Strasburgo,di Paolo Farinella

I giornali del giorno 5 novembre 2009, riportano la foto di Berlusconi che tiene in mano un Crocifisso, abbastanza grande. Le cronache dicono che glielo abbia dato il prete di Fossa, nell’ambito della consegna delle case. Se c’è una immagine blasfema è appunto questa: colui che ha varato una legge incivile contro i «cristi immigrati», che parla di «difesa dei valori cristiani». Un prete che consegna il crocifisso a Berlusconi è uno spergiuro come e peggio di lui.

Povero Cristo! difeso da una massa di ladroni che non solo lo beffeggiano, ma lo crocifiggono di nuovo con la benedizione del Vaticano, che per bocca del suo esimio segretario di Stato, ringrazia il governo per il ricorso che presenterà alla Corte di appello di Strasburgo.

Possiamo dire che c’è una nuova «Compagnia di Gesù» fatta di corrotti, di corruttori, di ladri, di evasori, di mafiosi, di alti prelati correi di blasfemia e di indecenza, di atei opportunisti, di cultori di valori e radici cristiane … chi prepara la croce, chi le fune, chi i chiodi, chi le spine, chi l’aceto … e i sommi sacerdoti a fare spettacolo ad applaudire.

Intanto sul «povero Cristo» di nome Stefano Cucchi, morto per mancanza di «nutrizione e idratazione», da nessuno è venuta una parola di condanna verso i colpevoli di omicidio, nemmeno dai monsignori che hanno gridato «assassino» al papà di Eluana Englaro.

Povero Cristo! difeso dai preti come suppellettile e raccoglitore di polvere nei luoghi pubblici e da tutti dimenticato come Uomo-Dio che accoglie tutti e dichiara che sono beati i poveri, i miti, coloro che piangono, i costruttori di pace, i perseguitati, gli affamati!

Povero Cristo! difeso dagli adoratori del dio Po e di Odino che ne fanno un segno di civiltà, mentre lasciano morire di fame e di freddo poveri sventurati in cerca di uno scampolo di vita.

Povero Cristo, difeso dalla "ministra" Gelmini che trasforma il Crocifisso in un pezzo di tradizione "de noantri", esattamente come la pizza, il pecorino, i tortellini.

Povero Crist! difeso da Bertone che lo mette sullo stesso piano delle zucche traforate.

Povero Cristo! Gli tocca ringraziare la Corte di Strasburgo, l’unica che si sia alzata in piedi per difenderlo dagli insulti di chi fa finta di onorarlo.

Signore, pietà! Guardando a quel Cristo che è il senso della mia vita di uomo e di prete, ho la netta sensazione che dalla sua comoda posizione di inchiodato alla croce, dica: Beati voi, difensori d’ufficio... beati voi che ho i piedi inchiodati, perché se fossi libero, un calcio ben assestato non ve lo leverebbe nessuno.

venerdì 6 novembre 2009



Sull'ora di religione islamica


Non è una priorità della comunità islamica


di Zahoor Ahmad Zargar



La proposta del vice ministro Adolfo Urso di istituire l'ora di religione islamica facoltativa nelle scuole pubbliche viene salutata dalla maggioranza dei musulmani in Italia con scetticismo, mentre una minoranza dimostra, invece, tanto entusiasmo. Certamente, tale proposta ha creato un grande dibattito sia nel mondo politico che nelle comunità religiose. Questi giorni di discussione hanno fatto emergere, però, una grande verità: i musulmani sono parte integrante di questo paese e non sì può essere indifferenti davanti ai legittimi problemi della loro comunità. In un società che sta diventando multiculturale e multireligiosa, persone che lavorano onestamente, pagano le tasse, si comportano in modo eccellente, amano questo paese come loro seconda patria e vedono il futuro dei loro figli inserito in questa società che sta cambiando, è inaccettabile che i loro diritti vengano calpestati o trascurati con varie scuse pretestuose.


