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lunedì 7 settembre 2009

Roma, sabato 19 settembre
manifestazione nazionale per la libertà d'informazione


Il 19 settembre: il giorno in cui ciascuno farà la differenza
Ci sono momenti in cui bisogna essere presenti. In prima persona. Ci sono momenti in cui se decidi di restare a casa o scegli di fare altro ti assumi una grande responsabilità. Sono i momenti in cui si rende necessaria una mobilitazione vasta delle persone, della gente, dei cittadini e non solo dei più accorti. Sono i momenti difficili in cui è indispensabile una reazione forte, civile, estesa. Sono i momenti in cui, davanti ad una grande minaccia, bisogna vincere ogni scetticismo e riscoprire il potere vitale della partecipazione personale. Sono i momenti in cui, letteralmente, ogni persona può fare la differenza.
La manifestazione che si terrà a Roma sabato 19 settembre per la libertà d'informazione è uno di questi momenti.
La libera comunicazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell'uomo e noi lo stiamo perdendo senza reagire. Se fossimo sul punto di perdere i soldi in banca, la casa o il lavoro ci scateneremmo senza batter ciglio. Ma se qualcuno ci impedisce di conoscere, di capire o di parlare ci limitiamo a borbottare. Non è per caso che siamo giunti a questo punto. Perché davanti alla lunga sequenza di attacchi a giornalisti e giornali, di illegalità, di abusi e di manipolazioni che hanno stravolto il sistema italiano dell'informazione e il servizio pubblico radiotelevisivo non c'è stata un'adeguata reazione politica, culturale e sociale.
Per questo, la manifestazione del 19 settembre è estremamente importante (e dobbiamo essere grati alla Federazione Nazionale della Stampa, ad Articolo 21 e a tutti quelli che l'hanno promossa). Perché deve scuotere chi ancora dorme. Perché deve spingere i responsabili della politica e delle istituzioni ad intervenire efficacemente, a fare quello che non hanno ancora fatto in difesa della Costituzione, della legalità e dei nostri fondamentali diritti. Perché deve segnare in ciascuno di noi un cambio di mentalità e una nuova assunzione di responsabilità.
Il problema non è solo difendere i giornalisti e i giornali sotto attacco per non aver accettato il guinzaglio ma difendere il nostro diritto di parlare e di essere ascoltati, di operare e di non essere oscurati, di informare e di essere informati.
La manifestazione del 19 non è per qualcuno. E' per tutti noi. E anche per gli altri. Ci sono persone, popoli, problemi, tragedie umane, guerre, conflitti, ma anche storie positive, idee, valori, progetti e proposte che non passano attraverso un mondo mediatico che li oscura e li cestina sistematicamente. Non passano e non passeranno fino a che ci limiteremo a brontolare.
Lo stesso discorso vale anche per la Rai. Noi abbiamo il diritto di avere un servizio pubblico radiotelevisivo degno del nome che porta, un servizio pubblico di qualità, aperto e plurale, attento alla vita delle persone e alla realtà del mondo, aperto ai costruttori di pace, di giustizia e di speranza e non solo ai killer e agli illusionisti, ai mercanti di menzogne e finzioni. E' un nostro diritto. Nessuno ce lo può togliere. Ma nessuno lo riconoscerà se non saremo noi ad esigerlo.
Diamoci da fare. Non ci saranno altri tempi supplementari. Il 19 settembre è ora.


Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace

Perugia, 7 settembre 2009
Tavola della pace
via della viola, 106122 Perugia
Tel. +39 075 5736890
Fax +39 075 5739337
segreteria@perlapace.it
www.perlapace.it

domenica 6 settembre 2009

98 preti diocesani, suore e religiosi si impegnano a praticare la disobbedienza nei confronti della legge sulla sicurezza

Pubblicato il 03 Agosto 2009 (dal sito www.noisiamochiesa.org)



