La Fondazione Alfred Lewin, sorta nel ricordo di un giovane ebreo socialista tedesco, fucilato in Italia insieme alla madre, è impegnata, rivolgendosi in particolare ai giovani, nella lotta contro il razzismo e ogni tipo di discriminazione, e nel tenere vivi gli ideali di giustizia sociale e libertà, di democrazia, di cooperativismo e mutualismo, di cosmopolitismo. Coerentemente con questo impegno, la Fondazione sta lavorando al sito della sua biblioteca (www.bibliotecaginobianco.it), per mettere a disposizione di tutti, attraverso la rete, le collezioni di riviste ricevute da Miriam Rosenthal Chiaromonte, vedova di Nicola Chiaromonte e da Gino e Adriana Bianco, e da altri soci della Fondazione Alfred Lewin.
È possibile già sfogliare la collezione completa di "politics" e le prime annate di "Tempo presente" e presto saranno consultabili l’intera collezione dell’"Unità" di Gaetano Salvemini e 192 numeri (appartenuti ad Andrea Caffi) di "Giustizia e libertà", il settimanale fondato da Carlo Rosselli, che usciva in Francia negli anni 30 e 40.
Lo scopo di questo impegno di promozione culturale è quello di far conoscere a giovani, appassionati di storia e di politica, un'area di pensiero e di militanza antifascista e antitotalitaria, tanto vitale quanto poco conosciuta.
Aiutaci con il tuo 5 per mille
codice fiscale
Fondazione Alfred Lewin:
*92052850408*
---
Per aderire, basta mettere la propria firma e il numero del codice fiscale della Fondazione nell'apposito spazio che si trova nei modelli 730, Unico e Cud della dichiarazione dei redditi, riservato al “sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all'art. 10, c. 1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997”
venerdì 23 marzo 2012
Prima risposta alla Proposta agli amici
Ringrazio Pier per queste brevi note:
Per chiunque dovrebbe essere sperimentato, ad un certo punto, qualcosa che Dio ha operato nella sua quotidianità, anche al di là del logico e del visibile,
per far andare meglio la vita, secondo un progetto sensato, buono e che dia
anche la certezza di un perchè
Per chiunque dovrebbe essere sperimentato, ad un certo punto, qualcosa che Dio ha operato nella sua quotidianità, anche al di là del logico e del visibile,
per far andare meglio la vita, secondo un progetto sensato, buono e che dia
anche la certezza di un perchè
NON CI STO!
Pubblico la seguente mail dell'amico don Aldo Antonelli (confidando nel fatto che divenga collaboratore...):
NON CI STO!
Insomma, per il fatto che i "Professoriapplomb" siano susseguiti alla fiera delle vacche degli osceni profittatori berlusconizzati non può rendermi digeribili i piatti iniqui ed amari che il governo Monti ci dispensa.
Dopo aver ingoiato i rospi, non mi va di ingoiare i cammelli!
E mi urta la strafottenza spocchiosa di una Fornero che recita: "o così o ci mandate a casa!".
Stiamo passando dalla padella alla brace. Prima eravamo il paese con i più bassi redditi, ora si aggiunge che siamo il paese con la più alta età pensionabile.
Prima eravamo il paese più corrotto d'Europa (il quarto per la precisione), ora si aggiunge che siamo il paese con la più grande disparità di trattamento tra manager-tecnici-dipendenti-operai!
Stiamo dentro un disegno sadico nel quale i vecchi, i pensionati e gli operai vengono scotennati, mentre gli abbienti e gli evasori se la godono indisturbati.
Siamo alla demolizione totale dello Stato Democratico così come è nato dalle lotte del dopoguerra e come è salvaguardato dalle Costituzioni e si pongono le fondamenta di uno stato liberalfascista a piena disposizione delle esigenze del mercato e della finanza.
