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venerdì 9 ottobre 2009

Il Comune di Albenga per la gestione pubblica e partecipata dell’acqua

Nel Consiglio Comunale di Albenga di Giovedì 8 è stata manifestata la volontà di difendere l’acqua potabile i servizi Idrici dall’attacco delle multinazionali che vogliono privatizzare. Il Comune di Albenga diventa capofila dei Comuni della Provincia di Savona :che rifiutano di aderire allo statuto del nascente Consorzio Provinciale che secondo la legge Tremonti 133/2008 e le modifiche inserite per Decreto dal ministro per gli affari regionali Fitto e dal ministro Calderoli di fatto privatizza l’acqua, la assimila alla gestione dei rifiuti e l’affida a società miste in cui il socio privato non deve possedere meno del 40% e deve essere socio”industriale”. In poche parole questo vuol dire la fine della gestione pubblica dell’acqua e dei servizi idrici attraverso i Comuni .
I Comuni del Ponente Ligure si devono unire, come già hanno fatto i 144 sindaci dei Comuni lombardi ,trasversalmente rappresentati, per modificare l’articolo che di fatto privatizza e mercifica l’acqua. Da tempo il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua si batte per affermare che “L’acqua è un bene comune, diritto inalienabile di ogni essere vivente e che il servizio idrico è un servizio di carattere generale,privo di rilevanza economica”. La privatizzazione dell’acqua è una scelta gravissima che inciderà sulle tasche di tanti ignari cittadini. Se ne sono accorti a Latina dove la multinazionale Veolia ha aumentato le tariffe del 300% e ai cittadini morosi i carabinieri hanno sigillato i contatori.

Carlo Tonarelli
Consigliere comunale – Responsabile di Agenda 21 Locale

mercoledì 7 ottobre 2009

lager e deportazioni, un articolo di Laura Tussi

Cara Amica, Caro Amico, Le deportazioni di civili costituiscono un aspetto e una parte importanti del fenomeno concentrazionario e della Shoah, complessivamente intesa e concepita.

L'Amministrazione Comunale e la Biblioteca Civica di Nova Milanese, a livello didattico, attraverso competenze di studio approfondito e di ricerca sul campo, da decenni, conducono un lavoro documentaristico fondato su approcci pedagogici inerenti il fenomeno concentrazionario e la deportazione, soprattutto per motivi politici. La Biblioteca Civica di Nova milanese ha creato un sito di raccolta di testimonianze, videotestimonianze e documentazioni, ricavate da interviste e colloqui diretti con sopravvissuti e superstiti italiani, deportati per motivazioni politiche. Il sito in questione è www.lageredeportazione.org e concentra in sé anni di studio e di ricerca sul campo, in documentazioni che vengono direttamente trasmesse e rese fruibili tramite il Web.