Onoriamo i poveri
Come scelta e impegno di vita siamo stati chiamati e mandati a dare edessere buona notizia per i poveri. La legge-sicurezza, emanata dal Governoin questi giorni, discrimina, rifiuta e criminalizza proprio i piu' poveri ei piu' disperati. Riteniamo strumentale e pretestuosa la categoria dellaclandestinita' loro applicata. E' lo Stato che rifiuta il riconoscimento.Per chi perde il lavoro a causa della crisi, e' lo Stato che induce allaclandestinita', decidendo arbitrariamente l'interruzione dellaregolarizzazione. Di null'altro sono colpevoli queste persone se non diessere troppo bisognose. Per lo Stato italiano oggi e' questo checostituisce reato.
Molti di noi provengono da una situazione di indigenza.Con i fatti e non solo a parole ci riconosciamo nella umanita' e nelladignita' di tutte le persone che vengono colpite da questa legge iniqua;intendiamo onorare i poveri. Se non lo facessimo negheremmo le nostrepersone e la nostra missione e tradiremmo le nostre comunita'. Percio'dichiariamo in coscienza la nostra obiezione pubblica. Vale anche per noi"bisogna obbedire a Dio, invece che agli uomini" (Atti 5, 29).Siamo incoraggiati in questa decisione, non solo in riferimento alla fede,ma anche come comuni cittadini, in ottemperanza alle leggi sottoscritte evincolanti per lo Stato italiano: dalla Dichiarazione universale dei dirittiumani, alla Convenzione sullo stato dei rifugiati, alla Convenzione suidiritti dell'infanzia e alla nostra stessa Costituzione, che questalegge-sicurezza non ha tenuto in considerazione.Percio' la nostra disobbedienza non riguarda soltanto il nostrocomportamento individuale, ma faremo quanto e' in nostro potere perche' unnumero sempre crescente di cittadini metta in atto pratiche di accoglienza,di solidarieta' e anche di disobbedienza pubblica, perche' nel tempo piu'breve possibile questa legge venga radicalmente cambiata.
*Prime adesioni: don Albino Bizzotto, mons. Giovanni Nervo, don GianfrancoZenatto, don Romano Frigo, don Maurizio Mazzetto, don Giuliano Giacon, suorLucia Bizzotto, don Tiziano Dal Soglio, don Umberto Sordo, don FernandoComi, don Agostino Rota Martir, fra Ettore Marangi, fra Francesco Zecca,padre Fabrizio Valletti, don Pierpaolo Peron, fra Salvatore Mancino, donGiordano Remondi, don Romeo Penon, don Franco Scarmoncin, fra Antonino M.Clemenza, fra Jacopo Pozzerle, don Adriano Peracchi, don Fulvio Falleni, donFernando Fiscon, padre Gabriele Ferrari, don Giorgio De Checchi, padreFilippo Rota Martir, don Giovanni Cecchetto, don Giacomo Tolot, padreAdriano Sella, padre Diego Pelizzari, suor Donatella Lessio, padre GiovanniPiumatti, padre Giorgio Antonino Butterini, don Severino Alessio, fra SimoneBauce, don Lorenzo Baccin, padre Giorgio Padovan, padre Filippo Ivardi,padre Rosario Giannattasio, padre Antonio Germano Das, padre NicolaColasuonno, padre Alberto Lanaro, padre Piergiorgio Lanaro, padre GiuseppeVeniero, padre Luigi Zucchinelli, don Antonio Pizzuti, padre AntonioTrettel, don Luca Facco, don Gianfranco Formenton, padre GianalfonsoOprandi, don Giuseppe Zanon, padre Giovanni Gargano, padre Francesco Lenzi,padre Primo Silvestri, padre Loris Cattani, padre Gino Foschi, padre FrancoBordignon, padre Luigi Lo Stocco, don Gianni Gambin, fra Alberto Maggi, donMatteo Menini, padre Antonio Santini, padre Giampietro Baresi, CommissioneGiustizia e Pace dei Missionari Comboniani del Brasile Sud, don LuigiTellatin, padre Rino Benzoni, Direzione Generale dei Missionari Saveriani,padre Valentino Benigna, Comunita' delle Suore delle Poverelle di S. Chiaraa Vicenza, padre Livio Passalacqua, don Biagio Podano, suor Debora Contessi,don Mario Costalunga, don Rocco D'Ambrosio, don Daniele Vencato, suorGigliola Tuggia, suor Ornella Ciccone, suor Giordana Bertoldi, don EmanueleBenatti, suor Maria Teresa Ricci, suor Liliana Aquilina, suor GiulianaTosetto, fratel Arturo Paoli, padre Angelo Cupini, suor Maria Pia Bizzotto,suor Tina Primon, don Fabio Ferrari, padre Alex Zanotelli, don FeliceTenero, don Andrea Turchini, don Gianmario Baldassarri, don CristianSquadrani, suor Graziella Grazian, suor Maria Regina Ranzato, don ErminioPozzi, padre Paolo Costantini, don Paolo Farinella, don Antonio Ruccia, donTarcisio Giungi, don Alessandro Crescentini...*

