<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2627227665946209745</id><updated>2012-01-30T19:20:41.825+01:00</updated><category term='letture'/><category term='reprint'/><category term='incontri'/><category term='meticciato'/><category term='interventi allaGiornata contro i matrimoni forzati'/><category term='per altri versi'/><category term='materiali contro l&apos;ampliamento della base di Vicenza e per il SI&apos; al referendum'/><category term='materiali'/><category term='INTERSEZIONI filosofia'/><category term='tutto ciò che può far dispiacere alla lega'/><category term='minime'/><category term='per la costruzione di un movimento libertario nonviolento ecologista e solidale'/><category term='3'/><category term='don Milani in rete'/><category term='intersezioni'/><category term='segnalazioni'/><category term='politeismo contemporaneo'/><category term='link et nunc'/><category term='filosofia dell&apos;accoglienza'/><title type='text'>NESSUNO ESCLUSO!</title><subtitle type='html'>interazione culturale, nonviolenza, incontro inter religioso.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://giulianofalco.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2627227665946209745/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulianofalco.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2627227665946209745/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Giuliano Falco</name><uri>https://profiles.google.com/102900953554541677239</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1565</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2627227665946209745.post-5332177465174822975</id><published>2012-01-30T19:20:00.002+01:00</published><updated>2012-01-30T19:20:41.836+01:00</updated><title type='text'>"Mediatore di strada", una figura per promuovere la convivenza pacifica</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Continua il lavoro del Comune di Prato - si apprende da una nota del "palazzo" - per risolvere i conflitti di convivenza condominiale tra abitanti con culture e abitudini diverse. Attraverso il progetto “Dialoghi Interculturali”, che vede il Comune capofila e il finanziamento del Ministero dell’Interno con Fondi Europei per l’Integrazione, sono molte le azioni messe in campo per promuovere la convivenza pacifica. In partenariato con il Comune di Prato sono presenti i comuni di Carmignano, Poggio a Caiano, Montemurlo e Montale, oltre a realtà del terzo settore e il Pin (polo universitario di Prato).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Tra le attività, il progetto prevede la formazione di una nuova figura, i “mediatori di strada”, ossia giovani residenti in zone della città ad alta conflittualità, i quali avranno il compito di affiancare e sostenere i mediatori professionisti nella raccolta e nella gestione dei casi di conflitto. Per formare i “mediatori di strada” è previsto un corso di 15 ore per circa 30 partecipanti, tra i quali verranno alla fine selezionati ed incaricati con i fondi del progetto alcuni giovani. Chi fosse interessato a proporsi come mediatore di strada è pregato di mettersi in contatto con il Comune al numero 0574-1835435 * vedi la mia nota.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;“E’ importante proporre soluzioni innovative ma efficaci per favorire la convivenza pacifica tra i cittadini – afferma l’assessore all’integrazione Giorgio Silli- . Uno strumento come la mediazione dei conflitti, unito alla valorizzazione delle giovani risorse presenti sul territorio, risulta fondamentale per promuovere il dialogo tra i cittadini e tra questi ultimi e le Istituzioni”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Si ricorda inoltre che i cittadini che hanno problematiche di tipo condominiale, possono rivolgersi ad esperti nella mediazione dei conflitti ed essere aiutati a risolvere il proprio caso presso lo Sportello di Ascolto e Mediazione dei conflitti, aperto tutti i giovedì dalle 15 alle 18 e completamente gratuito presso il Servizio Immigrazione del Comune di Prato, via Roma 101. Tramite lo sportello, per superare eventuali ostacoli di tipo linguistico, è possibile inoltre prevedere il supporto di traduttori in lingua cinese, araba, urdu e albanese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;da una mail della dottoressa Anja Corinne Baukloh &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;NOTA MIA: L'INVITO DI CUI SOPRA E' RIVOLTO AGLI STUDENTI DELL'UNIVERSITA' DI FIRENZE. SI POTREBBE ESPORTARE LA FIGURA AD ALBENGA?&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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Contributo da 80 fino a 200 euro</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;30 gennaio, 11:15&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;ROMA - Scatta da oggi la supertassa sul rinnovo e il rilascio del permesso di soggiorno. Almeno per il momento, infatti,sono saltati, gli annunciati sconti: il Governo nell'ultimo consiglio dei ministri non ha trova l'accordo sulla modifica del decreto Maroni-Tremonti che ha introdotto il balzello che va da 80 a 200 euro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Il problema della tassa era stato sollevato da diverse associazioni che ne chiedevano l'abolizione. L'appello era stato raccolto dal ministro dell'Integrazione Andrea Riccardi, che aveva contattato la collega Annamaria Cancellieri per concordare una soluzione. I due ministri, lo scorso 4 gennaio, avevano quindi rilasciato una dichiarazione congiunta spiegando di averdeciso ''di avviare un'approfondita riflessione e attenta valutazione'' sul contributo richiesto agli immigrati per ildocumento di soggiorno. In particolare, avevano sottolineato,''in un momento di crisi che colpisce non solo gli italiani, maanche i lavoratori stranieri presenti nel nostro Paese, c'e' daverificare se la sua applicazione possa essere modulata rispettoal reddito del lavoratore straniero e alla composizione del suonucleo familiare''.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;In sostanza i due ministri puntavano ad arrivare - prima del 30 gennaio - ad una sospensione dell'entrata in vigore del Maroni-Tremonti, in modo da introdurre esenzioni e riduzioni inbase al reddito ed al numero di figli. E' stata valutata la possibilita' di inserire la sospensiva nell'ambito del decreto sulle semplificazion iapprovato oggi dal Consiglio dei ministri. Ma la cosa non e' andata in porto a causa, sembra, di perplessita' avanzatedall'Economia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Fonti ministeriali assicurano che si continua comunque a lavorare agli 'sconti', da inserire in un provvedimento di riordino complessivo della normativa sui permessi di soggiorno. L'obolo a carico dello straniero va dagli 80 euro per il rilascio ed il rinnovo del permesso di durata compresa tra tre mesi ed un anno ai 200 per quello di soggiornante di lungoperiodo. Bisogna poi aggiungere 27,50 euro per le spese de ldocumento elettronico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;La meta' del contributo, prevede il decreto, andra' ad un Fondo rimpatri finalizzato a finanziare lespese di rimpatrio degli stranieri irregolari verso i Paesi diorigine. La restante quota e' assegnata ad altri capitoli dispesa del ministero dell'Interno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Si preannuncia una stagione di proteste e ricorsi: di un eventuale futuro sconto della tassa non godra' infatti chi presentera' richiesta di soggiorno a partire dal 30 gennaio. Un'pasticcio' cui si dovra' porre rimedio per evitare disparita'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;IndietroStampa Invia Scrivi alla redazione precedentesuccessivaScatta supertassa sui permessi di soggiorno 30 gennaio, 11:15 Ritorna alla news&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;tratto da &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ansa.it/"&gt;&lt;span style="color: white; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;www.ansa.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: white; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;E' una vergogna: abbiamo i soldi per&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;-comprare i cacciabombardieri;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;-pagare le basi NATO e americane;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;- costruire una 'nostra' base in Africa;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;-farcire di pericolosi radar il territorio nazionale.&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;Non abbiamo soldi per&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;-aumentare le pensioni;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;-ridurre le accise sulla benzina e affini;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;-finanziare la scuola, la sanità, la ricerca e la famiglia&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;In più tartassiamo anche gli immigrati, grazie alla solita lega e ai suoi amici, con questa tassa disgustosa...&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;...non solo ieri ho sentito ieri il nuovo ministro degli interni affermare, da Fabio Fazio, che dare la cittadinanza grazie allo jus solis, significherebbe far venire in Italia bambini da tutto il mondo. Embè?&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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LE STRADE DEGLI UGONOTTI E DEI VALDESI</title><content type='html'>&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Tratto dal sito www.glorioso rimpatrio.it/ &amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;La storia del Glorioso Rimpatrio dei Valdesi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Un gran numero di persone nel corso della storia, e fino aigiorni nostri, ha dovuto fuggire dalla propria terra d'origine a causa diviolenze politiche e persecuzioni senza avere alcuna certezza del ritorno, acausa di intolleranza, xenofobia, mancanza della libertà di coscienza e diespressione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;PREMESSA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;1000 uomini armati&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;13 giorni di marcia&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;250 km dal Lago diGinevra alle Valli Valdesi&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Il 26 agosto 1689 un migliaio di protestanti esiliatilasciano la Svizzera per rientrare nelle loro terre da cui erano stati cacciatitre anni prima per motivi di religione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;La spedizione,organizzata dal pastore Henri Arnaud e comandata dal notaio Antoine Turel (13compagnie valdesi, 6 ugonotte), era sostenuta sul piano politico e finanziarioda Guglielmo III re d'Inghilterra e dai Paesi Bassi. L'impresa si collocavacosì nel quadro della lotta delle potenze europee coalizzate control'assolutismo francese di Luigi XIV. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;La marcia resa particolarmente difficoltosa dal percorsomontano, il tempo inclemente, la resistenza delle truppe franco sabaude ha dasempre suscitato interesse e ammirazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;IL MOVIMENTO VALDESE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Il movimento valdeseha una lunga storia. Inizia con la vicenda di Valdo, ricco mercante di Lioneche intorno al 1170 attraversò una crisi religiosa al termine della qualedecise di condurre una vita in assoluta povertà e secondo il dettato evangelicopredicare il ritorno ad una fede cristiana fedele al Vangelo. Questa sua sceltadi vita venne condannata dalla gerarchia cattolica e vennero espulsi da Lione,lui e i suoi discepoli. I Poveri di Lione, così si chiamarono, si dispersero inProvenza e Lombardia, scomunicati nel 1180 a Verona furono definitivamentecondannati nel 1215. Pur essendo costretti a vivere nella clandestinità eperennemente ricercati dall'Inquisizione, si dispersero in gran parte dei paesid'Europa: Austria, Germania, Linguadoca ed in parecchie aree dell'Italiamedeievale. Una delle zone di maggior presenza del movimento fu la regionealpina del Delfinato e del Piemonte occidentale. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;L'organizazione molto precisa dei loro gruppi ne permise lasopravvivenza; a curarne la vita religiosa erano i barba, i predicatoriitineranti che li visitavano regolarmente e che produssero una riccaletteratura di poemi e meditazioni giunta sino a noi in lingua valdese, unaforma del provenzale alpino. Al sorgere della Riforma protestante in Europa ivaldesi aderirono naturalmente alla nuova prospettiva di fede e a partire dal1555 organizzarono nelle vallate alpine le loro comunità sul tipo delle chieseriformate svizzere, poi calviniste. Sottoposti a dure repressioni del duca diSavoia riuscirono a sopravvivere grazie alla situazione politica e alla realtàalpina delle loro terre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;ESILIO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Nel 1686, il Duca Vittorio Amedeo II di Savoia, spinto anchedal re di Francia Luigi IV, revoca i precedenti trattati e si scaglianuovamente contro i Valdesi (anche con l'aiuto di truppe francesi). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;La popolazione cerca di resistere, ma in molti perirono ovennero rinchiusi nelle fortezze di Vercelli e Trino, Benevagienna, Saluzzo,Fossano, Cherasco, Carmagnola, Asti, Ivrea, Verrua, Luserna e Torino. Il 3gennaio 1687 venne proclamato l'editto di "liberazione", chesignificò per la popolazione protestante, liberarsi dalla prigionia in carcere,ma essere costretta all'esilio scortata da truppe di soldati piemontesi.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;RIMPATRIO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Nel 1686, poco più di 2.500 valdesi superstiti che nonavevano voluto abiurare dopo la sanguinosa guerra mossa contro di loro dal ducadi Savoia Vittorio Amedeo II e da Luigi XIV di Francia (il famoso re Sole),furono liberati dalle prigioni sabaude e condotti in esilio in Svizzera. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;L'anelito di ritornare alla terra natia unito al profondodisagio di vivere da emigranti in paesi quali la Svizzera e la Germania, di cuinon conoscevano né lingua né usanze, indusse tre anni dopo i valdesi, animatidal pastore Henri Arnaud, a tentare una difficile e rischiosa spedizioneattraverso le Alpi per raggiungere manu militari&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;le loro amate valli. Nell'agosto 1689l'ardita impresa, ottenuto l'appoggio strategico e finanziario del re ingleseGuglielmo III d'Orange, si mosse dal lago Lemano, nei pressi di Prangins, eraggiunse le Valli con una marcia di 12 giorni. Qui, in seguito ad un inizialesbandamento a cui si pose rimedio con un solenne giuramento reciproco difedeltà tra ufficiali e soldati noto come "il giuro di Sibaud" (dallafrazione di Bobbio in cui ebbe luogo) si impegnarono in azioni di guerrigliaprima di essere costretti ad asserragliarsi alla Balsiglia, piccola borgatasopra Massello, in Val Germanasca. La strenua resistenza all'assedio delletruppe franco-sabaude durò vari mesi, fino a quando il repentino mutamento dialleanze politiche del duca di Savoia - sceso in guerra contro i suoi exalleati francesi - li salvò da una sicura prossima disfatta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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LE STRADE DEGLI UGONOTTI E DEI VALDESI'/><author><name>Giuliano Falco</name><uri>https://profiles.google.com/102900953554541677239</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2627227665946209745.post-375288535287324679</id><published>2012-01-27T22:43:00.001+01:00</published><updated>2012-01-27T22:43:14.464+01:00</updated><title type='text'>SALVATORE NATOLI: LE RADICI E GLI ORIZZONTI DEL CAMBIAMENTO IN TEMPO DI CRISI</title><content type='html'>&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;La Comunità di Sant'Angelo promuove e invita all'incontro con&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;SALVATORE NATOLI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Filosofo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;sul tema&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;LE RADICI&amp;nbsp; E GLI ORIZZONTI DEL CAMBIAMENTO IN TEMPO DI CRISI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Mercoledì&amp;nbsp; 1 Febbraio 2012 - Ore&amp;nbsp; 21.00&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Aula S. Bernardino&amp;nbsp; - Ingresso in Via Bertoni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Convento&amp;nbsp; Frati&amp;nbsp; Francescani&amp;nbsp; Minori - P.za&amp;nbsp; S. Angelo&amp;nbsp; -&amp;nbsp; Milano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Il Nord e il Sud del mondo sono attraversati da cambiamenti profondi, che stanno incidendo fortemente sul nostro modo di vivere. Quali sono questi cambiamenti, le loro radici e gli orizzonti che si prospettano? Quali dinamiche culturali, sociali, economiche stanno interessando il nostro vivere? Quali vecchi paradigmi e modelli, quali stili di pensiero e comportamento sono scomparsi e quali si intravedono e ci vengono proposti? Con questo primo incontro cominciamo un cammino di ricerca e riflessione domandandoci assieme a Salvatore Natoli quali cambiamenti siano in atto e quali orizzonti ci interpellino. La nostra riflessione continuerà in altri incontri chiedendoci come possiamo porci come comunità cristiana di fronte a questi cambiamenti; a quali valori e compiti siamo chiamati; quali proposte per il bene comune si possano delineare. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Salvatore Natoli è un filosofo italiano. Già docente di Logica presso l'Università di Venezia e di Filosofia della Politica presso l'Università di Milano, attualmente è professore ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. Pensatore stimolante, ha collaborato a molte riviste ed è autore di innumerevoli pubblicazioni e libri. Tra gli ultimi: “Il buon uso del mondo. Agire nell'età del rischio” (2010) e, assieme a Pierangelo Sequeri, “I comandamenti. Non ti farai idolo né immagine” (2011).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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Allorché rabbiMenachem di Vitebsk – narra la leggenda chassidica – abitava in Palestina,accadde che uno sciocco salisse sul monte degli ulivi e di lassù desse fiatoalla tromba. Fra il popolo spaventato si sparse la voce che fosse il suonodella tromba che annunziava la redenzione. Giunta la voce agli orecchi delRabbi egli aprì la finestra, guardò fuori nel mondo e disse: ‘Non c'è alcunrinnovamento’. Questo rinnovamento attende l'Ebraismo dalle opere degliuomini.”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Il libro: Dante Lattes, “Apologia dell'ebraismo”, Prefazionedi Rav Giuseppe Laras, Nota di Claudio Vercelli, Pagg. 112, € 9,90 (ISBN:978-88-95709-90-1).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Quest'opera di Dante Lattes, pubblicata per la prima voltadall'editore Formiggini nel 1923, all'interno di una collana di Apologie,continua ad essere un valido strumento per un primo, esaustivo approccio allareligione e alla cultura ebraica, ancora oggi poco o approssimativamenteconosciute in Italia, ma alle quali tutti siamo largamente debitori. Se aragione l'uomo moderno "non può non dirsi cristiano", non è meno veroche la storia dell'umanità avrebbe preso una strada diversa, e senza dubbiopeggiore, senza l'apporto fecondo e determinante del popolo ebraico. Conoscerel'ebraismo è, dunque, necessario per riflettere sulle nostre radici e, nelcontempo, valutare se il nostro percorso ha pienamente tenuto conto degliinsegnamenti morali e sociali elaborati dalla Chiesa e dalla intellighenzia diIsraele. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Dante Lattes (1876-1965), uno dei maggiori rappresentantidell'ebraismo italiano, è stato scrittore, giornalista ("Il corriereisraelitico", "Israel", "La Rassegna Mensile diIsrael", del quale è stato direttore fino alla morte), traduttore,educatore, rabbino. Oltre al presente volume, si ricordano: “Commento allaBibbia”, “Il sionismo” e “Nel solco della Bibbia”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;http://www.lazisa.it/lattes.html&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Davide Romano – Resp. Ufficio stampa "Edizioni LaZisa"&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Via Lungarini 60 - 90133 Palermo; Tel./Fax +39 091 5509295&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Calibri; font-size: large;"&gt;E-mail: stampa@lazisa.it; sito web: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.lazisa.it/"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Calibri; font-size: large;"&gt;www.lazisa.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Blog:http://edizionilazisa.blogspot.com/&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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CHIUDIAMO GLI OPG MA NON RIAPRIAMO I MANICOMI</title><content type='html'>[OPG= Ospedali Pschiatrici Giudiziari]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;L'appello di Stop OPGper una regolamentazione attenta del passaggio&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;Tra poco più di un anno, il 1 febbraio 2013, chiuderannotutti gli ospedali psichiatrici giudiziari d'Italia. Il nuovo termine per ilcompletamento del processo di superamento degli ospedali psichiatricigiudiziari già previsto dall'allegato C del decreto del Presidente delConsiglio dei Ministri 1º aprile 2008 è stato fissato con un emendamento aldecreto-legge sul sovraffollamento delle carceri approvato ieri dal Senato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Entro il 31 marzo2012 dovrà essere emanato un decreto per stabilire gli ulteriori requisitistrutturali, tecnologici e organizzativi, anche con riguardo ai profili di sicurezza,relativi alle strutture destinate ad accogliere le persone cui sono applicatele misure di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario edell'assegnazione a casa di cura e custodia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Dal 31 marzo 2013 lemisure di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario edell'assegnazione a casa di cura e custodia sono eseguite esclusivamenteall'interno delle strutture sanitarie mentre le persone che hanno cessato diessere socialmente pericolose devono essere senza indugio dimesse e prese incarico, sul territorio, dai Dipartimenti di salute mentale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Per "StopOPG" questo voto «è una nuova tappa del faticoso percorso per aboliredefinitivamente gli OPG, ma il traguardo è ancora lontano».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Ecco la lororiflessione in merito.