Laura Tussi
www.youtube.com/lauratussiwww.peacelink.it

LAGER E DEPORTAZIONE.Il valore educativo della memoria storica di Laura Tussi Le deportazioni di civili costituiscono un aspetto e una parte importanti del fenomeno concentrazionario e della Shoah, complessivamente intesa e concepita. L'Amministrazione Comunale e la Biblioteca Civica di Nova Milanese, a livello didattico, attraverso competenze di studio approfondito e di ricerca sul campo, da decenni, conducono un lavoro documentaristico fondato su approcci pedagogici inerenti il fenomeno concentrazionario e la deportazione, soprattutto per motivi politici. La biblioteca civica di Nova milanese ha creato un sito di raccolta di testimonianze, videotestimonianze e documentazioni, ricavate da interviste e colloqui diretti con sopravvissuti e superstiti italiani, deportati per motivazioni politiche. Il sito in questione è www.lageredeportazione.org e concentra in sé anni di studio e di ricerca sul campo in documentazioni che vengono direttamente trasmesse e rese fruibili tramite il Web. È accresciuto progressivamente e recentemente un diffuso interesse relativo al fenomeno concentrazionario e alla Shoah, grazie all'attenzione maggiore dedicata allo studio del ‘900 con i decreti Berlinguer e alla istituzione di una specifica giornata dedicata alla memoria e al ricordo di tutte le vittime della Shoah e degli stermini nazisti. In Italia è stata scelta la data del 27 gennaio, il giorno della memoria, in cui si aprirono i cancelli di Auschwitz. Nonostante questo attivismo delle istituzioni scolastiche, che vede un massiccio insegnamento dei crimini nazisti, l'antisemitismo e il razzismo sembrano esplodere in maniera virulenta in tutta Europa. Per affrontare in modalità più analitiche l'insegnamento della storia delle deportazioni, dei crimini nazisti della Shoah nella sua complessità, educatori e insegnanti si interrogano circa l'attivazione di modalità educative, produttive da un punto di vista formativo, per incentivare e migliorare tale insegnamento. Infatti risulta necessario individuare ed attivare strumenti, modi e forme didattiche adatte e che non ricadono nell'indicibile, restituendo alle quali il proprio valore nell'ambito della storia del ‘900, evitando pericolosi risvolti di desacralizzazione e interrogandosi sul tormentoso problema dell'unicità dell'Olocausto, questione che negli ultimi anni ha coinvolto storici e ricercatori in ampi dibattiti storiografici. Nella prassi scolastica occorre evitare di pensare alla Shoah come ad un evento sovrastorico, perché invece esso è intrinsecamente collegato alla storia del ‘900. Per comprendere meglio gli eventi, anche in chiave formativa, è necessario ripercorrere le tappe dell'antisemitismo, quale fenomeno sviluppatosi lungo tutto l'arco della storia umana. Fin dall'antichità, si è dispiegato il pregiudizio contro gli ebrei. Quindi l'antisemitismo non è peculiare solo del ‘900, ma affonda le sue radici nell'età classica, anche se assume una codificazione sempre più netta e precisa quando il cristianesimo si impone come religione dominante. In tutta l'Europa occidentale si sono sviluppate teorie razziste, quando gli europei cercarono una giustificazione razionale, sul piano ideologico, nella costruzione degli imperi coloniali e nella teoria della supremazia razziale, ampiamente sfruttata durante la conquista delle Americhe. Il campo di concentramento può utilmente configurarsi come un paradigma della barbarie del ‘900. Il confronto tra la Shoah e altri crimini definisce la sua unicità e singolarità, dove il genocidio ebraico è il solo nella storia ad aver perseguito l'obiettivo di un rimodellamento biologico dell'umanità, il solo complessivamente sprovvisto di una natura strumentale, in cui l'eliminazione delle vittime non era un mezzo, ma una fine implicito. Il gulag anche se terribile e brutale, nelle forme e nella sostanza, comprendeva e perseguiva il progetto di ricostruire una società diversa, mentre il lager voleva implicitamente e complessivamente un progetto di morte. Risulta opportuno chiedersi quali strumenti sono a disposizione dei docenti per una didattica capace di incidere sulla programmazione e quali temi trattare per offrire un insegnamento efficace. Spesso il tema delle deportazioni e del fenomeno concentrazionario vengono affrontati, affidando al testimone il compito di illustrare gli eventi senza preventive contestualizzazioni. Il valore dei testimoni è senza dubbio insostituibile, in quanto riescono a motivare gli studenti e a sensibilizzarli, grazie alla potenza emotiva connessa alla loro testimonianza, da cui si genera un apprendimento davvero profondo, se inserito in un percorso didattico che potrebbe avere nella testimonianza il suo stesso epilogo. L'insegnante è coinvolto nel gestire le inevitabili emozioni prodotte dall'ascolto di storie tanto estreme, in modo che da esse scaturiscano riflessione e conoscenza, in un passaggio molto difficile, perché anche con i testimoni si assiste ad un particolare fenomeno di sacralizzazione che non aiuta la riflessione critica e consapevole. Risulta importante conoscere anche gli aspetti più desueti della Shoah, come lo studio dei ghetti, la resistenza ebraica, oppure rintracciare la memoria e la storia di persone legate alle vicende del luogo in cui si vive, per intessere dinamiche di ricostruzione storica tra memoria locale e generale. Queste ricerche sono state condotte in molte scuole, partendo dagli archivi scolastici, che costituiscono una fonte imprescindibile per gli studenti. Nell'insegnamento della Shoah si ripropone il nesso tra storia e memoria. Il tema della memoria, non condivisa, non coinvolge solamente la resistenza, ma anche la storia della deportazione, costituita da molteplici tasselli e variegati aspetti, come la deportazione dei politici, degli internati militari, dei testimoni di Geova, degli omosessuali, dei Sinti e dei Rom, perseguitati dal nazismo con particolare violenza. Della terribile persecuzione dei Rom sono pervenuti esigui documenti perché i pochissimi sopravvissuti non hanno reso testimonianza, a differenza degli ebrei e dei deportati politici.Queste differenti tipologie di deportazione costituiscono tessere di un ampio mosaico, ma la memoria di tali eventi non è condivisa. L'assassinio e l'annientamento perpetrato dai nazisti viene collocato su un piano strettamente gerarchico, in quanto si assegna alla deportazione ebraica un ruolo preminente. Risulta necessario evitare che l'insegnamento della Shoah sia circoscritto intorno alla ricorrenza del giorno della memoria e renda noto quanto le diversità sociali siano state perseguitate e, nello specifico, la minoranza ebraica, in quanto differenza minoritaria, in un'Europa cristiana e intollerante. Occorre evitare la decontestualizzazione degli eventi e la loro sacralizzazione, poiché porterebbero a un apprendimento aleatorio e stereotipato, in quanto l'insegnamento della Shoah, concentrato in pochi momenti canonici, induce alla celebrazione retorica e ripetitiva, capace di ingenerare negli studenti disinteresse ed insofferenza. Se non si troveranno efficaci strategie per trasmettere la memoria, l'insegnamento dell'orrore della Shoah, porterà alla saturazione.Se le questioni relative ai diritti umani sono trattate in riferimento agli avvenimenti concreti e storici delle persecuzioni naziste, sviluppando l'empatia con le vittime, sussiste allora la possibilità effettiva di trasmettere valori persistenti, che possano rafforzare una presa di coscienza sociale critica e valorizzare la stessa democrazia. L'insegnamento della Shoah deve configurarsi proprio come educazione al rispetto e alla convivenza pacifica con l'altro e questi sono gli unici mezzi per tentare di costruire una società vivibile, scevra di conflitti e conflittualità violente che potrebbero condurre alla costituzione di nuove distruzioni di massa.
Laura Tussi