Per adesioni e comunicazioni: e-mail: beati@libero.it,
fax: 0498070699,
tel.: 0498070522.

sabato 5 settembre 2009

comunicato stampa di noisiamochiesa sulla vicenda Boffo/IlGiornale

NOI SIAMO CHIESA
Via N.Benino 3 00122 Roma
Via Bagutta 12 20122 Milano
Tel.3331309765
+39022664753
E-mail vi.bel@iol.it
www.noisiamochiesa.org

Comunicato Stampa

“Giornale/Boffo” : una vicenda oscura si concluda ora con la nomina di un nuovo Direttore che segni una svolta nel giornalismo cattolico e indichi la possibilità di una nuova linea pastorale della Chiesa italiana”

Il portavoce di “Noi Siamo Chiesa” Vittorio Bellavite ha rilasciato la seguente dichiarazione :
“Il caso “Giornale/Boffo”presenta molti lati oscuri. Si intuisce l’esistenza di rapporti fondati anche su ricatti, in atto o potenziali, di contrasti ai vertici della Chiesa e di un inizio di difficoltà nei rapporti col governo.
C’è di tutto meno che l’evangelico “SI,SI, NO, NO, il resto viene dal maligno”; questo insegnamento è stato disatteso dal quotidiano della Conferenza episcopale nei confronti della legge sulla sicurezza e degli scandali che hanno coinvolto il Presidente del Consiglio. In questi due episodi, i silenzi durati settimane, le reticenze, le mezze parole sono stati eticamente e professionalmente censurabili tanto da determinare la reazione vivace di una parte consistente del mondo cattolico. Questo abbiamo denunciato da tempo con convinzione, anche se il troppo poco che è stato poi tardivamente scritto in merito è stato sufficiente per scatenare la reazione del potere politico che governa il nostro paese che cerca di manomettere le istituzioni democratiche, non tollerando alcun spazio di critica .
Ora bisogna nominare il nuovo Direttore. “Noi Siamo Chiesa”, come già più volte in passato, propone e chiede una svolta. Chiede che l’Avvenire sia guidato da una personalità indipendente e che diventi espressione di tutto il mondo cattolico nelle sue pluralistiche espressioni (per esempio anche dei tanti si sono autonomamente ritrovati a Firenze il 16 maggio per discutere delle prospettive della nostra Chiesa). Il pluralismo e il legittimo dibattito non sono mai esistiti con la gestione Boffo, tanto che una parte dei cattolici attivi nella Chiesa non legge più da tempo l’Avvenire. Il quotidiano in particolare non deve essere affidato, direttamente o indirettamente, a gruppi organizzati. Questa svolta ho chiesto, con molta determinazione, in un incontro che avuto col Card. Bagnasco tempo fa. E’ quindi il momento in cui il Consiglio Episcopale permanente della CEI si prenda le sue responsabilità di fronte alla base cattolica ed inizi così, con questa decisione, una svolta che porti i Vescovi italiani a una linea più pastorale, lontana dalle “campagne” e dai “progetti culturali” di questi anni e più vicina invece, nel proporre il Vangelo di Gesù, ai problemi veri, alle sofferenze, alle gioie ed alle ricerche eticoesistenziali dell’uomo di oggi nel nostro paese, bisognoso di semplici parole di verità e di accoglienza.”
Roma, 5 settembre 2009