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;«L’attenzione el’impegno, dai lavori della commissione Marino al voto del Senato di oggi, checontinua per risolvere la drammatica situazione di 1.500 nostri concittadinidimenticati e a volte condannati ad un ergastolo bianco” lascia aperta lasperanza. Anche se in realtà le norme che stabiliscono il superamento degli OPGesistono già ma non sono ancora state applicate; ora questa nuova legge fissaun nuovo termine perché ciò finalmente accada.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;In particolare, vengonoprevisti impegni per ogni regione, per la creazione di nuove struttureresidenziali psichiatriche in cui trasferire gli internati. E’ indispensabileprecisare di cosa si tratta, per evitare di aprire, al posto degli attuali OPG,dei nuovi Ospedali Psichiatrici. Abbiamo preoccupazione che le struttureresidenziali previste, od agglomerati di queste nello stesso sito, possanoriprodurre situazioni simili ai vecchi ospedali psichiatrici. Mentre i manicomisono stati aboliti proprio in quanto destinati a riprodurre - per la loronatura - disagio, sofferenza e devianza. Sono stati aboliti perché sono unarisposta sbagliata in termini di cura. E’ certamente fondamentale garantiresubito dei luoghi decorosi, per rispettare la dignità delle persone oggiinternate in luoghi indegni. Ma bisogna, ed è possibile, farlo senza riapriremanicomi (piccoli o grandi che siano).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Il vero obiettivo,per ogni internato, è avere un percorso personalizzato di assistenza esterno,finalizzato al reinserimento e al sostegno in ambiti, non solo residenziali,alternativi all’OPG, e certamente non in strutture analoghe allo stesso perlogica ed organizzazione.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Per questo stopOPGcontinua la mobilitazione, verso il Governo e verso Regioni, ASL e Comuni:responsabili di organizzare la presa in carico delle persone internate, percurarle e assisterle nel territorio di residenza, come prevedono le norme eindicano le ripetute sentenze della Corte Costituzionale. Sapendo che serveinvestire nei servizi socio sanitari nel territorio, a partire dai Dipartimentidi Salute Mentale».&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;tratto da &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.vita.it/news/view/117658"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;www.vita.it/news/view/117658&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il 27 gennaio - anniversario dell'abbattimento dellerecinzioni e della liberazione dei superstiti del campo di sterminio diAuschwitz nel 1945 - ricorre il giorno della memoria della Shoah. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;Nel&amp;nbsp;giorno della memoria quattro impegni s'impongono ad ognipersona che voglia sentirsi decente e fedele all'umanita'.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Opporsi alla guerra che sempre consiste dell'uccisione diesseri umani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Opporsi al razzismo che sempre consiste della persecuzionedi esseri umani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Opporsi alla devastazione della biosfera, casa comune e benecomune dell'umanita' intera.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Riconoscere a tutti gli esseri umani tutti i diritti umani,recare soccorso a chiunque ne abbia bisogno, ed approntare e difendere evalorizzare gli strumenti adeguati ad inverare quei diritti comuni einalienabili, a tutti recando la solidarieta' che e' costitutiva dellacivilta', della convivenza, del riconoscimento di umana dignita'.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;*&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Nel giorno della memoria della Shoah opponiamoci ancora atutte le guerre, agli eserciti e alle armi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Nel giorno della memoria della Shoah opponiamoci ancora allemisure, alle strutture e alle pratiche razziste che in Italia ancor oggi neganoi fondamentali diritti umani a tanti esseri umani nel nostro paese giunti infuga da guerre, dittature e fame, esseri umani cui la Costituzione dellaRepubblica Italiana - legge fondamentale del nostro ordinamento giuridico -riconosce il pieno diritto all'accoglienza e all'assistenza nel nostro paese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Nel giorno della memoria della Shoah opponiamoci ancora alleopere speculative che distruggono l'ambiente e con cio' mettono a rischio lasalute, la qualita' della vita individuale e associata, la dignita' ed infinel'esistenza stessa delle persone.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Nel giorno della memoria della Shoah affermiamo ancora lasolidarieta' che tutti gli esseri umani congiunge, sosteniamo quanti si trovanonella sofferenza e nel bisogno, aiutiamo le lotte in difesa del diritto ditutti all'accoglienza, all'assistenza, alla salute, alla solidarieta', adesempio a Viterbo sostenendo la lotta generosa e luminosa dell'associazione deisofferenti psichici e dei loro familiari e sostenitori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Vi e' una sola umanita'. Nel ricordo delle vittime dellaShoah ogni persona di retto sentire, ogni esperienza collettiva intesa allacivile convivenza, ogni istituzione democratica si impegni per il rispetto e lapromozione dei diritti umani di tutti gli esseri umani. E che questo impegnocontinui per tutti i giorni avvenire.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Peppe Sini&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;responsabile del "Centro di ricerca per la pace e idiritti umani" di Viterbo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Viterbo, 26 gennaio 2012&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i dirittiumani" di Viterbo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;e-mail: nbawac@tin.it&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span lang="EN-US" style="mso-ansi-language: EN-US;"&gt;web: &lt;a href="http://lists.peacelink.it/nonviolenza/"&gt;http://lists.peacelink.it/nonviolenza/&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Nonviolenti mailing list&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;a href="mailto:Nonviolenti@lists.nonviolenti.org"&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;Nonviolenti@lists.nonviolenti.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;http://lists.nonviolenti.org/cgi-bin/mailman/listinfo/nonviolenti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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Mi ha detto : &amp;lt;&amp;lt; devono vedere “Sogni bruciati”&amp;gt;&amp;gt;, io ce l’ho, te lo presto..&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;E’ un film di Lia Tagliacozzo e Sira Fatucci, che racconta in modo diverso, e a mio parere molto, molto coinvolgente, il tema della Shoà.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;Questa mattina l’ho visto con i miei alunni: è un film che vi consiglio vivamente di vedere insieme ai vostri studenti perché è girato in una scuola media romana.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;Penso che insieme a una necessaria introduzione storica da parte nostra, può essere un valido sussidio, un punto di partenza per affrontare nelle nostre scuole il tema della alienazione dei diritti, della persecuzione, delle leggi razziali del 1938 e della Shoah.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;Nel film le insegnanti chiedono ai ragazzi di prima media di scrivere i loro sogni su fogli che poi sono stati bruciati: andati in fumo proprio come i sogni dei loro coetanei di 70 anni fa.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;Troco che la visione del film costituisca un modo efficace per indurre i ragazzi a riflettere, seriamente, su discriminazioni, i pregiudizi,l’esercizio dei diritti nella società di oggi.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;Trovo anche che sia doveroso da parte nostra spiegare perché da 12 anni si celebra, il 27 gennaio il Giorno della Memoria. Credo possa contribuire a generare gli anticorpi contro il pregiudizio, a diffondere una cultura dell’accoglienza, del rispetto delle diversità. Perché il tentativo di annientamento degli ebrei d’Europa perpetrato dal nazismo e dai suoi alleati, nel segno di una ideologia criminale che si riversò anche contro altre categorie, teorizzando la supremazia di uomini su altri uomini , portando l’Europa e il mondo a una immane catastrofe, non abbia più modo di esistere.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;E’ una parte della nostra storia collettiva che deve spingersi a chiederci come possa essere potuto accadere.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;Penso che parlarne ci possa aiutare ad educare al rispetto dei diritti umani e della dignità di ogni persona. E in questo frangente è molto importante tenere presenti le radici e i valori sui quali si fonda il vivere civile. Parafrasando Primo Levi, se capire è impossibile, conoscere è necessario&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;Naturalmente farò vedere a miei alunni anche “La vita è bella”, piangeremo, ci rattristeremo,ma capiremo. E miglioreremo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;Parlatene anche voi con i vostri studenti&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;Cari saluti&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;Maria Carmela&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;(da una mail alla ml profins)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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Ha senso la ricerca di una genealogia femminile?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Le nostre antenate erano diverse dalle loro vicine di diversa confessione? Una maggior emancipazione delle donne protestanti ostacola la percezione della differenza sessuale?” E ancora: “Ha senso oggi parlare di femminismo? Quali sono le aspirazioni e i desideri delle donne oggi?”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;A partire dal museo delle donne valdesi di Angrogna, un gruppo di donne rilegge con occhi di oggi il racconto di vita delle proprie nonne o bisnonne, con l’intenzione di estendere questa ricerca a chiunque ne abbia l’interesse, per contribuire ad innescare spirali virtuose sul cammino delle donne verso una vera libertà personale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;18 febbraio 2012&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Torre Pellice – Via d’Azeglio 10&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Civica Galleria "Filippo Scroppo"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Con il patricinio del Comune di Torre Pellice&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Ingresso libero&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Informazioni: tel. 0121 93 21 79 segreteria@fondazionevaldese.org&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Fondazione Centro Culturale Valdese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Torre Pellice (To)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Museo delle donne valdesi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Angrogna (To)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Con il patrocinio del Comune di Torre Pellice&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Prendere la parola&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Donne protestanti attraverso la storia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;18 febbraio 2012&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Torre Pellice – Via d’Azeglio 10&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Civica Galleria "Filippo Scroppo"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Programma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Mattino&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Ore 10 Introduzione: senso del convegno e aspettative&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Ore 10,30 Donne della Riforma: Marie Dentière e Caterina Schütz -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Intreccio tra motivazioni teologiche e spinta all’eguaglianza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;TOTI ROCHAT&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Ore 11 Ugonotte e Puritane: Anna Trapnel e Marie Durand – Differenza e&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;autorità&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;ANNALISA BOSIO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Ore 11.30 Suffragismo: Elisabeth Cady Stanton - Emancipazione e differenza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;FEDERICA TOURN E GIOVANNA RIBET&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Ore 12 Donne valdesi - Mamme, nonne, bisnonne&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;SABINA BARAL E INES PONTET&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Proiezioni di immagini di accompagnamento alle presentazioni&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Pomeriggio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Ore 14.30 La memoria del presente&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Racconti significativi di donne di oggi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Interventi liberi sul tema&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Dibattito aperto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Coordinatrici: GIOVANNA RIBET E FEDERICA TOURN&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Ore 17 Conclusioni e chiusura&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Rinfresco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;È possibile prenotare il pranzo telefonando all’organizzazione del convegno&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Informazioni: tel. 0121 93 21 79 segreteria@fondazionevaldese.org&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Fondazione Centro Culturale Valdese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Torre Pellice (To)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Museo delle donne valdesi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Angrogna (To)&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;il depliant del Convegno è molto più bello: purtroppo l'ho ricevuto in formato pdf e non sono riuscito a riprodurre le immagini...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

&lt;script language="JavaScript" type="text/javascript" 
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font-size: large;"&gt;Care Amiche e Amici,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;come alcuni di voi sapranno, avendo a volte anche partecipato, sono già quattro anni che mi occupo di organizzare l’evento “Leggevamo 4 libri al bar”, serata di letture a voce alta, ideato dall’associazione nazionale onlus“Vivere con lentezza” che si svolge ogni settembre in tutta Italia e nel nostro caso al bar Bacicin di Ceriale sul lungomare Diaz al n° 53.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Qualcun altro saprà che ormai da molti anni nello stesso bar le domeniche mattine dalle 10, 30 in poi si svolge il “Rito dell’Aperitivo Creativo” dove un composito gruppo di amici e amiche si incontra per dialogare in modo spontaneo di arte, di cinema, di letteratura, di politica, di sport, di sesso, di alimentazione e di qualunque altra cosa che possa passare per “le menti migliori della mia generazione” saltellando, così com’è giusto, dai più grandi temi filosofici dell’uomo al pettegolezzo più becero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;L’Aperitivo è Creativo, se non altro per me che da quelle ore e da quelle chiacchierate trovo gli spunti e a volte le idee che vanno a finire nei miei romanzetti noir e per il fatto che diversi miei lettori (specialmente in estate) informati da edicolanti e librai (e dalle locandine che espongo) sanno dove trovarmi e vengono a farsi firmare i libri e a farmi complimenti e critiche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Tutto questo per dire che, poiché lunedì 26 marzo prossimo sarà la GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA, l’aperitivo di domenica mattina 25 marzo 2012 (deciso in accordo con gli amici di Vivere con Lentezza che lo segnaleranno nel sito e ai loro contatti) sarà un appuntamento che coniugherà i “4 libri al bar” con la scansione settimanale dell’Aperitivo Creativo nel senso che sarà un “Aperitivo con lentezza”, un aperitivo“lento”, che verterà sul muoversi nel mondo con lentezza, senza letture pubbliche (o anche sì per chi lo desidererà) ma soprattutto dove chi vorrà partecipare (e vi aspetto numerosi) potrà esporre agli altri in un momento di riflessione collettiva, concetti, proponimenti, suggerimenti e progetti per una vita con lentezza dove in questo caso lentezza sia sinonimo di creatività, di alternativa, di condivisione delle idee e di voglia di vivere a un’altra velocità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Il solito ma sincero grazie per avermi letto e un caro saluto a tutte/i voi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Maurizio Pupi Bracali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Carissimi amici,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;giunta alla sua sesta edizione, torna la Giornata Mondiale della Lentezza, un attimo di riflessione collettiva sui danni economici, ambientali e sociali del vivere a folle velocità, in un momento difficile di grandi trasformazioni, confusione e incertezza. Il 26 marzo 2012 o giorni attigui per chi è impossibilitato il 26, siete tutti invitati a impegnarvi e partecipare - ognuno nella propria città - con amici, colleghi, in famiglia o da soli, creando un piccolo/grande momento di riflessione per raccogliere le forze e trovare il coraggio di cambiare, contribuendo a rivoluzionare il nostro mondo dalle fondamenta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;da: Vivere con lentezza: la rivoluzione silenziosa che sta cambiando il mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;per contatti: &lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:bracaffa@libero.it"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;bracaffa@libero.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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Eleggere la maggior compagnia mineraria del mondo, la brasiliana Vale, come peggior multinazionale del pianeta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Il risultato sará consegnato al Forum Economico Mondiale di Davos, nei prossimi giorni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ci sono sei imprese candidate e Vale é al secondo posto, con soli 300 voti di differenza. Tepko, la prima in classifica, é responsabile per il disastro di Fukushima, alle cui vittime va tutta la nostra solidarietá. Ma la visibilitá di Fukishima é mondiale, mentre gli impatti di Vale sono totalmente nascosti e l'impresa continua arrogante e ambigua, nascondendo la voce silenziosa delle molte vittime.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Aiutateci a votare Vale come la peggiore del mondo!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Divulgate il piú possibile e votate qui: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.publiceye.ch/en/vote/vale/"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;http://www.publiceye.ch/en/vote/vale/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Trovate qui una lunga lista di motivi (per chi volesse aprofondire).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Grazie di cuore, a nome della nostra gente!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;p. dário bossi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;missionario comboniano - Açailândia, Maranhão&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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Io abito nella zona di Novara, vicino a Cameri dove dovrebbero essere assemblati questi nuovi cacciabombardieri F35. Abbiamo iniziato a riflettere, a cercare di capire l’impatto sul territorio, per quel poco che si sapeva. Poi ci siamo confrontati con altri, più esperti. Circa 5 anni fa, nel gennaio 2007 è uscito un comunicato firmato dall’allora Presidente di Pax Christi, mons. Valentinetti e dal Vescovo di Alessandria, mons. Charrier, responsabile della Pastorale sociale Piemontese. In sintesi il breve testo invita ad un ‘ripensamento’. Da allora è continuato un lavoro di contro- informazione, in collaborazione con la Rete Italiano per il Disarmo e con molti esperti. Sono usciti numerosi articoli su Mosaico.” Leggi tutto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;TUTTI IN MOVIMENTO – Le attività nazionali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Disarmo vuol dire FUTURO...Educare i giovani alla giustizia e alla pace vuol dire educarci tutti al disarmo delle menti, dei cuori e dei territori. Allontanare la paura. Plasmare una sicurezza comune. Costruire un futuro senza atomiche e un’Italia smilitarizzata nell’economia e nella politica, nella cultura e nel linguaggio, nelle relazioni umane, nelle nostre città.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Marcia e Convegno di fine anno a Brescia Intensa ed emozionante la 44° Marcia della Pace del 31 dicembre 2011. Quest’anno abbiamo percorso le strade della città di Brescia, accompagnando con i nostri passi un altro anno alla sua conclusione...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;F-35: E' un'altra strada... Il Vescovo presidente di Pax Christi Italia Giovanni Giudici, interviene contro la “follia dell’enorme costo dei 131 cacciabombardieri da 150 milioni di euro ciascuno”. Una decisa presa di posizione per “rompere il silenzio” e chiedere “un ripensamento di queste spese militari in Parlamento”. Come i Re Magi anche noi dobbiamo “intraprendere un’altra strada”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Dicono di noi e degli F35... Riportiamo alcuni commenti all'intervento di don Giovanni Giudici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Difendiamo l'esito del referendum... Il referendum sull’acqua è stato un mezzo imbroglio”. Sono ormai due i sottosegretari del governo Monti a rilasciare gravissime dichiarazioni tese a screditare la volontà popolare sulla difesa dell’acqua bene comune. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;La Legalità è la carità laica...Dobbiamo continuamente affermare che la Chiesa non ha l’esclusiva della salvezza, ma Dio offre la salvezza a tutte le genti. Per questo essere cristiani non è un privilegio ma una responsabilità. Il mio compito di cristiano non è di comandare sugli altri, ma di aiutarli nella piena realizzazione di sé. A voi giovani è affidata l’eredità del Concilio!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;DA UN CAPO ALL'ALTRO – Le attività dei Punti Pace&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Dal Punto Pace di Ragusa: Il nostro Punto Pace lo scorso 16 dicembre ha organizzato, insieme ad alcune associazioni della nostra città, un interessante incontro con Antonio Mazzeo, sul centro per richiedenti asilo e migranti di Mineo, località vicina a Ragusa. Abbiamo parlato con lui di questo e del Ponte sullo Stretto. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Il Punto Pace di Ragusa vi da appuntamento alla loro rassegna rassegna SULLA STESSA BARCA, che prenderà il via Domenica 22 gennaio per 5 incontri con film e video sul tema dell’immigrazione e dell’integrazione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Dal Punto Pace di Verona: Ciclo di incontri per il 50° anniversario del Concilio Vaticano II° sul tema: DONNE E CHIESA. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Dal Punto Pace di Bologna: Comune di Crevalcore, parrocchia di San Silvestro, Pax Christi punto pace Bologna, 27 Gennaio, ore 21:00 - Sala Ilaria Alpi - via Persicetana 226 – Crevalcore (BO) Giornata della Memoria: "Memoria, Martirio, Santità. Un ricordo di comunità, sacerdoti e bambini vittime della tragedia della guerra"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Da Pax Christi International:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Appello per un solido trattato sul commercio delle armi (30/12/2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Pax Christi International è impegnata in due importanti campagne interreligiose per un forte trattato sul commercio delle armi. L’appello può essere letto su: 2011-0575-en-gl-SD&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Dichiarazione su Agricoltura, riscaldamento globale e crisi di povertà (03/01/2012)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Pax Christi International ha aderito ad una dichiarazione indirizzata alla Commissione dello Sviluppo Sociale (Nazioni Unite), sui legami tra cambiamento climatico, agricoltura e povertà. Il documento è disponibile su: 2011-0569-en-gl-JW &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;FINO IN FONDO – Un approfondimento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Vi segnaliamo il testo completo dell'intervento di Antonio De Lellis su “Crisi Finanziaria e Spese Militari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;SOTTOVOCE – Opinioni, lettere, suggerimenti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;- Segnialiamo il ricordo di Gianluigi Spada&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;- Cari lettori di Verba Volant abbiamo bisogno di voi e delle vostre opinioni su questa newsletter e sulle attività che proponiamo. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Pax Christi Italia – Via Quintole per le Rose 131&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;50029 Impruneta (Fi)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;0552020375 &lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:verbavolantpax@gmail.com"&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;verbavolantpax@gmail.com&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