Scrive Raniero La Valle sul n. 5 di Rocca:
«La necessaria austerità economica, il salutare riordinamento dei conti pubblici stanno diventando in effetti in tutta Europa il paravento dietro il quale si gioca una partita che riguarda la figura stessa dello Stato; i predicatori del «più società meno Stato», dello «Stato minimo», i sostenitori del monopolio privato dell'economia, i denigratori della politica, i liberalizzatori ad oltranza, gli odiatori del fisco sentono arrivato il loro momento, come se fosse a portata di mano una vittoria irreversibile: il processo di restaurazione dello Stato liberale nella sua versione fondamentalista - legge e ordine a garanzia del libero gioco dei ricchi nei mercati - potrebbe oggi trovare il suo compimento. Ciò che nei singoli Stati non era stato possibile per la resistenza opposta dai movimenti sociali e dalle Costituzioni, può oggi realizzarsi nel quadro di un capitalismo elevato a regime istituzionale e politico a livello europeo, dove il potere, sovrano in quanto unico a battere moneta, è esercitato in uno spazio dove la democrazia non arriva, il controllo popolare e rappresentativo non esiste, e la voce dei movimenti non giunge se non per gli echi delle proteste disperate che si scatenano nelle piazze più colpite».
NON CI STO!
Insomma, per il fatto che i "Professoriapplomb" siano susseguiti alla fiera delle vacche degli osceni profittatori berlusconizzati non può rendermi digeribili i piatti iniqui ed amari che il governo Monti ci dispensa.
Dopo aver ingoiato i rospi, non mi va di ingoiare i cammelli!
E mi urta la strafottenza spocchiosa di una Fornero che recita: "o così o ci mandate a casa!".
Stiamo passando dalla padella alla brace. Prima eravamo il paese con i più bassi redditi, ora si aggiunge che siamo il paese con la più alta età pensionabile.
Prima eravamo il paese più corrotto d'Europa (il quarto per la precisione), ora si aggiunge che siamo il paese con la più grande disparità di trattamento tra manager-tecnici-dipendenti-operai!
Stiamo dentro un disegno sadico nel quale i vecchi, i pensionati e gli operai vengono scotennati, mentre gli abbienti e gli evasori se la godono indisturbati.
Siamo alla demolizione totale dello Stato Democratico così come è nato dalle lotte del dopoguerra e come è salvaguardato dalle Costituzioni e si pongono le fondamenta di uno stato liberalfascista a piena disposizione delle esigenze del mercato e della finanza.
Scrive Raniero La Valle sul n. 5 di Rocca:
«La necessaria austerità economica, il salutare riordinamento dei conti pubblici stanno diventando in effetti in tutta Europa il paravento dietro il quale si gioca una partita che riguarda la figura stessa dello Stato; i predicatori del «più società meno Stato», dello «Stato minimo», i sostenitori del monopolio privato dell'economia, i denigratori della politica, i liberalizzatori ad oltranza, gli odiatori del fisco sentono arrivato il loro momento, come se fosse a portata di mano una vittoria irreversibile: il processo di restaurazione dello Stato liberale nella sua versione fondamentalista - legge e ordine a garanzia del libero gioco dei ricchi nei mercati - potrebbe oggi trovare il suo compimento. Ciò che nei singoli Stati non era stato possibile per la resistenza opposta dai movimenti sociali e dalle Costituzioni, può oggi realizzarsi nel quadro di un capitalismo elevato a regime istituzionale e politico a livello europeo, dove il potere, sovrano in quanto unico a battere moneta, è esercitato in uno spazio dove la democrazia non arriva, il controllo popolare e rappresentativo non esiste, e la voce dei movimenti non giunge se non per gli echi delle proteste disperate che si scatenano nelle piazze più colpite».
PROPOSTA AGLI AMICI CREDENTI, NON CREDENTI, AGNOSTICI, DUBBIOSI E/O INCERTI
Mi piacerebbe che gli amici credenti (di qualsiasi fede), gli amici non credenti, gli agnostici, i dubbiosi, gli incerti scrivessero per il mio blog anche solo una paginetta su cosa significhi per loro essere credenti, non credenti, agnostici, dubbiosi e/o incerti oggi.
Scrivetemi: giulianofalco@gmail.com
Grazie
Scrivetemi: giulianofalco@gmail.com
Grazie
archivio dei diari di pieve santo stefano newsletter n. 238
22 marzo 2012 - newsletter n. 238
a cura di Loretta Veri e Natalia Cangi
A Pieve di Cento (Bologna) martedi' 27 marzo alle ore 20,45 appuntamento al Teatro Alice Zeppilli, in Piazza Andrea Costa con Mario Perrotta e Paola Roscioli, interpreti de Il paese dei diari.
