Concerti finali del XXIII Seminario di tecnica e interpretazione musicale
Sabato 11 agosto - ore 21:00 - Torre Pellice - Tempio Valdese - Orchestra da Camera delle Alte Valli
Domenica 12 agosto - ore 21:00 - Angrogna - Tempio Valdese - Capoluogo - Orchestra da Camera delle Alte Valli
Passeggiate storiche del Coordinamento Musei e Luoghi Storici Valdesi
Sabato 18 agosto - Villar Pellice - ore 8,30-16 - Passeggiata storica "Miseria e passione in terra dei lupi e covo di partigiani" - Percorso: Teynaud, Ciarmis, Ciarbounil, Chiotas, Gardetta, Chaplet, Violin, Rocca Roussa, Pouracira, Vigna, Barneud, Teynaud. Tempo di percorrenza 7 ore circa di cui 4,30 di camminata.
La passeggiate storiche sono camminate alla scoperta dei principali siti storicamente importanti nelle Valli valdesi con un’accompagnatore/trice qualificato/a. Si raccomandano calzature da montagna, giacca a vento e pranzo al sacco.
Conferenza
19 agosto ore 17,30 – Torre Pellice – "Tempio valdese aperto" – Sergio Velluto: "Protestanti e umorismo"
Inoltre
Tutti i giorni di luglio e agosto dalle 16 alle 19 sono sempre visitabili il museo valdese e le mostre: "L’attività grafica di Umberto Stagnaro per l’editrice Claudiana", "Missionari valdesi in Africa Australe fra ottocento e novecento" e "Le incisioni di Paolo Paschetto dalla Collezione della Tavola Valdese".
Ringraziando per la divulgazione, cordiali saluti.
Ines Pontet
Segreteria generale
Fondazione Centro Culturale Valdese
Via Beckwith 3
10066 Torre Pellice (To)
tel. +39 (0) 121 93 21 79
www.fondazionevaldese.org
mercoledì 1 agosto 2012
mercoledì 25 luglio 2012
PIERRE BOURDIEU
Prelevo dal blog di Giorgio Amico, Vento Largo, il seguente articolo su Pierre Bourdieu, uno dei sociologi più importanti del nostro tempo.
Nato nel 1930 nel Sud Ovest della Francia da una famiglia d’origini modeste, Pierre Bourdieu raggiunge Parigi nel 1951 per frequentare l’Ecole normale supérieure dove si confronterà con il mondo borghese e intellettuale della capitale.
Terminati gli studi filosofici, nel ’55 parte per l’Algeria dove, oltre ad essere assistente all’università d’Algeri, condurrà le sue prime ricerche sulle trasformazioni sociali nel Paese nordafricano. Nel ’61 rientra in Francia e dopo aver insegnato alla Sorbona e all’Università di Lille, diventa direttore di studi all’Ecole des hautes études sciences sociales. È anche l’anno in cui pubblica insieme a Jean-Claude Passeron il suo primo lavoro importante, Les Héritiers, in cui analizza la scuola e la trasmissione della cultura nella società divisa in classi.
Per Bourdieu, infatti, l’origine sociale degli studenti è il più importante fattore di differenziazione, più per motivi culturali che economici. A casa loro i figli dei quadri superiori apprendono la cultura naturalmente, «come per osmosi», grazie all’ambiente familiare. Per i figli delle classi sfavorite, invece, la scuola rimane l’unica via d’accesso alla cultura. La scuola sarà allora democratica solo se riuscirà a farsi carico di questa ineguaglianza di partenza. Nel ’65 pubblica, insieme a Luc Boltanski, Robert Castel e Jean-Claude Chamboredon, Un art moyen, saggio che mette in luce le norme sociali che regolano la pratica della fotografia nei differenti milieu. E’ anche il periodo in cui Bourdieu è sotto l’ala protettrice di Raymond Aron che gli affida la codirezione del Centro europeo di sociologia.
Nel ’68 i due rompono e Bourdieu fonda il suo Centro di sociologia europea. Gli avvenimenti di quell’anno lo lasceranno scettico e vi dedicherà un’analisi solo nel 1984 (Homo academicus). Nel ’70, sempre insieme a Passeron, pubblica La Reproduction in cui torna sui temi de Les Héritiers e descrive i meccanismi della selezione sociale attraverso la scuola. Se nella società dell’Ancient Régime si trasmetteva un titolo o uno statuto e nella società borghese un’eredità o un capitale, la Repubblica, secondo Bourdieu, ha introdotto, in nome dell’uguaglianza di tutti, un nuova barriera di classe: quella della cultura trasmessa attraverso i diplomi. In questi anni l’obiettivo principale di Bourdieu è fondare una propria scuola sociologica e per questo moltiplica l’attività del suo Centro e nel ’75 fonda la rivista Actes de la recherche en sciences sociales. Il ’79 è l’anno della consacrazione. Dopo Un art moyen, Bourdieu era tornato ad analizzare la dominazione nelle pratiche culturali in L’Amour de l’art, ma è nel suo capolavoro La Distinction. Critique sociale du jugement che la sua analisi è sviluppata completamente.
Il sottotitolo del libro allude alla Critica del giudizio di Kant, secondo il quale il senso del bello si spiegherebbe attraverso un giudizio trascendentale e soggettivo, cioè attraverso un buono o cattivo gusto personale. Per Bourdieu invece il gusto è implicato nella società e con questa ha a che fare. Non si amano gli stessi prodotti artistici in milieu differenti, così come gli stessi prodotti sono socialmente marchiati. Il gusto è inoltre segno di prestigio e piacerà una tale musica o una tal altra a seconda della più o meno accentuata preoccupazione di distinguersi.
Lo stesso anno della Distinction Bourdieu riceve la cattedra di sociologia al Collège de France, ma l’ascesa sarà segnata anche da una serie di rotture con i suoi più stretti collaboratori tra cui gli stessi Passeron e Boltanski. Negli anni Ottanta, mentre il suo successo cresce anche all’estero, soprattutto negli Stati Uniti dove terrà numerose lezioni, Bourdieu applica le sue analisi, tra l’altro, al campo linguistico (Ce que parler veut dire).
L’économie des échanges linguistiques), alla scuola (La Noblesse d’Etat) e alla filosofia (L’ontologie politique de Martin Heidegger). Nell’89 presiede una commissione di riflessione sui contenuti dell’insegnamento per conto di François Mitterrand, mentre nel 1992 pubblica il celebre Les règles de l’art. Genèse et structure du champ littéraire in cui propone una socio-analisi che ricolloca l’opera di Flaubert nel campo letterario francese della fine del XIX secolo, allora in piena costituzione. Il ’93, anno di acuta crisi sociale, è l’anno in cui vede la luce il monumentale La misère du monde.
Sotto la direzione di Bourdieu, ventitre sociologi vi hanno raccolto interviste con i più vari personaggi del panorama sociale: lavoratori immigrati, disoccupati, infermieri, abitanti della banlieue, poliziotti, studenti, etc. L’intento è quello di portare alla luce una miseria che non è solo una «miseria di condizione», ma una miseria più moderna, «di posizione», nella quale l’aspirazione alla felicità si scontra con impedimenti che sfuggono: una violenza nascosta prodotta dai «verdetti scolastici, del mercato del lavoro o immobiliare, dalle aggressioni insidiose della vita professionale».
Portare alla coscienza i meccanismi che rendono la vita dolorosa «non risolve, ma permette a quelli che soffrono di scoprire la possibilità d’imputare la loro sofferenza a cause sociali e sentirsi così discolpati». Inizia qui la stagione più impegnata di Bourdieu. Tra lavoro accademico ed editoriale (pubblica fra gli altri Raisons pratiques, Sur la télévision, Méditations pascaliennes, La Domination masculine, Langage et pouvoir symbolique), partecipa all’appello degli intellettuali in sostegno degli scioperanti in occasioni del movimento sociale del ’95.
Nel ’98 è a fianco dei disoccupati che occupano l’Ecole normale supérieure e lancia sulla stampa una crociata contro gli intellettuali, i giornalisti, i «saggisti di corte» e, attraverso loro, il neoliberalismo. Con José Bové e i responsabili del movimento Attac incoraggia la costituzione di una rete di forze critiche e progressiste per lottare contro la globalizzazione economica. Il 24 gennaio 2002, quello che è stato uno dei più grandi intellettuali dell’epoca contemporanea, si spegne a Parigi.