venerdì 4 settembre 2009



"Conta le stelle se puoi", una saga ebraica al premio Campiello


Intervista alla scrittrice Elena Loewenthal


Il 3 settembre del 1962 il romanzo La Tregua di Primo Levi si aggiudicava il Campiello nella prima edizione del premio voluto dagli Industriali veneti. Quasi mezzo secolo dopo il mondo ebraico torna alla ribalta del più prestigioso riconoscimento letterario italiano che sarà assegnato domani sera con una cerimonia alla Fenice. Nella cinquina dei finalisti siede infatti Elena Loewenthal (nell'immagine), che ha conquistato il cuore di tantissimi lettori con il suo Conta le stelle se puoi (Einaudi, 263 pagine, 17.50 euro) in cui la scrittrice, traduttrice e studiosa torinese, grande esperta di cose ebraiche, narra la saga di una famiglia ebraica piemontese partendo dal giovanissimo Moisè che a fine Ottocento lascia il paesino con il suo carretto di stracci. Una saga, quella dei Levi, che sfugge al destino della storia grazie a uno scarto surreale dell’autrice che immagina la morte del Duce donando così alla famiglia lunga vita e prosperità.
La traiettoria da La Tregua, che narrava il ritorno a casa di un reduce dai campi di sterminio, a Conta le stelle se puoi, che per lo spazio di un romanzo estromette dalla Storia la Shoah, descrive un arco di grande suggestione (e non a caso il riferimento di Loewenthal all’opera di Primo Levi è costante). Snodo centrale di questo percorso, la diffusione in Italia della cultura ebraica e della letteratura israeliana, fenomeno di cui Elena Loewenthal è stata una dei grandi protagonisti. "Venticinque anni fa – racconta – i libri israeliani non arrivavano nemmeno sui tavoli egli editori. Poi c’è stato l’exploit com’era avvenuto in precedenza anche in altri paesi europei e negli Stati Uniti. Pensiamo ad esempio cos’hanno significato per la letteratura americana autori come Bellow, Malamud o Roth".
Perché l’Italia si è accorta della letteratura israeliana più tardi degli altri?
Abbiamo forse una vocazione più provincialistica. Poi conta il fatto che la nostra realtà ebraica è numericamente piuttosto ridotta.
Come si spiega il boom editoriale degli scrittori israeliani? Una moda passeggera o qualcosa di più profondo?
E’ un bisogno culturale. Vi è un forte interesse del pubblico per la realtà ebraica, percepita al tempo stesso come vicina e lontana. Quando il lettore si avvicina alla Bibbia o a certi autori scopre infatti delle affinità profonde perché la cultura ebraica è alla base della nostra civiltà quanto la cultura classica. Con l’unica differenza che la Bibbia di solito non viene insegnata nelle scuole. Questa familiarità si accompagna a una sensazione opposta perché il mondo ebraico risulta, in certo suo modo di ragionare o in certe espressioni, portatore di estraneità.
Il suo lavoro e la diffusione della cultura ebraica in Italia sono strettamente intrecciati.
Sono due percorsi paralleli. Sono cresciuta in una totale integrazione con la società circostante. Finché a 12 anni ho sentito il bisogno di recuperare la mia identità ebraica. Ho iniziato a chiedere ai miei e a studiare. E’ stato un impulso forte e doloroso che nel corso del tempo mi ha portato alla scoperta della cultura ebraica, allo studio dell’ebraico biblico e alle traduzioni, perché per me il tramite è stata la lingua, all’attività di divulgazione e alla narrazione. Ho sempre avuto modo di lavorare spinta da una profonda motivazione.
Il che è una fortuna immensa.
Senz’altro. La mia vita professionale, le mie riflessioni, sentimenti ed emozioni s’intrecciano in modo profondo. Dei ragazzi mi hanno chiesto un giorno cosa succede se capita di fare esattamente ciò che si desidera. Ho risposto che a me accade ogni giorno, con gioia e divertimento.
Che rapporto c’è fra tradurre e narrare?
Sono due aspetti diversi della scrittura che per me procedono in parallelo e mi piacciono egualmente. La traduzione mi dà grande slancio. Quand’ho finito di tradurre "Storia di amore e di tenebra" di Amos Oz ho pianto. Avevo la certezza che mai mi sarebbe capitata di nuovo un’esperienza così profondamente coinvolgente. Poi fra traduzione e narrativa vi è un rapporto osmotico. Devo molto alla scrittura di traduzione nella ricerca di una non sciatteria della lingua.
Cosa c’è ancora da scoprire della letteratura ebraica?
Molto. Tutto Agnon, ad esempio. O gli autori che compongono il background della scrittura ebraica, ad esempio Bialik.
Veniamo a "Conta le stelle se puoi" che al Campiello ha ottenuto l’unanimità della giuria dei letterati. Perché la decisione di eliminare la Shoah dalla storia?
Noi generazioni successive non possiamo darne una testimonianza diretta. L’unica via per fuggire da questa nostra inadeguatezza è rassegnarsi al silenzio, il che non vuol dire eliminare la Shoah dalla memoria e dall’educazione. Basta però con le testimonianze indirette e con la teoria. Per avere un sussulto emotivo o emozionale è sufficiente Primo Levi. Negli ultimi anni quando mi invitano a parlare di quanto è accaduto propongo proprio la rilettura di alcune sue pagine.