MINIMA LEX

Il Lodo Alfano è anticostituzionale?

Nel nostro paese è stato ripristinato un minimo di legalità...
In Italia chi porta il burqa è fuorilegge (o, almeno, così vorrebbero i leghisti). Chi invece vuole la balcanizzazione della stessa Italia, perseguendo l'indipendenza della cosidetta padania, siede in Parlamento e fa le leggi. Anche quelle contro la Costituzione...

lunedì 5 ottobre 2009


IN AFGHANISTAN...LA GUERRA C’E’

Dopo la morte dei sei soldati italiani il bollettino di guerra afgano deve registrare altri otto militari statunitensi caduti nei combattimenti dopo un’attacco dei guerriglieri a postazioni Usa al confine con il Pakistan. Proprio ieri i vertici militari statunitensi si stavano interrogando su una analoga sconfitta subita esattamente un anno prima nello stesso posto indicandola come elemento di crisi della loro campagna militare in Afghanistan.

La sporca guerra afgana, quindi, continua a otto anni dal suo inizio con i bombardamenti anglo-statunitensi su Kabul (7 ottobre 2001). La resistenza all’occupazione si è rafforzata come è stato affermato dai comandanti militari, che chiedono alla Nato, ad Obama, ai paesi occidentale alleati, piu’ truppe e un maggiore impegno bellico.

Nonostante un sostanziale accordo bipartisan che si esprime con una maggioranza parlamentare che vota compatta i finanziamenti del governo italiano alla missione militare in Afghanistan, negli ultimi anni è cresciuta e si è consolidata nel nostro paese - ma anche in altri paesi Europei e negli stessi Stati Uniti - una opinione maggioritaria che chiede il rientro dei soldati e la fine del massacro.

L’opposizione alla guerra si è estesa nonostante la disinformazione, le bugie, gli inganni e la retorica irritante che accompagna e giustifica l’avventura bellicista.

MERCOLEDI 7 OTTOBRE ore 17.00
Alla sede di "Carta" (sala L. Pintor")
Via dello Scalo San Lorenzo,67 Roma