Lu. Se.
(Da: L'Unità del 24 gennaio 2012)
Nato nel 1930 nel Sud Ovest della Francia da una famiglia d’origini modeste, Pierre Bourdieu raggiunge Parigi nel 1951 per frequentare l’Ecole normale supérieure dove si confronterà con il mondo borghese e intellettuale della capitale.
Terminati gli studi filosofici, nel ’55 parte per l’Algeria dove, oltre ad essere assistente all’università d’Algeri, condurrà le sue prime ricerche sulle trasformazioni sociali nel Paese nordafricano. Nel ’61 rientra in Francia e dopo aver insegnato alla Sorbona e all’Università di Lille, diventa direttore di studi all’Ecole des hautes études sciences sociales. È anche l’anno in cui pubblica insieme a Jean-Claude Passeron il suo primo lavoro importante, Les Héritiers, in cui analizza la scuola e la trasmissione della cultura nella società divisa in classi.
Per Bourdieu, infatti, l’origine sociale degli studenti è il più importante fattore di differenziazione, più per motivi culturali che economici. A casa loro i figli dei quadri superiori apprendono la cultura naturalmente, «come per osmosi», grazie all’ambiente familiare. Per i figli delle classi sfavorite, invece, la scuola rimane l’unica via d’accesso alla cultura. La scuola sarà allora democratica solo se riuscirà a farsi carico di questa ineguaglianza di partenza. Nel ’65 pubblica, insieme a Luc Boltanski, Robert Castel e Jean-Claude Chamboredon, Un art moyen, saggio che mette in luce le norme sociali che regolano la pratica della fotografia nei differenti milieu. E’ anche il periodo in cui Bourdieu è sotto l’ala protettrice di Raymond Aron che gli affida la codirezione del Centro europeo di sociologia.
Nel ’68 i due rompono e Bourdieu fonda il suo Centro di sociologia europea. Gli avvenimenti di quell’anno lo lasceranno scettico e vi dedicherà un’analisi solo nel 1984 (Homo academicus). Nel ’70, sempre insieme a Passeron, pubblica La Reproduction in cui torna sui temi de Les Héritiers e descrive i meccanismi della selezione sociale attraverso la scuola. Se nella società dell’Ancient Régime si trasmetteva un titolo o uno statuto e nella società borghese un’eredità o un capitale, la Repubblica, secondo Bourdieu, ha introdotto, in nome dell’uguaglianza di tutti, un nuova barriera di classe: quella della cultura trasmessa attraverso i diplomi. In questi anni l’obiettivo principale di Bourdieu è fondare una propria scuola sociologica e per questo moltiplica l’attività del suo Centro e nel ’75 fonda la rivista Actes de la recherche en sciences sociales. Il ’79 è l’anno della consacrazione. Dopo Un art moyen, Bourdieu era tornato ad analizzare la dominazione nelle pratiche culturali in L’Amour de l’art, ma è nel suo capolavoro La Distinction. Critique sociale du jugement che la sua analisi è sviluppata completamente.
Il sottotitolo del libro allude alla Critica del giudizio di Kant, secondo il quale il senso del bello si spiegherebbe attraverso un giudizio trascendentale e soggettivo, cioè attraverso un buono o cattivo gusto personale. Per Bourdieu invece il gusto è implicato nella società e con questa ha a che fare. Non si amano gli stessi prodotti artistici in milieu differenti, così come gli stessi prodotti sono socialmente marchiati. Il gusto è inoltre segno di prestigio e piacerà una tale musica o una tal altra a seconda della più o meno accentuata preoccupazione di distinguersi.
Lo stesso anno della Distinction Bourdieu riceve la cattedra di sociologia al Collège de France, ma l’ascesa sarà segnata anche da una serie di rotture con i suoi più stretti collaboratori tra cui gli stessi Passeron e Boltanski. Negli anni Ottanta, mentre il suo successo cresce anche all’estero, soprattutto negli Stati Uniti dove terrà numerose lezioni, Bourdieu applica le sue analisi, tra l’altro, al campo linguistico (Ce que parler veut dire).
L’économie des échanges linguistiques), alla scuola (La Noblesse d’Etat) e alla filosofia (L’ontologie politique de Martin Heidegger). Nell’89 presiede una commissione di riflessione sui contenuti dell’insegnamento per conto di François Mitterrand, mentre nel 1992 pubblica il celebre Les règles de l’art. Genèse et structure du champ littéraire in cui propone una socio-analisi che ricolloca l’opera di Flaubert nel campo letterario francese della fine del XIX secolo, allora in piena costituzione. Il ’93, anno di acuta crisi sociale, è l’anno in cui vede la luce il monumentale La misère du monde.
Sotto la direzione di Bourdieu, ventitre sociologi vi hanno raccolto interviste con i più vari personaggi del panorama sociale: lavoratori immigrati, disoccupati, infermieri, abitanti della banlieue, poliziotti, studenti, etc. L’intento è quello di portare alla luce una miseria che non è solo una «miseria di condizione», ma una miseria più moderna, «di posizione», nella quale l’aspirazione alla felicità si scontra con impedimenti che sfuggono: una violenza nascosta prodotta dai «verdetti scolastici, del mercato del lavoro o immobiliare, dalle aggressioni insidiose della vita professionale».
Portare alla coscienza i meccanismi che rendono la vita dolorosa «non risolve, ma permette a quelli che soffrono di scoprire la possibilità d’imputare la loro sofferenza a cause sociali e sentirsi così discolpati». Inizia qui la stagione più impegnata di Bourdieu. Tra lavoro accademico ed editoriale (pubblica fra gli altri Raisons pratiques, Sur la télévision, Méditations pascaliennes, La Domination masculine, Langage et pouvoir symbolique), partecipa all’appello degli intellettuali in sostegno degli scioperanti in occasioni del movimento sociale del ’95.
Nel ’98 è a fianco dei disoccupati che occupano l’Ecole normale supérieure e lancia sulla stampa una crociata contro gli intellettuali, i giornalisti, i «saggisti di corte» e, attraverso loro, il neoliberalismo. Con José Bové e i responsabili del movimento Attac incoraggia la costituzione di una rete di forze critiche e progressiste per lottare contro la globalizzazione economica. Il 24 gennaio 2002, quello che è stato uno dei più grandi intellettuali dell’epoca contemporanea, si spegne a Parigi.
Lu. Se.
(Da: L'Unità del 24 gennaio 2012)
martedì 24 luglio 2012
Una bambina nel Lager. La testimonianza diretta di Trudi Birger
Una bambina nel Lager
“Ho sognato la cioccolata per anni” di Trudi Birger è un romanzo autobiografico, in cui l’Autrice racconta la personale e tragica storia di vita. Questo libro è consigliato a chiunque tenta di fare memoria dei drammi personali e mondiali che si sono consumati prima, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, “Per Non Dimenticare” gli orrori dei conflitti armati nella storia e per costruire contesti collettivi di dialogo, accoglienza e soprattutto pace.
http://www.peacelink.it/pace/a/36632.html
http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437
A-RIVISTA ANARCHICA propone: Una bambina nel Lager. La testimonianza diretta di Trudi Birger
A-RIVISTA ANARCHICA presenta:
“HO SOGNATO LA CIOCCOLATA PER ANNI”
Libro di Trudi Birger
Recensione di Laura Tussi
Trudi ha trascorso la propria infanzia inizialmente nel ghetto di Kovno e poi nel campo di concentramento e di sterminio di Stutthof in Polonia.
La storia narrata in questo libro è incentrata sul rapporto intenso fra Trudi e sua madre, grazie a cui riusciranno entrambe a salvarsi.
Dal ghetto di Kovno, Trudi e sua madre furono trasferite sui treni per il viaggio di deportazione, in condizioni igieniche terribili, senza cibo e acqua.
Non conoscevano la precisa destinazione del viaggio, ma tutti sapevano che si trattava di un campo di concentramento.