&lt;script language="JavaScript" type="text/javascript" 
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Il vero dialogo interreligioso non è facile. Può diventare persino pericoloso. Se intendiamo il dialogo come qualcosa di più di una semplice banale chiacchierata in cui parliamo soprattutto per essere gentili con gli altri e di più di un semplice scambio di informazioni perché ci si possa intendere meglio, se il dialogo è una vera conversazione in cui ciascuna delle parti cerca di persuadere l’altra della verità e del valore di ciò in cui crede e in cui allo stesso tempo è pronta ad essere persuasa da ciò che l’altra considera certo e valido, allora questo dialogo presenterà esigenze tanto difficili quanto rischiose. Il dialogo è un movimento complesso di “tanto-quanto”: tanto parlare quanto ascoltare, tanto insegnare quanto apprendere, tanto avere le idee chiare quanto mettere in discussione, tanto mostrare fermezza quanto rivelare flessibilità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Tutti questi binomi possono essere riassunti nella polarità di impegno e apertura. In un vero dialogo religioso (in realtà, in qualunque conversazione in cui le persone esprimono punti di vista distinti), si deve essere saldi in ciò in cui si crede, convinti del fatto che ciò che è stato certo e buono per uno possa esserlo per altri: ciò permette che si abbia qualcosa con cui contribuire al dialogo. E tuttavia, se la conversazione è a doppio senso, se è garantita “uguaglianza di diritti” a tutti i partecipanti al dialogo, allora si deve anche essere aperti ad ascoltare e possibilmente ad apprendere dai nostri compagni di dialogo. E “apprendere” può significare cambiare il nostro punto di vista e ammettere gli errori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Per i cristiani, ciò significa dover essere completamente impegnati con Cristo e con il suo Vangelo e, al tempo stesso, essere realmente aperti a ciò che Dio possa tentare di dirci attraverso altre religioni. Ciononostante, per la maggior parte dei cristiani questo rappresenta qualcosa di nuovo, qualcosa forse di sconcertante o minaccioso. (…). Non sarà come chiedere a una persona sposata di mantenere la fedeltà di coppia e allo stesso tempo di essere aperta ad altre potenziali relazioni? L’apertura verso altre religioni potrebbe condurre i cristiani in dialogo a sminuire o anche a perdere la propria lealtà nei confronti di Cristo e del Vangelo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Se qualcosa è difficile o pericoloso non significa che non sia necessario. E per molti - sempre di più, pare - il dialogo con persone di altri credo, malgrado complessità e rischi, continua ad essere un imperativo etico. (…). Tale genere di dialogo richiede un complicato equilibrio tra fedeltà e apertura. Possono raggiungerlo i cristiani?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ebbene, noi cristiani, credo, non abbiamo i mezzi per realizzare tale equilibrio in un vero dialogo religioso. Non abbiamo, cioè, gli strumenti teologici. (…). Nelle parole di Jacques Dupuis, uno dei teologi cristiani delle religioni più esperti ed attenti, questo tipo di teologia nutrita dal dialogo richiederà un “cambiamento qualitativo” nel modo in cui i cristiani intendono altre religioni. Ma questo cambiamento non si è ancora verificato. Allora, una teologia cristiana delle religioni che possa sostenere un dialogo cristiano con le religioni è un “lavoro in corso”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Così, vorrei presentare una breve e rapida rassegna delle teologie delle religioni contemporanee. Ciò rivelerà, spero, dove si è avanzato e dove è necessario avanzare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Le attuali teologie cristiane delle religioni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Classificare è sempre rischioso. Far sì che le cose entrino in categorie ben definite a volte significa farle entrare a forza (o lasciare da parte quelle che non entrano). Malgrado ciò, in uno sforzo per dare un po’ d’ordine alla gamma degli attuali atteggiamenti cristiani nei confronti di altre religioni, mi si permetta di offrire una serie di categorie o modelli che coprono, credo, la maggior parte dell’ambito teologico. La maggioranza dei teologi cristiani che si occupano di altre religioni si muovono tra questi modelli ma ciascuno passa più tempo all’interno di uno che all’interno degli altri. (…).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il Modello di Sostituzione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Per i cristiani che seguono questo modello, il miglior modo di relazionarsi con le persone di altre religioni è quello di condividere con esse la Buona Novella di Gesù e sperare che ciò le conduca a diventare parte della comunità di seguaci di Gesù. Questo atteggiamento può essere individuato soprattutto nelle Chiese fondamentaliste ed evangeliche, per quanto buona parte della loro teologia sia stata elaborata, potentemente e profeticamente, da Karl Barth. Per questi cristiani, esistono certi punti, dati a conoscere dalla rivelazione di Dio attraverso Gesù, che semplicemente non sono negoziabili. Tra questi, l’annuncio a tutto il mondo che Dio ha offerto la speranza e la possibilità di benessere (salvezza) attraverso la vita, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo. Lì e in nessun’altra parte. Come è enunciato chiaramente in 1 Tim 2,4-5, Dio realmente non discrimina nel suo amore e «vuole che tutti si salvino», ma questo Dio offre tale amore salvifico attraverso l’«unico mediatore tra Dio e gli esseri umani: Cristo Gesù». Ciò significa che in altre religioni potremmo incontrare molte domande valide, anche necessarie, su come gli esseri umani possano organizzarsi, ma la vera, effettiva e unica risposta è data nel messaggio e nella persona di Gesù. Per quanto i cristiani possano amare le persone di altre religioni e cercare di parlare con loro, essi riveleranno il loro amore nel tentativo di sostituire la fede e le pratiche religiose precedenti con il battesimo alla vita e alla pratica cristiane. (…).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ma come si può essere aperti alla possibilità di apprendere da altri quando già si possiede la totalità della verità di Dio? Come si può cooperare realmente con altre religioni cercando di risolvere i problemi etici globali del presente quando si è convinti che l’unica soluzione sia stata già data in Gesù? Senza dubbio, i cristiani legati a questo modello di sostituzione non vedono la necessità del dialogo e non provano inquietudine ad annunciare ai buddisti o ai musulmani che non possono essere salvati senza abbracciare Gesù. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il Modello di Compimento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Questo modello ha assunto chiara visibilità, soprattutto per i cattolici, ma anche per i protestanti, quando il Concilio Vaticano II ha cercato di preparare il terreno teologico per un atteggiamento più positivo nei confronti dei membri di altre religioni e, per questo, verso un vero dialogo con essi. Per la prima volta nella sua storia, la Chiesa cattolica, in annunci formali e ufficiali, ha riconosciuto pubblicamente che esistono molte cose «certe e sacre» in altre religioni, che queste religioni contengono «preziosi elementi religiosi e umani... elementi di verità e grazia» che Dio sta rivelando e forse offrendo per la salvezza attraverso di esse, e che di conseguenza i cristiani sono «esortati... con prudenza e carità... a dialogare e a collaborare» con queste religioni. Ciò che ha fatto irruzione nel Vaticano II è stato in gran misura appoggiato e sviluppato dalle Chiese protestanti denominate “di linea tradizionale”, diventando un elemento di consenso: che, cioè, il Dio rivelato da Gesù non può essere confinato nelle Chiese cristiane.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ma, per questo modello, qual è lo scopo definitivo del dialogo? La risposta è determinata dallo stesso punto non negoziabile che guida il modello di sostituzione: Gesù come unico e vero Salvatore. Per quanto i rappresentanti di questo modello di compimento riconoscano che gli effetti della morte e della resurrezione di Gesù operano realmente al di fuori della Chiesa, all’interno e attraverso altre religioni (in maniera cosmica o anonima), essi insistono sul fatto che (…) è solo in Gesù che la verità di Dio è completamente, finalmente e insuperabilmente rivelata. (…). In Gesù e nella sua Chiesa, tutta la verità, il valore e la bellezza di altre religioni possono trovare il loro compimento. Come esprime il Concilio Vaticano II, «quello che c’è di buono e di vero in esse, la Chiesa lo considera come una preparazione al Vangelo».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Con questo modello, come possono equilibrarsi fedeltà e apertura? Come avviene con il modello di sostituzione, tale atteggiamento si inclina pesantemente verso la fedeltà e, allo stesso tempo, offre possibilità per una maggiore apertura affermando enfaticamente la presenza attiva di Dio in altre religioni. Tuttavia, è sufficiente questa apertura ai fini di una conversazione in cui entrambe le parti possano realmente non solo parlare ma anche apprendere? Se il valore di Buddha è possibile solo attraverso Gesù, se noi cristiani disponiamo della Parola di Dio completa e definitiva, se pertanto qualunque verità che possa essere trovata nell’induismo deve essere già presente nella rivelazione cristiana... quanto possono i cristiani realmente apprendere dal dialogo? Quanto si può aggiungere a ciò che è già «completo e definitivo»?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il Modello di Reciprocità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;I portavoce di questo modello cercano di colmare le lacune in termini di apertura presenti negli altri modelli. A loro giudizio, quello che non è negoziabile è aperto ancora a nuove interpretazioni. E così essi argomentano che, in questa era segnata dall’urgenza di un dialogo, si può intendere la testimonianza del Nuovo Testamento e della tradizione cristiana in modo tale che i cristiani possano proclamare Gesù come vero Salvatore del mondo (punto non negoziabile), ma non come unico Salvatore del mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;In altre parole, il ruolo salvifico di Gesù continua ad essere universale, cioè diretto a tutte le persone, non solo ai cristiani; ma questo ruolo non è esaustivo rispetto al disegno di Dio nel mondo. Pertanto, allo stesso modo in cui i cristiani devono continuare ad annunciare che Gesù e il suo messaggio sono necessari perché l’umanità comprenda e viva ciò che Dio vuole per il bene della creazione, anche altre figure o rivelazioni religiose potrebbero essere ugualmente necessarie (“potrebbero”, perché è solo attraverso il dialogo che essi possono scoprirlo). Ciò non vuol dire che non esistano differenze tra le religioni o che tutte stiano essenzialmente esprimendo le stesse cose, o che ogni fede religiosa sia ugualmente valida o efficace per rivelare la verità di Dio. Le differenze tra le religioni sono reali, spesso radicali, ed hanno sì importanza. Le differenze costituiscono la materia del dialogo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;È chiaro che esiste una grande apertura in questo modello. (…). Sembrerebbe che l’apertura abbia superato la fedeltà. Se molte figure religiose possono esprimere messaggi universalmente rilevanti e ugualmente validi, Gesù non finisce per essere “uno del mucchio”, uno dei tanti salvatori? È ciò realmente congruente con tutto il messaggio del Nuovo Testamento che attribuisce a Gesù una qualità speciale che non si può incontrare in nessun altro? È coerente con la fede espressa dal Nuovo Testamento e nel corso della storia cristiana che Gesù è “Figlio di Dio” in un modo diverso da quello in cui lo siamo tutti e tutte? E, se Dio salva in molti modi, perché dovrei sceglierne uno anziché un altro? (…).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Potremmo anche chiedere ai rappresentanti del modello di reciprocità se sono tanto aperti nei confronti delle altre religioni come essi ritengono. Se realmente crediamo che qualcosa è vero, se questa verità influisce su tutta la nostra vita, non influirà anche su quello che vediamo in altre religioni? (…). Giudicheremo che qualcosa è vero e buono in un’altra religione perché riflette o si relaziona con la nostra stessa verità e bontà. Se non lo fa, riterremo che è falso o maligno. Quanta apertura c’è, realmente?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il Modello di Accettazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;(…) Influenzati dalla cosiddetta coscienza postmoderna (…), i rappresentanti di questo modello accettano il fatto che tutti viviamo nei nostri mondi culturali, che questi mondi influenzano il modo in cui vediamo tutto il resto e che i molti mondi culturali-religiosi che conformano l’umanità sono molto, molto diversi tra loro. Di fatto, sono così diversi che in realtà non è possibile “misurarne” uno a partire dalla prospettiva di un altro: ogni mondo o religione è incommensurabile rispetto agli altri. (…). Le religioni stanno cercando non la salvezza ma le salvezze, ciascuna seguendo il proprio cammino verso la propria destinazione finale, tanto in questo mondo come nel prossimo. Ciò significa, detto più chiaramente, che praticamente tutti abbiamo i nostri punti “non negoziabili”: tutti abbiamo i nostri assoluti o verità complete e finali, e non possiamo giudicarne una alla luce delle altre. Tentare di farlo ci porterà a distorcere l’altra per conformarla alla nostra o a ridurre la propria per lasciare spazio all’altra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Allora, questo modello invita i cristiani e tutte le persone religiose ad accettare semplicemente le altre religioni. A lasciarle in pace. Ad essere buoni vicini, ma restandosene ciascuno nel proprio orticello. (…). Il dialogo è, e deve essere, una sorta di santa competizione, in cui tutti presentano le proprie verità non negoziabili nel modo più chiaro e cordiale possibile, con la speranza che prevalga la verità più profonda o superiore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Sembrerebbe che questo modello di accettazione raggiunga un equilibrio preciso tra fedeltà e apertura, riconoscendo che tutte le religioni hanno le proprie affermazioni di verità assolute o non negoziabili ed esortandole a rispettarsi mutuamente. Ma ci si potrebbe domandare: questa comprensione del pluralismo religioso (…) arriva da qualche parte? Sembra che le religioni siano in realtà confinate nei propri orticelli, ciascuna saldamente impegnata con la propria verità. Ma, forse, troppo saldamente. (…). Per quanto ogni religione sia aperta e accetti le differenze e le affermazioni assolute di altre religioni, questa accettazione non finisce per diventare semplice tolleranza anziché un dialogo in cui entrambe le parti siano pronte non solo a difendere ma anche a criticare la propria posizione? Possono le religioni realmente cercare insieme la verità e la cooperazione quando avanzano in diverse direzioni, verso diverse “salvezze”?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La teologia cristiana delle religioni: un lavoro in corso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Verso dove ci volgiamo partendo da qui? Sembrerebbe che nessuno di questi modelli, per sé soli, realizzi il lavoro perfetto di aiutare i cristiani a raggiungere la convergenza necessaria tra fedeltà e apertura per rispondere all’imperativo del dialogo. Come già espresso, la teologia delle religioni e il dialogo rappresentano un lavoro in corso. I teologi cristiani, a partire da non importa quale “modello”, devono continuare a conversare con tutti. E se possono farlo impiegando queste due “lanterne ermeneutiche” – mirando a una teologia delle religioni che possa promuovere tanto la fedeltà a Cristo quanto l’apertura agli altri – confido nel fatto che potranno realizzare una teologia che dia luogo a una spiritualità cristiana più soddisfacente, a un dialogo più effettivo con gli altri e ad un più avanzato processo di guarigione per il nostro mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;VERSO UNA NUOVA TEOLOGIA CRISTIANA DELLE RELIGIONI CHE SIA PLURALISTA E LIBERATRICE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;(…) Bene, se nessuno di questi modelli è perfetto, mi piacerebbe esporre (…) la ragione per cui uno di essi realizza un lavoro migliore degli altri per ciò che riguarda il dialogo. Sto parlando del “Modello di Reciprocità” o, come è generalmente chiamato, del “Modello Pluralista”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Una delle più forti critiche a questo modello - una critica che viene specialmente da Benedetto XVI – è che esso non può essere considerato come un’opzione valida per un cristiano. Come cattolico praticante e come teologo cattolico che cerca di restare fedele alle proprie responsabilità, mi piacerebbe stabilire rispettosamente un dialogo con il papa e con altri teologi cristiani sulla ragione per cui credo che si possa essere buoni cristiani e buono cattolici e, al tempo stesso, buoni pluralisti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ma vorrei anche mostrare come questa compatibilità tra l’essere buoni cristiani e l’essere buoni pluralisti possa intendersi e realizzarsi meglio quando teniamo presente che per essere l’una e l’altra cosa si debba anche essere impegnati a favore della liberazione socio-economica. Per essere un cristiano fedele e un seguace di Gesù, bisogna anche essere coinvolti in un processo di liberazione. E per portare avanti un dialogo veramente pluralista tra le religioni, un dialogo che risulti significativo per il mondo attuale, è necessario anche l’impegno per la liberazione. (…).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Definendo i termini della questione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;(…) La mia tesi è semplice: si può essere al tempo stesso cristiani e pluralisti. (…). Essenzialmente, i termini della mia tesi sono due: “cristiano” e “pluralista”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;A. Cosa è necessario per essere cristiani/e?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Vorrei suggerire che esistono almeno quattro caratteristiche che devono segnare la vita di qualunque persona che si definisca cristiana:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;1. Orto-prassica: La prima - anche se certamente non l’unica - caratteristica determinante di un modo di vita cristiano ha a che vedere con l’ortoprassi. L’identità cristiana è, prima di tutto, una questione di “agire correttamente”. Esistono altri tratti necessari in un cristiano, ma questo li precede. La realtà della fede cristiana si mantiene o collassa a causa principalmente del modo in cui operiamo, non di qualunque cosa si possa dire o credere (per quanto la fede sia anch’essa essenziale). “Sapranno che siamo cristiani” non dal nostro credo ma dal nostro amore. Quello che è più importante per l’identità e l’integrità cristiana non è la confessione, ma il discepolato, non il sapere ma il fare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Malgrado ciò, voglio che sia chiaro che la conoscenza, per quanto il suo compito sia subordinato all’azione, svolge un ruolo assolutamente essenziale nell’identità cristiana. Ciò conduce alla seconda caratteristica dell’essere cristiani.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;2. Cristomorfica: Una prassi, o una maniera di agire e di essere nel mondo, è cristiana se è cristomorfica, formata, modellata, guidata dalla visione del Vangelo e dalla presenza reale di Gesù Cristo risuscitato. Ciò che Gesù ha predicato, chi è stato Gesù – così come è stato compreso dalla prima comunità dei suoi seguaci e documentato nel Nuovo Testamento – fornisce le norme per il modo in cui i cristiani cercano di agire e di trasformare questo mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Questa prassi cristomorfica è basata sulle affermazioni di verità cristologiche, affermazioni plasmate nella dottrina cristiana riguardo a Gesù come Figlio di Dio e Salvatore del mondo. La fede cristiana relativa al fatto che condurre una vita simile a quella di Cristo in questo mondo risulti significativo e imperativo è basata sull’affermazione che Gesù è realmente Figlio di Dio e Salvatore del mondo: realtà e rivelazione stessa del modo in cui Dio vuole essere presente nel mondo e condurlo alla salvezza. Pertanto, i cristiani sono persone che non solo agiscono come Cristo, ma fanno anche abbondanti affermazioni su chi Egli è stato ed è.