ASSEMBLEA CITTADINA
Per discutere come continuare la mobilitazione contro la guerra in Afghanistan, per il ritiro immediato e incondizionato dei militari italiani, per preparare la giornata di mobilitazione del 4 novembre prossimo indicata dal PATTO CONTRO LA GUERRA
Rete Nazionale "Disarmiamoli"

www.disarmiamoli.org

domenica 4 ottobre 2009

Dossier immigrazione Caritas-Migrantes
Agenzia Redattore Sociale

Presentano la ricerca: La criminalità degli immigrati: dati, interpretazioni e pregiudizi
Roma, 6 ottobre 2009 – Ore 11.00
Sala conferenze Fnsi (Corso Vittorio Emanuele n. 349)
Il “tasso di criminalità” degli immigrati regolari nel nostro paese è leggermente più alto di quello degli italiani, ma solo per le fasce di età più giovani e, prendendo in considerazione alcuni altri fattori, i due tassi si equivalgono.
Il coinvolgimento degli immigrati in attività criminose è legato in maniera preponderante alla condizione di irregolarità.
Non esiste alcuna corrispondenza tra l’aumento degli immigrati e l’aumento dei reati in Italia.
I cosiddetti reati “strumentali” o relativi alla condizione stessa di immigrato incidono moltissimo sul carico penale delle persone immigrate.
Sono alcune delle principali conclusioni della ricerca realizzata dall’équipe del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes insieme con l’Agenzia Redattore Sociale.
Avvalendosi della “circolarità delle fonti”, di inedite correlazioni, di confronti su periodi temporali omogenei e sufficientemente lunghi, la ricerca offre nuovi strumenti per la comprensione delle delicata tematica. E ridimensiona in modo netto la portata di numerose affermazioni che in questi anni hanno contribuito ad alimentare l’allarme per “l’emergenza criminalità” degli stranieri.

PROGRAMMA
Saluto:
Franco Siddi – Segretario Federazione Nazionale Stampa Italiana

Interventi:
Franco Pittau – Coordinatore Dossier Immigrazione Caritas-Migrantes
Lucio Barletta – Avvocato, esperto di immigrazione
Vittorio Rizzi – Polizia di Stato, Capo della Squadra Mobile di Roma
Roberto Natale – Presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana
Laura Boldrini – Portavoce Unhcr Italia
Conduce: Stefano Trasatti – Direttore dell’Agenzia Redattore Sociale

Con preghiera di partecipazione.
Informazioni:
- Dossier Immigrazione Caritas/Migrantes: 06 66514345 (int. 1 o 2).
- Redattore Sociale: 0734 681001 – 348 3027434.

da una mail del Redattore sociale

venerdì 2 ottobre 2009

Care amiche e amici,

in occasione della Giornata Mondiale della Nonviolenza, oltre ad offrire una riflessione di
Giancarla Codrignani (http://www.centrostudi-px.it/focus/focus-2.htm), il Centro Studi Economico-Sociali per la Pace presenta il prossimo Seminario dedicato interamente a questo tema che ci accomuna nel profondo dei nostri ideali e della nostra mistica: http://www.centrostudi-px.it/seminari/seminario-091121.htm


un augurio di Pace a tutti!

per il Centro studi, Alberto Vitali


21-22 Novembre 2009

LA NONVIOLENZA UNICA VIA ALLA PACE
NELLA CULTURA CIVILE E RELIGIOSA

Firenze, Casa per la Pace

Sabato 21

9.30: Saluto introduttivo di Mons. Luigi Bettazzi

10.00: Radici bibliche della Nonviolenza e loro incidenza sulla mentalità religiosa attuale.
(Carmine Di Sante, teologo e saggista)

11.30: coffee break

12.00: dibattito

13.00: pranzo

15.00: “Ed egli ti dominerà”. Nonviolenza e differenza di genere (Elizabeth Green, pastora della Chiesa Battista)

16.30: coffee break

17.00: La mediazione come pratica di nonviolenza nei rapporti interpersonali.(Fernanda Werner, mediatrice dei conflitti, Cooperativa Dike)

a seguire dibattito

Domenica 22

9.30: La nonviolenza nella comunicazione: utopia o possibilità? (Carlo De Cicco, giornalista - vicedirettore de L'Osservatore Romano)

11.00: coffee break

11.30: Dall'idea alla prassi della Nonviolenza: quali proposte concrete - Tavola rotonda
(Modera Tomaso Zanda, insegnante e pubblicista)

13.00: pranzo

"La politica e’ la più alta forma di carità” (Paolo VI)


CENTRO STUDI ECONOMICO-SOCIALI PER LA PACE

Sede legale
Impruneta (FI), c/o Pax Christi-Casa per la Pace
via Quintole per le Rose 131/133