“Ho sognato la cioccolata per anni” di Trudi Birger è un romanzo autobiografico, in cui l’Autrice racconta la personale e tragica storia di vita. Trudi Birger, sopravvissuta agli orrori dell’Olocausto, alla fine della guerra si è trasferita a Gerusalemme, dove ha vissuto con la sua numerosa famiglia.
L’Autrice, deprivata e derubata della giovinezza, ha scelto di dedicarsi ai bambini più poveri di ogni etnia, cultura e religione, fino alla sua morte nel 2002.
Trudi Birger con grandissima modestia, consegna a tutta l’umanità un libro che tramanda gli orrori dell’Olocausto, della guerra, raccontando delle personali radici etniche e culturali, della vicenda di una madre e di una figlia che, all’interno del dramma, giurano a se stesse di essere persone migliori nella speranza di un domani di pace, di dialogo e di accoglienza tra genti, culture e minoranze.
La storia di una bambina che viene strappata dalla quotidianità di Francoforte, per trovarsi presto rinchiusa, come un animale in gabbia, nel ghetto di Kovno, in attesa di essere reclusa nel campo di concentramento e di sterminio di Stutthof. La storia di una bambina, armata solo della propria innocenza, che si lega alla madre e a tutto ciò che rappresenta, per la memoria dell’intero popolo ebraico.
Questo libro è consigliato a chiunque tenta di fare memoria dei drammi personali e mondiali che si sono consumati prima, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, “Per Non Dimenticare” gli orrori dei conflitti armati nella storia e per costruire contesti collettivi di dialogo, accoglienza e soprattutto pace.
Da questa lettura, nella testimonianza diretta di deportazione, comprendiamo che l’odio, la guerra, il razzismo ingenerano morte, annientamento e distruzione.
La pace, la fratellanza, l’accoglienza e il rispetto dell’altro sono il pensiero e il valore che vuole trasmettere Trudi, in quanto vittima, nel suo racconto.
Note:
http://www.arivista.org/
mercoledì 18 luglio 2012
UNA LETTERA DELLA MAMMA DI FEDRCIO ALDOVRANDI
Cari amici,
I poliziotti condannati per aver picchiato e ucciso mio figlio 18enne Federico Aldrovandi non andranno in carcere e sono ancora in servizio. C'è un solo modo per evitare ad altre madri quello che ho dovuto soffrire io: adottare in Italia una legge contro la tortura.
La morte di mio figlio non è un'eccezione: diversi abusi e omicidi commessi dalle forze dell'ordine rimangono impuniti. Ma finalmente possiamo fare qualcosa: alcuni parlamentari si sono uniti al mio appello disperato e hanno chiesto di adottare subito una legge contro la tortura che punirebbe i poliziotti che si macchiano di questi crimini. Per portare a casa il risultato però hanno bisogno di tutti noi.
Oggi è il compleanno di mio figlio e vorrei onorare la sua memoria con il vostro aiuto: insieme possiamo superare le vergognose resistenze ai vertici delle forze dell'ordine e battere gli oppositori che faranno di tutto per affossare la proposta. Ma dobbiamo farlo prima che il Parlamento vada in ferie! Vi chiedo di firmare la petizione per una legge forte che spazzi via l'impunità di stato in Italia e di dirlo a tutti - la consegnerà direttamente nelle mani del Ministro dell'Interno non appena avremo raggiunto le 100.000 firme:
http://www.avaaz.org/it/italy_against_torture_patrizia/?bacptbb&v=16106
Federico era già ammanettato quando i poliziotti lo hanno picchiato così forte da spaccare due manganelli e da mettere fine alla sua giovane vita. Dopo anni di vero e proprio calvario, la Corte di Cassazione li ha condannati per eccesso colposo a tre anni e mezzo, ma i poliziotti dovranno scontare solo 6 mesi senza farsi neanche un giorno di carcere a causa dell'indulto e incredibilmente sono ancora in servizio. L'impunità succede spesso in casi come questo, perchè il governo non ha ancora adottato un reato preciso e quelli esistenti cadono spesso in prescrizione.
La perdita di mio figlio mi ha quasi distrutto, ma sono determinata a cambiare il sistema. I difensori dei diritti umani ritengono che una legge che adotti la Convenzione Onu contro la tortura, che l'Italia ha ratificato nel 1989 e che non ha mai rispettato, garantirebbe alle vittime italiane della tortura e della brutalità dello stato un corso veloce della giustizia e sanzioni appropriate, da accompagnare alla riforma per la riconoscibilità dei poliziotti. Ma ancora più importante, metterebbe fine una volta per tutte all'impunità che garantisce che oggi i poliziotti siano al di sopra della legge.
L'Italia non è il Sudan. Non c'è alcuna ragione per cui il nostro sistema giudiziario provi a mettere sotto silenzio reati commessi dalle forze dell'ordine come violenze, stupri e omicidi, dal massacro alla Diaz al G8 di Genova alle recenti uccisioni come quella di Stefano Cucchi, Giuseppe Uva e Aldo Bianzino. Per favore UNITEVI a me e insieme costruiamo un appello assordante per una legge forte per fermare la tortura e per far espellere gli agenti responsabili di questi crimini odiosi dalle nostre forze dell'ordine - firma sotto e dillo a tutti i tuoi amici:
http://www.avaaz.org/it/italy_against_torture_patrizia/?bacptbb&v=16106
Nessuno potrà restituirmi mio figlio, e oggi non potrà festeggiare il suo 25° compleanno con lui. Ma insieme possiamo ripristinare la giustizia e aiutare a prevenire la sofferenza che ho dovuto provare io per la perdita di un figlio portato via dallo stato ad altre madri e ad altre famiglie.
Con speranza e determinazione,
Patrizia Moretti, madre di Federico.
Più informazioni
L'appello perchè ciò che è accaduto a Federico Aldrovandi non succeda mai più (Giustizia per Aldro)
http://www.giustiziaperaldro.it/
Caso Aldrovandi, sentenza definitiva. Condannati i quattro poliziotti (La Repubblica)
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/06/21/news/aldrovandi_sentenza_cassazione-37630821/
In Italia la tortura non è reato (Il Fatto quotidiano)
http://www.radicali.it/rassegna-stampa/lettera-tortura-italia-non-reato
Incontrerà il Ministro Cancellieri ma non posso perdonare i poliziotti (dal blog dei genitori di Federico Aldrovandi)
http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/federico_aldrovandi/2012/07/07/perdono/
Uno dei poliziotti condannati insulta su Facebook la mamma di Federico Aldrovandi (Corriere della Sera)
http://www.corriere.it/cronache/12_giugno_25/aldrovandi-querela-insulti-facebook-poliziotti_64562480-bebd-11e1-8494-460da67b523f.shtml
Morire di carcere: dossier 2000-2011 (Ristretti Orizzonti)
I poliziotti condannati per aver picchiato e ucciso mio figlio 18enne Federico Aldrovandi non andranno in carcere e sono ancora in servizio. C'è un solo modo per evitare ad altre madri quello che ho dovuto soffrire io: adottare in Italia una legge contro la tortura.
La morte di mio figlio non è un'eccezione: diversi abusi e omicidi commessi dalle forze dell'ordine rimangono impuniti. Ma finalmente possiamo fare qualcosa: alcuni parlamentari si sono uniti al mio appello disperato e hanno chiesto di adottare subito una legge contro la tortura che punirebbe i poliziotti che si macchiano di questi crimini. Per portare a casa il risultato però hanno bisogno di tutti noi.
Oggi è il compleanno di mio figlio e vorrei onorare la sua memoria con il vostro aiuto: insieme possiamo superare le vergognose resistenze ai vertici delle forze dell'ordine e battere gli oppositori che faranno di tutto per affossare la proposta. Ma dobbiamo farlo prima che il Parlamento vada in ferie! Vi chiedo di firmare la petizione per una legge forte che spazzi via l'impunità di stato in Italia e di dirlo a tutti - la consegnerà direttamente nelle mani del Ministro dell'Interno non appena avremo raggiunto le 100.000 firme:
http://www.avaaz.org/it/italy_against_torture_patrizia/?bacptbb&v=16106
Federico era già ammanettato quando i poliziotti lo hanno picchiato così forte da spaccare due manganelli e da mettere fine alla sua giovane vita. Dopo anni di vero e proprio calvario, la Corte di Cassazione li ha condannati per eccesso colposo a tre anni e mezzo, ma i poliziotti dovranno scontare solo 6 mesi senza farsi neanche un giorno di carcere a causa dell'indulto e incredibilmente sono ancora in servizio. L'impunità succede spesso in casi come questo, perchè il governo non ha ancora adottato un reato preciso e quelli esistenti cadono spesso in prescrizione.