La storia dell'Archivio di Pieve Santo Stefano e del suo fondatore Saverio Tutino raccontata da Mario Perrotta nell'omonino romanzo edito da Terre di mezzo torna in scena a Bologna, dopo il successo al Biografilm Festival 2011 e dopo una serata al Premio Pieve che ha visto a settembre la presenza in sala dello stesso Tutino, per un raddoppio di emozioni.
Alla base del racconto di Perrotta non sta la "verità" singola del narratore, che diventa invece lui stesso spettatore di migliaia di verita' contraddittorie, tutte con lo stesso diritto di voce. Per poter fare questo che si rivela sempre piu' essere un viaggio iniziatico, l'ingenuo narratore - non altrimenti che Dante attraverso i regni dell'Oltretomba - ha bisogno di una guida. E chi se non l'ideatore e creatore di quel luogo poteva assumerne la funzione? Non un personaggio, ma una persona reale, Saverio Tutino, il vero artefice dell'Archivio (Mauro Guindani, Corriere del Ticino ).
Lo spettacolo e' coprodotto dall'Archivio dei diari e dal Biografilm Festival, con il contributo di Comune di Arezzo, Banca di Anghiari e Stia, Unicoop Firenze e dalle due regioni Emilia Romagna e Toscana. La prossima tappa sara' ad Anghiari sabato 21 aprile alle ore 21,00 nella stagione del Teatro dei Ricomposti diretta da Andrea Merendelli. Sara' anche questo un omaggio a Saverio che vedra' coinvolti i due Comuni di Anghiari e Pieve Santo Stefano e le due istituzioni create da Tutino, l'Archivio dei diari e la Libera Universita' dell'Autobiografia.
il sito di Mario Perrotta
info sullo spettacolo
il sito del Comune di Pieve di Cento
la scheda del libro
la stagione teatrale di Anghiari
La figura di Saverio Tutino e' stata ricordata alla Camera dei Deputati il 30 novembre scorso da Walter Verini:
Vorrei ricordare in quest’Aula una persona che ci ha lasciato: e' morto ieri l’altro, a Roma, all’eta' di 88 anni, Saverio Tutino. E' stato, innanzitutto, da giovanissimo, un combattente per la liberta', mettendo davvero a rischio la sua vita nelle brigate partigiane che operavano in Val d’Aosta e in Piemonte per la liberta' di tutti. E' stato un grande giornalista, un giornalista curioso; curioso con gli occhi, con il cuore e con la mente, un giornalista libero e non conformista. Su Vie Nuove, L’Unita' e su La Repubblica, fin dalla sua fondazione, Saverio Tutino ha raccontato il mondo, i grandi sommovimenti che hanno rappresentato dei veri e propri passaggi d’epoca: la rivoluzione cinese, Cuba, l’area caraibica, l’America Latina, l’Algeria. Lo ha fatto con la passione autentica del grande inviato che militava nel giornalismo.
I suoi reportage, i suoi commenti, mai banali, sono stati per lunghi anni punti di riferimento imprescindibili, per capire, non necessariamente per condividere, ma per capire. Tutino ha sempre avuto anche una grande passione politica. Lo hanno ricordato in queste ore moltissime personalita' e, nel mio piccolo, voglio ricordare un episodio. Erano i giorni in cui era scoppiata la rivolta dei ragazzi di Tienanmen e mi capito', in una piazza di questo nostro paese, di parlare insieme con lui a difesa dei diritti di liberta' dei ragazzi che si oppenevano al regime comunista cinese.
Infine, nell’ultima parte della sua vita, Saverio Tutino ha regalato al nostro Paese una cosa molto bella. In un paese della Toscana, Pieve Santo Stefano, aveva inventato, seguito e curato un’esperienza bellissima: l’Archivio dei diari delle persone normali, ossia di cittadini che hanno affidato i ricordi della propria vita e le proprie esperienze alla scrittura.
L’Archivio e' oggi una realta' straordinaria, con migliaia e migliaia di diari scritti che rappresentano un ricchissimo vissuto collettivo, un patrimonio di memoria che grazie a Tutino non andra' disperso. Si tratta di un modello, di un’esperienza che e' stata ripresa anche da altre realta' in un tempo dove sembrava valere solo il presente e con cui Saverio Tutino, che nella sua vita ha inseguito sempre il futuro, ci ha aiutato a non disperdere memoria, valori, identita', ideali.