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;3. Biblica: Per essere cristiani, c’è bisogno che la nostra comprensione di chi sia questo Gesù di Nazareth provenga dalla testimonianza della prima comunità di seguaci contenuta nel canone del Nuovo Testamento. I cristiani sono essenzialmente persone bibliche. Credere in qualcosa che contraddice chiaramente la testimonianza del Nuovo Testamento annullerebbe la nostra appartenenza alla comunità cristiana. Ma devo aggiungere che per seguire il messaggio di Gesù nel Nuovo Testamento, è necessario chiedersi non solo “ciò che il testo ha significato”, ma anche “ciò che il testo significa nel presente/nell’attualità”. La parola biblica di Dio, a mio parere, non deve essere solo letta; deve essere interpretata. (…).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;4. Kerigmatica: (…) La verità e la presenza salvifica di Gesù Cristo non possono mai essere una verità “per me” o “per noi”. Sono anche una verità per gli altri, per tutte le persone di tutte le epoche. Una verità che deve essere condivisa, comunicata, proclamata. I cristiani, in altre parole, sono essenzialmente missionari. (…).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;B. Che significa “essere pluralisti”?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Permettetemi di menzionare tre caratteristiche che definiscono il punto di vista di chi possiede quella che viene chiamata una prospettiva pluralista della diversità religiosa:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;1. I pluralisti affermano che la diversità delle religioni non è semplicemente de facto (il modo di essere delle cose), ma de jure (il modo in cui devono essere). Un pluralista è chi è giunto alla conclusione che la pluralità o diversità delle religioni non scomparirà. (…). Teologicamente parlando, i pluralisti affermano che la molteplicità delle religioni è “volontà di Dio”, cioè qualcosa che fa parte dell’economia della salvezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;2. (…) La principale preoccupazione dei pluralisti non è il pluralismo. Non si tratta semplicemente di riconoscere e preservare la diversità delle religioni. Si tratta di promuovere la reciprocità delle religioni (…). Ciò significa che i pluralisti sono impegnati non semplicemente con la diversità delle religioni, ma con il dialogo tra di esse. Riconoscono il pluralismo per promuovere così il dialogo. Il dialogo è il frutto atteso e cercato del pluralismo. I pluralisti, si potrebbe dire, ritengono che il dialogo sia un imperativo etico. Un dialogo autentico, che dà vita e costruisce giustizia tra le religioni (e tra le nazioni), è una forma di summum bonum etico, un “bene maggiore” che deve essere perseguito. Qualunque cosa impedisca questo dialogo è sospetta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;3. I pluralisti riconoscono il carattere relativo di tutte le affermazioni di verità. (…). Ciò non significa che, ontologicamente, neghino la realtà della “verità assoluta”. Semplicemente nutrono dubbi inestricabili riguardo al fatto che la verità assoluta possa essere articolata e intesa in maniera assoluta dagli esseri umani. Teniamo presente che la relatività delle affermazioni di verità non significa relativismo. Solo perché risulta impossibile conoscere “la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità”, non significa che non si possa affermare la “vera verità, la verità vincolante, la verità per cui siamo pronti a dare la nostra vita”. O, affrontando la stessa questione da un’altra angolatura, proporre che molte religioni siano vere non significa che tutte le religioni siano vere. “Molte” non significa “tutte”. E aggiungo che, per molti pluralisti (come John Hick ed io), il criterio per discriminare “molte” da “tutte” è principalmente (anche se non esclusivamente) questione di ortoprassi e non di ortodossia, di etica e non di dottrina.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ragioni per cui i cristiani possono essere pluralisti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;(…) L’ortoprassi richiede che Gesù sia veramente Figlio di Dio e Salvatore, ma non l’unico Figlio di Dio e Salvatore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;(…). Usando l’analogia del matrimonio, per prendere la decisione di sposarci con qualcuno dobbiamo avere la certezza che possieda veramente le virtù dell’onestà, dell’integrità, della bontà, ecc. che sentiamo essenziali per una relazione impegnativa, ma non dobbiamo credere che lui o lei siano l’unico uomo o l’unica donna a possedere tali virtù, l’unica possibile persona con cui potremmo sposarci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ritengo possibile – credo che questa sia oggi una sfida centrale per l’identità cristiana – che noi cristiani si sia completamente impegnati con Gesù e con il Vangelo e allo stesso tempo veramente aperti a ciò che lo Spirito possa rivelarci mediante le altre comunità religiose del mondo. Dobbiamo capire come un’apertura genuina allo Spirito universale non ponga in rischio il nostro impegno personale totale con il Verbo incarnato in Gesù (allo stesso modo in cui la completa divinità dello Spirito non mina la completa divinità del Figlio nella vita della Trinità).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Uno degli strumenti più promettenti per sviluppare questa comprensione di Gesù Cristo come vero ma non necessariamente unico Salvatore può essere individuato in quella che è stata chiamata “teologia pneumatologica delle religioni”. (…). Una teologia dello Spirito, che opera in altre religioni in un modo genuinamente distinto dall’attività del Verbo Incarnato nel cristianesimo, è il punto di partenza e la base su cui, come passo successivo, il ruolo di Gesù Cristo può essere inteso. (…). Tale sforzo, considero, può liberare la teologia cristiana dall’antica subordinazione dell’attività universale dello Spirito all’attività particolare del Verbo incarnato in Gesù Cristo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Gesù è regnocentrico, non cristocentrico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Tra gli studiosi contemporanei del Nuovo Testamento, si accetta in generale il fatto che il centro del messaggio di Gesù, il nucleo del suo impegno e il fine da lui perseguito sia stato il Regno di Dio, Basileia tou Theou. In altre parole, una cristologia biblica non necessariamente colloca Gesù al centro di tutto, perché Gesù stesso non si è collocato al centro. Come afferma Jon Sobrino, Gesù non fu ecclesiocentrico, né cristocentrico. Potrebbe persino dirsi, strettamente parlando, che neppure fu teocentrico. Egli fu “basileiocentrico” .&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ciò che più gli importava non era che tutti si unissero alla sua comunità o che tutti cantassero le sue lodi, neppure che tutti riconoscessero il Padre. Per quanto queste cose siano di grande importanza, per Gesù quello che contava di più era che le persone credessero nel Regno di Dio e lavorassero per esso. «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli» (Mt 7,21), cioè coloro che alimentano l’affamato, vestono l’ignudo, visitano il progioniero..., per quanto non conoscano Gesù, faranno parte della Basileia (Mt 25,31-46).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Allora, credo che i cristiani, con Gesù, possano riconoscere la validità di qualunque persona o di qualunque religione che contribuiscano a quello che per Gesù era il Regno di Dio, un mondo di reciprocità, dignità e giustizia per tutti. (…).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il linguaggio esclusivista del Nuovo Testamento è confessionale, non ontologico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Ma che succede con tutto quel linguaggio della Bibbia che pone Gesù al centro, con l’apparente esclusione di tutti gli altri: «Non c’è altro nome» (At 4,12)... «uno solo il mediatore» (1Tim 2,5)... «il Figlio unigenito» (Gv 1,18)... «Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14,6)? (...). Dobbiamo prendere sul serio questo linguaggio. Il che significa, come ho suggerito prima, che dobbiamo interrogarci non solo su “quello che ha voluto dire” ma anche su “quello che vuole dire”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;L’erudito del Nuovo Testamento che più mi ha aiutato a chiarire ciò che tutto il linguaggio esclusivista biblico esprime per noi oggi è Krister Stendahl, il quale ha indicato che questo discorso su Gesù come “l’unico” è essenzialmente confessionale, non filosofico o ontologico. Egli lo ha definito, in modo più personale, «linguaggio d’amore». I primi seguaci di Gesù parlavano del Gesù di cui erano innamorati, che aveva trasformato le loro vite, che essi volevano fosse conosciuto da altri. Le persone innamorate (…) impiegano naturalmente un linguaggio superlativo: «sei il più bello, il più adorabile, l’unico».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Questo tipo di linguaggio è esclusivista per il fatto di essere superlativo! L’intenzione (…) di questo tipo di linguaggio è di dire qualcosa di positivo su Gesù, non qualcosa di negativo su Buddha. Facciamo un uso scorretto di questo linguaggio quando lo usiamo per ridimensionare o escludere Buddha o Maometto. (…).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il kerigma è universale, non escludente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Il kerigma che noi missionari cristiani dobbiamo annunciare al mondo è necessariamente universale, ma non necessariamente escludente. (…).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Di fatto, oltre a proclamare, dobbiamo anche ascoltare. Ascoltare è un compito essenziale del lavoro del missionario. I missionari sono quelle persone della comunità cristiana che partono per insegnare ad altri riguardo a Gesù e al Regno e così convertirli a questo Regno (non necessariamente alla comunità cristiana). Ma i missionari sono anche persone che partono per ascoltare e apprendere in modo da arricchire la comunità cristiana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;In ciò che sto suggerendo è implicita l’idea che in realtà esistono due tipi di kerigma con cui i missionari si relazionano: il kerigma del Logos incarnato e il kerigma dello Pneuma universale (…). I missionari proclamano il primo e ricevono il secondo. I due tipi di kerigma, allo stesso modo che la seconda e la terza persona della Trinità, sono realmente diversi l’uno dall’altro, ma sono essenzialmente relazionati tra loro. Nelle loro differenze e nelle loro coincidenze sono complementari. Gli antichi teologi cristiani chiamarono questo arricchimento mutuo perichoresis - ballare insieme -. I missionari “ballano” tra le loro responsabilità duali di proclamare e di ascoltare. E attraverso questo ballo, tanto la Basileia dello Spirito come l’Ekklesia di Cristo si trasformano in grandi realtà del nostro mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Un cristiano non solo può, ma deve essere pluralista&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;La mia conclusione, pertanto, è che i cristiani non soltanto possono essere pluralisti, ma devono esserlo. Per essere fedeli al Vangelo, alla testimonianza del Nuovo Testamento, alle implicazioni della nostra fede cristiana in un Dio che è trinitario, noi cristiani abbiamo una sfida e una missione duali: essere impegnati con Gesù particolare ed essere aperti allo Spirito universale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Questa è la ragione per cui la definizione di Gesù data da John Cobb ha influito su di me in modo tanto potente, intellettualmente come teologo e spiritualmente come credente cristiano: Gesù è il cammino aperto ad altri cammini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: large;"&gt;Quando Gesù disse «Io sono la via… Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14, 5-7), credo che volesse dire questo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da una mail alla mailing list sullasoglia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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Nella notte, alle 0,29, molte Tv, dalla BBC a Studio Aperto, annunciavano in diretta "Hanno attaccato, hanno attaccato!", con le immagini di quel cielo 'verde' su Baghdad illuminato dai missili che hanno inchiodato milioni di telespettatori al teleschermo. La prima guerra in diretta, che ha aperto una nuova era, anche nel modo di fare informazione e, forse, anche nella coscienza della persone. Si è visto il 'fascino' della guerra, la tecnologia, i missili intelligenti, ecc.. insomma, una cosa. seria, direbbe l'attuale ministro della Difesa. I morti, le vittime, le persone uccise? Non contano e non vengono neanche contate. Semplicemente non interessano. Sono effetti collaterali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ma che strano. Quando succede una tragedia, come il naufragio della nave da crociera di questi giorni, si parla prima di tutto dei morti, dei dispersi. Si intervistano i sopravvissuti, le loro famiglie, si cercano le loro storie, i loro racconti, da Venezia agli Stati Uniti, alla Corea. E si cercano i responsabili di quella assurda, folle, azzardata manovra! E poi si indaga sulle eventuali complicità, sui possibili disastri ambientali. Si celebrano - giustamente - gli eroi che hanno salvato tante vite umane. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Per la guerra non è così. Anzi, l'esatto contrario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;I responsabili di quella assurda, folle, azzardata manovra che fu la guerra ('avventura senza ritorno' come la definì Giovanni Paolo II) vengono celebrati come eroi, o perlomeno come persone sagge e intelligenti che hanno affrontato la situazione con serietà! Le storie raccontate sono quelle dei piloti che bombardano, dei politici compiaciuti, dei missili intelligenti che colpiscono con precisione a 5 Km. di distanza. Che affascinano il telespettatore anche lui parte attiva di questa emozionante avventura. La tecnologia a servizio del bene contro il male. Saddam diventa il nemico brutto e cattivo. A dire il vero era un criminale anche prima, quando era caro amico dell'Occidente e anche dell'Italia, con cui abbiamo fatto affari, e a cui abbiamo venduto armi e mine antipersona. Poco importa se poi la storia si è ripetuta più o meno uguale con il Colonnello di Tripoli. L'importante è essere seri. responsabili, mantenere i patti. E la guerra, quando ci vuole ci vuole. D'altronde, lo diceva già Alberto Sordi, "Finché c'è guerra c'è speranza", nel 1974. E se si cerca su Google 'borsa 17 gennaio 1991' si possono vedere alcuni servizi del Tg2: "Primo giorno della guerra del Golfo. Come in tutto il mondo, anche in Italia sale la borsa: Milano +4,7%. Le Borse hanno detto sì a questa operazione militare".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Sì, ma i morti? Le persone colpite dai missili all'uranio impoverito o al fosforo bianco? Quanti sono? Dove sono? Cosa dicono i loro cari? Qualcuno li ha intervistati? La risposta è scontata: "Dai siamo seri! Non facciamo domande di questo genere. Dobbiamo guardare ai nostri interessi, allo Spreed., agli affari e alla tecnologia. E ben vengano anche gli F35, con tanta tecnologia e posti di lavoro".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Il gelo di questi giorni sembra percorrere anche il sangue delle nostre vene, e speriamo non anche la nostra coscienza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Per chi è credente, una preghiera per i morti di quella guerra del 1991, e per i tanti amici, ancora vivi, che dopo quella guerra abbiamo conosciuto in Iraq. Quanti volti, quanti ricordi!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;E per tutti un ricordo delle vittime di quella assurda, folle, azzardata manovra che fu e continua ad essere la guerra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;________________________________________&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Mosaico di pace&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Via Petronelli n.6&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;76011 Bisceglie (BT)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;tel. 080-395.35.07&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;fax 080-395.34.50&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mosaicodipace.it/"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;www.mosaicodipace.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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APRIAMO BASI MILITARI ALL'ESTERO!</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;* - Basta Guerre - Politica Italiana -*&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E' strana questa crisi, potremmo definirla una crisi "intelligente" &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;(come le bombe che usiamo in giro per il mondo) che colpisce solo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;alcuni obiettivi senza scalfirne altri; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;mentre la crisi colpisce i lavoratori italiani chiamati a fare nuovi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;sacrifici e pagare a suon di tasse e diritti negati non colpisce i &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ricchi padroni coni loro bei "capiltali" che continuano a crescere indisturbati; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;mentre colpisce le proprietà "laiche" lascia invariati i benefici "sacri"; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;mentre distrugge la democrazia, distruggendo di fatto il ruolo di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;controllo del parlamento, forzando le regole democratiche per &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;permettere che a governarci siano le banche, legiferando contro i &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;referendum lascia intatta la gestione tramite le cricche economiche &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;mafiose del potere nel bel paese; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;mentre colpisce welfare, scuola, sanità, pensioni lascia intatte le &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;spese militari....&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;Quest'ultimo aspetto non è certo prerogativa Italiana...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La Grecia utilizza i prestiti che le vengono concessi per tener fede &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;agli impegni presi con le industrie delle armi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.fabionews.info/View.php?id=12472"&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;http://www.fabionews.info/View.php?id=12472&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;(principalmente tedesche) e noi, mentre continuiamo a pagare per &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;mantenere le basi USA sul nostro territorio, spendiamo preziosi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;capitali per giocare alle guerre e costruire le prima base militare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;italiana su territorio straniero...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A guardare bene come agisce questa crisi... viene quasi da pensare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;che sia stata creata ad hoc per metterci paura ed evitare in questo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;modo proteste e rivolte che altrimenti starebberò già riempiendo le &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;piazze italiane.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ammettiamolo che tutto questo ci fa incazzare ma ormai il terrore ci &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;fa accettare qualsiasi manovra "lacrime e sangue"...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma non dovremmo essere più terrorizzati dalla distruzione dello &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;stato sociale, dall'assoluta mancanza di prspettive che attende le &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;nuove generazioni, dalla sempre più concreta possibilità di nuove &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;guerre?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;Ah già diemnticavo che i nostri sentimenti e paure sono telecomandate!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;Good luck&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;Fabio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;Da emensile (ex peacereporter.net)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;**Italia, base militare nel Gibuti per la lotta alla pirateria**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;16 gennaio 2012&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nel decreto sul rifinanziamento delle missioni italiane all’estero, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;in esame alla Camera, sono contenuti 430 mila euro per l’esercito &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;della Repubblica di Gibuti. Si tratta della prima parte del pagamento &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;richiesto per aprire una base militare italiana&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.eilmensile.it/2012/01/11/crisi-spese-militari-in-aumento-nel-2011-in-italia-oltre-20-mld/"&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;http://www.eilmensile.it/2012/01/11/crisi-spese-militari-in-aumento-nel-2011-in-italia-oltre-20-mld/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;L’operazione, finalizzata al supporto delle operazioni di controllo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;della pirateria, prevede la cessione di mezzi militari in dotazione al &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;nostro esercito: 40 autocarri Iveco ACM80, acquistati negli anni &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Novanta e prossimi alla sostituzione, per la cui manutenzione verranno &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;spesi 316mila euro, quattro veicoli VM90, dieci barchini, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;autocisterne, un’autobotte, autogru. Valore totale: 430mila euro. La &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;fornitura rientra all’interno degli accordi stipulati tra Italia e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Gibuti nel 2002, che prevedeva la cessione gratuita di materiali &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;militari: tuttavia allora la spesa prevista era di 20mila euro annui.