Daniela Gross


tratto da L'Unione informa, periodico telematico dell'UCEI - Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (per contatti info@ucei.it)

giovedì 3 settembre 2009

Lettera dell'International Women Commission a Hanan Ashrawi, eletta nell'esecutivo OLP

Ciao, vi invio la lettera che come International Women Commission (palestinesi, israeliane ,internazionali), abbiamo inviato ad Hanan Ashrawi, eletta nell' Esecutivo dell' OLP. La lettera non è solo di congratulazioni ad Hanan ma anche l'affermazione di punti precisi che portiamo avanti come ICW, in primo luogo e come urgenza la cessazione di ogni attività per i settlement sia a Gerusalemme che nella West Bank, molto importante visto che da Obama - Michtell - Solana si parla di cessazione temporanea della costruzione di settlement. Come donne diciamo la nostra.
Un saluto.
Luisa Morgantini
luisamorgantini@gmail.com
tl. 3483921465

1 Settembre 2009 Dott.ssa. Hanan Ashrawi Membro del Comitato Esecutivo dell’OLPAl-Masayef StreetRimawi Building, 3rd floorRamallah, Palestina

Cara Hanan,
a nome di tutte le componenti della Commissione Internazionale di Donne (IWC) per una pace giusta e sostenibile in Palestina e Israele, vogliamo porgere le nostre più sentite congratulazioni per la tua elezione al Comitato Esecutivo dell'OLP. In quanto autorevole componente all’interno della IWC, la tua vittoria è anche la nostra. La tua elezione come prima donna nella storia dell’OLP ad essere votata dal Consiglio Nazionale Palestinese nell’ambito dell’organo decisionale più importante dell’OLP è prima di tutto la testimonianza del tuo personale risultato in qualità di formidabile leader palestinese.
Tuttavia, tale risultato è anche motivo di festa per tutte le donne leader che continuano a lottare contro la loro esclusione dalle principali arene politico-decisionali, comprese quelle relative alle decisioni di peace making e peace building. Per le donne palestinesi, israeliane e internazionali della IWC, unite nella loro causa per porre fine all'occupazione all’insegna del raggiungimento di una pace giusta e durevole per Israele e Palestina, la tua elezione segna indubbiamente una svolta.
Il sostegno ricevuto per la tua elezione dalle donne palestinesi di ogni ambito, testimonia il potere che la solidarietà delle donne può svolgere nel tradurre in realtà lo spirito della risoluzione 1325 (2000) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su donne, pace e sicurezza, fonte d'ispirazione per le donne di tutto il mondo.
Come sai, nel mese di agosto l'IWC si è riunita per tre giorni al fine di rivalutare i propri obiettivi alla luce della mutata situazione politica dopo la guerra di Gaza, le elezioni israeliane, il Congresso di Fatah, così come il cambiamento di governo negli USA. Siamo state in grado di sviluppare un piano d'azione mirato che ci guida nel lavoro del prossimo anno in Palestina e Israele, come pure nel rafforzato lavoro di alto-livello politico di advocacy a livello internazionale. Quanto emerso da questi intensi incontri e la notizia della tua elezione rappresentano un incoraggiamento enorme alla nostra fiducia e offre fiducia nel credere che la leadership delle donne può e deve dar forma ad una soluzione giusta e sostenibile del conflitto. Inoltre, il piano di azione IWC si trova a sostenere i tuoi obiettivi che sono comuni ai nostri. In particolare, il piano dell’IWC si concentra sulle seguenti priorità:
* Responsabilità per l'attuazione del diritto internazionale e delle decisioni e risoluzioni delle Nazioni Unite che sono cruciali per la fine dell'occupazione israeliana e la creazione di uno Stato palestinese accanto a quello di Israele sui confini del 4 giugno 1967. L'obiettivo immediato è quello di concentrare le nostre attività e l’advocacy non su un arresto temporaneo, ma su una totale cessazione di tutte le attività di costruzione degli insediamenti in Cisgiordania, compresa Gerusalemme, con l'intento del loro smantellamento e della fine dell'assedio di Gaza.
* Protezione delle donne nell'interesse della sicurezza umana, l'attuazione della risoluzione ONU SCR1325 e il raggiungimento della pace, così come il riconoscimento del ruolo di leadership che le donne hanno svolto e svolgeranno nella risoluzione del conflitto.
* Avvio di un diverso approccio nell’ambito dei negoziati: traendo insegnamento dai fallimenti passati, l’IWC offrirà analisi e proposte per un processo di pace in grado di fornire risultati tangibili immediati attraverso un focus su tempi e scadenze chiare per un miglioramento concreto sul terreno; per la mitigazione delle asimmetrie di potere tra le parti negoziali, anche attraverso la riformulazione delle questioni in relazione alle radici del conflitto, nonché per garantire l'inclusione delle donne e di prospettive di genere.
Concludendo, Hanan, nel tuo nuovo ruolo di importante leadership, intravediamo un’occasione per te al fine di svolgere un ruolo particolare nella promozione degli obiettivi della IWC, in collaborazione con le nostre componenti onorarie, e in particolare a fianco delle nostre co-presidenti onorarie, Presidente della Finlandia, Tarja Halonen e Ellen Johnson-Sirleaf, Presidente della Liberia.
Ci auguriamo di poterti al più presto incontrare per discutere su come portare avanti la nostra comune agenda.
Mabruk ancora una volta, a nome di tutta la Commissione Internazionale delle Donne:
Il Direttivo della ICW:
Ines Alberdi (Presidente)
Ingibjorg Solrun Gisladottir
Luisa Morgantini
Sylvia Boren
Simone Susskind Maha Abu Dayyeh
Wafa Abdel 'Rahman
Lama Houraniaa
Amal Kreisheh
Naomi Chazan
Anat Saragusti
Aida Touma Sliman
Galia Golan