Il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha cosi' commentato: "Credo di esprimere i sentimenti di tutta l'Aula dicendo che ci associamo alle parole con cui lei ha ricordato un grande giornalista e un grande cittadino italiano"
L'intervento e' riportato nella Pagina Facebook ufficiale dell'Archivio diaristico.
Grazie alla Casa Editrice Zanichelli per l'invio della copia del volume “Lettere in movimento. Crescere consapevoli oggi” a cura di Sabina Langer, Charo Segré, Maria Clementi, Maria Barbuscia. L'antologia, al capitolo Raccontarsi e crescere. Lettera, diario, autobiografia e adolescenza, propone l'ascolto di un articolo di giornale che racconta la storia di Clelia Marchi. Nello stesso spazio viene pubblicata la foto di Leonardo Livi che ritrae Clelia e il suo celebre Lenzuolo a due piazze.
Grazie a Luigi Scoppola Iacopini per l'invio del volume Italia-Libia. Storia di un dialogo mai interrotto (di M.Bontempi, U.Parente, L.Scoppola Iacopini, a cura di Gianluigi Rossi, Roma, Editrice Apes - Istituto di Studi Politici "S.Pio V", 2012) che contiene, nel suo contributo in appendice, la citazione di tre diari dell'Archivio, Francesca Terranuova, Arthur Journo, Renato Malgaroli, da lui esaminati nel corso di una ricerca presso la sede della Fondazione di Pieve.
Vi ricordo che il regolamento del Premio Pieve Saverio Tutino, 29esima edizione, e' online alla pagina www.archiviodiari.it/regolamento.htm .
Potete gia' inviare i vostri diari e le vostre memorie per partecipare all'edizione 2013 del concorso.
Continuate a seguire le nostre iniziative, online e dal vivo
Loretta Veri
5 per mille all’Archivio dei diari - C.F. 01375620513
http://www.archiviodiari.it/cinquepermille.html
mercoledì 21 marzo 2012
GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA
Oggi è la giornata mondiale della poesia. Mi sembra che ce ne sia bisogno, di poesia (un po' meno di giornate di ..., che lasciano il tempo che trovano). Ho scelto questa, di Kostantinos Kavafis: mi sembra indicata...
Aspettando i barbari
di Konstantinos (Costantinos) Kavafis
Che cosa aspettiamo cosi’ riuniti sulla piazza?
Stanno per arrivare i Barbari oggi.
Perche’ un tale marasma al Senato?
Perche’ i Senatori restano senza legiferare?
E’ che i barbari arrivano oggi.
Che leggi voterebbero i Senatori?
Quando verranno, i Barbari faranno la legge.
Perche’ il nostro Imperatore, levatosi sin dall’aurora,
siede su un baldacchino alle porte della citta’,
solenne e con la corona in testa?
E’ che i Barbari arrivano oggi
L’Imperatore si appresta a ricevere il loro capo.
Egli ha perfino fatto preparare una pergamena
che gli concede appellazioni onorifiche e titoli.
Perche’ i nostri due consoli e i nostri pretori
sfoggiano la loro rossa toga ricamata?
Perche’ si adornano di braccialetti d’ametista
e di anelli scintillanti di brillanti?
Perche’ portano i loro bastoni
preziosi e finemente cesellati?
E’ che i Barbari arrivano oggi
e questi oggetti costosi abbagliano i Barbari.
Perche’ i nostri abili retori non perorano
con la loro consueta eloquenza?
E’ che i Barbari arrivano oggi.
Loro non apprezzano le belle frasi ne’ i lunghi discorsi.
E perche’, all’improvviso, questa inquietudine
e questo sconvolgimento? Come sono divenuti gravi i volti!
Perche’ le strade e le piazze si svuotano cosi’ in fretta
e perche’ rientrano tutti a casa con un’aria cosi’ triste?
E’ che e’ scesa la notte e i Barbari non arrivano.
E della gente e’ venuta dalle frontiere
dicendo che non ci sono affatto Barbari...
E ora, che sara’ di noi senza Barbari?
Loro erano comunque una soluzione.