Non mi sembra un buon segnale da parte dello stato laico permettere solo a una comunità di praticare l’ora di religione nelle scuole negandola alle altre. Si invia così un messaggio di non gradimento a chi pratica una diversa fede, insinuando sentimenti di rancore e insoddisfazione, che non aiuteranno ad essere migliori futuri cittadini di questo stesso paese. Così mi sembra un’enorme ipocrisia che, da una parte, l’occidente si vanti per il suo mondo di libertà, uguaglianza, diritti umani, e poi, proprio in casa sua, vengano annullati! La Comunità musulmana, infatti, viene ogni giorno psicologicamente violentata da varie parti: moschea sì, moschea no, burqa sì, burqa no, addirittura qualcuno porta i maiali sul terreno dove dovrebbe sorgere una moschea in segno di supremo disprezzo della fede altrui! Alcuni giorni fa, in televisione, mi è capitato di vedere una trasmissione su Canale Italia, in cui un famoso avvocato ed ex parlamentare affermava addirittura che tutti gli immigrati musulmani devono essere cacciati dall’Italia e che il Corano, sacro libro dell’Islam, è pieno di menzogne e incita alla violenza. Sono certo che se questo tipo di affermazione fosse stato fatto da un musulmano riguardo ad un’altra religione, avrebbe scatenato una guerra mediatica (e credo anche che le forze dell’ordine si sarebbero occupate di quel musulmano)!


Comunque, la proposta del ministro Adolfo Urso ha, in qualche modo, colmato la mente dei musulmani, anche se siamo consapevoli che, per ora, è impossibile istituire l’ora di religione nelle scuole pubbliche, perché porterebbe tante complicanze (chi la farebbe, istruito da chi, che cosa dovrebbe insegnare) e non è una priorità della comunità islamica.


Una priorità sarebbe, invece, l’Intesa con lo Stato italiano, la cui mancanza non permette alla comunità di essere trasparente, autosufficiente e, quindi, più permeata dalla legge dello stato stesso. Tale Intesa aumenterebbe ancora la fiducia nello stato italiano da parte dei musulmani e metterebbe ordine nei vari aspetti della convivenza come la costruzione dei luoghi di culto, le sepolture, l’assistenza negli ospedali, le mense, le festività religiose, il riconoscimento del matrimonio islamico e tanti altri, tra cui un eventuale insegnamento della religione.


L'intervento del cardinale Bagnasco, infine, definisce l'ora di religione, quale oggi è praticata in Italia, non "una catechesi confessionale, ma una disciplina culturale nel quadro delle finalità della scuola", cioè un approfondimento della cultura e della storia europea, con riferimento ai valori cristiani.


Non bisogna dimenticare, però, che anche l’Islam ha avuto gran parte nello sviluppo della cultura e dei valori europei (ad esempio, la filosofia greca fu divulgata da traduzioni in arabo e poi in latino, Averroé impiegò quindici anni a tradurre l’opera di Aristotele), così come della scienza (gli arabi hanno divulgato o scoperto le basi di tutte le scienze oggi conosciute) e dell’arte.


Eppure, in questi anni, noi abbiamo notato che vari libri scolastici danno errate informazioni sull’Islam, che sono dannose per un società multiculturale e feriscono i sentimenti dei fedeli. Personalmente, preferisco che gli Istituti pubblici italiani offrano ai ragazzi delle diverse fedi, tutti insieme, un insegnamento più ampio, di cultura e storia delle religioni, basato su grandi valori di rispetto e pace che tutti condividiamo, lasciando alle varie comunità religiose l’insegnamento confessionale.


Dott. Zahoor Ahmad Zargar


Presidente della Comunità dei Musulmani della Liguria


Autore dei libri: "L’Islam possibile in Italia", Bastogi 2005; "Paura dell’Islam" Edizioni Caravaggio 2008 (books.google.it/books?)



 


Giovedì 05 Novembre,2009 Ore: 15:13

giovedì 5 novembre 2009



COMUNITA' CRISTIANE DI BASE


Segreteria Tecnica Nazionale


CdB Nord-Milano (segrcdb@alice.it www.cdbitalia.it )


Meno croce e più Vangelo


Riteniamo un traguardo di civiltà, laicità, tolleranza, libertà e pacificazione religiosa la sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo, che ha detto «no» all'esibizione del crocifisso nelle scuole


pubbliche, pronunciandosi sul ricorso di una cittadina italiana.