La perdita di mio figlio mi ha quasi distrutto, ma sono determinata a cambiare il sistema. I difensori dei diritti umani ritengono che una legge che adotti la Convenzione Onu contro la tortura, che l'Italia ha ratificato nel 1989 e che non ha mai rispettato, garantirebbe alle vittime italiane della tortura e della brutalità dello stato un corso veloce della giustizia e sanzioni appropriate, da accompagnare alla riforma per la riconoscibilità dei poliziotti. Ma ancora più importante, metterebbe fine una volta per tutte all'impunità che garantisce che oggi i poliziotti siano al di sopra della legge.
L'Italia non è il Sudan. Non c'è alcuna ragione per cui il nostro sistema giudiziario provi a mettere sotto silenzio reati commessi dalle forze dell'ordine come violenze, stupri e omicidi, dal massacro alla Diaz al G8 di Genova alle recenti uccisioni come quella di Stefano Cucchi, Giuseppe Uva e Aldo Bianzino. Per favore UNITEVI a me e insieme costruiamo un appello assordante per una legge forte per fermare la tortura e per far espellere gli agenti responsabili di questi crimini odiosi dalle nostre forze dell'ordine - firma sotto e dillo a tutti i tuoi amici:
http://www.avaaz.org/it/italy_against_torture_patrizia/?bacptbb&v=16106
Nessuno potrà restituirmi mio figlio, e oggi non potrà festeggiare il suo 25° compleanno con lui. Ma insieme possiamo ripristinare la giustizia e aiutare a prevenire la sofferenza che ho dovuto provare io per la perdita di un figlio portato via dallo stato ad altre madri e ad altre famiglie.
Con speranza e determinazione,
Patrizia Moretti, madre di Federico.
Più informazioni
L'appello perchè ciò che è accaduto a Federico Aldrovandi non succeda mai più (Giustizia per Aldro)
http://www.giustiziaperaldro.it/
Caso Aldrovandi, sentenza definitiva. Condannati i quattro poliziotti (La Repubblica)
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/06/21/news/aldrovandi_sentenza_cassazione-37630821/
In Italia la tortura non è reato (Il Fatto quotidiano)
http://www.radicali.it/rassegna-stampa/lettera-tortura-italia-non-reato
Incontrerà il Ministro Cancellieri ma non posso perdonare i poliziotti (dal blog dei genitori di Federico Aldrovandi)
http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/federico_aldrovandi/2012/07/07/perdono/
Uno dei poliziotti condannati insulta su Facebook la mamma di Federico Aldrovandi (Corriere della Sera)
http://www.corriere.it/cronache/12_giugno_25/aldrovandi-querela-insulti-facebook-poliziotti_64562480-bebd-11e1-8494-460da67b523f.shtml
Morire di carcere: dossier 2000-2011 (Ristretti Orizzonti)
sabato 7 luglio 2012
NOTA SULLA DIAZ
La Corte di Cassazione ha confermato, poco fa, la sentenza di appello che aveva condannato, nel 2010, poliziotti e dirigenti di polizia ad altissimo livello per la "macelleria messicana" perpetrata nell'indimenticabile notte dell'estate 2001, alla conclusione del g8 di Genova e dei tragici fatti che avevano contrassegnato quei giorni.
Giorni che furono giudicati come il momento più grave di "sospensione della democrazia" mai avvenuta in Occidente.
Il reato più grave e più odioso è stato quello dell' aver fabbricato, da parte delle cosiddette "forze dell'ordine" prove false, tese a giustificare e provocare il massacro.
Nel frattempo alcuni fra i condannati di oggi sono andati avanti compiendo mirabolanti carriere.
E' necessaria una mobilitazione immediata da parte di tutte le forze effettivamente democratiche finalizzata al raggiungimento di due obiettivi:
1) L'allontanamento immediato dei condannati da qualsivoglia posto di responsabilità nell'apparato dello Stato;
2) La riapertura di una riflessione sul piano politico, in modo da recuperare davvero la memoria storica di quei giorni per rinnovare la ricerca di responsabilità in alti gradi della struttura dello Stato, addirittura nell'attuale formazione di governo e di copertura politica di tutte le azioni repressive portate avanti in quei giorni, da esponenti politici che, adesso, per ironia della sorte si collocano - addirittura - come alleati di un futuro ipotizzato schieramento di centro - sinistra. Ci riferiamo, tanto per essere chiari, alla presenza, in quel frangente, di deputati dell'ex-AN, fra i quali l'ex-segretario del partito (e del MSI, diretto erede dei repubblichini di Salò) Gianfanco Fini, all'interno del centro operativo dei carabinieri all'interno del forte di San Giuliano.
Fatti concreti che non debbono essere dimenticati e che non possono essere giustificati in alcun tempo e da alcuna ragione di opportunità politica.
Franco Astengo
Nota mia:
tutti i responsabili della 'macelleria messicana' dovrebbero chiarire la loro posizione. Non solo Fini ma anche Scajola, Maroni e Caselli, tanto per fare nomi.
Giorni che furono giudicati come il momento più grave di "sospensione della democrazia" mai avvenuta in Occidente.
Il reato più grave e più odioso è stato quello dell' aver fabbricato, da parte delle cosiddette "forze dell'ordine" prove false, tese a giustificare e provocare il massacro.
Nel frattempo alcuni fra i condannati di oggi sono andati avanti compiendo mirabolanti carriere.
E' necessaria una mobilitazione immediata da parte di tutte le forze effettivamente democratiche finalizzata al raggiungimento di due obiettivi:
1) L'allontanamento immediato dei condannati da qualsivoglia posto di responsabilità nell'apparato dello Stato;
2) La riapertura di una riflessione sul piano politico, in modo da recuperare davvero la memoria storica di quei giorni per rinnovare la ricerca di responsabilità in alti gradi della struttura dello Stato, addirittura nell'attuale formazione di governo e di copertura politica di tutte le azioni repressive portate avanti in quei giorni, da esponenti politici che, adesso, per ironia della sorte si collocano - addirittura - come alleati di un futuro ipotizzato schieramento di centro - sinistra. Ci riferiamo, tanto per essere chiari, alla presenza, in quel frangente, di deputati dell'ex-AN, fra i quali l'ex-segretario del partito (e del MSI, diretto erede dei repubblichini di Salò) Gianfanco Fini, all'interno del centro operativo dei carabinieri all'interno del forte di San Giuliano.
Fatti concreti che non debbono essere dimenticati e che non possono essere giustificati in alcun tempo e da alcuna ragione di opportunità politica.
Franco Astengo
Nota mia:
tutti i responsabili della 'macelleria messicana' dovrebbero chiarire la loro posizione. Non solo Fini ma anche Scajola, Maroni e Caselli, tanto per fare nomi.
lunedì 2 luglio 2012
NON SONO SPARITO...
non sono sparito e neppure andato in vacanza. Sto meditando: ogni tanto succede anche a me. Sto facendo anche un sacco di altre cose...ma sto anche pensando come trasformare questo blog...abbiate pazienza...
a presto
Giuliano
lunedì 25 giugno 2012
NELL'ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI DON LORENZO MILANI
NELL'ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI DON LORENZO MILANI. UNA COMMEMORAZIONE A VITERBO
Ricorre il 26 giugno 2012 il quarantacinquesimo anniversario della scomparsa di don Lorenzo Milani (Firenze, 27 maggio 1923 - 26 giugno 1967), il priore di Barbiana che ha dato un grande contributo all'impegno per la pace e la giustizia, la solidarieta', l'educazione liberatrice.
In questa occasione lunedi' 25 giugno 2012 presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" si e' svolto un incontro commemorativo nel corso del quale sono stati letti e commentati alcuni brani dalle lettere e dalle opere fondamentali di don Milani (Esperienze pastorali; L'obbedienza non e' piu' una virtu') e della scuola di Barbiana (Lettera a una professoressa), ed alcune testimonianze sulla sua persona e le sue esperienze e riflessioni.
Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo
Viterbo, 25 giugno 2012
Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: nbawac@tin.it , web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/
* * *Una minima notizia biobibliografica su don Lorenzo Milani
Lorenzo Milani nacque a Firenze nel 1923, proveniente da una famiglia della borghesia intellettuale, ordinato prete nel 1947. Opera dapprima a S. Donato a Calenzano, ove realizza una scuola serale aperta a tutti i giovani di estrazione popolare e proletaria, senza discriminazioni politiche. Viene poi trasferito punitivamente a Barbiana nel 1954. Qui realizza l'esperienza della sua scuola. Nel 1958 pubblica Esperienze pastorali, di cui la gerarchia ecclesiastica ordinera' il ritiro dal commercio. Nel 1965 scrive la lettera ai cappellani militari da cui derivera' il processo i cui atti sono pubblicati ne L'obbedienza non e' piu' una virtu'. Muore dopo una lunga malattia nel 1967; era appena uscita la Lettera a una professoressa della scuola di Barbiana. L'educazione come pratica di liberazione, la scelta di classe dalla parte degli oppressi, l'opposizione alla guerra, la denuncia della scuola classista che discrimina i poveri: sono alcuni dei temi su cui la lezione di don Milani resta di grande valore.
Opere di Lorenzo Milani e della scuola di Barbiana: Esperienze pastorali, L'obbedienza non e' piu' una virtu', Lettera a una professoressa, pubblicate tutte presso la Libreria Editrice Fiorentina (Lef). Postume sono state pubblicate le raccolte di Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana, Mondadori; le Lettere alla mamma, Mondadori; e sempre delle lettere alla madre l'edizione critica, integrale e annotata, Alla mamma. Lettere 1943-1967, Marietti. Altri testi sono apparsi sparsamente in volumi di diversi autori. La casa editrice Stampa Alternativa ha meritoriamente effettuato nell'ultimo decennio la ripubblicazione di vari testi milaniani in edizioni ultraeconomiche e criticamente curate. La Emi ha recentemente pubblicato, a cura di Giorgio Pecorini, lettere, appunti e carte varie inedite di don Lorenzo Milani nel volume I care ancora. Altri testi ha pubblicato ancora la Lef. Opere su Lorenzo Milani: sono ormai numerose; fondamentali sono: Neera Fallaci, Vita del prete Lorenzo Milani. Dalla parte dell'ultimo, Rizzoli, Milano 1993; Giorgio Pecorini, Don Milani! Chi era costui?, Baldini & Castoldi, Milano 1996; Mario Lancisi (a cura di), Don Lorenzo Milani: dibattito aperto, Borla, Roma 1979; Ernesto Balducci, L'insegnamento di don Lorenzo Milani, Laterza, Roma-Bari 1995; Gianfranco Riccioni, La stampa e don Milani, Lef, Firenze 1974; Antonio Schina (a cura di), Don Milani, Centro di documentazione di Pistoia, 1993. Segnaliamo anche l'interessante fascicolo monografico di "Azione nonviolenta" del giugno 1997. Segnaliamo anche il fascicolo Don Lorenzo Milani, maestro di liberta', supplemento a "Conquiste del lavoro", n. 50 del 1987. Tra i testi apparsi di recente: il testo su don Milani di Michele Ranchetti nel suo libro Gli ultimi preti, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1997; David Maria Turoldo, Il mio amico don Milani, Servitium, Sotto il Monte (Bg) 1997; Liana Fiorani, Don Milani tra storia e attualita', Lef, Firenze 1997, poi Centro don Milani, Firenze 1999; AA. VV., Rileggiamo don Lorenzo Milani a trenta anni dalla sua morte, Comune di Rubano 1998; Centro documentazione don Lorenzo Milani e scuola di Barbiana, Progetto Lorenzo Milani: il maestro, Firenze 1998; Liana Fiorani, Dediche a don Milani, Qualevita, Torre dei Nolfi (Aq) 2001; Edoardo Martinelli, Pedagogia dell'aderenza, Polaris, Vicchio di Mugello (Fi) 2002; Marco Moraccini (a cura di), Scritti su Lorenzo Milani. Una antologia critica, Il Grandevetro - Jaca Book, Santa Croce sull'Arno (Pi) - Milano 2002; Jose' Luis Corzo Toral, Lorenzo Milani. Analisi spirituale e interpretazione pedagogica, Servitium, Sotto il Monte (Bergamo) 2008.
Nonviolenti mailing list
Nonviolenti@lists.nonviolenti.org
http://lists.nonviolenti.org/cgi-bin/mailman/listinfo/nonviolenti
venerdì 22 giugno 2012
INIZIATIVE CENTRO CULTURALE VALDESE - ESTATE 2012
Riporto questa mail sulle iniziative estive del Centro Culturale della Fondazione Valdese. Purtroppo nel passaggio dall'originale in pdf, salta la formattazione...
Il Centro culturale è nato nel 1989 in occasione del III centenario del ritorno in Piemonte dei valdesi dall’esilio (Glorioso Rimpatrio). Nel realizzare questo progetto, la comunità valdese è stata mossa dall’intento di raccogliere il suo ricco patrimonio di cultura, prodotto nei secoli, e permetterne la fruizione ad un più largo pubblico. Il Centro, costituito nel 1991 come Fondazione, ha trovato sede nei locali dell’ex Convitto valdese. Ne costituiscono la struttura le seguenti realtà:
la Biblioteca valdese, dotata di circa 86.000 volumi, 900 riviste terminate, 165 in corso, 250 cinquecentine, 550 seicentine, 1.500 Bibbie. È punto di riferimento qualificato per studiosi di storia evangelica, teologia protestante e storia dell’evangelismo italiano;
il Museo, fondato nel 1889 e rinnovato nel 1939, nel 1974 e nel 1989, comprende due sezioni: storica ed etnografica.
Nello stesso edificio hanno sede:
la Società di studi valdesi, fondata nel 1881, dotata di una ricca biblioteca e di un interessante archivio promuove da un secolo gli studi sul valdismo, con pubblicazione di un «Bollettino», della rivista «la beidana. Cultura e storia nelle valli valdesi», di monografie, promozione di convegni annuali e ricerche;
l’Archivio storico della Tavola valdese conserva gli archivi delle Chiese valdesi, metodiste e battiste in Italia e l’Archivio delle donne protestanti.
ORARI DI ATTIVITÀ
Via Beckwith 3 - 10066 Torre Pellice - C/c postale n. 34308106. C/c bancario n. 2135438 - Unicredit - Torre Pellice.
SEGRETERIA: dal martedì al venerdì: mattino 9-12,30; pomeriggio 14,30-17,30. Tel. 0121 93 21 79; fax 0121 93 25 66;
E-Mail: segreteria@fondazionevaldese.org .
il barba UFFICIO PROMOZIONE ITINERARI VALDESI: l’ufficio organizza, su prenotazione, visite ai musei, templi e luoghi storici delle valli valdesi: mattino 9-12,30; tel. e fax 0121 95 02 03; E-Mail: il.barba@fondazionevaldese.org
BIBLIOTECA: martedì, mercoledì, giovedì, mattino 9,00-13,00, pomeriggio 14-18. Venerdì: mattino 9,00-13,00.
E-Mail: biblioteca@fondazionevaldese.org.
MUSEO STORICO-ETNOGRAFICO: aperto il giovedì, sabato e domenica 15-18; luglio e agosto tutti i giorni dalle 16 alle 19. chiuso in dicembre e gennaio. In altri orari o per visite guidate, informazioni e prenotazioni dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12,30 all’ufficio il barba.
SPAZIO ESPOSITIVO «Una finestra su…»: aperto dal martedì al giovedì: mattino 9-13, pomeriggio 14-18.
Venerdì 9-13. Sabato e domenica 15-18. Luglio e agosto 16-19 tutti i giorni.
SALA ESPOSITIVA “PAOLO PASCHETTO” E COLLEZIONI ARCHEOLOGICHE: aperte negli orari del museo, oppure su richiesta in
orari di segreteria.