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La Repubblica di Gibuti, poche migliaia di chilometri quadrati sulla &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;costa orientale del Continente Nero, davanti al golfo di Aden, è &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;diventato un Paese di fondamentale importanza strategica nel 2001, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;dopo l’attentato alle Torri Gemelle, per la sua posizione di fronte &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;allo Yemen, che intratterrebbe secondo gli Stati Uniti dei rapporti &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;privilegiati con Al Qaeda. Dal 2006, inoltre, nel golfo di Aden si &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;sono intensificate le attività dei pirati somali e il Gibuti è &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;diventato un territorio chiave per la lotta contro il fenomeno. Da &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;qui, infatti è possibile controllare lo stretto marittimo di Bab &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;el-Mandeb, tappa obbligata per i mercantili che attraversano l’area, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;dove ogni giorno passano oltre tre milioni di barili di greggio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Di conseguenza, diversi Paesi occidentali hanno cercato di essere &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;presenti nel piccolo Stato africano: gli Usa, la Francia, che nel &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Gibuti ha la più grande base militare l’oltremare, il Giappone, e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ora anche l’Italia. “Dopo aver capito l’importanza strategica &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;dell’area anche il nostro Paese ha dirottato alla piccola repubblica &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;una parte rilevante dei fondi per la cooperazione con i paesi in via &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;di sviluppo. Ogni anno versiamo al Gibuti diversi milioni di euro”, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ha spiegato una fonte riferita dal sito Linkiesta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ti RICORDIAMO che puoi AGGIORNARE in ogni momento le tue preferenze limitando o aumentando il numero di segnalazioni che ricevi da FabioNews: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;clicca su &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.fabionews.info/lists/?p=preferences"&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;http://www.fabionews.info/lists/?p=preferences&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;inserisci la mail con la quale sei iscritto e accedi alla tua pagina &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;personale!!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;Per cancellarti dal servizio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.fabionews.info/lists/?p=unsubscribe&amp;amp;uid=9a66614a88778964c8910cce51c79483"&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;http://www.fabionews.info/lists/?p=unsubscribe&amp;amp;uid=9a66614a88778964c8910cce51c79483&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: yellow;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Se vuoi proporre a qualcuno di iscriversi a FabioNews, invitalo ad andare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;su &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.fabionews.info/"&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt;www.fabionews.info&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: yellow; font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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APRIAMO BASI MILITARI ALL&apos;ESTERO!'/><author><name>Giuliano Falco</name><uri>https://profiles.google.com/102900953554541677239</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2627227665946209745.post-3261389499165824046</id><published>2012-01-16T18:59:00.001+01:00</published><updated>2012-01-16T18:59:59.730+01:00</updated><title type='text'>Il debito e le spese militari</title><content type='html'>&amp;nbsp;di Alberto Stefanelli e Piero Maestri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;redazione Guerre&amp;amp;Pace – 06/01/2012&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;In queste ultime settimane tra i tanti articoli sulla crisi economica, sulla manovre e i provvedimenti governativi, sulla necessità di cospicui tagli al bilancio dello Stato – si è affacciato un inizio di dibattito sul peso delle spese militari sullo stesso bilancio pubblico e sulla possibilità di riduzioni del bilancio della difesa, con particolare riferimento al programma di acquisto di 131 caccia F35 Strike fighter (spesa prevista intorno ai 15 miliardi di Euro).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Di questo ne siamo ben lieti: da quando abbiamo fondato la rivista Guerre&amp;amp;Pace nel “lontano” 1992, non è passato anno senza articoli, analisi, proposte sui temi delle spese militari e nette prese di posizione per un loro drastico taglio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Purtroppo non ci pare sia davvero un dibattito serio, perché non sembra affrontare le questioni fondamentali e politicamente più rilevanti riguardo il bilancio militare: a cosa servono queste spese, il loro legame con i debito pubblico e l’intreccio tra imprese, banche e forze armate (in fondo si tratta ancora del “complesso militare-industriale” – ora più finanziario – di cui parlava il presidente Eisenhower).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Intendiamoci: quando le spese militari e il bilancio della difesa verranno tagliati, qualsiasi sia il motivo e l’entità, saremo comunque favorevoli. Non ci convince però – anzi ci preoccupa – che questo terreno venga affrontato da due punti di vista per noi insufficienti o addirittura fuorvianti: da una parte la polemica sulla “casta militare”, indubbiamente esistente – ma che rischia di mettere in secondo piano le più preoccupanti responsabilità politiche e di banche e imprese (con Finmeccanica in primo piano); dall’altra il rischio di assecondare la tendenza alla “razionalizzazione” delle spese militari, per avere comunque forze armate più efficienti. E qui sta la questione di fondo: efficienti per fare cosa? Le forze armate italiane sono state costruite negli ultimi 20 anni per fare la guerra – ed è quello che fanno le missioni internazionali (dall’Afghanistan alla Libia), dentro il quadro di un’Alleanza atlantica che ha assunto via via il ruolo di regolatore dell’ordine mondiale e di poliziotto che si auto-autorizza a applicare sanzioni a chi viola le sue regole.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;L’esempio più lampante di queste tendenze è fornito dall’articolo di Repubblica intitolato “Monta la protesta contro i caccia F35: ‘Costano troppo, il governo non li compri’” . &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Nessun ripensamento sul ruolo di quei cacciabombardieri o di altri sistemi d'arma (perché gli Eurofighter è bene che li compriamo? Il programma di questi ultimi è più costoso, tra l’altro... e della seconda portaerei, la Cavour, davvero non possiamo farne senza?), ma solo l’idea di qualche “aggiustamento”. E il meglio di sé lo da la senatrice del PD Roberta Pinotti, già presidente della Commissione Difesa della Camera tra il 2006 e il 2008, che dichiara: "Non servono 131 caccia, il governo potrebbe ridurre l'acquisto a 40-50'', in buona compagnia con il dipartimento esteri dei democratici che “suggerisce a Monti una fase di "sospensione" e "ripensamento"”....&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ora, la sen. Pinotti, da sempre favorevole a tutte le guerre dell’Italia e quindi corresponsabile dei loro crimini, e sostenitrice degli aumenti delle spese militari (anche come supporto finanziario alle imprese come Finmeccanica) dovrebbe ricordarsi che la firma in fondo al «memorandum» del 2007 dell’accordo con gli Usa per gli F35 è quella del suo compagno di partito on. Forceri, uomo di Finmeccanica e già sottosegretario del governo Prodi (il governo che maggiormente aumentò le spese militari...) e che pensare di comprare 40/50 aerei inutili e dannosi non è una riduzione del danno, ma una sonora presa per i fondelli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;I DATI DELLE SPESE BELLICHE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Per discutere l’argomento è prima di tutto capire di quali cifre stiamo parlando.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Secondo gli ultimi dati disponibili del Sipri, uno dei più autorevoli centri di ricerca internazionali sulle armi, l’Italia ha speso nel 2010 circa 26,6 miliardi per la difesa militare – a fronte dei 20,3 miliardi dichiarati dal ministero della difesa - posizionandosi ancora una volta al decimo posto nella classifica dei paesi che maggiormente spendono per i loro eserciti. Ma non si tratta di un’eccezione; sempre leggendo i dati Sipri l'Italia del nuovo millennio ha speso in media ogni anno circa 25 miliardi di euro per le spese militari. Molti di più di quanto dichiarato ufficialmente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Per il 2012 il bilancio della Difesa è pari (con l'approvazione del bilancio dello Stato il 12/11/2011) a 19.962 milioni di euro suddivisi in 14,1 miliardi per esercito, marina e aeronautica e 5,8 miliardi per i Carabinieri. A questi numeri va aggiunto che nello stato di previsione del ministero dell'Economia è presente il fondo per le missioni internazionali di pace, incrementato con 700 milioni di euro dalla Legge di stabilità, raddoppiati poi dalla manovra Monti. Lo stato di previsione del ministero dello Sviluppo Economico comprende poi 1.538,6 milioni di euro per interventi agevolativi per il settore aeronautico e 135 milioni di euro per lo sviluppo e l'acquisizione delle unità navali della classe Fremm. La Legge di Stabilità proroga al 31 dicembre 2012 l'utilizzo di personale delle Forze armate per le operazioni di controllo del territorio per una spesa complessiva di 72,8 milioni di euro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Si arriva così a una spesa complessiva - verificata - di oltre 23 miliardi di euro, come riportato da il manifesto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;UN BILANCIO PER LE GUERRE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ma a cosa servono queste spese? Lo ripetiamo, questo è l’argomento centrale. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Non si tratta solo dell’inutile aereo F35, un aereo da attacco dalle caratteristiche tecniche tali che lo rendono adatto ad una guerra contro altre superpotenze militari; questi soldi vengono bruciati anche per mantenere un carrozzone di 180.000 uomini (e donne) in cui, come rileva il rapporto di Sbilanciamoci 2012, i graduati (in aumento) sono più della truppa (in diminuzione) e i generali sono in proporzione più di quelli statunitensi. Una struttura con molti marescialli in soprannumero e magari inadatti, anagraficamente, alle nuove necessità operative.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;La questione va molto oltre. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;L’Italia, tra i membri fondatori, partecipa da sempre a pieno titolo alle attività della Nato. Il contributo economico diretto all’Alleanza Atlantica piazza l’Italia al 5° posto tra i paesi finanziatori (nel 2007 è stato di 138 milioni di euro su un totale di 1.874,5 milioni di euro, pari al 7,4% dei contributi totali versati dagli alleati) collocandola subito dopo Usa, Regno Unito, Germania e Francia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Per adeguarsi ai requisiti della Nato l’Italia ha dato vita già da tempo ad un ampio programma di riarmo, attualmente in atto, che si traduce nell’acquisto di 121 caccia Eurofighter per un costo totale di 18 miliardi di euro, 6 miliardi per elicotteri da attacco e da trasporto, più di 7 miliardi per 12 fregate, 1,4 miliardi per la nuova portaerei, 1,9 miliaardi per 4 sommergibili, 1,5 miliardi per 249 blindati. Più ovviamente obici, siluri, missili, radar e tutto quanto serve per operare in guerra fuori dal territorio nazionale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Mezzi che non sono solo risorse sprecate ma che fanno danni quando vengono impiegati per le guerre della Nato. Se negli ultimi anni le truppe impegnate all’estero si aggiravano tra gli 8000/8500 uomini, più della metà sono stati impegnati in missioni Nato (l’Italia è il 4° paese per contributi alle operazioni a guida Nato).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Tra queste non ultimo l’Afghanistan, dove l’Italia è presente con circa 4.000 soldati (3.918 a inizio settembre) con armamenti e attrezzature al seguito, che sono costati nel 2011 più di 800 milioni di euro, che porta il totale per i dieci anni di permanenza al seguito dell’alleato statunitense a circa 3,5 miliardi di euro (mentre il totale dei fondi destinati alle missioni militari nazionali dal 2001 si aggira sui 13 miliardi di euro).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;In questo ambito l’Italia si occupa anche di quella che, nella divisione internazionale del lavoro militare all’interno della Nato, viene riconosciuta come un’eccellenza italiana, cioè la gestione dell’ordine pubblico attraverso le forze di polizia ad ordinamento militare. Questo attraverso due “centri” collocati a Vicenza e gestiti dall’Arma di Carabinieri: il Comando della Gendarmeria Europea, una forza di pronto intervento formata da diverse polizie militari europee pronta ad intervenire in missioni di “pace” a supporto degli eserciti nelle fasi di occupazione dopo la guerra. E il CoESPU, una scuola di polizia per forze armate del terzo mondo dove viene formato personale per le varie missioni di pace. Non per niente i carabinieri protagonisti di Genova 2001 venivano dalle guerre della Somalia e del Kossovo e oggi gli Alpini passano direttamente dall’Afghanistan alla Val di Susa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Soprattutto di questo dovremo discutere quando parliamo di spesa militare. In questo quadro crediamo sia quindi indispensabile chiedere una riduzione delle spese militari non solo e non principalmente in funzione di eliminare sprechi, spese inutili, o privilegi di casta. Questo è certo necessario ma non sufficiente a definire una diversa politica della difesa improntata alla pace e non più alla guerra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Già nei precedenti governi di centrosinistra e centrodestra che hanno preceduto l’attuale era ben presente l’insostenibilità economica dell’apparato militare. Pur senza arrivare a nulla di fatto e senza avviare una discussione pubblica, questi governi hanno cercato di operare per arrivare a “forze armate ancora più efficaci e adeguate ai nuovi compiti, razionalizzando i costi, adeguando le risorse e ammodernando la concezione stessa di Forze Armate”, come ha affermato La Russa nell’aprile 2009; o come si era espresso prima di lui il sottosegretario alla difesa Forcieri nel settembre 2006 arrivando a delineare uno strumento militare con meno marescialli e con più strumenti per le missioni militari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;IL DEBITO PUBBLICO E LE SPESE MILITARI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;L'enorme debito pubblico italiano, come quello degli altri paesi europei, è il risultato delle scelte politiche neoliberiste - come gli articoli pubblicati sul sito &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.rivoltaildebito.org/"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;www.rivoltaildebito.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt; &amp;nbsp;hanno già più volte mostrato. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Per l'argomento che trattiamo ci sembrano due le questioni connesse: da una parte l'aumento del budget della difesa, malgrado la riduzione di altri capitoli di bilancio, come conseguenza di un rilancio dell'uso della forza militare come strumento connesso alla presenza economico-politica internazionale (come già recitava il Nuovo modello di difesa del 1991); dall'altra il sostegno pubblico all'industria bellica, in particolare alla galassia di Finmeccanica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Come dicevamo, questa non è una caratteristica solamente italiana. La Grecia, pur in bancarotta, ha continuato a destinare il 3,2% del Pil alle spese militari (oltre dieci miliardi di dollari l'anno). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;L'Italia, come abbiamo visto, non è da meno, e con undebito pubblico di oltre 1900 miliardi di euro continua ad avere il bilancio militare di cui abbiamo parlato - che ci ha fatto spendere negli ultimi 10 anni più di 200 miliardi di euro per la guerra secondo i dati ufficiali, ma ben 280 miliardi secondo il Sipri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;E' chiaro che queste forte spesa militare ha contribuito al deficit pubblico e che il bilancio della difesa ha subito tagli decisamente ridicoli o inesistenti, ancora più scandalosi se confrontati con quelli subiti dai servizi pubblici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;L'altro elemento è quello del sostegno pubblico mascherato all'industria bellica. L'industria militare è per sua natura un settore che dipende dalla commesse pubbliche, e anche se in questi ultimi 20 anni si sono susseguiti accordi internazionali, acquisizioni, joint-venturs, una società come Finmeccanica non potrebbe sviluppare il settore militare senza forti commesse pubbliche e senza un sostegno diretto e indiretto alle proprie produzioni. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Questo è quanto avvenuto, nello stesso periodo in cui entra in crisi la produzione civile di Fincantieri e la stessa Finmeccanica è in procinto di dismettere completamente la produzione di treni (vedi l'articolo di Marco Panaro (Meno treni e più armi. La death economy di Finmeccanica). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Il sostegno a questa impresa a capitale prevalentemente pubblico si è intrecciata nel nostro paese alle politiche di dismissioni industriali, agli scandali legati alla «cricca-economy» e in generale al legame tra politiche neoliberiste e guerre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Un legame che viene messo in luce persino da un uomo come Innocenzo Cipolletta, già direttore di Confindustria e autore del libro «Banchieri, politici e militari» (Ed. Laterza), che in un convegno a Trento ha affermato: «Non si può comprendere la crisi del petrolio del 1974 senza la guerra del Vietnam e le tensioni in Medio Oriente. Analogamente la bolla finanziaria del 2008 è intimamente legata alle modalità con cui si è entrati in guerra contro il terrorismo internazionale. Il debito infatti si ingigantisce, e come nell'Antica Roma, chi è debitore è schiavo: in questo caso noi siamo schiavi dei mercati finanziari (le misure della BCE per esempio) che ci dicono come comportarci e quali correttivi introdurre, perdendo così la nostra sovranità».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Su questi legami crisi-guerre-spese belliche-debito vogliamo tornarci prossimamente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;UN ALTRO MODELLO PER LA “DIFESA”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Arriviamo allora al punto che più ci interessa. Le spese militari italiane (ed europee) vanno drasticamente ridotte come conseguenza di una scelta politica precisa: non vogliamo più un modello di “difesa” pensato e strutturato per fare la guerra. Sia che si tratti di quello attuale con sprechi, privilegi e spese inutili; sia che si tratti di quello più “efficace” nel fare le guerre che vorrebbero il ministro Di Paola o il gen. Roberta Pinotti (e La Russa, prima di lei).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Non vogliamo più la partecipazione italiana alle guerre illegittime e alle missioni militari della Nato; vogliamo che l’Italia esca dalla Nato e questa “obsoleta” alleanza militare venga sciolta – o comunque che l’Europa scelga una postura internazionale pacifica e di cooperazione e co-sviluppo con il Mediterraneo, l’Asia, l’America latina e l’Africa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;È sulla base di queste scelte politiche che affrontiamo il nodo del taglio alle spese militari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Non per arrivare a forze armate più pronte ed efficenti nel partecipare alle guerre della Nato, ma per un diverso modello di difesa. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Un modello di difesa che tenga conto che con l’equivalente di 15 giorni di guerra Emergency ha realizzato in Afghanistan tre centri chirurgici, 28 ambulatori e un centro di maternità e che l’intero programma di Emergency in Afghanistan si mantiene con l’equivalente di due giorni di presenza militare italiana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Un modello di difesa che tenga conto, come ci ricordano i dati della campagna Sbilanciamoci, che con la stessa somma impiegata in dieci anni di missioni militari si potrebbero costruire, ad esempio, 3.000 nuovi asili nido che servirebbero un’utenza di 90.000 bambini, creando 20.000 posti di lavoro; inoltre installare 10 milioni di pannelli solari per 300.000 famiglie con la relativa creazione di 80.000 posti di lavoro e infine, sempre con la stessa cifra, mettere in sicurezza 1.000 scuole di cui beneficerebbero 380.000 studenti creando così altri 15.000 posti di lavoro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Un modello di difesa che tenga conto del peso delle armi sullo sviluppo economico nazionale, come ci ricorda la ricerca della Brown University (Usa) che mostra come per ogni milione di dollari investito nel settore armi si creano 8 posti di lavoro, gli stessi posti che si otterrebbero con lo stesso investimento in programmi di sviluppo legati all’energia rinnovabile (solare, eolico, biomasse). Che però diventerebbero 14 con lo stesso investimento nell’assistenza sanitaria, nel trasporto pubblico o nelle ferrovie; e che sarebbero 15 se l’investimento avvenisse nel sistema educativo pubblico e soltanto 12 se investito nella climatizzazione delle abitazioni. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Si può naturalmente partire dalla cancellazione dei programmi più scopertamente vergognosi e scandalosi – come quello che riguarda gli F35 – come, appunto, punto di partenza di una consapevolezza di una necessaria riconversione delle politiche e del sistema militare-industriale – non come strumento di razionalizzazione delle spese stesse, cercando pure il consenso in tempi di crisi e di ristrettezze di bilancio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Tra l'altro, come hanno dimostrato più volte la rivista «Alteconomia» e il suo redattore Francesco Vignarca, non è prevista alcuna penale per l'uscita da quel programma - e gli stessi Usa stanno profondamente rivedendolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;NON PAGARE IL DEBITO, TAGLIARE LE SPESE MILITARI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;In questo senso l’approccio è analogo a quello della campagna “Rivolta il debito”: il problema non è più principalmente “chi deve pagare il debito”, ma la consapevolezza che il debito pubblico che si è formato in Italia (come nel resto d'Europa) è in gran parte illegittimo e per questo non deve essere pagato affatto. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Lo stesso vale per il bilancio della difesa: va drasticamente tagliato perché si può e si deve fare a meno dello strumento delle forze armate come concepito dal “pensiero unico della difesa” che ha visto sempre concordi le forze politiche da An al Pd (con brutti scivoloni anche di Prc e dintorni...).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;E una parte del debito pubblico si è formato anche per permettere di tenere alte le spese della difesa, come chiedevano la Nato e gli Usa: interessante al proposito uno studio del 1999 del Government Accountabilty Office del Congresso statunitense (Nato: implications of European Integration for Allies’defense spending) che sosteneva: «Essendo le spese per la difesa una porzione relativamente piccola del bilancio dello stato, dovrebbero essere facilmente protette dai tagli. Comunque, anche se il sostegno per i tagli alla difesa è minimo, potrebbe diventare un obiettivo attrattivo: la pressione per ulteriori aumenti per le pensioni e la sanità dovute all'invecchiamento della popolazione metteranno a rischi i bilanci futuri in molti paesi europei. Una forte crescita economica è chiaramente la chiave per fornire ai governi la flessibilità necessaria a equilibrare bisogni e risorse». La storia di questi anni ci racconta come è andata: la crescita è stata debole, la spese per pensioni e sanità è diminuita e le spese militari sono aumentate - per la gioia dei nostri «alleati» statunitensi - e intanto aumentava il debito pubblico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;La campagna contro il pagamento del debito e quella contro le spese militari sono profondamente connesse; per questo una parte dell’audit dei cittadini sul debito pubblico dovrà riguardare le spese militari come forma specifica di illegittimità della destinazione dei fondi con cui si è formato il debito pubblico.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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Sì!</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;Di Lara Aisha Bisconzo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;Il punto è che le moschee in Italia servono. Eccome. La stima dei musulmani presenti sul territorio infatti si aggira intorno al milione e 200.000 persone ed è in continuo aumento, date le numerose e costanti conversioni di cittadini italiani che decidono di sposare questo credo e il fatto che i figli nati da immigrati musulmani sono spesso molto numerosi.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;Il musulmano infatti prega doverosamente 5 volte al giorno se è realmente praticante, perché la religione dell’Islam lo considera un dovere imprescindibile, così come il digiuno di Ramadan, il Pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta nella vita (se se ne hanno le possibilità economiche) e il versamento della quota annuale di un’elemosina prelevata da coloro che sono più abbienti.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;Ed è consigliato fra l’altro farlo in comunità, non da soli quindi, perché il valore spirituale in questo caso aumenta esponenzialmente, in particolare durante il Venerdì che in un certo qual modo corrisponde alla Domenica cristiano-cattolica.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;Nelle città di tutta Italia difatti molto spesso durante questa giornata si vedono decine di musulmani che, non avendo un luogo di culto sufficientemente dignitoso e ampio per poterli ospitare tutti, sono costretti a prendere il loro tappetino e a spostarsi in strada, nelle piazze, sui marciapiedi adiacenti alla sala di preghiera.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;Perché sì, quelle esistenti fra l’altro (a parte due eccezioni che si trovano a Roma e a Milano) non sono nemmeno vere e proprie moschee, ma centri islamici gestiti alla meno peggio per far fronte alle crescenti esigenze della popolazione musulmana della zona in cui si trovano.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;Centri islamici molto piccoli, inadeguati, spesso ricavati da sottoscala o da ex magazzini che tutto sembrano tranne che luoghi ove si loda il Nome di Dio.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;E purtroppo questa situazione, oltre a creare disagio alla popolazione musulmana stessa, lo crea anche ai residenti delle zone limitrofe ad essi non musulmani, che si vedono talvolta costretti ad aggirare l’ostacolo dei fedeli in preghiera o a “scavalcarli” dato che il marciapiede ove talvolta si estende il gruppo degli oranti si trova proprio nei pressi della loro abitazione.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;Ed è questa una situazione infelice per tutti.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;Quindi, nuovamente, perché, come sta accadendo a Genova in questi giorni, ci sono ancora intoppi, ostacoli e ritardi da parte sia della popolazione residente che delle forze politiche che impediscono di costruire una vera e propria moschea che, tra l’altro, in questo caso si verrebbe a trovare in una zona pressoché deserta e che verrebbe addirittura grandemente rivalutata e riqualificata permettendo finalmente ai fedeli musulmani di sentirsi considerati come in realtà sono, ovvero cittadini con pieni diritti e dignità (senza dimenticare ovviamente i doveri) come tutti gli altri? Genova in cui, non dobbiamo dimenticarlo, era già presente nell’anno 1700 un luogo di culto dell’Islam dal quale veniva addirittura diffuso il richiamo alla preghiera fino al secolo successivo, dato che mercanti, schiavi e viaggiatori musulmani spesso si trovavano sul territorio ed avevano perciò bisogno di far fronte alle loro necessità religiose, senza mai subire vessazioni da parte dei genovesi di allora molto più, a quanto pare, abituati di oggi alla diversità e – perché no? – alla globalizzazione…&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;E’ davvero triste infatti, basta dare un’occhiata a questi centri attualmente esistenti durante le giornate festive di “Aid” (due all’anno, una in occasione della fine del digiuno nel mese di Ramadan e l’altra per ricordare il sacrificio del comune Profeta Abramo), vedere questa gran massa di persone letteralmente gettata a terra in piazze, palestre o capannoni talvolta freddi e fatiscenti, con mogli, figli talvolta neonati costretti a “festeggiare” in un luogo che nemmeno lontanamente emana spiritualità, figli che tra l’altro essendo nati in Italia e magari non essendo stati ancora in paesi islamici iniziano a credere che la moschea propriamente detta sia effettivamente quella.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;Che poi non è che se non se ne costruiscono i musulmani spariscono.Tutt’altro. La loro presenza sarebbe, al contrario, sempre più evidente, sempre più dipendente dallo Stato italiano perché costretta a richiedere ogni volta che lo ritiene necessario luoghi provvisori ove volta per volta potersi riunire, pregare, festeggiare. Sempre più evidente perciò sempre più percepita come negativa da chi già non li vede ahinoi di buon occhio.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;E’ ora di rendersene conto, per avere meno fastidi e permettere finalmente a degli esseri umani di vivere la loro vita secondo il proprio credo che, esperienza insegna, se correttamente praticato non arreca danno a nessuno, anzi, di fatto sostiene la società con valori morali sani e forti, è necessario non ostacolare il progresso spirituale di una comunità che altrimenti continuerà a vedersi costretta pregare in mezzo ai marciapiedi cittadini, dando magari fastidio alla signora Pina che, con le borse della spesa in mano, vorrebbe salire a casa ma alla quale tocca aspettare il termine della funzione religiosa.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;Pensare che invece sarebbe tanto più semplice ed umano poter vedere laggiù, all’orizzonte della periferia cittadina, un grazioso minareto con una curvilinea e colorata cupola sotto la quale si raccolgono i fedeli glorificando il Nome dell’Unico Dio.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;tratto da: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://giornaleilreferendum.com/2012/01/14/moschea-si/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: lime; font-size: large;"&gt;http://giornaleilreferendum.com/2012/01/14/moschea-si/&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;nota mia: sogno una città ove ognuno possa pregare il Dio (o gli Dei) come preferisce e magari vi sia anche un tempio civico, per tutti gli altri...&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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Ma che missione e' ?</title><content type='html'>&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;20 milioni di euro per la missione Active Endeavour. Ma che missione e' ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Il Decreto Legge 215-2011 rifinanzia le missioni militari all' estero dal 1 gennaio 2012 al 31 dicembre dello stesso anno. Sara' convertito in legge entro il 27 febbraio e mercoledi' 11 gennaio e' stato presentato alle commissioni parlamentari riunite degli Esteri e della Difesa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Sara' discusso di nuovo in commissione mercoledi' 18 gennaio, speriamo in una seduta piu' lunga di quella della settimana precedente, durata appena 35 minuti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Sono tanti soldi, 1,4 miliardi di euro e questioni importantissime che decidono anche la vita e la morte di molte persone,ci vorrebbe trasparenza e attenzione, quindi anche un po' di tempo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Faccio pero' anch' io un appunto frettoloso, allo scopo di invitare invece ad un esame attento e meditato del tutto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;La mia segnalazione riguarda 20 milioni di euro autorizzati per l' operazione Active Endeavour.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Il comma 5 dell' art.1 del DL 215 2011 scrive:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;" E' autorizzata a partire dal 1 gennaio 2012 fino al 31 dicembre 2012, la spesa di euro 20.967.090 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione nel Mediterraneo denominata Active Endeavour , di cui all' art.4, comma 5, del decreto legge 12 luglio 2010....."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Ho cercato di capire che missione fosse ed ho trovato:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;''Active Endeavour'' e Forze Navali permanenti della NATO &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Generalità &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Le unità navali della Marina Militare Italiana partecipano, a rotazione, ai gruppi navali posti sotto comando e controllo NATO. Tali gruppi sono lo SNMG1 (Standing NATO Maritime Group 1) e lo SNMG2 (Standing NATO Maritime Group 2), composti da Fregate/Caccia cui vengono assegnati compiti di pattugliamento e sorveglianza aero-marittima. Lo SNMCMG2 (Standing NATO Mine Counter Measure Group 2) è gruppo navale di intervento rapido specializzato nelle attività di contromisure mine. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;In seguito all'attacco terroristico negli USA dell'11 settembre 2001, il Consiglio Atlantico della NATO ha approvato la dislocazione nel Mediterraneo Orientale di una Forza Navale (Task Force Endeavour) quale visibile dimostrazione dell'implementazione dell'Art. 5 del Trattato NATO, allo scopo di dimostrare la solidarietà della NATO e la risolutezza dell'Alleanza nel sostenere la campagna contro il terrorismo internazionale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;L'obiettivo di "Active Endeavour" è quello di mantenere nel Mediterraneo una presenza credibile in chiave antiterroristica, dimostrando la risolutezza della NATO nella deterrenza, difesa e protezione contro le attività terroristiche. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;L'operazione sta coinvolgendo Nazioni Partner e Paesi del Dialogo Mediterraneo con contributi diversi e soluzioni ad hoc. L'Italia, in particolare, si è adoperata per il pieno coinvolgimento dei Paesi del Dialogo Mediterraneo, delle Nazioni rivierasche e di altri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Fonte &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.difesa.it/"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;www.difesa.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Quindi questa cifra non piccola, 20 milioni di euro, finanzia una nostra presenza nel Mediterraneo orientale, finalizzata genericamente al controllo di quell' area , fuori dai nostri confini, tra l' altro vicino alla zona calda della Siria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Una missione Nato, cosa non specificata nell' articolo di legge.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;La missione e' abbastanza ignota anche ai relatori del decreto in commissione , tanto che Frattini, relatore per la commissione Esteri, neanche la cita (almeno dal resoconto pubblicato); mentre il Presidente della Commissione Difesa la cita insieme alle missioni anti-pirateria nell' Oceano, ma episodi di pirateria nel Mediterraneo non li ricordo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Missioni queste davanti al Corno d' Africa, il cui finanziamento e' aumentato a 49 milioni di euro invece dei 40 milioni del 2011.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Occorre trasparenza su queste cose e maggiore informazione per tutti. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Facciamo in modo che il voto parlamentare su questo decreto non sia liquidato in modo troppo frettoloso da Parlamento e media.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;da una mail di marco palombo a&lt;span style="color: magenta;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:pace@peacelink.it"&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;pace@peacelink.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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E’ questo il nome della Campagna contro le discriminazioni del Consiglio d’Europa, durata oltre due anni e terminata di recente. Lanciata nel 2008 nei 47 Stati membri , la Campagna si è rivolta principalmente al settore dei media. Tre i principali obiettivi: 1) Produrre informazione di qualità, prestando particolare attenzione al [...] &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Destination Italy: Representing Migration in Contemporary Media and Narrative&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;E’ in scadenza la call per partecipare alla Conferenza finale del programma della Rete Internazionale di ricerca Destination Italy. Organizzata dal dipartimento di Studi Italiani di Oxford, il seminario “Destination Italy: Representing Migration in Contemporary Media and Narrative”si svolgerà dal 13 al 15 aprile presso il Pembroke College di Oxford, seguendo quello che si è [...]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;I media multiculturali in Liguria: storia e prospettive&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Dalla ricostruzione delle esperienze storiche degli anni novanta fino ultimi sviluppi in campo editoriale, questa ricerca propone di individuare un rapporto fra il modo in cui il discorso pubblico, mediatico e politico ha costruito l’immigrazione e l’offerta multiculturale nei media locali. L’analisi, basata su dati raccolti tra il Marzo del 2009 e il Dicembre del [...]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;“Informazione e immigrazione”: seminario per i giornalisti in Puglia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Si terrà a Bari venerdì 13 gennaio il seminario di formazione per giornalisti dal titolo “Informazione e Immigrazione – Conoscere la Carta di Roma e la sua applicazione”. Iniziativa promossa da Associazione Stampa Puglia, FNSI e UNAR con l’obiettivo di promuovere e diffondere il Protocollo deontologico su richiedenti asilo e migranti, ma anche di creare [...]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Quando la nazionalità cambia la notizia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Riportiamo l’ efficace analisi su come uno dei principali quotidiani nazionali, il Corriere della Sera, ha raccontato due fatti di cronaca simili che hanno visto protagonisti cittadini italiani e albanesi. L’articolo a firma di Darien Levani è stato pubblicato su Albania news. Indovina chi ci viene a rapinare. I tizi del Corriere, si sa, non [...]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Buona lettura, la redazione. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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Lo affermano in un comunicato stampa diffuso oggi un ampio gruppo di associazioni, reti e centri di ricerca di diversi paesi europei tra cui, per l'Italia, la Rete Disarmo e la Tavola della pace.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;"Questa importante relazione (470 pagine di tabelle e dati) è stata pubblicata l'ultimo giorno lavorativo dell'anno (venerdì, 30 dicembre 2011) senza darne alcuna comunicazione né sul sito web del Consiglio dell'Unione europea (Consilium che è responsabile della sua pubblicazione), né su quello del Parlamento europeo. Ciò sta ad indicare che questa relazione è considerata alla stregua di una mera occorrenza burocratica, piuttosto che un importante documento degno di ampio dibattito pubblico da parte dei governi degli Stati membri e delle istituzioni dell'Unione" - sottolineano le associazioni.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Inoltre, otto paesi (quasi un terzo degli Stati membri, tra cui due dei principali esportatori di armamenti al mondo, cioè Germania e Regno Unito) non hanno fornito dati completi sulle consegne di sistemi militari, rendendo così praticamente impossibile l'analisi delle esportazioni effettive di armi da parte dei paesi dell'UE.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;"Al riguardo va evidenziata l'ampia anomalia dei dati forniti dall'Italia" - precisa Giorgio Beretta, analista della Rete Disarmo, che per primo ha esaminato il rapporto pubblicandone un ampio resoconto sul portale Unimondo. "Mentre, la Relazione ufficiale della Presidenza del Consiglio sulle esportazioni di armamenti italiani per l'anno 2010 riporta come "operazioni di esportazione effettuate" un valore di circa 2.754 milioni di euro, il governo italiano ha segnalato all'UE esportazioni effettuate per soli 615 milioni di euro. Se una minima differenza di dati tra i due rapporti può essere comprensibile, non può certo essere nell'ordine dei miliardi di euro soprattutto considerando che si tratta di consegne già effettuate nel 2010 e quindi con armamenti già passati e registrati dall'Agenzia delle Dogane".&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;"Nei prossimi giorni - aggiunge Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Disarmo invieremo una richiesta ufficiale ai compenti uffici del Ministero degli Esteri per chiedere spiegazioni rispetto a queste anomalie. Ma - considerate le modifiche che il Governo si appresta a fare sulla legge 185 del 1990 che regolamenta le esportazioni militari italiane - è venuto il momento di aprire un confronto parlamentare e pubblico su tutta la materia che riguarda direttamente la politica estera e di difesa del nostro paese".&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;"L'Europa è ormai diventata il primo esportatore mondiale di armi - sottolinea Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace - contribuendo direttamente alla crescita dell'instabilità e del disordine internazionale. In un mondo che sembra ormai fuori controllo, con delle istituzioni internazionali fortemente indebolite, mentre l'Europa viene pesantemente attaccata dalla speculazione finanziaria, non possiamo permetterci di continuare a disseminare il mondo di armi italiane ed europee. L'Europa non può essere un fattore di destabilizzazione internazionale. Prima ancora di essere contro i nostri principi è contro i nostri interessi e la nostra stessa sicurezza. Chiediamo dunque al nuovo governo di agire di conseguenza".&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Riguardo ai dati forniti, va segnalato che il valore totale delle autorizzazioni (licences) di esportazione di armi nel 2010 è diminuito del 21% rispetto al 2009 quando avevano raggiunto un record di 40,3 miliardi di euro: nel 2010 ammontano a 31,7 miliardi di euro, una cifra vicina a quella del 2008 (33,5 miliardi di euro) che rappresenta uno dei valori più alti dall'attuazione nel 1998 di una politica comune europea sulle esportazioni di armamenti.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;"Mentre il valore delle autorizzazioni all'esportazioni di armi verso i paesi occidentali (principalmente l'Unione europea e gli Stati Uniti) è sceso di oltre il 28%, è preoccupante - notano le associazioni europee - che le esportazioni di armi verso i paesi delle economie emergenti e in via di sviluppo siano salite a 15,5 miliardi di euro, cioè a poco meno della metà del totale. Se il valore delle esportazioni di armi verso i regimi repressivi del Medio Oriente e Nord Africa è sceso rispetto ai livelli record del 2009, anche nel 2010 le autorizzazioni all'esportazione di armamenti verso queste zone di forte tensione sono rimaste molto alte e superano gli 8,3 miliardi di euro".&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Ai sensi dell'articolo 15 della Posizione Comune dell'Unione europea sulle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari, è prevista nel 2012 una revisione della normativa dell'UE sulle esportazioni di armamenti. "Tale revisione può essere efficace solo se si basa su informazioni attendibili e complete e su un dibattito informato" - sottolineano le associazioni europee.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;"Come associazioni, reti e centri di ricerca da tempo attivi nel controllo delle esportazioni di armamenti, contro il commercio delle armi e nella promozione facciamo appello ai membri del Parlamento europeo per chiedere un dibattito sulla "Relazione annuale sul controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari" e un'analisi approfondita dei dati riportati e delle sue carenze" - concludono le associazioni.