Segreteria
Milano, via Pinturicchio, 35
Tel. 02.70607095 - Fax 02.70605268
segreteria@centrostudi-px.it

giovedì 1 ottobre 2009


Riflessioni di un uomo sull’origine e il futuro del cosmo

A Padova lo scienziato inglese Stephen Hawking

Un abitante su 750 al mondo ha letto il suo libro best-seller "Dal Big Bang ai buchi neri".
Infatti egli, pur costretto da una paralisi progressiva in un corpo malato che gli rende difficile la comunicazione col mondo esterno ormai da oltre 40 anni, ha escogitato con successo qualsiasi mezzo per far conoscere all’Umanità quanto scoperto.
Invitato a Padova dall’8 all’11 maggio 2006 per ricevere la cittadinanza onoraria e le chiavi della città che ebbe Galileo Galilei come proprio docente universitario, Stephen Hawking ha fatto della propria vita un cammino di ricerca e di divulgazione.
Alla domanda del perché egli abbia deciso di scrivere libri divulgativi su argomenti così complessi quali l’astronomia e la fisica posta, Hawking ha risposto testualmente: "Vogliamo tutti capire da dove veniamo. Voglio che la gente condivida la passione per le scoperte che stiamo facendo sulle complicate teorie astrofisiche. In fondo si tratta di cittadini che pagano le tasse per sostenere la ricerca e che hanno quindi il diritto di saperne di più".
Lo scienziato e la Cosmologia
Lavorando nella sua casa-laboratorio all’Università di Cambridge, dove occupa la cattedra che fu di Newton, Hawking ha così affrontato e risolto diversi problemi lasciati aperti da Einstein, quali l’unificazione tra la Fisica della Gravitazione e la Fisica Quantistica.
Insieme a Roger Penrose, ha dimostrato che la Relatività Generale implica un’origine dello spazio e del tempo che è iniziata con il Big Bang e che termina nei Buchi neri. Ha inoltre analizzato l’ipotesi che il nostro universo comprenda almeno 11 dimensioni, oltre alle tre spaziali e quella temporale.
Il lavoro scientifico da lui condotto insomma si concentra in prevalenza sulla natura della gravità, nel tentativo di pervenire a una unificazione di questa forza con le altre tre forze fondamentali dell’Universo. Un’altra importante teoria avanzata da Hawking nel 1974 è quella sull’evaporazione dei buchi neri che viene considerata con grande attenzione dalla comunità scientifica poiché essa rappresenta la prima e completa teoria che tenta di integrare la relatività con la meccanica quantistica: secondo lo studioso, i buchi neri emetterebbero energia in modo continuo con una temperatura che è inversamente proporzionale alla loro massa. Tale emissione sarebbe responsabile di una perdita di massa continua da parte del buco nero, per cui esso si ridurrebbe a poco fino a scomparire del tutto.
Una novità rispetto alla precedente teoria che riteneva i buchi neri come pozzi senza fondo che inghiottivano materia senza lasciar sfuggire nulla dalla loro superficie, neppure la luce.
L’uomo e la Vita
Costretto da una paralisi progressiva, oggi si muove con difficoltà e riesce a comunicare solo muovendo leggermente un occhio, che manda input a un computer dotato di sintetizzatore vocalico. Il suo carattere forte l’ha portato a essere indicato come esempio di una persona che ha saputo lottare con successo da più di 40 anni contro una disabilità che gli avrebbe lasciato pochi anni di vita: "Una volta, calcolai, che nei tre anni trascorsi a Oxford studiai un migliaio di ore circa, con una media di un’ora al giorno - scrive Hawking nel suo libro best-seller "
Buchi neri e universi neonati" (Biblioteca Universale Rizzoli, 1998) - Non è che sia fiero di quella mia negligenza: sto solo descrivendo quale fosse a quel tempo il mio atteggiamento che condividevo del resto con la maggior parte dei miei compagni di studio: un atteggiamento di noia completa e la sensazione che non ci fosse nulla per cui valesse la pena di sforzarsi. Una conseguenza della malattia che mi colpi fu quella di modificare radicalmente tale atteggiamento: quando ci si trova dinanzi alla prospettiva di morire molto presto, ci si rende conto che la vita merita di essere vissuta e che ci sono molte cose che si ha voglia di fare..." E ancora: "Ho avuto la sclerosi laterale amiotrofica praticamente per tutta la mia vita adulta; eppure essa non mi ha impedito di avere una famiglia fantastica e di avere successo nel mio lavoro grazie all’aiuto che ho ricevuto da mia moglie, dai miei figli e da un gran numero di altre persone e organizzazioni. Fortunatamente la mia malattia è progredita più lentamente di quanto spesso non avvenga. Ciò dimostra che non si devono necessariamente perdere le speranze" .
La voglia di vivere e di conoscere che lo ha sorretto fino a oggi diventa così un modello per quanti altrimenti cederebbero sotto il peso delle proprie angosce e delle proprie esperienze dolorose, vinti dalla sorte: "E’ un mito per me – ha affermato un ragazzo presente all’incontro tenutosi al Palazzetto S. Lazzaro di Padova davanti a 4 mila studenti – E’ riuscito a combattere la sua malattia con tutto il suo spirito". Egli è dunque un esempio sia per i sani che per i malati: "E’un simbolo per noi disabili", ha aggiunto visibilmente commosso un giovane disabile.
 