Finalmente una buona notizia dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo, che restituisce, in parte, quella realtà istituzionale alla democrazia ed ai diritti di cittadinanza.


Questa nostra valutazione è coerente con tutta la storia delle comunità di base che si sono sempre impegnate per l'affermazione di una laicità positiva in ogni ambito di vita, "nella società, nello


stato, nella chiesa" come recita il titolo di un importante Convegno che le stesse comunità base tennero a Firenze già nel 1987.


Sappiamo di essere controcorrente perché la maturazione della società, della realtà religiosa e della politica sul tema della laicità è un percorso lungo e conflittuale, ma non siamo affatto soli.


"Meno croce e più Vangelo" valeva nella scuola di Barbiana, da dove don Milani aveva tolto il crocifisso.


Meno croce e più Vangelo valeva per un cattolico come il Senatore Mario Gozzini, il quale nel 1988 scrisse sull'Unità due forti articoli di critica verso i difensori dell'ostensione pubblica della croce. Egli da fine politico e da buon legislatore fa la proposta di "uno strumento che impegni il presidente del Consiglio a studiare e compiere i passi opportuni per ottenere dalla Conferenza episcopale l'assenso a togliere di mezzo un segno diventato, quantomeno, equivoco . Ci vorrà tempo e pazienza - conclude Gozzini - ma ho speranza che alla fine la ragione e l'autentica coscienza cristiana, quella che bada a Cristo più che ai patrimoni storici, avranno la meglio".


La speranza di Gozzini è sempre più la speranza nostra, di tanti laici ma anche di tante realtà cattoliche.


Le comunità cristiane di base italiane


Milano, 04 novembre 2009

Recentemente è scomparso l'antropologo Claude Levi-Strauss. Nonostante le critiche, è stato un grande: Tristi Tropici è uno dei miei libri preferiti (e che consiglio a tutti i lettori di questo blog).

Vorrei ricordarlo con queste note tratte dal sito www.filosofico.net e redatte da Diego Fusaro:

Claude Lévi-Strauss

L'antropologo Claude Lévi-Strauss è stato colui che, con la sua utilizzazione del modello della linguistica strutturale nelle indagini sulle strutture della parentela e sui miti e con le sue teorie generali sul concetto di struttura, ha più contribuito alla formulazione e alla diffusione di quello che è stato chiamato strutturalismo . Nato nel 1908 a Bruxelles da genitori francesi, è vissuto a Parigi, dove si è laureato in filosofia nel 1931; nel 1935 si trasferisce in Brasile, dove rimane sino al 1939, compiendo spedizioni in Amazzonia e nel Mato Grosso. Nel 1939 torna in Francia, ma si rifugia poi negli Stati Uniti, dove insegna a New York, entra in contatto con l' antropologia americana e stringe amicizia con Jakobson. Rientrato in Francia nel 1948, nel 1950 insegna all' Ecole Pratique des Hautes Etudes e dal 1954 Antropologia sociale al Collège de France; nel 1973 è stato eletto all' Accademia di Francia. Le sue opere principali sono: Le strutture elementari della parentela (1949), Tristi tropici (1955), Antropologia strutturale (1958), Il totemismo oggi(1962), Il pensiero selvaggio (1962, dedicato a Merleau-Ponty), Mitologiche ( Il crudo e il cotto , 1964, Dal miele alle ceneri , 1966-67; L' origine delle buone maniere a tavola , 1968; L' uomo nudo , 1971), Antropologia strutturale due (1973) e Lo sguardo da lontano (1983). Secondo Lévi-Strauss, la linguistica di Saussure rappresenta " la grande rivoluzione copernicana nell' ambito degli studi dell' uomo ", ma sullo sfondo dei suoi studi di antropologia è la tradizione della scuola di Durkheim. Questi aveva mostrato che i fenomeni socio-culturali non sono spiegabili come espressioni di istinti o di scelte individuali volontarie e consapevoli, ma in termini di rappresentazioni collettive. I concetti basilari della religione, come Dio, anima, spirito o totem, hanno la loro origine nell' esperienza con cui gli uomini avvertono la forza e la maestà del gruppo sociale e sono il prodotto di una sorta di mente collettiva. Sulla linea dello studio delle rappresentazioni collettive, l' allievo e nipote di Durkheim, Marcel Mauss (1872-1950), aveva individuato, nel Saggio sul dono (1924), alla base dello scambio arcaico il triplice obbligo, radicato nella mente umana, di dare, ricevere e restituire, ossia un principio di reciprocità, da cui dipendono le relazioni di solidarietà tra individui e gruppi, mediante lo scambio di doni pregiati. A questi problemi si collega l' opera fondamentale di Lèvi-Strauss,