SEGRETERIA DELLA SOCIETÀ DI STUDI VALDESI: martedì, mercoledì 14-17; venerdì 9-11.
tel. e fax 0121 93 27 65. E-Mail: segreteria@studivaldesi.org
ARCHIVIO DELLA TAVOLA VALDESE, DELLA SOCIETÀ DI STUDI E ARCHIVIO FOTOGRAFICO:
dal martedì al giovedì 9,00-13,00 14-18. Venerdì: 9,00-13,00. E-mail: tvarchivio@chiesavaldese.org
Una finestra su...
L’attività grafica di
Umberto Stagnaro
per l’Editrice Claudiana
DAL 2 LUGLIO AL 30 SETTEMBRE
Presso il Centro culturale valdese nei seguenti orari:
Luglio e agosto: dal martedì al venerdì 9-13 14-19
sabato e domenica: 16-19
Settembre: dal martedì al giovedì 9-13 14-18
venerdì 9-13 sabato e domenica: 15-18
INGRESSO LIBERO
Fondazione Centro Culturale Valdese - via Beckwith 3 - Torre Pellice
tel. 0121 93 21 79 - fax 0121 93 25 66 - segreteria@fondazionevaldese.org
www.fondazionevaldese.org
PASSEGGIATE STORICHE DEL COORDINAMENTO MUSEI E LUOGHI
STORICI VALDESI
Camminate alla scoperta dei principali siti storicamente importanti nelle Valli valdesi con un’accompagnatore/trice qualificato/a.
Sabato 7 luglio – Rorà – “Museo in campo: la fienagione”. In giornata verrà illustrata, con possibilità di provare, la battitura e affilatura delle lame, il taglio dell'erba, il trasporto del fieno partendo dagli attrezzi esposti nel museo inerenti la fienagione.
Sabato 14 luglio – Inverso Pinasca-San Germano
Chisone
Sabato 28 luglio – Balziglia – “Il Castello”
Escursione dalla Balziglia al Castello
Sabato 4 agosto – Angrogna – “Riscoprendo antiche borgate”. Percorso: Pradeltorno, Bagnòu, Fau, Barma Mounastìra, Eigardòu, Barma d'ar loup, Bagnòu, Pradeltorno.
Sabato 18 agosto – Villar Pellice – “Terre di lupi e Resistenza”. Escursione verso la Gardetta.
Sabato 1 settembre – Val Susa – “Dal Piccolo Moncenisio al Col Clapier”
(Info: ufficio “il barba” tel. 0121 95 02 03)
-°-°-°-
Domenica 22 luglio – Incontro italo-francese al Colle
della Croce (Bobbio Pellice)
INCONTRI E CONVEGNI A TORRE PELLICE
A CURA DELLA CHIESA VALDESE DI TORRE PELLICE
5 agosto ore 17,30 – Torre Pellice – “Tempio valdese aperto” – Conferenza del professor Mario Miegge, “I protestanti e l’etica del lavoro. Che senso ha parlarne in un mondo senza lavoro”
19 agosto ore 17,30 – Torre Pellice – “Tempio valdese aperto” – Conferenza di Sergio Velluto, “Protestanti e umorismo”
(Info: Chiesa valdese di Torre Pellice 0121 91305)
A CURA DEL CENTRO CULTURALE VALDESE E DELLA SEGRETERIA DEL CORPO PASTORALE
24 agosto a partire dalle ore 11 – Torre Pellice, Casa valdese, via Beckwith 2 – Giornata teologica Giovanni Miegge, incontro dibattito dal titolo “L’etica del lavoro in un’epoca di non lavoro”
A CURA DELLA CLAUDIANA EDITRICE
25 agosto ore 21 – Torre Pellice – Collegio Valdese Presentazione del libro a cura di Andreas Köhn Carlo Lupo, Pastore, poeta, uomo di pace
A CURA DELLA CORALE DI TORRE PELLICE
28 agosto ore 20,45 – Torre Pellice – Tempio valdese – Concerto in occasione del Centenario della Corale valdese di Torre Pellice, con la partecipazione del Coro del Collegio Valdese
A CURA DELLA SOCIETÀ DI STUDI VALDESI
26 agosto ore 21 – Torre Pellice – Presentazione del libro di Franco Giampiccoli Charles Beckwith, il Generale dei valdesi, con interventi dell’autore, di Jean- Louis Sappè, di Giorgio Tourn
8-9 settembre – Torre Pellice – LII Convegno di studi sulla Riforma e sui movimenti religiosi in Italia "Predicazione, eserciti e violenza armata nell’Europa delle guerre di religione"
(Info: Società di Studi Valdesi 0121 93 2765)
MOSTRE ED ESPOSIZIONI
AL CENTRO CULTURALE
Dal 31 marzo al 30 giugno Una finestra su…
È LA MIA STORIA, È LA MIA FÈ…
A cura della Corale Valdese di Torre Pellice nel Centenario
Dal 2 luglio al 30 settembre Una finestra su…
L’ATTIVITÀ GRAFICA DI UMBERTO STAGNARO PER L’EDITRICE CLAUDIANA
Dal 17 giugno al 2 settembre – Al primo piano
MISSIONARI VALDESI IN AFRICA AUSTRALE FRA OTTOCENTO E NOVECENTO
Dal 17 giugno al 30 novembre – Sala Paschetto
LE INCISIONI DI PAOLO PASCHETTO DALLA COLLEZIONE DELLA TAVOLA VALDESE
www.fondazionevaldese.org
Programma soggetto a integrazioni e variazioni. Aggiornamento del 14 giugno 2012
MUSEO E SALE ESPOSITIVE IN LUGLIO E AGOSTO
Aperti tutti i giorni dalle 16 alle 19
4 agosto – Lago del Laux – Val Chisone Convegno storico annuale
“Cattolici e valdesi: dal conflitto alla convivenza” dal titolo: Industria e società civile nelle valli Chisone e Germanasca
A cura di: Società di Studi Valdesi, Diocesi di Pinerolo, Comune e Parrocchia di Usseaux, Associazione La valaddo
Sera: danze occitane a cura dell’associazione Cassandra
Sabato 7 luglio, Rorà
MUSEO IN CAMPO: la fienagione
Partenza: ore 9,30 dalla piazza di Rorà
Percorso: Rorà, Ca di Masa, Roca Rous(s)a, la Fountanëtta, li Rounzèi.
In giornata verrà illustrata, con possibilità di provare, la battitura e affilatura delle lame, il taglio dell'erba, il trasporto del fieno partendo dagli attrezzi esposti nel museo inerenti la fienagione.
Durata: ore 17,00 ritorno alla piazza di Rorà. Dislivello in salita di 300 metri. Escursione di media difficoltà su sentiero e strada sterrata. Necessario abbigliamento e scarpe comode; pranzo al sacco.
Sabato 14 luglio, Inverso Pinasca – San Germano Chisone
AL DI LÁ DEL CHISONE, TRA STORIA, AMBIENTE E LAVORO
Partenza: ore 8,00, appuntamento a Inverso Pinasca, borgata Grange (parcheggio nei pressi dell'Ostu del
Povr Om).
Percorso: Grange, Chianavere, San Germano Chisone (sentiero Verdeacqua),
Pra Pounsoun, Clot, Vivian, Grange
Tempo percorrenza: 8 ore circa di cui 5h30 di marcia, 1h pranzo al sacco, 1h30 altre fermate.
Dislivello:450 m
Sabato 28 luglio, Balziglia
RIPERCORRERE L'ASSEDIO (1689-1690)
Partenza: ore 9 dal piazzale di Balziglia
Percorso: Balziglia, Castello, Rabiëra, Balziglia, visita guidata al Museo.
Tempo di percorrenza: 3 ore circa. Dislivello: 120 m. Escursione su sentiero di montagna: si consiglia l'uso di calzature idonee. Pranzo al sacco a Balziglia oppure nelle locande della valle.
Sabato 4 agosto, Angrogna
RISCOPRENDO ANTICHE BORGATE
Partenza: ore 9,00 dal Tempio valdese di Pradeltorno. Dislivello: m. 450.
Tempo stimato: 2h salita, 1h discesa.
Percorso: Pradeltorno, Bagnòu, Fau, Barma Mounastìra, Eigardòu, Barma d'ar loup, Bagnòu, Pradeltorno.