martedì 1 settembre 2009

IMMAGINARE IL FUTURO, NOVELLARA 12 E 13 SETTEMBRE

Carissima/o,
sono lieto di invitarti e di allegarti il programma,dell'evento, "Immaginare Futuro",che si terrà a Novellara il 12 e 13 settembre 2009. Come vedrai dal programma, il giorno 11 ci sarà un'anteprima con due importanti momenti dedicati a Novellara che rifletteranno sull'orizzonte comunitario.
ImmaginareFuturo,è il secondo appuntamento ideato e messo in rete dal motore "Uguali_Diversi", inaugurato nel 2008 con il Festival delle Culture in occasione dell'Anno Europeo del dialogo Intercullturale.
Immaginare futuro è l'occasione per cercare di conoscere la portata globale della crisi, in quanto non solo crisi economico-finanziaria, ma crisi dei modelli di sviluppo, crisi etica, crisi delle coscienze, crisi sociale, per scrutare,per capire e cercare possibili vie d'uscita e nuovi orizzonti....per immaginare un futuro insieme.
Ti invito a consultare il sito www.ugualidiversi.org, dove troverai tutte le informazioni necessarie.
Ti aspetto e Ti chiedo di far conoscere l'evento a tuoi amici e conoscenti.
In attesa di incontrarti, un caro saluto
Brunetto Salvarani

Tutte le attività sono gratuite e si svolgeranno presso la tensostruttura opportunamente allestita in Piazza Unità d’Italia a Novellara. E’ disponibile il servizio per disabili. (Per informazioni contattare il Comune di Novellara ai numeri che elencati nella pagina dei Contatti).
Attestato di partecipazioneI partecipanti alle conferenze ed alle tavole rotonde potranno richiedere, presso il punto informativo e di registrazione, l’attestato di partecipazione.
Venerdi 11 Settembre


18.30

Presentazione progetto"Novellara vista dai novellaresi. La comunità a confronto su: spazi pubblici, rapporti intergenerazionali, integrazione e solitudine sociale"Introduce Raul Daoli, Sindaco di NovellaraPresentazione del rapporto finale del progetto "Sviluppo di Comunità" Sintesi di parole ed immagini dal progetto a cura di Emiliano De MaioA seguire dibattito e presentazione del video delle interviste realizzato tra i cittadini intervenutiCollaborazione artistica di Nove Teatro
21.30

Tavola rotonda "Riqualificazione solidale del Territorio Progettare la Comunità".Walter Baricchi, Presidente Ordine degli architetti di Reggio E.Roberto Frega, filosofo Università degli Studi di BolognaAndrea Oliva, architettoSergio Zanichelli, Rivista Architettare Conduce: Gianluca Cristoforetti, urbanista
Sabato 12 Settembre