Le strutture elementari della parentela

. L' obiettivo di essa è di individuare la logica sottostante a tutti i sistemi di parentela al di là della loro varietà, ossia la struttura invariante rispetto a cui essi sono tutti trasformazioni. Alla base di tutti i sistemi matrimoniali è, secondo Lèvi-Strauss, la proibizione dell' incesto, la quale impedisce l' endogamia: l' uso di una donna, vietato all' interno del gruppo parentale, diventa disponibile ad altri. Grazie alla proibizione dell' incesto è reso allora possibile lo scambio di un bene pregiato, le donne, tra gruppi sociali e quindi lo stabilimento di forme di reciprocità e di solidarietà che garantiscono la sopravvivenza del gruppo. Sono queste le relazioni invarianti necessarie in ogni società, alla luce delle quali diventa possibile studiare le varie forme che assumono le relazioni di parentela, individuando due categorie essenziali di sistemi matrimoniali, quello a scambio limitato, tra cugini, di tipo prescrittivo, e quello a scambio generalizzato, di tipo preferenziale. L' antropologia, alla pari della geologia, della psicanalisi, del marxismo e soprattutto della linguistica, diventa in tale modo scienza capace di cogliere le strutture profonde, universali, a-temporali e necessarie, al di là della superficie degli eventi, che è sempre ingannevole, e al di là dell' apparente arbitrarietà degli elementi che costituiscono ogni società. A queste strutture si accede non attraverso la descrizione puramente empirica delle varie situazioni di fatto, ma mediante la costruzione di modelli. Essi sono sistemi di relazioni logiche tra elementi, sulle quali è possibile compiere esperimenti, ossia trasformazioni, in modo da individuare ciò che sfugge all' osservazione immediata. I modelli non hanno mai perfetta rispondenza alla realtà, ma non sono neppure semplici costrutti puramente soggettivi o dotati soltanto di valore metodologico: essi hanno valore oggettivo, perchè mettono in luce le strutture che formano l' ossatura logica della realtà. A queste strutture si accede non attraverso la descrizione meramente empirica delle varie situazioni di fatto, ma mediante la costruzione di modelli. Essi sono sistemi di relazioni logiche tra elementi, sulle quali è possibile compiere esperimenti, ossia trasformazioni, in modo da individuare ciò che sfugge all' osservazione immediata. I modelli non hanno mai perfetta rispondenza nella realtà, ma non sono neppure semplici costrutti puramente soggettivi o dotati soltanto di valore metodologico: essi hanno valore oggettivo, perchè mettono in luce le strutture che formano l' ossatura logica della realtà. La struttura, infatti, non è una pura e semplice forma, ma "è il contenuto stesso colto in una organizzazione logica concepita come proprietà del reale". Una disposizione di parti costituisce una struttura, quando è un sistema retto da una coesione interna, che si manifesta nel momento in cui sene studiano le trasformazioni, non storiche, ma secondo regole logiche: grazie a questo studio è infatti possibile rintracciare proprietà simili in sistemi apparentemente diversi. Per definire una struttura occorre collocarsi, come fa la linguistica, sul piano delle regole grammaticali e sintattiche, non su quello del vocabolario, ossia degli elementi singoli. In questo senso, la struttura di cui parla Lévi-Strauss, si distingue nettamente dalla struttura sociale, di cui parlano gli antropologi britannici, in primo luogo Alfred Radcliffe-Brown (1881-1955), per i quali essa è l' insieme di relazioni sociali, empiricamente osservabili, tra gli individui, che ne consentono il funzionamento e la stabilità. Secondo Lévi-Strauss, invece, il fenomeno empirico è soltanto una combinazione logicamente possibile di elementi: per poterlo spiegare occorre ricostruire preliminarmente il sistema globale di cui esso è soltanto una variante. Dalla scuola durkheimiana, Lévi-Strauss riprende l' idea della natura psichica dei fatti sociali: questi sono sistemi di idee oggettive, ossia di categorie che nel loro insieme costituiscono lo spirito umano nella sua universalità, ma questi sistemi non sono elaborazioni consce, bensì inconsce. Il fondamento ultimo è dato dallo spirito umano inconscio, che si rivela attraverso i modelli strutturali della realtà. Obiettivo dell' antropologia diventa allora la contemplazione dell' architettura logica dello spirito umano, al di là delle sue molteplici manifestazioni empiriche. Ormai diventato una celebrità, Lévi-Strauss trascorre la seconda metà degli anni sessanta alla realizzazione di un grande progetto, i quattro volumi di studi dal titolo Mythologiques. In esso, Levi-Strauss analizza tutte le variazioni dei gruppi del Nord America e del Circolo Artico esaminando, con una metodologia tipicamente strutturalista, le relazioni di parentela tra i vari elementi. Nel 1971, Lévi-Strauss completa l'ultimo volume di Mythologique e nel 1973 viene eletto dall'Académie Française, uno dei più grandi onori per un intellettuale francese. "Il triangolo culinario" di Lévi-Strauss. Diagramma di analisi strutturale nella preparazione dei cibi. Adattato da Le Cru et le cuitEgli è anche membro dell'"American