Konstantinos Kavafis(1908)
tratto dal sito: http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=1605
Aspettando i barbari
di Konstantinos (Costantinos) Kavafis
Che cosa aspettiamo cosi’ riuniti sulla piazza?
Stanno per arrivare i Barbari oggi.
Perche’ un tale marasma al Senato?
Perche’ i Senatori restano senza legiferare?
E’ che i barbari arrivano oggi.
Che leggi voterebbero i Senatori?
Quando verranno, i Barbari faranno la legge.
Perche’ il nostro Imperatore, levatosi sin dall’aurora,
siede su un baldacchino alle porte della citta’,
solenne e con la corona in testa?
E’ che i Barbari arrivano oggi
L’Imperatore si appresta a ricevere il loro capo.
Egli ha perfino fatto preparare una pergamena
che gli concede appellazioni onorifiche e titoli.
Perche’ i nostri due consoli e i nostri pretori
sfoggiano la loro rossa toga ricamata?
Perche’ si adornano di braccialetti d’ametista
e di anelli scintillanti di brillanti?
Perche’ portano i loro bastoni
preziosi e finemente cesellati?
E’ che i Barbari arrivano oggi
e questi oggetti costosi abbagliano i Barbari.
Perche’ i nostri abili retori non perorano
con la loro consueta eloquenza?
E’ che i Barbari arrivano oggi.
Loro non apprezzano le belle frasi ne’ i lunghi discorsi.
E perche’, all’improvviso, questa inquietudine
e questo sconvolgimento? Come sono divenuti gravi i volti!
Perche’ le strade e le piazze si svuotano cosi’ in fretta
e perche’ rientrano tutti a casa con un’aria cosi’ triste?
E’ che e’ scesa la notte e i Barbari non arrivano.
E della gente e’ venuta dalle frontiere
dicendo che non ci sono affatto Barbari...
E ora, che sara’ di noi senza Barbari?
Loro erano comunque una soluzione.
Konstantinos Kavafis(1908)
tratto dal sito: http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=1605
martedì 20 marzo 2012
LE RAZZE UMANE NON ESISTONO
Tolosa - La vita è comune
Ho visto di nuovo che le razze non esistono. Ho visto il ragazzino ebreo, a Tolosa, con la kippà, che piange i bambini uccisi, appoggiato al petto di un uomo che, a capo chino, gli tiene delicatamente la faccia tra le mani. Un braccio di qualcun altro è posato sulla spalla del ragazzo. Si sente il suo pianto, il singhiozzo che lo scuote. Ha l'età millenaria del suo popolo. Ho visto in lui il popolo immenso delle vittime, da tutte le tribù della terra.
Ecco perché le razze non esistono: perché il pianto e il riso sono uguali in tutte le lingue e le culture; perché il dolore e la gioia, coi motivi più diversi, sono uguali in tutti i petti umani, e lo capiscono anche gli occhi di un cane che ci guarda. La vita è comune. Chi uccide lo fa perché è morto: qualche idea morta lo ha avvelenato. Dovremo riportarlo in vita, con tutta la necessaria fatica. Il "non uccidere" è il felice comandamento di vivere. E' uccidere anche fabbricare armi di distruzione e di dominio, perché la vita è unica, non è divisa in razze, né biologiche né spirituali.
Nessuna religione ha il monopolio della religione. Nessuna verità è tutta la verità. Nessun popolo, nessuna cultura è l'umanità, e non esiste primato né superiorità tra gli umani che cercano umanità. Le razze e le barriere culturali sono come un centimetro di statura, o il colore del vestito. Sotto, dentro il vestito c'è sempre un essere umano, aperto o chiuso agli umani.
Solo questa è la differenza, questa sì, questa è il problema. Ogni vittima ce lo grida di nuovo: sei umanità aperta o umanità chiusa? Sei armato o pacifico? Sei vivo o sei morto?
da una mail di Enrtico Peyretti
Ho visto di nuovo che le razze non esistono. Ho visto il ragazzino ebreo, a Tolosa, con la kippà, che piange i bambini uccisi, appoggiato al petto di un uomo che, a capo chino, gli tiene delicatamente la faccia tra le mani. Un braccio di qualcun altro è posato sulla spalla del ragazzo. Si sente il suo pianto, il singhiozzo che lo scuote. Ha l'età millenaria del suo popolo. Ho visto in lui il popolo immenso delle vittime, da tutte le tribù della terra.