9.30

Inaugurazione: Spettacolo "Life is beautiful"Francesca Canova, pianoforteEnzo Crotti, chitarraValentina Vanini, voceIntervengono: Paolo Branca, Università Cattolica – MilanoRaul Daoli, Sindaco di NovellaraMarzio Iotti, Sindaco di Correggio
10.00

Intervento: Verso un nuovo modello di sviluppo mondiale: l’attività economica tra profitto, etica e utilità socialeRomano Prodi, Presidente Gruppo di lavoro ONU – Unione Africana
11.30

Intervento: La crisi nella prospettiva cristianaFranco Mosconi, Priore camaldolese dell'Eremo di S. Giorgio di Bardolino
11.30

Visita guidata al Museo Gonzaga. Ritrovo presso il Cortile della Rocca dei Gonzaga, ore 11.15
Dalle 15.00

presso la biblioteca O. Malagoli all’interno della Rocca dei Gonzaga, esposizione di libri "Immaginare futuro" (Bibliografia disponibile al punto informazioni)
Dalle 15.00

presso il museo dei Gonzaga, all’interno della Rocca, Laboratori didattici per ragazze e ragazzi dal titolo "Il futuro nel cibo" (su prenotazione al numero 0522.655426)
15.30

Intervento: L’Europa di Domani avrà le mura?Alberto Melloni, Università degli Studi di Modena e Reggio EmiliaDavid Sassoli, giornalista ed europarlamentare
17.00

Intervento: Il mondo che verrà. Educazione: sfida per il futuroPaola Bignardi, Pedagogista, direttrice della rivista "Scuola Italiana Moderna"
17.00

Visita guidata al Museo Gonzaga. Ritrovo presso il Cortile della Rocca dei Gonzaga, ore 16.45
18.00

presso la Rocca dei Gonzaga."L’atelier dell’errore come infermeria della bellezza.Progetto atelier di attività espressive per la Neuropsichiatria Infantile AUSL Reggio Emilia" a cura di Luca Santiag
18.30

Intervento:L’uomo dopo l’uomo. Il destino della specie tra natura e artificioSalvatore Natoli, Università degli Studi Bicocca, Milano
21.00

Tavola Rotonda: Crisi delle coscienze e futuro delle religioniMaria Bonafede, Moderatora Tavola ValdesePaolo De Benedetti, Università degli Studi di Urbino e TrentoLuciano Manicardi, Monaco della Comunità di BoseConduce: Alberto Melloni, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
22.30

Concerto acustico di Marco Sforzapresentazione nuovo Lp "Laiv" al Materia offFresco vincitore del concorso "Augusto Daolio" 2009 www.marcosforza.it
Domenica 13 Settembre


8.30

presso Bar L’angolo di via Veneto, Colazione in gioco.Lucio Bigi, enigmista crea giochi come strumento di comunicazione
10.00

Intervento: Come uscire dalla crisi giovanile in ItaliaMassimo Livi Bacci, Università degli Studi di Firenze
11.30

Tavola Rotonda: Immaginare futuroTonio Dell’Olio, Responsabile settore internazionale di LiberaSergio Manghi, Università degli Studi di ParmaBruno Segre, Storico, saggista e direttore della Rivista KeshetConduce: Paolo Naso, Università La Sapienza Roma
15.30

Intervento: La qualità della vita tra crescita e decrescitaMaurizio Pallante, Fondatore del Comitato per l’uso razionale dell’energia
17.00

Intervento: Il sogno potenza di realtàGabriella Caramore, Giornalista RAI, Radio 3
18.30

Intervento: Il futuro del cibo, opportunità per un nuovo rinascimentoRoberto Burdese, Presidente Slow food Italia
20.00

Presentazione programma attività culturali 2009/2010 Circolo Omnibuspresso Caffè Roma, Laboratorio del gusto di Slow Food, "Biodiversità, una risorsa per il futuro dell'agricoltura"Conversazioni e assaggi sulle antiche varietà e razze dell'agricoltura reggiana.Conduce il Laboratorio Mirco Marconi, Fiduciario Slow Food Reggio Emilia. Interverranno:Roberta Rivi, Assessore all’agricoltura provincia di Reggio EmiliaStefano Tellarini, tecnico agroambientale esperto di antiche varietàL’iscrizione e la partecipazione al laboratorio sono totalmente gratuite. Il laboratorio è a numero chiuso e la registrazio obbligatoria all’indirizzo mail: info@ugualidiversi.org Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
21.00