Academy of Arts and Letters". Nel 1973 ha ricevuto l'Erasmus Prize, nel 2003 il Meister Eckhart Prize per Filosofia e ha ricevuto la laurea ad honorem dalle Università di Oxford, di Harvard e dall'Università della Columbia. Egli è anche stato onorato della Grand-croix de la Légion d'honneur, e gli è stato attribuito il merito di "Commandeur de l'ordre national du Mérite" e di "Commandeur des Arts et des Lettres". Pur essendosi ormai ritirato egli continua a pubblicare occasionalmente meditazioni sull'arte, sulla musica e sulla poesia, e se intervistato racconta le reminiscenze della sua vita. L' attività inconscia collettiva tende per Lévi-Strauss a privilegiare una logica binaria, ossia una logica che costruisce categorie mediante contrasti o opposizini binarie. Per quanto riguarda la lingua, la fonologia ha messo in luce che alla base del sistema dei suoni significativi, c'è un piccolo numero di sistemi di contrasto. Questo stesso tipo di logica presiede anche alla costruzione dei miti. I miti secondo Lévi-Strauss, non sono espressioni di sentimenti o spiegazioni pseudoscientifiche di fenomeni naturali o riflessi di istituzioni sociali, ma non sono neppure privi di regole logiche. Come è possibile spiegare il fatto che i contenuti dei miti sono contingenti e appaiono arbitrari, eppure presentano forti somiglianze nelle diverse regioni del mondo? La risposta secondo Lévi-Strauss, sta nel fatto che il mito è l' espressione dell' attività inconscia dello spirito umano e si struttura come un linguaggio. Come la funzione significativa di una lingua non è direttamente collegata ai suoni, ma al modo in cui i suoni sono combinati tra loro, così anche i miti sono formati di unità costitutive minime, le cui combinazioni avvengono secondo precise regole e danno luogo a unità significanti. In questo senso, i miti non sono creazioni puramente individuali e il compito di uno studio scientifico dei miti consiste nel mostrare non come gli uomini pensano e costruiscono i miti, ma "come i miti si pensano negli uomini, e a loro insaputa". Gli elementi della riflessione mitica si collocano a metà tra le immagini connesse alla percezione e i concetti, cosicchè il pensiero mitico resta legato a immagini, ma, lavorando con analogie e paragoni, può dare origine a generalizzazioni e costruire nuove serie combinatorie degli elementi di base, che restano costanti. Di tali strutture, il pensiero mitico si serve per produrre un oggetto che abbia l' aspetto di un insieme di eventi, ossia un racconto. In particolare, il sistema mitico e le rappresentazioni che esso suscita stabiliscono correlazioni tra condizioni naturali e condizioni sociali ed elaborano un codice che permette di passare da un sistema all' altro di opposizioni binarie pertinenti a questi piani. Il materiale è fornito dalle classificazioni, per esempio di animali e vegetali, che hanno tanta parte nel pensiero primitivo: esse non sono solo legate all' esigenza pratica di permettere un miglior soddisfacimento dei bisogni, ma nascono dall' esigenza intellettuale di introdurre un principio di ordine nell' universo. In questo senso, Lévi-Strauss rivendica, ne Il pensiero selvaggio, l' esistenza di un autentico pensiero anche nei primitivi, il quale è alla base di ogni pensiero e non è una mentalità pre-logica, come aveva sostenuto Lucien Lévi-Bruhl (1857-1939), esclusivamente caratterizzata da una partecipazione affettiva e mistica con le cose, nettamente distinta dal pensiero logico. L' unica differenza, secondo Lévi-Strauss, è data dal fatto che il pensiero "selvaggio", quale si esprime anche nei miti, è più legato all' intuizione sensibile e, quindi, più attento a salvaguardare la ricchezza e la varietà delle cose e a memorizzarla. L' ultimo capitolo de Il pensiero selvaggio è una polemica contro la Critica della ragion dialettica di Sartre. Definendo l' uomo in base alla dialettica e alla storia, Sartre ha di fatto privilegiato, secondo Lévi-Strauss, la civiltà occidentale, isolandola dagli altri tipi di società e dai popoli "senza storia". In Razza e storia, Lévi-Strauss aveva riconosciuto che ogni società vive nella storia e muta, ma che diversi sono i modi in cui le varie società reagiscono a ciò. Le società primitive hanno subito trasformazioni, ma in seguito resistono a tali modificazioni : in questo senso, esse sono società fredde, ossia con un basso grado di temperatura storica, e la loro storia è fondamentalmente stazionaria. Esse si distinguono dunque dalle società calde, come quella occidentale, perennemente in divenire e caratterizzate da una stria cumulativa, le quali hanno come costo della loro instabilità i conflitti. In prospettiva, Lévi-Strauss auspica una integrazione tra questi due tipi di società e le corrispondenti forme di cultura e di pensiero. Egli rifiuta, dunque, ogni forma di etnocentrismo, in quanto ogni cultura realizza soltanto alcune delle potenzialità umane. Questo significa abbandonare ogni forma di umanesimo e di stoicismo, ossia respingere l' equivalenza, dominante nel mondo occidentale, tra le nozioni di storia e di umanità: la storia è soltanto una delle scelte possibili che gli uomini possono compiere.