Nel corso della conferenza stampa di Padova gli sono state rivolte alcune domande che hanno messo in luce il suo pensiero di scienziato e di uomo.
Professor Hawking, saranno la religione o la scienza a spiegare le origini del cosmo?
La scienza e la religione sono due spiegazioni alternative e ognuno sceglie quella che preferisce. Io preferisco quella della scienza.
Professor Hawking, come è fatta la materia oscura?
La materia normale, quella da cui sono formati i corpi celesti, rappresenta il 5% della massa dell’Universo. L’altro 25% è la materia oscura che non possiamo vedere ma di cui vediamo una conseguenza, la gravità. Pare che il 70% dell’Universo sia nella forma di ‘energia oscura’, una forma di materia misteriosa che causa l’espansione dell’Universo... Potrebbe essere una specie di campo di forza in lento decadimento o come penso io ‘energia del vuoto’.
E’ possibile immaginare qualcosa prima del Big Bang?
E’ come chiedere cosa c’è di più a Nord del Polo Nord. E’ una domanda priva di senso.
Un giorno sarà possibile spiegare in modo totale e completo come si è formato l’Universo?
Negli ultimi 100 anni abbiamo fatto grandi passi per capire come si è formato l’Universo. Abbiamo le leggi, tranne per i casi estremi come l’origine dell’Universo e i buchi neri. Molti, me compreso, hanno sperato di trovare una teoria ultima per spiegare tutto nell’Universo, con poche formule e un candidato molto forte pare sia la Teoria M. Possiamo sperare di poterla capire per imparare il senso della nostra esistenza. Non è una teoria singola, ma è una collezione di teorie approssimativamente diverse della stessa. Sembra che non ci sia possibile formulare la teoria sulla quale si basano tutte, se non in modo approssimato, insomma. Perciò è probabile che non riusciremo mai nella nostra impresa per arrivare a una conoscenza completa dell’Universo.
Ma in un certo senso sono contento. Dopo aver scoperto la teoria di Tutto, per la scienza sarebbe come scalare le montagne dopo aver scalato l’Everest, la più alta del mondo. La razza umana ha bisogno di una sfida intellettuale continua, sarebbe noioso essere Dio e non aver più nulla da scoprire
E’ possibile ipotizzare una vita sugli altri Pianeti?
Potrebbe essere possibile, altrove nell’Universo così come per la Terra.
Non siamo soli, ma altra vita può essere molto molto lontana.
E’ possibile viaggiare oltre la velocità della Luce?
Se fosse possibile fare questo, sarebbe allora possibile viaggiare a ritroso nel tempo. Io non ho mai incontrato nessuno dal futuro, per cui non credo sia possibile.
Questa consapevolezza farà dell’esplorazione della Galassia una faccenda molto lenta. E’ quindi impossibile visitare altre Galassie.
 