Giochi sul palco. Premiazione concorso Parole in gioco e SMS pensieriLucio Bigi, enigmista crea giochi come strumento di comunicazione
21.30

Proiezione del Film 'Terra Madre' di Ermanno Olmi, Cineteca di BolognaPresenta Roberto Burdese, Presidente Slow Food Italia
Tutto il giorno presso Piazza Unità d’Italia – portico lato sud Futuro_Presente – Esposizione di prodotti e progetti per una comunità consapevole.
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PER INFORMAZIONI GENERALI
Comune di Novellara Tel. 0522. 655454 Fax 0522. 655466 info@ugualidiversi.org Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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UFFICIO STAMPA
Comune di Novellara Tel 0522. 655459 - 445 Fax 0522. 652057 ufficiostampa@ugualidiversi.org Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

lunedì 31 agosto 2009

OBIEZIONE DI COSCIENZA 2009


Giancarla Codrignani giancodri@alice.it


L'abrogazione del servizio militare obbligatorio ha di fatto cancellato dalla coscienza comune il valore dell'obiezione rispetto alla violenza, per molte ragioni ancora ineliminabile, delle istituzioni militari. Ricordo che solo la "leva" era un obbligo iscritto nella Costituzione e, quindi, un vincolo ineliminabile per chi avesse voluto uscire dal pensiero astratto di un ideale di pace e testimoniare la propria dissociazione dalle guerre. Oggi credo che i nonviolenti debbano considerare se non sia giunto il tempo di rinnovare la propria dissociazione da ogni tipo di violenza che sia imposta per obbedienza giurata a coloro che esercitano la professione militare. Anche in democrazia possono essere emanate disposizioni inique da eseguire, piaccia o non piaccia, per obbedienza militare: lo dimostra l'insulto all'umanità della normativa che ha reso l'immigrazione un reato contro i principi del diritto costituzionale italiano e della dichiarazione universale dei diritti umani. La nostra Marina sta eseguendo operazioni di guerra nei confronti di esseri umani, uomini, donne, bambini, che, inermi, chiedono aiuto nel bisogno e nel pericolo estremo.

Sono stata presidente della Lega degli Obiettori di Coscienza (LOC) e mi sono battuta per l'attuazione e, poi, il rinnovo della legge di riferimento. Oggi chiedo che si riprenda a ragionare sulla "coscienza" dei militari che sentono sulla propria pelle il disagio e la difficoltà di dover "essere cattivi" (parole del ministro Maroni) nelle operazioni di respingimento di richiedenti asilo: anche al militare professionista deve essere riconosciuto formalmente il diritto di rifiutarsi di eseguire ordini contrari ai diritti umani. Anche in Israele i "refusenik" hanno sfidato il carcere per non distruggere le case dei palestinesi e commettere atti di devastazione inumana. Forse è tempo che qualche parlamentare che eventualmente sia stato obiettore o che si consideri semplicemente nonviolento/a avanzi una proposta di legge al riguardo. Ma soprattutto è tempo che a tutti i livelli gli italiani e le italiane pensino alla coscienza con cui, se restano nella passività, si fanno complici della violenza inutile delle loro istituzioni.
SOLIDARIETA' A DON ALBINO BIZZOTTO.

Oggi, 31 agosto, si compie il 13° giorno di digiuno di don Albino Bizzotto,
prete di Padova, che pubblicamente protesta a Vicenza contro l'ampliamento
della base militare aerea Dal Molin, concessa dallo stato italiano alle
truppe americane. Nella stessa base troverà ospitalità anche un nuovo
organismo militare americano, destinato soprattutto al controllo militare e
politico dell'Africa.


Il decadimento della coscienza etica degli italiani, favorita e sostenuta
dall'attuale governo con leggi discriminatorie e di indole razzista, rischia
di far passare sotto silenzio la protesta, o addirittura di incriminare l'
iniziativa del sacerdote, ben conosciuto per il suo impegno con "Beati i
costruttori di pace". Noi rifiutiamo ogni discriminazione e ogni atto di
violenza contro i più poveri e più deboli. Rifiutiamo anzitutto ogni
strumento di guerra, in coerenza con la Costituzione italiana che "ripudia
la guerra come strumento di soluzione dei conflitti". Invitiamo ad allargare
la solidarietà per don Albino, partecipando, nei modi che ci sono possibili,
alla sua azione pacifica e non violenta.


Toni Revelli, prete torinese.

da una mail dell'amico Enrico Peyretti