mercoledì 4 novembre 2009

la scoperta dell'acqua calda - il settore militare crea poca occupazione

(da una mail di MIR-Movimento internazione di Riconciliazione)

Il 03 novembre 2009 10.27, rossana ha scritto:

Ciò che le aziende della difesa non vogliono che tu conosca.

Un nuovo studio dimostra che la produzione militare non serve per la creazione di posti di lavoro in più.

I ricercatori della University of Massachusetts Amherst affermano che 1 miliardo di dollari spesi per la difesa occupano meno posti di lavoro che nel campo della sanità, energia pulita e istruzione.

THE U.S. EMPLOYMENT EFFECTS. OF MILITARY AND DOMESTIC. SPENDING

PRIORITIES: AN UPDATED ANALYSIS

http://www.peri.umass.edu/fileadmin/pdf/published_study/spending_priorities_PERI.pdf

Tutte le tecnologie della potenza, nella loro essenza più distruttive, sono ad altissima intensità di capitale (esprimono la scienza più avanzata!) e bassissima di lavoro.

Si pensi alle 10 centrali nucleari italiane, che servono al ciclo della Bomba (francese, USA, e nostro di media potenza): 1.500 operai occupati nei cantieri (per ciascun cantiere) per costruirli, max 500 addetti fissi (per ciascuna centrale) quando sono in esercizio. A detta proprio dell'AD dell'ENEL.