Ecco perché le razze non esistono: perché il pianto e il riso sono uguali in tutte le lingue e le culture; perché il dolore e la gioia, coi motivi più diversi, sono uguali in tutti i petti umani, e lo capiscono anche gli occhi di un cane che ci guarda. La vita è comune. Chi uccide lo fa perché è morto: qualche idea morta lo ha avvelenato. Dovremo riportarlo in vita, con tutta la necessaria fatica. Il "non uccidere" è il felice comandamento di vivere. E' uccidere anche fabbricare armi di distruzione e di dominio, perché la vita è unica, non è divisa in razze, né biologiche né spirituali.
Nessuna religione ha il monopolio della religione. Nessuna verità è tutta la verità. Nessun popolo, nessuna cultura è l'umanità, e non esiste primato né superiorità tra gli umani che cercano umanità. Le razze e le barriere culturali sono come un centimetro di statura, o il colore del vestito. Sotto, dentro il vestito c'è sempre un essere umano, aperto o chiuso agli umani.
Solo questa è la differenza, questa sì, questa è il problema. Ogni vittima ce lo grida di nuovo: sei umanità aperta o umanità chiusa? Sei armato o pacifico? Sei vivo o sei morto?
da una mail di Enrtico Peyretti
RAZZISMO
E' terribile quello che è accaduto a Tolosa. E nessuno, ma proprio nessuno, può invocare a scusa la 'follia'. Questa è predeterminazione: eliminare i 'diversi' (siano essi paracadutisti maghrebini o bimbetti israeliti), questo è nazismo.
Ora tutti sono costernati. Peccato che in Francia, Sarkosy siano ormai mesi che strilla contro gli stranieri (a fini elettorali); peccato che in Francia ci siano città e paesi in mano a Marine Le Pen (grande amica, se non ricordo male, del leghista Borghezio). Peccato che anche in Francia, la sinistra non mi sembra che abbia un gran chè di idee alternative.
Sia chiaro: non voglio dire che i personaggi citati siano in qualche modo coinvolti nelle stragi. Vorrei solo ricordare però che, come recita un antico adagio italiano, 'chi semina vento, raccoglie tempesta'.
Il ventre che ha partorito il mostro, è ancora gravido: cosa facciamo contro questa mostruosità? Anche in Italia ci sono movimenti razzisti, nazisti, fascisti, che esaltano queste ideologie perverse e disumane; anche sul web girano messaggi 'deliranti'.
L'unica soluzione sarebbe quella di far terra bruciata intorno ai razzisti; impedire che l'ideologia razzista si diffonda (certamente è cosa difficile, anche perchè fino a pochi giorni fa avevamo ministri della repubblica che non brillavano per il loro ecumenismo). Lavorare per una società dove ci sia posto per tutti. Anche perchè quando si comincia a escludere qualche gruppo, la strada che conduce ad Auschwitz è tracciata.
Ora tutti sono costernati. Peccato che in Francia, Sarkosy siano ormai mesi che strilla contro gli stranieri (a fini elettorali); peccato che in Francia ci siano città e paesi in mano a Marine Le Pen (grande amica, se non ricordo male, del leghista Borghezio). Peccato che anche in Francia, la sinistra non mi sembra che abbia un gran chè di idee alternative.
Sia chiaro: non voglio dire che i personaggi citati siano in qualche modo coinvolti nelle stragi. Vorrei solo ricordare però che, come recita un antico adagio italiano, 'chi semina vento, raccoglie tempesta'.
Il ventre che ha partorito il mostro, è ancora gravido: cosa facciamo contro questa mostruosità? Anche in Italia ci sono movimenti razzisti, nazisti, fascisti, che esaltano queste ideologie perverse e disumane; anche sul web girano messaggi 'deliranti'.
L'unica soluzione sarebbe quella di far terra bruciata intorno ai razzisti; impedire che l'ideologia razzista si diffonda (certamente è cosa difficile, anche perchè fino a pochi giorni fa avevamo ministri della repubblica che non brillavano per il loro ecumenismo). Lavorare per una società dove ci sia posto per tutti. Anche perchè quando si comincia a escludere qualche gruppo, la strada che conduce ad Auschwitz è tracciata.
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