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;IL PRESENTE COMUNICATO E' DIFFUSO CONTEMPORANEAMENTE IN DIVERSI PAESI EUROPEI&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Realtà che sottoscrivono e contatti:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Rete Italiana per il Disarmo (Italy)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Contact: Giorgio Beretta: (+39)338-3041742&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Tavola della Pace (Italy)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Contact: Flavio Lotti (+39)335-6507723&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Campagne tegen Wapenhandel (The Netherlands)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Contact: Wendela de Vries (+31) 6 506 522 06&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Quaker Council for European Affairs Brussels (Belgium)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Contact: Martina Weitsch, (+32) 2 234 3064&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Observatoire des armements (France)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Contact: Patrice Bouveret, (+33) 6 30 55 07 09&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Vredesactie Belgium (Belgium)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Contact: Hans Lammerant (+32) 479 682443&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Campaign Against Arms Trade (United Kingdom)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Contact: Kaye Stearman (+44) 20 7281 0297&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Centre d'Estudis per la Pau J.M. Delàs / Justícia i Pau Catalonia (Spain)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Contact: Jordi Calvo (+34) 93 317 61 77&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Swedish Peace and Arbitration Society (Sweden)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Contact: Rolf Lindahl, (+46) 76 204 46 80&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Foundation for arms conversion and peace research Bremen (Germany)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Contact: Andrea Kolling (+49) 421 380 99 68&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Peace Union of Finland&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Contact: Laura Lodenius (+358) 40 7177762&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Per contatti &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:segreteria@disarmo.org"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;segreteria@disarmo.org&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt; &amp;nbsp;- 328/3399267&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Tavola della Pace - Ufficio Stampa: Floriana Lenti 338/4770151 stampa@perlapace.it 075/5734830 - Fax 075/5739337&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.peacelink.it/"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;www.peacelink.it&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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Perché gli africani&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;vivono ancora nei ghetti?", terrelibere.org, 10 gennaio 2012,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.terrelibere.org/rosarno-due-anni-dopo-perche-gli-africani-vivono-ancora-nei-ghetti"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;http://www.terrelibere.org/rosarno-due-anni-dopo-perche-gli-africani-vivono-ancora-nei-ghetti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Reportage. I lavoratori migranti specchio della nostra crisi **Rosarno, due anni dopo. Perché gli africani vivono ancora nei ghetti?**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Antonello Mangano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Vengono soprattutto dal Nord. Avevano case, documenti e un buon lavoro. Hanno perso tutto con la crisi e oggi lavorano nelle raccolte.&amp;nbsp; Duemila lavoratori africani (e altrettanti dell`Est Europa) cercano lavoro a giornata nella raccolta delle arance. Di Rosarno dicono: “E` un`onta per l`umanità”. Sono lo specchio della crisi italiana: pagano affitti cari come a Roma e chiedono semplicemente diritti e regole. Come tutti i lavoratori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;ROSARNO (RC) - La domanda è: che ci fanno qui? Li chiamano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;clandestini e loro vogliono regole; sanno fare di tutto e sono costretti a raccogliere mandarini; leggono Tahar Ben Jelloun e ricevono lettere offensive. Quest`anno i contrasti sono più evidenti del solito, perché ci sono soprattutto quelli del Nord. Sono gli espulsi dalla crisi delle fabbriche, vittime della legge Bossi-Fini che ha collegato posto fisso e permesso di soggiorno. Sono africani che parlano con accenti 'padani`. Sono quello che saremmo noi senza i&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;residui di welfare e senza l`aiuto delle famiglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Prendete Ahmed. Lavorava a Cuneo. Oggi si trova sballottato in unpezzo di Calabria che non gli sembra neppure Italia. E` esterrefatto, lui che è nato a Casablanca, dall`assenza di regole. Era abituato a salari da 60 euro al giorno, contributi pagati, affitti in regola. Oggi, dopo una giornata a raccogliere le arance, gli danno una banconota da 20. E però gli chiedono 500 euro per una stanza: la cifra che paga uno studente a Roma. Ma l`affitto è un 'privilegio`&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;riservato ai regolari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Fotogalleria. Festassemblea a San Ferdinando&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/antonellomangano/6662718211/"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;http://www.flickr.com/photos/antonellomangano/6662718211/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Nessun proprietario rischia il carcere o il sequestro dell`immobile. Un appartamento 'in centro` costa fino a 1400 euro al mese. Tanti soldi, troppi. Con un euro a cassetta (il compenso per il cottimo) non si possono pagare le spese e mandare soldi a casa, dal Western Union sempre affollato che si trova sulla 'Nazionale`. Le soluzioni sono tre. Dividere un appartamento in tanti, con cento euro a testa te la cavi ma lo 'spazio vitale` è ridottissimo. Oppure provare a ottenere un letto sul centinaio di posti disponibili al campo container fuori dal paese (sono già tutti esauriti da tempo). Infine, dormire nei&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;casolari e sperare che il freddo non ti uccida. E che alla polizia non venga voglia di fare uno sgombero a campione, come avveniva l`anno scorso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Il lavoro ‘rosarnizzato`&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Salari bassi e alto costo della vita, ecco le cause della povertà estrema che colpisce tanto i giornalisti che arrivano qui e visitano i casolari come la Pomona o la Fabiana. Nessuno lo dice ma tanti lo pensano: sono poveri perché africani. Al loro paese stavano così. Aiutiamoli, come aiuteremmo i poveri del continente nero. E invece disoccupazione e leggi ingiuste sono gli stessi problemi che colpiscono i lavoratori italiani, che però non sono perseguitati da una legge che nega i documenti se non hai un contratto di lavoro. E possono contare ancora su un 'paracadute`.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;'Se non avessimo il sistema di protezione delle famiglie, anche noi dormiremmo sotto gli alberi`, spiega Salvatore Lo Balbo, per anni nella segreteria nazionale della Flai Cgil. Mentre tutti continuano a chiedersi se Rosarno è cambiata (il titolo 'Nulla è cambiato` è stato ossessivamente pubblicato in occasione del secondo anniversario della rivolta), si è 'rosarnizzato` il lavoro italiano: paghe sempre più basse, condizioni sempre più precarie e l`abitudine di scaricare il disagio della crisi sul livello più basso delle varie filiere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Tutto tranne l`essenziale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;F. è una prova vivente dei deliri della burocrazia italiana. Ha in tasca il 'libretto di lavoro per extracomunitari` della direzione del lavoro di Foggia, il libretto di idoneità sanitaria della AUSL foggiana di San Severo, la carta di identità e il codice fiscale. Gli manca il documento più importante: il permesso di soggiorno. Anni fa a Manfredonia fecero un controllo mentre lavorava, non era in regola e gli consegnarono un foglio di via. Da allora e per sempre è 'clandestino`. Eppure ci dice: 'Vogliamo pagare le tasse come gli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;italiani, invece siamo costretti a vivere in una casa abbandonata. Senza acqua, senza luce`.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Lavoravano nelle fabbriche di Treviso o nelle aziende agricole della Puglia, sanno stare alla catena di montaggio o guidare un trattore, cucinano piatti da ristorante parigino (il thieb yappe, riso con carne, di Boubakar è degno dell`alta cucina internazionale), parlano nella peggiore delle ipotesi tre lingue e sono da anni in Europa. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Sembra uno scherzo del destino quello che li ha portati qui. Accanto a loro ci sono 'quelli della Libia`. Spaesati, confusi. Lavoravano anche loro, spesso con buone posizioni, nel paese arabo. Poi la guerra li ha spazzati via, stretti tra i fedeli di Gheddafi e i ribelli. Una barca direzione Lampedusa era l`unica via di fuga. Quando la salvezza sembrava raggiunta hanno conosciuto il sistema italiano di gestione di rifugiati. Tempi lunghi e tanti dinieghi. Avvocati che promettono ricorsi. Soldi da spendere, attese e alla fine una sola prospettiva di&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;lavoro: la campagna. Rosarno è una parola che gira spesso tra migranti, d`inverno. 'C`è lavoro quest`anno?`, ci avevano chiesto due settimane fa tre africani ospitati a Caulonia, nei pressi di Riace. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Vengono dal Ghana, dalla Somalia e dalla Liberia e attendono la risposta alla loro richiesta d`asilo. Come tanti, non vogliono stare senza fare niente. E prendono il treno che porta a Rosarno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Festassemblea&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Due anni fa i 'fatti`, la rivolta dei neri, la reazione della popolazione locale, la fuga e la cacciata di un migliaio di uomini di colore in poche ore. Oggi nello spiazzo della 'seconda area industriale` (ovviamente una distesa di capannoni abbandonati) si tiene una 'festassemblea`, organizzata dall`associazione Equosud. In queste campagne stanno per arrivare 100mila metri cubi di calcestruzzo per un rigassificatore. Gli africani e i portuali in cassa integrazione, i giovani di 'San Ferdinando in movimento` che si oppongono all`impianto inquinante e i piccoli produttori collegati ai gruppi di acquisto in tutta Italia hanno occupato simbolicamente per un giorno il terreno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Le politiche nazionali 'ricacciano tutti nelle campagne più interne,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;nei casolari dove si sta ancora peggio di prima, col terrore accresciuto d`incorrere per un controllo nei rigori della Bossi-Fini`, spiega Equosud. 'Rosarno è un`onta per tutta l`umanità, per l`Italia, per questo posto`, dice Ibrahim in assemblea. Alla fine della giornata i manifestanti piantano simbolicamente alcuni alberi di arance. Interviene la polizia, manca l`autorizzazione. Siamo al confine tra il regno mafioso dei Piromalli e quello dei Pesce – Bellocco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;A poca distanza dagli alberelli fuorilegge una colata di cemento è&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;diventata una piccola pista abusiva per aeromodellismo. Un po` più in&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;là un paio di discariche di piccoli cubetti di cemento. A due chilometri di distanza, sulle banchine del porto, le ‘ndrine fanno arrivare dall`America Latina le tonnellate di coca che invaderà l`Europa, nascoste nei container, nei blocchi di marmo, nelle confezioni di frutta. Alla fine gli alberi saranno piantati, mentre due consiglieri comunali ci raccontano dell`ennesima minaccia contro l`assessore ai lavori pubblici, Teodoro De Maria. Nuovamente tagliate le piante di kiwi nei terreni di famiglia. La notizia è stata comunicata dall`amministrazione comunale in conferenza stampa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;'Continueremo il lavoro avviato senza farci intimidire`, ha detto il&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;sindaco Elisabetta Tripodi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Il pacchetto sicurezza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Paradossalmente, oggi quelli più sicuri sono gli africani. Nessuno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;li toccherebbe mai, dopo tutto quello che è successo. Saliamo a piedi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;dalla stazione a piazza Valarioti. Solo stranieri ai bordi delle&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;strade: fanno la spesa, ricaricano i cellulari, chiacchierano tra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;loro. Fino a due anni fa era un incubo. Balordi col motorino e le&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;mazze potevano colpirti per gioco, solo gli stranieri camminano a&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;piedi. Oggi vediamo ragazzi col casco e la raccolta differenziata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;porta a porta. Una donna sindaco, una nuova amministrazione. Chi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;comanda oggi a Rosarno? 'Noi`, mi rispondono due consiglieri della&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;maggioranza democraticamente eletta dopo due scioglimenti consecutivi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;per mafia, record italiano. Non sono tutti d`accordo. Dopo le retate&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;contro i Pesce e i Bellocco potrebbe ridisegnarsi la geografia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;mafiosa. Stanno per arrivare imponenti fondi pubblici, dai milioni per&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;i centri immigrati ai PISU. Ma fossero anche pochi euro per un`aiuola,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;quello che conta sono i simboli. Chi imporrà il suo volere allo Stato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;potrà incoronarsi nuovo re di Rosarno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;'Conosci Bel Jelloun?`, mi chiede Ahmed. Molti suoi compagni parlano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;francese, inglese, arabo. E` curioso sentirsi ignorante nelle campagne&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;del Sud dove tutti vedono degrado e miseria, ma è quello che succede&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;confrontandosi con queste persone colte e intelligenti. E generose: K.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;è stato assunto in regola nell`ambito dei progetti di Equosud, ma non&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;è contento: 'I miei fratelli vengono sfruttati e lavorano in nero`.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;E` rimasta strana, Rosarno. Un gruppo di cittadini – rigorosamente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;anonimi – ha scritto alle autorità lamentando che i neri 'si&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;riversano nelle strade della città, molte volte senza meta. E urinano&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;di fronte alle bambine`. E` strano questo luogo dove la generosità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;senza limiti del gruppo di Africalabria – da anni avanti e indietro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;nei ghetti a rispondere a tutti i bisogni – convive con deliri senza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;fondamento. E negozi di lusso accanto a baracchette, luci vicino al&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;buio, palazzottotti autocostruiti e non finiti e locali di lusso, da&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;grande città. La ricchezza è distribuita in maniera ineguale, come&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;accade in genere al denaro sporco. E sarebbe rimasta così, ingiusta e&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;ineguale, senza l`iniezione di lavoratori africani che ha avviato un&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;percorso di speranza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;PER APPROFONDIRE:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;** Rosarno, gennaio 2010. Memoria della rivolta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.liotren.org/sms3/lt.php?id=LBpaBFpXBx9WAx8CBAIA"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;http://www.liotren.org/sms3/lt.php?id=LBpaBFpXBx9WAx8CBAIA&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Video esclusivo / Le immagini inedite, prima e dopo la rivolta Un&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;video per ricordare i braccianti africani che si ribellarono contro la&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;`ndrangheta e lo sfruttamento. Furono costretti alla fuga sotto gli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;occhi dei giornalisti di tutta Italia. La distribuzione delle coperte,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;gli sgomberi della polizia, gli africani feriti, oltre mille stranieri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;costretti alla fuga in pochissimo tempo. Le immagini inedite di quelle&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;ore che troppi hanno dimenticato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;** Slide. Le cause della rivolta di Rosarno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.liotren.org/sms3/lt.php?id=LBpaBFpXBB9WAx8CBAIA"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;http://www.liotren.org/sms3/lt.php?id=LBpaBFpXBB9WAx8CBAIA&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Secondo anniversario della ribellione contro mafia e sfruttamento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Perché è scoppiata la rivolta? Per lo sfruttamento della manodopera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;straniera e la crisi del mercato. Ma anche per il controllo mafioso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;sulla filiera e la violenza xenofoba che colpiva i migranti di colore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Una situazione aggravata dalle leggi razziste e dal pacchetto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;sicurezza. Nonostante tutto, la rivolta rimane un esempio per il&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;cambiamento della Calabria e dell`Italia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;** Rosarno e dintorni. Cornelia e le donne dell'Est&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.liotren.org/sms3/lt.php?id=LBpaBFpXBR9WAx8CBAIA"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;http://www.liotren.org/sms3/lt.php?id=LBpaBFpXBR9WAx8CBAIA&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Memoria. Cosa succede alle donne neocomunitarie? La situazione dei&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;lavoratori e delle lavoratrici provenienti dall’Est Europa è&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;diventata migliore rispetto a quella degli africani da quando sono&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;neocomunitari. Ma di loro non si occupa nessuno. La violenza nel&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;lavoro domestico e in famiglia è un fatto tanto generalizzato quanto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;nascosto. E l’unica indagine su ‘ndrangheta e traffico di immigrati riguarda proprio i rumeni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;** La paura cambia indirizzo. Rosarno, raccontare la rivolta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;`incompresa`&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.liotren.org/sms3/lt.php?id=LBpaBFpXCh9WAx8CBAIA"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;http://www.liotren.org/sms3/lt.php?id=LBpaBFpXCh9WAx8CBAIA&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Seconda edizione aggiornata de `Gli africani salveranno Rosarno`&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Dopo i fatti del 2011, qualunque tensione tra italiani e migranti è&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;diventata per i media - e per il senso comune - `una nuova Rosarno`.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;La rivolta è stata invece un atto di ribellione contro mafia e&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;sfruttamento. E oggi non è un pericolo da scongiurare o un ricordo da&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;rimuovere. La seconda edizione de `Gli africani salveranno Rosarno`&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;ricorda i fatti dal 2008 a 2011. E spiega come nel frattempo si è&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;`rosarnizzato` il lavoro italiano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;** Firenze - Rosarno. Anche il killer che scatenò la rivolta era 'un&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;pazzo' &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.liotren.org/sms3/lt.php?id=LBpaBFpXCx9WAx8CBAIA"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;http://www.liotren.org/sms3/lt.php?id=LBpaBFpXCx9WAx8CBAIA&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Il killer di Firenze è stato definito un pazzo, così come il rapinatore che scatenò la prima rivolta a Rosarno. Oggi gli atti dei magistrati rivelano che si trattava di un affiliato alla ‘ndrina dei Pesce. Era l`uomo che riscuoteva il pizzo a Milano e conduceva le spedizioni punitive in locali come l`Hollywood. Gli africani si sono ribellati alle sue prepotenze. Gli italiani no, al Nord come al Sud.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Il libro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;** Gli africani salveranno Rosarno. Seconda edizione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.liotren.org/sms3/lt.php?id=LBpaBFpWAh9WAx8CBAIA"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;http://www.liotren.org/sms3/lt.php?id=LBpaBFpWAh9WAx8CBAIA&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Non c’è un posto in Italia come Rosarno, che come Rosarno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;riassuma i drammi e le contraddizioni della nostra epoca.