La conoscenza dell’Universo cui apparteniamo assomiglia a un gioco di scatole cinesi: ne estrai una per estrarne un’altra per continuare a estrarne ancora, in un processo che potrebbe durare all’infinito. Una sorta di cipolla che si continua a pelare strato dopo strato, nel tentativo di definirne il nucleo centrale che poi si rivela per quello che è: il Nulla.
Senza perché a cui rispondere, l’Uomo è condannato alla noia eterna. Ma niente paura: anche se si giungesse a una risposta definitiva sul come ha avuto origine l’Universo e su quale sia la nostra ragione di essere, una domanda affiorerà incontenibile, come ha osservato lo stesso Hawking: "Io avrei avuto successo nella mia ambizione di scoprire come ha avuto inizio l’Universo. Ma non so ancora perché abbia avuto inizio..."
Paola Fantin http://www.tg0.it/doc.php?foglio=2&doc=650
tratto da Riflessioni di un uomo sull’origine e il futuro del cosmo
A Padova lo scienziato inglese Stephen Hawking
Un abitante su 750 al mondo ha letto il suo libro best-seller "Dal Big Bang ai buchi neri".
Infatti egli, pur costretto da una paralisi progressiva in un corpo malato che gli rende difficile la comunicazione col mondo esterno ormai da oltre 40 anni, ha escogitato con successo qualsiasi mezzo per far conoscere all’Umanità quanto scoperto.
Invitato a Padova dall’8 all’11 maggio 2006 per ricevere la cittadinanza onoraria e le chiavi della città che ebbe Galileo Galilei come proprio docente universitario, Stephen Hawking ha fatto della propria vita un cammino di ricerca e di divulgazione.
Alla domanda del perché egli abbia deciso di scrivere libri divulgativi su argomenti così complessi quali l’astronomia e la fisica posta, Hawking ha risposto testualmente: "Vogliamo tutti capire da dove veniamo. Voglio che la gente condivida la passione per le scoperte che stiamo facendo sulle complicate teorie astrofisiche. In fondo si tratta di cittadini che pagano le tasse per sostenere la ricerca e che hanno quindi il diritto di saperne di più".
Lo scienziato e la Cosmologia
Lavorando nella sua casa-laboratorio all’Università di Cambridge, dove occupa la cattedra che fu di Newton, Hawking ha così affrontato e risolto diversi problemi lasciati aperti da Einstein, quali l’unificazione tra la Fisica della Gravitazione e la Fisica Quantistica.
Insieme a Roger Penrose, ha dimostrato che la Relatività Generale implica un’origine dello spazio e del tempo che è iniziata con il Big Bang e che termina nei Buchi neri. Ha inoltre analizzato l’ipotesi che il nostro universo comprenda almeno 11 dimensioni, oltre alle tre spaziali e quella temporale.
Il lavoro scientifico da lui condotto insomma si concentra in prevalenza sulla natura della gravità, nel tentativo di pervenire a una unificazione di questa forza con le altre tre forze fondamentali dell’Universo. Un’altra importante teoria avanzata da Hawking nel 1974 è quella sull’evaporazione dei buchi neri che viene considerata con grande attenzione dalla comunità scientifica poiché essa rappresenta la prima e completa teoria che tenta di integrare la relatività con la meccanica quantistica: secondo lo studioso, i buchi neri emetterebbero energia in modo continuo con una temperatura che è inversamente proporzionale alla loro massa. Tale emissione sarebbe responsabile di una perdita di massa continua da parte del buco nero, per cui esso si ridurrebbe a poco fino a scomparire del tutto.
Una novità rispetto alla precedente teoria che riteneva i buchi neri come pozzi senza fondo che inghiottivano materia senza lasciar sfuggire nulla dalla loro superficie, neppure la luce.
L’uomo e la Vita
Costretto da una paralisi progressiva, oggi si muove con difficoltà e riesce a comunicare solo muovendo leggermente un occhio, che manda input a un computer dotato di sintetizzatore vocalico. Il suo carattere forte l’ha portato a essere indicato come esempio di una persona che ha saputo lottare con successo da più di 40 anni contro una disabilità che gli avrebbe lasciato pochi anni di vita: "Una volta, calcolai, che nei tre anni trascorsi a Oxford studiai un migliaio di ore circa, con una media di un’ora al giorno - scrive Hawking nel suo libro best-seller "
Buchi neri e universi neonati" (Biblioteca Universale Rizzoli, 1998) - Non è che sia fiero di quella mia negligenza: sto solo descrivendo quale fosse a quel tempo il mio atteggiamento che condividevo del resto con la maggior parte dei miei compagni di studio: un atteggiamento di noia completa e la sensazione che non ci fosse nulla per cui valesse la pena di sforzarsi. Una conseguenza della malattia che mi colpi fu quella di modificare radicalmente tale atteggiamento: quando ci si trova dinanzi alla prospettiva di morire molto presto, ci si rende conto che la vita merita di essere vissuta e che ci sono molte cose che si ha voglia di fare..." E ancora: "Ho avuto la sclerosi laterale amiotrofica praticamente per tutta la mia vita adulta; eppure essa non mi ha impedito di avere una famiglia fantastica e di avere successo nel mio lavoro grazie all’aiuto che ho ricevuto da mia moglie, dai miei figli e da un gran numero di altre persone e organizzazioni. Fortunatamente la mia malattia è progredita più lentamente di quanto spesso non avvenga. Ciò dimostra che non si devono necessariamente perdere le speranze" .
La voglia di vivere e di conoscere che lo ha sorretto fino a oggi diventa così un modello per quanti altrimenti cederebbero sotto il peso delle proprie angosce e delle proprie esperienze dolorose, vinti dalla sorte: "E’ un mito per me – ha affermato un ragazzo presente all’incontro tenutosi al Palazzetto S. Lazzaro di Padova davanti a 4 mila studenti – E’ riuscito a combattere la sua malattia con tutto il suo spirito". Egli è dunque un esempio sia per i sani che per i malati: "E’un simbolo per noi disabili", ha aggiunto visibilmente commosso un giovane disabile.
 