Pranzo al sacco. Rientro previsto alle ore 16 con rinfresco offerto dal Concistoro della Chiesa valdese di Angrogna.
Sabato 18 agosto, Villar Pellice
MISERIA E PASSIONE IN TERRA DEI LUPI E COVI DI PARTIGIANI
Escursione ispirata al romanzo “una vita sbagliata” di Laura Trossarelli.
Ritrovo: ore 8,30 in borgata Teynaud. Percorso: Teynaud, Ciarmis, Ciarbunil, Chiotas, Gardetta, Ciaplet, Violin, Rocca Roussa, Pouracira, Vigna, Barneud, Teynaud. Percorso su sentiero, mulattiera e pista forestale. Dislivello: 630 m ca. Tempo percorrenza: 7 ore ca di cui 4,30 ore di camminata. Pranzo al sacco.
Sabato 1 settembre, Val Susa
CAMMINI VALDESI IN VALLE DI SUSA
Frammenti di storia fatti rivivere da Manrico Oddenino
Partenza: ore 7h00 presso la stazione FS di Susa. Percorso: in auto da Susa fino al colle del Piccolo Moncenisio, poi camminata per un sentiero dominato sulla destra dal massiccio dei Denti d'Ambin, si oltrepassa il lago delle Sevine e si giunge al Col Clapier. Dislivello: 350 m ca.
Tempo percorrenza: 2 ore. Pranzo al sacco o presso il rifugio Clapier in territorio francese.
PASSEGGIATE STORICHE
2 0 1 2 2 0 1 2
a cura del Coordinamento Musei e Luoghi Storici Valdesi
Le passeggiate sono organizzate dal Coordinamento Musei e Luoghi Storici Valdesi.
Un/una responsabile del Coordinamento accompagnerà i presenti nel corso della giornata,unendo il racconto di eventi storici alla visita del territorio. La partecipazione è gratuita, gradita la prenotazione. In caso di pioggia alcuni programmi possono subire variazioni.
Sono raccomandate calzature da montagna, giacca impermeabile e pranzo al sacco.
Per informazioni: Fondazione Centro Culturale Valdese, tel.0121.950203,
il.barba@fondazionevaldese.org, www.fondazionevaldese.org
Fondazione Centro Culturale Valdese
Via Beckwith 3
10066 Torre Pellice (To)
tel. +39 (0) 121 93 21 79
www.fondazionevaldese.org
C E N T R O C U L T U R A L E
V A L D E S E
Estate 2012
FONDAZIONE CENTRO CULTURALE VALDESE
Il Centro culturale è nato nel 1989 in occasione del III centenario del ritorno in Piemonte dei valdesi dall’esilio (Glorioso Rimpatrio). Nel realizzare questo progetto, la comunità valdese è stata mossa dall’intento di raccogliere il suo ricco patrimonio di cultura, prodotto nei secoli, e permetterne la fruizione ad un più largo pubblico. Il Centro, costituito nel 1991 come Fondazione, ha trovato sede nei locali dell’ex Convitto valdese. Ne costituiscono la struttura le seguenti realtà:
la Biblioteca valdese, dotata di circa 86.000 volumi, 900 riviste terminate, 165 in corso, 250 cinquecentine, 550 seicentine, 1.500 Bibbie. È punto di riferimento qualificato per studiosi di storia evangelica, teologia protestante e storia dell’evangelismo italiano;
il Museo, fondato nel 1889 e rinnovato nel 1939, nel 1974 e nel 1989, comprende due sezioni: storica ed etnografica.
Nello stesso edificio hanno sede:
la Società di studi valdesi, fondata nel 1881, dotata di una ricca biblioteca e di un interessante archivio promuove da un secolo gli studi sul valdismo, con pubblicazione di un «Bollettino», della rivista «la beidana. Cultura e storia nelle valli valdesi», di monografie, promozione di convegni annuali e ricerche;
l’Archivio storico della Tavola valdese conserva gli archivi delle Chiese valdesi, metodiste e battiste in Italia e l’Archivio delle donne protestanti.
ORARI DI ATTIVITÀ
Via Beckwith 3 - 10066 Torre Pellice - C/c postale n. 34308106. C/c bancario n. 2135438 - Unicredit - Torre Pellice.
SEGRETERIA: dal martedì al venerdì: mattino 9-12,30; pomeriggio 14,30-17,30. Tel. 0121 93 21 79; fax 0121 93 25 66;
E-Mail: segreteria@fondazionevaldese.org .
il barba UFFICIO PROMOZIONE ITINERARI VALDESI: l’ufficio organizza, su prenotazione, visite ai musei, templi e luoghi storici delle valli valdesi: mattino 9-12,30; tel. e fax 0121 95 02 03; E-Mail: il.barba@fondazionevaldese.org
BIBLIOTECA: martedì, mercoledì, giovedì, mattino 9,00-13,00, pomeriggio 14-18. Venerdì: mattino 9,00-13,00.
E-Mail: biblioteca@fondazionevaldese.org.
MUSEO STORICO-ETNOGRAFICO: aperto il giovedì, sabato e domenica 15-18; luglio e agosto tutti i giorni dalle 16 alle 19. chiuso in dicembre e gennaio. In altri orari o per visite guidate, informazioni e prenotazioni dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12,30 all’ufficio il barba.
SPAZIO ESPOSITIVO «Una finestra su…»: aperto dal martedì al giovedì: mattino 9-13, pomeriggio 14-18.
Venerdì 9-13. Sabato e domenica 15-18. Luglio e agosto 16-19 tutti i giorni.
SALA ESPOSITIVA “PAOLO PASCHETTO” E COLLEZIONI ARCHEOLOGICHE: aperte negli orari del museo, oppure su richiesta in
orari di segreteria.
SEGRETERIA DELLA SOCIETÀ DI STUDI VALDESI: martedì, mercoledì 14-17; venerdì 9-11.
tel. e fax 0121 93 27 65. E-Mail: segreteria@studivaldesi.org
ARCHIVIO DELLA TAVOLA VALDESE, DELLA SOCIETÀ DI STUDI E ARCHIVIO FOTOGRAFICO:
dal martedì al giovedì 9,00-13,00 14-18. Venerdì: 9,00-13,00. E-mail: tvarchivio@chiesavaldese.org
Una finestra su...
L’attività grafica di
Umberto Stagnaro
per l’Editrice Claudiana
DAL 2 LUGLIO AL 30 SETTEMBRE
Presso il Centro culturale valdese nei seguenti orari:
Luglio e agosto: dal martedì al venerdì 9-13 14-19
sabato e domenica: 16-19
Settembre: dal martedì al giovedì 9-13 14-18
venerdì 9-13 sabato e domenica: 15-18
INGRESSO LIBERO
Fondazione Centro Culturale Valdese - via Beckwith 3 - Torre Pellice
tel. 0121 93 21 79 - fax 0121 93 25 66 - segreteria@fondazionevaldese.org
www.fondazionevaldese.org
PASSEGGIATE STORICHE DEL COORDINAMENTO MUSEI E LUOGHI
STORICI VALDESI
Camminate alla scoperta dei principali siti storicamente importanti nelle Valli valdesi con un’accompagnatore/trice qualificato/a.
Sabato 7 luglio – Rorà – “Museo in campo: la fienagione”. In giornata verrà illustrata, con possibilità di provare, la battitura e affilatura delle lame, il taglio dell'erba, il trasporto del fieno partendo dagli attrezzi esposti nel museo inerenti la fienagione.
Sabato 14 luglio – Inverso Pinasca-San Germano
Chisone
Sabato 28 luglio – Balziglia – “Il Castello”
Escursione dalla Balziglia al Castello
Sabato 4 agosto – Angrogna – “Riscoprendo antiche borgate”. Percorso: Pradeltorno, Bagnòu, Fau, Barma Mounastìra, Eigardòu, Barma d'ar loup, Bagnòu, Pradeltorno.
Sabato 18 agosto – Villar Pellice – “Terre di lupi e Resistenza”. Escursione verso la Gardetta.