Con gli stessi 40 miliardi di euro facciamo 800.000 posti di lavoro nelle energie rinnovabili, a partire da subito, se vale la "matematica obamiana"...

__._,_.___

[ http://iniziativanonviolenta.wordpress.com/ ]

Commento personale:

ma se anche il settore militare creasse occupazione, sarebbe nocivo lo stesso...

 

>>su (http://www.Riconciliazione.wordpress.com) trovi il libretto cmpi MIR 2008!<<

:::

http://www.Ifor.org

http://www.Riconciliazione.wordpress.com

http://riconciliazione.vodpod.com/

http://riconciliazione.slide.com/

http://riconciliazione-news.blogspot.com/

http://ambasciatedipace.wordpress.com/

martedì 3 novembre 2009

Mosaico dei giorni

La pace di Alda Merini

3 novembre 2009 - Tonio Dell'Olio

Nella sua amaca odierna su La Repubblica, Michele Serra lamenta che solo "la morte ha portato una ventata di fama sopra le spoglie di Alda Merini, poeta".

Siccome la profondità di questa donna-poeta ha saputo raccontare anche la pace, lascio a lei la parola, sentendo la mia assolutamente inadeguata.

 

La pace che sgorga dal cuore

e a volte diventa sangue,

il tuo amore

che a volte mi tocca

e poi diventa tragedia

la morte qui sulle mie spalle,

come un bambino pieno di fame

che chiede luce e cammina.

Far camminare un bimbo è cosa semplice,

tremendo è portare gli uomini

verso la pace,

essi accontentano la morte

per ogni dove,

come fosse una bocca da sfamare.

http://www.peacelink.it/mosaico/a/30506.html

________________________________________

Mosaico di pace

Via Petronelli n.6

70052 Bisceglie (BA)

tel. 080-395.35.07

fax 080-395.34.50

www.mosaicodipace.it

lunedì 2 novembre 2009

ALDA MERINI, AMICA DELLA NONVIOLENZA


(Sono una piccola ape furibonda.)

Mi piace cambiare di colore.

Mi piace cambiare di misura.

http://www.aldamerini.com/

(da una mail di Anna Pia Cossu)



Roma, 1 nov. (Adnkronos) - Si è spenta oggi a

Milano la poetessa Alda Merini, aveva 78 anni. Merini, considerata una

delle più grandi poetesse del Novecento, era ricoverata all'ospedale

San Paolo di Milano, nel reparto di oncologia.

Merini era nata a

Milano il 21 marzo 1931. Ha esordito giovanissima, a soli sedici anni,

sotto l'attenta guida di Angelo Romanò e Giacinto Spagnoletti. La sua

prima raccolta di poesie, 'La presenza di Orfeo', uscita da Schwarz nel

1953 con una presentazione di Spagnoletti, ebbe un grande successo di

critica. Si sono occupati di lei, fra gli altri, Oreste Macrì, David

Maria Turoldo, Salvatore Quasimodo, Pier Paolo Pasolini, Carlo

Batocchi, Maria Corti, Giovanni Raboni. Successivamente furono

pubblicati: 'Paura di Dio' (Scheiwiller 1955), 'Nozze romane' (Schwarz

1955), 'Tu sei Pietro' (Scheiwiller 1962). Le quattro raccolte di versi

sono state riunite con il titolo 'La presenza di Orfeo' da Scheiwiller

nel 1993.

Dopo vent'anni di silenzio, dovuto alla malattia, sono

apparse: 'La Terra Santa' (Scheiwiller 1984), 'Testamento' (Crocetti

1988), per Einaudi 'Vuoto d'amore' (1991), 'Ballate non pagate' (1995),

'Fiore di poesia (1951-1997)' (1998), 'Superba è la notte' (2000), 'Più

bella della poesia è stata la mia vita' (2003 con videocassetta),

'Clinica dell'abbandono' (2004), per Frassinelli 'L'anima innamorata'

(2000), 'Corpo d'amore', 'Un incontro con Gesù' (2001), 'Magnificat. Un

incontro con Maria' (2002), 'La carne degli Angeli' (2003). Nel 1996

Scheiwiller ha raccolto alcune plaquette ne 'La Terra Santa: Destinati

a morire' (1980), 'La Terra Santa' (1983), 'Le satire della

Ripa'(1983), 'Le rime impetuose' (1983), 'Fogli bianchi' (1987).