Nel corso della conferenza stampa di Padova gli sono state rivolte alcune domande che hanno messo in luce il suo pensiero di scienziato e di uomo.
Professor Hawking, saranno la religione o la scienza a spiegare le origini del cosmo?
La scienza e la religione sono due spiegazioni alternative e ognuno sceglie quella che preferisce. Io preferisco quella della scienza.
Professor Hawking, come è fatta la materia oscura?
La materia normale, quella da cui sono formati i corpi celesti, rappresenta il 5% della massa dell’Universo. L’altro 25% è la materia oscura che non possiamo vedere ma di cui vediamo una conseguenza, la gravità. Pare che il 70% dell’Universo sia nella forma di ‘energia oscura’, una forma di materia misteriosa che causa l’espansione dell’Universo... Potrebbe essere una specie di campo di forza in lento decadimento o come penso io ‘energia del vuoto’.
E’ possibile immaginare qualcosa prima del Big Bang?
E’ come chiedere cosa c’è di più a Nord del Polo Nord. E’ una domanda priva di senso.
Un giorno sarà possibile spiegare in modo totale e completo come si è formato l’Universo?
Negli ultimi 100 anni abbiamo fatto grandi passi per capire come si è formato l’Universo. Abbiamo le leggi, tranne per i casi estremi come l’origine dell’Universo e i buchi neri. Molti, me compreso, hanno sperato di trovare una teoria ultima per spiegare tutto nell’Universo, con poche formule e un candidato molto forte pare sia la Teoria M. Possiamo sperare di poterla capire per imparare il senso della nostra esistenza. Non è una teoria singola, ma è una collezione di teorie approssimativamente diverse della stessa. Sembra che non ci sia possibile formulare la teoria sulla quale si basano tutte, se non in modo approssimato, insomma. Perciò è probabile che non riusciremo mai nella nostra impresa per arrivare a una conoscenza completa dell’Universo.
Ma in un certo senso sono contento. Dopo aver scoperto la teoria di Tutto, per la scienza sarebbe come scalare le montagne dopo aver scalato l’Everest, la più alta del mondo. La razza umana ha bisogno di una sfida intellettuale continua, sarebbe noioso essere Dio e non aver più nulla da scoprire
E’ possibile ipotizzare una vita sugli altri Pianeti?
Potrebbe essere possibile, altrove nell’Universo così come per la Terra.
Non siamo soli, ma altra vita può essere molto molto lontana.
E’ possibile viaggiare oltre la velocità della Luce?
Se fosse possibile fare questo, sarebbe allora possibile viaggiare a ritroso nel tempo. Io non ho mai incontrato nessuno dal futuro, per cui non credo sia possibile.
Questa consapevolezza farà dell’esplorazione della Galassia una faccenda molto lenta. E’ quindi impossibile visitare altre Galassie.
 
La conoscenza dell’Universo cui apparteniamo assomiglia a un gioco di scatole cinesi: ne estrai una per estrarne un’altra per continuare a estrarne ancora, in un processo che potrebbe durare all’infinito. Una sorta di cipolla che si continua a pelare strato dopo strato, nel tentativo di definirne il nucleo centrale che poi si rivela per quello che è: il Nulla.
Senza perché a cui rispondere, l’Uomo è condannato alla noia eterna. Ma niente paura: anche se si giungesse a una risposta definitiva sul come ha avuto origine l’Universo e su quale sia la nostra ragione di essere, una domanda affiorerà incontenibile, come ha osservato lo stesso Hawking: "Io avrei avuto successo nella mia ambizione di scoprire come ha avuto inizio l’Universo. Ma non so ancora perché abbia avuto inizio..."
Paola Fantin http://www.tg0.it/doc.php?foglio=2&doc=650
tratto da http://www.homolaicus.com/scienza/uomo_universo5.htm