Sabato 1 settembre – Val Susa – “Dal Piccolo Moncenisio al Col Clapier”
(Info: ufficio “il barba” tel. 0121 95 02 03)
-°-°-°-
Domenica 22 luglio – Incontro italo-francese al Colle
della Croce (Bobbio Pellice)
INCONTRI E CONVEGNI A TORRE PELLICE
A CURA DELLA CHIESA VALDESE DI TORRE PELLICE
5 agosto ore 17,30 – Torre Pellice – “Tempio valdese aperto” – Conferenza del professor Mario Miegge, “I protestanti e l’etica del lavoro. Che senso ha parlarne in un mondo senza lavoro”
19 agosto ore 17,30 – Torre Pellice – “Tempio valdese aperto” – Conferenza di Sergio Velluto, “Protestanti e umorismo”
(Info: Chiesa valdese di Torre Pellice 0121 91305)
A CURA DEL CENTRO CULTURALE VALDESE E DELLA SEGRETERIA DEL CORPO PASTORALE
24 agosto a partire dalle ore 11 – Torre Pellice, Casa valdese, via Beckwith 2 – Giornata teologica Giovanni Miegge, incontro dibattito dal titolo “L’etica del lavoro in un’epoca di non lavoro”
A CURA DELLA CLAUDIANA EDITRICE
25 agosto ore 21 – Torre Pellice – Collegio Valdese Presentazione del libro a cura di Andreas Köhn Carlo Lupo, Pastore, poeta, uomo di pace
A CURA DELLA CORALE DI TORRE PELLICE
28 agosto ore 20,45 – Torre Pellice – Tempio valdese – Concerto in occasione del Centenario della Corale valdese di Torre Pellice, con la partecipazione del Coro del Collegio Valdese
A CURA DELLA SOCIETÀ DI STUDI VALDESI
26 agosto ore 21 – Torre Pellice – Presentazione del libro di Franco Giampiccoli Charles Beckwith, il Generale dei valdesi, con interventi dell’autore, di Jean- Louis Sappè, di Giorgio Tourn
8-9 settembre – Torre Pellice – LII Convegno di studi sulla Riforma e sui movimenti religiosi in Italia "Predicazione, eserciti e violenza armata nell’Europa delle guerre di religione"
(Info: Società di Studi Valdesi 0121 93 2765)
MOSTRE ED ESPOSIZIONI
AL CENTRO CULTURALE
Dal 31 marzo al 30 giugno Una finestra su…
È LA MIA STORIA, È LA MIA FÈ…
A cura della Corale Valdese di Torre Pellice nel Centenario
Dal 2 luglio al 30 settembre Una finestra su…
L’ATTIVITÀ GRAFICA DI UMBERTO STAGNARO PER L’EDITRICE CLAUDIANA
Dal 17 giugno al 2 settembre – Al primo piano
MISSIONARI VALDESI IN AFRICA AUSTRALE FRA OTTOCENTO E NOVECENTO
Dal 17 giugno al 30 novembre – Sala Paschetto
LE INCISIONI DI PAOLO PASCHETTO DALLA COLLEZIONE DELLA TAVOLA VALDESE
www.fondazionevaldese.org
Programma soggetto a integrazioni e variazioni. Aggiornamento del 14 giugno 2012
MUSEO E SALE ESPOSITIVE IN LUGLIO E AGOSTO
Aperti tutti i giorni dalle 16 alle 19
4 agosto – Lago del Laux – Val Chisone Convegno storico annuale
“Cattolici e valdesi: dal conflitto alla convivenza” dal titolo: Industria e società civile nelle valli Chisone e Germanasca
A cura di: Società di Studi Valdesi, Diocesi di Pinerolo, Comune e Parrocchia di Usseaux, Associazione La valaddo
Sera: danze occitane a cura dell’associazione Cassandra
Sabato 7 luglio, Rorà
MUSEO IN CAMPO: la fienagione
Partenza: ore 9,30 dalla piazza di Rorà
Percorso: Rorà, Ca di Masa, Roca Rous(s)a, la Fountanëtta, li Rounzèi.
In giornata verrà illustrata, con possibilità di provare, la battitura e affilatura delle lame, il taglio dell'erba, il trasporto del fieno partendo dagli attrezzi esposti nel museo inerenti la fienagione.
Durata: ore 17,00 ritorno alla piazza di Rorà. Dislivello in salita di 300 metri. Escursione di media difficoltà su sentiero e strada sterrata. Necessario abbigliamento e scarpe comode; pranzo al sacco.
Sabato 14 luglio, Inverso Pinasca – San Germano Chisone
AL DI LÁ DEL CHISONE, TRA STORIA, AMBIENTE E LAVORO
Partenza: ore 8,00, appuntamento a Inverso Pinasca, borgata Grange (parcheggio nei pressi dell'Ostu del
Povr Om).
Percorso: Grange, Chianavere, San Germano Chisone (sentiero Verdeacqua),
Pra Pounsoun, Clot, Vivian, Grange
Tempo percorrenza: 8 ore circa di cui 5h30 di marcia, 1h pranzo al sacco, 1h30 altre fermate.
Dislivello:450 m
Sabato 28 luglio, Balziglia
RIPERCORRERE L'ASSEDIO (1689-1690)
Partenza: ore 9 dal piazzale di Balziglia
Percorso: Balziglia, Castello, Rabiëra, Balziglia, visita guidata al Museo.
Tempo di percorrenza: 3 ore circa. Dislivello: 120 m. Escursione su sentiero di montagna: si consiglia l'uso di calzature idonee. Pranzo al sacco a Balziglia oppure nelle locande della valle.
Sabato 4 agosto, Angrogna
RISCOPRENDO ANTICHE BORGATE
Partenza: ore 9,00 dal Tempio valdese di Pradeltorno. Dislivello: m. 450.
Tempo stimato: 2h salita, 1h discesa.
Percorso: Pradeltorno, Bagnòu, Fau, Barma Mounastìra, Eigardòu, Barma d'ar loup, Bagnòu, Pradeltorno.
Pranzo al sacco. Rientro previsto alle ore 16 con rinfresco offerto dal Concistoro della Chiesa valdese di Angrogna.
Sabato 18 agosto, Villar Pellice
MISERIA E PASSIONE IN TERRA DEI LUPI E COVI DI PARTIGIANI
Escursione ispirata al romanzo “una vita sbagliata” di Laura Trossarelli.
Ritrovo: ore 8,30 in borgata Teynaud. Percorso: Teynaud, Ciarmis, Ciarbunil, Chiotas, Gardetta, Ciaplet, Violin, Rocca Roussa, Pouracira, Vigna, Barneud, Teynaud. Percorso su sentiero, mulattiera e pista forestale. Dislivello: 630 m ca. Tempo percorrenza: 7 ore ca di cui 4,30 ore di camminata. Pranzo al sacco.
Sabato 1 settembre, Val Susa
CAMMINI VALDESI IN VALLE DI SUSA
Frammenti di storia fatti rivivere da Manrico Oddenino
Partenza: ore 7h00 presso la stazione FS di Susa. Percorso: in auto da Susa fino al colle del Piccolo Moncenisio, poi camminata per un sentiero dominato sulla destra dal massiccio dei Denti d'Ambin, si oltrepassa il lago delle Sevine e si giunge al Col Clapier. Dislivello: 350 m ca.
Tempo percorrenza: 2 ore. Pranzo al sacco o presso il rifugio Clapier in territorio francese.
PASSEGGIATE STORICHE
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a cura del Coordinamento Musei e Luoghi Storici Valdesi
Le passeggiate sono organizzate dal Coordinamento Musei e Luoghi Storici Valdesi.
Un/una responsabile del Coordinamento accompagnerà i presenti nel corso della giornata,unendo il racconto di eventi storici alla visita del territorio. La partecipazione è gratuita, gradita la prenotazione. In caso di pioggia alcuni programmi possono subire variazioni.
Sono raccomandate calzature da montagna, giacca impermeabile e pranzo al sacco.
Per informazioni: Fondazione Centro Culturale Valdese, tel.0121.950203,
il.barba@fondazionevaldese.org, www.fondazionevaldese.org
Fondazione Centro Culturale Valdese
Via Beckwith 3
10066 Torre Pellice (To)
tel. +39 (0) 121 93 21 79
www.fondazionevaldese.org
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