Con

'L'altra verità. Diario di una diversa' (prima edizione Scheiwiller

1986, nuova edizione Rizzoli 1997) inizia la sua produzione in prosa, a

cui sono seguiti 'Delirio amoroso' (il Melangolo 1989 e 1993), 'Il

tormento delle figure' (il Melangolo 1990), 'Le parole di Alda Merini'

(Stampa alternativa 1991), 'La pazza della porta accanto' (Bompiani

1995, Premio Latina 1995, finalista Premio Rapallo 1996), 'La vita

facile' (Bompiani 1996), 'Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi'

(Rizzoli 1998) e 'Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta'

(Scheiwiller 1999). Vi si aggiungono 'Aforismi e magie' (Rizzoli 1999,

BUR 2003), raccolta di aforismi, e l'antologia di poesie 'Folle, folle,

folle d'amore per te. Poesie per giovani innamorati'. (Salani 2002).

Nel 1993 ha ricevuto il Premio Librex-Guggenheim 'Eugenio Montale' per

la Poesia, nel 1996 il Premio Viareggio, nel 1997 il Premio

Procida-Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del

Consiglio dei Ministri-Settore Poesia.


domenica 1 novembre 2009

CERCASI VOLONTARIE DISPERATAMENTE...

CERCASI VOLONTARI: COMUNICATO STAMPA

ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE
CENTRO SCUOLA TERRITORIO
C/O DIREZIONE DIDATTICA II° CIRCOLO
via Mameli 24
17031 Albenga (SV)
tel. 3388160769
http://centroscuolaterritorio.blogspot.com
centroscuolaterritorio@gmail.com



Il numero degli alunni stranieri e di quelli italiani che hanno bisogno di aiutano iscritti nella classi delle nostre scuole è in costante aumento e le istituzioni scolastiche non sempre riescono a far fronte alle problematiche che emergono. Il Volontariato può essere una prima risposta e, con la nostra Associazione, è possibile intervenire in prima persona.

L'Associazione opera già da tempo nelle scuole cittadine per facilitare l'inserimento e l'integrazione degli alunni stranieri e supportare gli insegnanti nel delicato lavoro momento dell'accoglienza e nel lavoro di alfabetizzazione.

L'Associazione si basa sul lavoro volontario di tutti coloro che credono nel rapporto interculturale,e nel dialogo inter religioso e nella costruzione di una società solidale.

La scelta di alcune persone di donare parte del loro tempo libero per aiutare gli altri, in questo caso la scuola e i bambini stranieri, ha una valenza pedagogica enorme, soprattutto in una società come la nostra dove tutto viene monetizzato.

L'Associazione è alla costante ricerca di Volontari ai quali viene chiesto un impegno minimo di due ore settimanali. Non occorre essere in possesso di una preparazione specifica. Viene garantito il supporto psicologico e la possibilità di utilizzare materiale didattico (anche se il lavoro viene svolto in costante relazione con gli insegnanti di classe).
E' possibile, qualora i Volontari lo richiedano, organizzare incontri e corsi di formazione.

Per contribuire alla diffusione della cultura del Volontariato, l'Associazione ha promosso il Progetto Ulisse, attuato in collaborazione con i Licei cittadini: anche quest'anno, per il terzo anno consecutivo, liceali effettueranno attività di sostegno strumentale ad alunni stranieri iscritti nelle classi del II° Circolo Didattico.
L'Associazione è convenzionata, infine, con l'Università di Genova, Facoltà di Scienze della Formazione quale ente presso cui gli universitari possono effettuare l'attività di tirocinio previsto dal loro piano di studi.

Il Presidente dell'Associazione di Promozione Sociale Centro Scuola Territorio

Giuliano Falco


Per contatti

Giuliano 3388160769 giulianofalco@gmail.com
Lia 3288853781
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