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Dall’economia globale a quella criminale, dalla mafia alle&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;migrazioni. Incontreremo lavoratori marginali inseriti in un contesto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;mafioso moderno ed arcaico, le leggi razziste che producono&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;marginalità fino al lavoro servile. E una terra per nulla immobile,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;raccontata da Giuseppe Lavorato: dalla grande stagione dell’occupazione delle terre all’omicidio Valarioti fino alle lotte di massa contro la mafia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Ti RICORDIAMO che puoi AGGIORNARE in ogni momento le tue preferenze limitando o aumentando il numero di segnalazioni che ricevi da FabioNews:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;clicca su &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.fabionews.info/lists/?p=preferences"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;http://www.fabionews.info/lists/?p=preferences&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;inserisci la mail con la quale sei iscritto e accedi alla tua pagina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;personale!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Se vuoi proporre a qualcuno di iscriversi a FabioNews, invitalo ad andare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;su &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.fabionews.info/"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;www.fabionews.info&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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charset="ISO-8859-1"&gt;&lt;/script&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2627227665946209745-2391819272436482700?l=giulianofalco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulianofalco.blogspot.com/feeds/2391819272436482700/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2627227665946209745&amp;postID=2391819272436482700' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2627227665946209745/posts/default/2391819272436482700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2627227665946209745/posts/default/2391819272436482700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulianofalco.blogspot.com/2012/01/extra-comunitari-il-bel-paese-due-anni.html' title='* - Extra Comunitari - Il Bel Paese -*: due anni dalla rivolta di Sarno'/><author><name>Giuliano Falco</name><uri>https://profiles.google.com/102900953554541677239</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2627227665946209745.post-639943297244032846</id><published>2012-01-11T09:58:00.001+01:00</published><updated>2012-01-11T09:58:08.536+01:00</updated><title type='text'>USA, la militarizzazione totale</title><content type='html'>&lt;br /&gt;Dall'amico Paolo Bertagnolli, ricevo e pubblico:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carissimi, vi invito a leggere l'allegato è una denuncia seria e, mi pare, documentata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aggiungerei solo due considerazioni: 1) quasi un anno fa, la Comunità Europea dette il nulla osta all'uso di prodotto OGM; che ci sia dl marcio? 2) la Cina, invece di pensare ad una terza guerra mondiale, non potrebbe decidere di mettere sul mercato tutti i dolari che tiene nelle proprie banche? In pochissimo tempo farebbe fallire gli USA che, quindi diverrebbero meno aggressivi di un piccolo bebe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"In America oggi vedo l'eredità storica del fascismo. Il fatto che i campi di concentramento, gli omicidi, le torture avvengano fuori della capitale (e per lo più vengono affidati a sicari di altre nazionalità) non cambia niente dell'essenza"!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così scriveva Marcuse ad Horkheimer in una lettera del 17 giugno 1967.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa citazione mi è tornata a mente leggendo l'articolo che vi allego.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nulla di nuovo per me che nessuna sirena è riuscita mai ad incantare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno scandalo per me che dietro le bollicine della CocaCola vedo solo sangue raggrumato e che le parole di plastica della propaganda dollarizzata non hanno mai "colonizzato".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davanti al paradosso americano della contraddizione tra gli ideali rumorosamente sbandierati e gli interessi concretamente perseguiti si pone, oggi più che mai, una questione di fondo: come arginare una potenza mondiale che si pone al di fuori delle regole che valgono per gli altri Stati e che ha il potere (economico emilitare) di farlo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martin Luther King, due mesi prima di essere ucciso, nel 1968, ebbe a denunciare gli Stati Uniti come "Il maggior esportatore di violenza al mondo"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui, americano....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E George Bernard Shaw: "L'America è l'unica nazione passata dalla barbarie alla decadenza senza attraversare la fase della civilizzazione"!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggete l'articolo di seguit.&lt;br /&gt;Aldo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;02 Gennaio 2012&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei campi coltivati americani è comparso un insetto devastatore che ha una caratteristica speciale: è resistente al BT (1), la tossina inserita con modificazione genetica nel mais OGM inventato dalla Monsanto. Questo mais ingegnerizzato è il tipo di semente più largamente coltivato in USA, coprendo il 65% delle coltivazioni; in quanto produce la propria tossina, è reputato resistere all’attacco degli insetti infestanti, e pubblicizzato come una semente che non richiede forti dosi di pesticidi, e in più innocuo per uomini e animali. Questo insetto devastatore (Diabrotica virgifera, per i coltivatori semplicemente «rootworm») si attacca alla radice, sicchè il danno non appare se non troppo tardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«È potenzialmente il più economicamente dannoso degli insetti», dice Bruce Tabashnik, entomologo della University of Arizona. (The billion-dollar pest: U.S. beetle is developing resistance to one of the most widely used genetically modified crops, say scientists)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si apprende che il danno è aggravato dal fatto che troppi coltivatori americani hanno abbandonato la pratica della rotazione agricola, il vecchio metodo della sapienza contadina con lo scopo, fra gli altri, di contrastare la proliferazione di infestanti, perchè «hanno contratti con produttori di etanolo» e si sono impegnati a fornire il mais senza interruzioni, oppure «per profittare degli alti prezzi del mais, che ha avuto un record lo scorso giugno».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri studi segnalano una crescente resistenza al diserbante chiamato «Roundup», che è stato bio-ingegnerizzato in molte sementi anche alimentari; la sostanza si sta estendendo anche ad altre piante, sostanzialmente alle erbacce, rendendo il Roundup inefficace o richiedendone più alte concentrazioni aggiunte da fuori, ossia più tossiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I fatti, che minacciano la fonte dell’alimentazione, avrebbero dovuto magari avviare una riconsiderazione dell’intrusione nell’eco-sistema di metodi genetici per scopi di profitto, i cui effetti a lungo termine sono stati perlomeno sottovalutati. Invece, ecco che la Dow AgroSciences (una sussidiaria della Dow Chemicals) annuncia la «soluzione» dell’industria genetica: lancerà sementi di mais, soya e cotone «metabolicamente resistenti all’erbicida 2,4 Acido Dicloroacetico», cosicchè i coltivatori potranno irrorare grandissime dosi di questo diserbante, ovviamente prodotto dalla Dow.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che questa sostanza di sintesi (2,4-D) è l’ingrediente primario dell’Agente Arancio, quello usato dall’Air Force per defoliare le foreste del Vietnam, e che ha causato circa 400 mila nascite con difetti genetici nella popolazione vietnamita. Ora, la «soluzione» proposta è di avvelenare con più dosi del defoliante anche la popolazione americana – nonchè quelle che comprano granaglie dagli USA (uno dei massimi esportatori mondiali) per alimentazione umana ed animale. (Dow's Deadly Harvest: The Return of Agent Orange)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interessante sapere che l’Agente Arancio per scopi bellici fu prodotto sia da Monsanto sia da Dow Chemicals; il fatto che ora venga proposto (e imposto, coi metodi Monsanto ben noti agli agricoltori americani) all’agricoltura di pace, è perfettamente consonante con la militarizzazione profonda del potere americano e del capitalismo globale promosso dalla superpotenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche i chemioterapici pretesamente anti-cancro più usati sono una derivazione diretta dei gas-senape o «mostarde azotate» come l’iprite, usate nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale per sterminare le truppe nemiche. Vista la qualità di ledere le cellule più delicate, quelle del midollo, l’arma chimica formalmente vietata nei campi di battaglia è rinata (con gran lucro del business farmaceutico) come «medicina» in quella che non a caso è stata chiamata in USA «guerra al cancro» proprio dagli anni ‘70; appena finita la guerra del Vietnam, occorreva riciclare i materiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Monsanto continua a pubblicizzare il suo diserbante glifosfato (ingrediente primario del Roundup) altra sostanza responsabile di malformazioni neonatali: usato in quantità spropositate (80 mila tonnellate solo nel 2007) nei campi americani, si sta accumulando, e contaminando l’acqua, l’aria e il cielo. Gli effetti non sono ancora rilevati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in un articolo apparso su Proceedings of the National Academy of Sciences americana, gli autori – che hannno rivisitato le pretese della Dow a proposito del suo 2,4-D – si dichiarano «allarmati» del fatto che la Dow abbia taciuto che «ormai 28 specie (di erbe infestanti) di 16 famiglie vegetali hanno già sviluppato resistenza agli erbicidi sintetici», insomma che se la tossicità della sostanza è certa, la sua efficacia per i coltivatori non è per niente garantita. ("2,4-Dichlorophenoxyacetic acid (2,4-D)–resistant crops and the potential for evolution of 2,4-D–resistant weeds")&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tecnologia OGM viene gabellata dalla propaganda come una grande impresa scientifico-umanitaria, necessaria per alimentare una popolazione umana che cresce troppo. È invece ovviamente una impresa volta al profitto, basata su brevetti del vivente, sementi «terminator», ossia rese sterili perchè i coltivatori non ne possano più usare l’anno dopo, ma siano costretti a comprarle dalle grandi multinazionali; una tipica applicazione del capitalismo terminale all’attività primaria dell’uomo, la più delicata ed essenziale. E come a Wall Street, la sofisticazione tecnologica della «finanza creativa» e dei super-computer che fanno centinaia di milioni di transazioni al minuto s’è accompagnata al degrado non solo della moralità e della prudenza (persino della prudenza negli affari) ma anche delle conoscenze economiche reali degli operatori (ridottisi a giocatori d’azzardo) così nell’agricoltura la sofisticazione estrema della bio-ingeneria ha come riflesso la degradazione delle competenze tradizionali, tramandate dal mondo contadino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rotazione agricola nacque in Italia dagli studi di agronomi rinascimentali, fu messa a punto nei due secoli seguenti da sperimentatori inglesi e tedeschi. Ci vollero secoli per appurare che le culture granarie, che impoverivano il suolo, dovevano essere alternate con leguminose che restituivano l’azoto al terreno, e con oleaginose «da rinnovo» come colza e soya. Oggi sappiamo che i coltivatori americani (e probabilmente anche i nostri) premuti dai debiti e dai costi dell’agricoltura tecnologica, hanno abbandonato questa sapienza. Le coltivazioni OGM non ruotano, e insieme alla monocultura impoveriscono i suoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già nel 1930-36 la mancata rotazione produsse una catastrofe nella Grandi Pianure americane, ricordata come il Dust Bowl, la desertificazione e la riduzione dell’humus in polvere. Ma nella finanza sono state dimenticate le lezioni del crack del 1929: la saggia legge Glass Steagall, che vietava alle banche commerciali l’attività di pura speculazione, è stata cancellata nel 2000 per aumentare i profitti degli speculatori, e se ne è impedito il rientro in vigore anche dopo la crisi del 2008. Esattamente allo stesso modo, nell’agricoltura da profitto monetario si sono dimenticate le catastrofi del Dust Bowl.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abolita la rotazione, la fertilità del suolo viene mantenuta artificialmente da fosfati provenienti da miniere e da prodotti chimici industriali – con relative ricadute di inquinamento e eutrofia delle acque interne e marine; frattanto, milioni di tonnellate di concimi naturali, prodotti dagli animali d’allevamento, invece di essere sparsi sui campi si putrefanno in depositi concentrati, dove avvelenano i terreni (ed emettono metano).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’alimentazione del bestiame con granaglie OGM a scapito del pascolo con erbe (meno «efficiente» per far crescere rapidamente di peso, e dunque di profitto, le bestie) produce putrefazione negli intestini, a causa dell’eccesso di amidi e di zuccheri ingeriti. Fra le soluzioni trovate in USA c’è quella di «praticare chirurgicamente un buco» (una fistola artificiale) tra lo stomaco e l’epidermide della mucche per controllarne le culture batteriche che crescono nelle viscere inserendovi antibiotici &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è forse esempio più grottesco dei livelli di violenza spirituale e di «hubrys» raggiunta dal capitalismo terminale. (Hole-y Cow)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella che Monsanto e Dow hanno instaurato in America (e stanno imponendo al mondo) è una «military-industrial agricolture», dice un commentatore. (Merry Monsanto — Military Industrial Agriculture)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’osservazione è acutissima: coglie la natura profonda della sedicente «grande democrazia» esportatrice di democrazia, la militarizzazione profondissima della sua società a tutti i livelli: a Wall Street sfornatrice di derivati che sono «armi di distruzione di massa», come nei vastissimi campi agricoli sorvolati da aerei-disseminatori di erbicidi, è la stessa violenza che viene esercitata in Afghanistan, Iraq e Libia per «esportare democrazia» con missili, bombardieri e droni assassini: la politica della «terra bruciata» globale, lo slash and burn dei commandos e dei Marines è lo stesso degli speculatori della finanza, che godono dei benefici di una guerra che devasta il futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è una novità, dal momento della loro nascita ad oggi gli Stati Uniti hanno condotto una media di una operazione bellica all’estero ogni due-tre anni – di preferenza contro Paesi come Granada, Panama e le Filippine, che non mettessero a vera prova la mediocrità bellica del soldato americano. Ma questo militarismo senza eroi ha raggiunto la sua perfezione e il suo assurdo dopo l’attentato dell’11 settembre: pretesto per disporre l’America nella postura di guerra perpetua, per debellare ogni resistenza interna allo strapotere del sistema militare-industriale (del resto le sole industrie rimaste dentro l’America, ed essenziali nella ricerca-sviluppo) alla mungitura da parte di queste dei fiumi di denaro pubblico distribuiti dal Pentagono, per abituare la popolazione alla riduzione dei propri diritti elementari, e del proprio benessere, con la scusa di «proteggerla» contro rischi fantomatici (il «terrorismo islamico»).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando cadde l’Unione Sovietica, si parlò in USA (lo fece anche Bill Clinton) di un’alba di pace durevole, e perfino di «dividendi della pace» da riscuotere con la riduzione delle spese militari. La classi dirigenti, gli industriali del settore militare, i petrolieri, le multinazionali come Dow e Monsanto, nonchè la nota lobby pro-israeliana non tardarono a correre ai ripari, sapendo che i «dividendi della pace» sarebbero stati riscossi a loro danno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leo Strauss, il maestro segreto dei neocon che presero il potere alle spalle della presidenza Bush jr., aveva teorizzato, in un noto scambio con Kojeve, che la pace perpetua avrebbe rammollito l’umanità. La «guerra perpetua» è ciò di cui un Paese ha bisogno, per mantenere disposta la sua popolazione ai compiti imperiali che la fine dell’URSS poneva. Questa fu la filosofia che animò i circoli di potere dopo l’11 settembre, la «Nuova Pearl Harbor» auspicata dai neocon in un famoso documento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ebraicità dei personaggi non è un fatto marginale: hanno voluto portare gli Stati Uniti, la sua società, allo stesso livello di paranoia bellicista della popolazione israeliana, che vive circondata da nemici, «costretta» a fare continue guerre coi vicini. Come il loro modello Israele, anche i giganteschi Stati Uniti d’America dovevano essere portati a «vivere di spada» e sulla spada. Abbandonando perfino l’umanitarismo di maniera, con gli «aiuti allo sviluppo» che gli USA davano ai Paesi vinti, onde portarli con le buone alla loro sfera d’interessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, il militarismo americano è solo bastone, senza carote. Le sue classi dirigenti hanno fatto propria la visione di Leo Strauss, secondo cui «sono idonei al governo coloro che si rendono conto che non c’è moralità e che c’è un solo diritto naturale, il diritto del superiore a comandare sull’inferiore». È ovvio che gente simile concepisca ogni attività e relazione come «guerra»: a Wall Street, negli uffici Monsanto e Dow, come nei campi e nelle ambasciate, è uno «stato di guerra» che viene vissuto, con le sue sequele di «conquiste», annichilimenti e terra bruciata. E questo è vero anche nei rapporti interni: la popolazione abbiente si chiude in dorate «gated communities», quartieri con mura e guardie armate, perchè al di là del muro c’è la criminalità, la povertà, il «terrore» – in sunto, la guerra civile paventata e desiderata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infiniti film hollywoodiani danno corpo a questo incubo onirico dell’americano terrorizzato da quelli che stanno di là dal muro: Los Angeles ridotta a uno slum di criminali dove l’eroe si avventura solo se armato con grandi volumi di fuoco, i ghetti fantascientifici come periferie in rovina abitate da zombies e da vampiri, sono la proiezione distorta della reale paura americana: la paura dell’altro. E sono – non occorre dirlo – la proiezione del modo di vita israeliano: Gaza è la no-mans-land , la «terra di nessuno» dove vivono nemici sub-umani da ridurre a belve accampate sulle loro macerie, e trattare periodicamente al fosforo bianco; il Libano è un altro luogo d’orrore con cui la relazione non può essere altro che l’attacco preventivo con forze schiaccianti; l’Egitto è nemico, la Turchia nemica, l’Iran una «minaccia esistenziale»...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre più apertamente, la «politica estera» americana sul mondo si plasma su questo modello holly-israeliano: «fuori» dagli USA non esistono esseri umani, ma solo nemici-criminali e sub-umani da trattare con la violenza, perchè non capiscono altro che la violenza. O risorse da arraffare e saccheggiare impunemente, come res nullius. Non è affatto un caso se Washington ha diviso il mondo – e dunque l’umanità intera – non più in aree d’influenza diplomatica, bensì in «Unità di Combattimento» (sono dieci centri di comando con generali a capo: CENTCOM, AFRICOM, NORTHCOM, SOUTHCOM, ed EUCOM per l’Europa...) e lo tiene sotto controllo con la rete di oltre 730 basi militari piazzate in 156 Paesi (l’ultima in ordine di tempo, in funzione anticinese, la base di Marines annunciata da Obama in Australia); se con o senza la NATO (i suoi satelliti militari) conduce operazioni belliche in Iraq e Afghanistan, massacra dal cielo in Pakistan (uno Stato «alleato») opera occultamente in Somalia; se ha decapitato e gettato nel caos la Libia; se arma gli anti-governativi in Siria; se piazza i suoi missili a ridosso di una Russia che non ha alcuna intenzione di rappresentare una minaccia per l’Occidente, se organizza destabilizzazioni nel mondo ex-sovietico; non è un caso se i suoi agenti straussiani hanno istigato la Georgia a porsi in guerra con Mosca, e se minacciano di attacco preventivo l’Iran... fatto che ha indotto un generale Zhang Zhaohzong a Pechino ad annunciare: «La Cina non esiterebbe a proteggere l’Iran anche se ciò scatenasse una terza guerra mondiale». La Cina si sente minacciata di accerchiamento, il governo russo constata che la sua legittimità viene negata da Washington (che ha pagato i manifestanti contro le ultime elezioni); sicchè Putin ha dichiarato di aver raggiunto con Hu Jintao «un accordo di principio» sul fatto che il solo modo di fermare l’aggressione dell’Occidente americano è «l’azione militare diretta e immediata» (e Hu ha ordinato alle forze navali di «prepararsi alla guerra»).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risposte necessarie, di fronte all’escalation di Washington, alla sua nuda aggressività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È possibile che un’America «israelizzata» (cioè con lo stesso atteggiamento esistenziale di Israele di fronte al mondo: un mondo fantasmatico di nemici minacciosi, e di alleati sospetti, da minacciare o sradicare) rischi davvero la guerra mondiale come ulteriore «soluzione» ai suoi problemi finanziari, economici, al suo declino egemonico, al suo debito pubblico immane? Una fatale fuga in avanti nella corsa all’accaparramento delle fonti petrolifere e minerarie, nell’affermazione della «total spectrum dominance» militare, la superiorità assoluta in tutti i settori, compresa l’elettronica e la cyberguerra, e la capacità di condurre due guerre contemporaneamente in due diversi teatri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Francia (il solo Paese non anglosassone con intelligence ed analisti politici adeguati) escono saggi che indicano la presa di coscienza di questa patologia americana. De la crise à la guerre s’intitola l’ultimo saggio di Laurent A. Du Plessis (che già nel 2002 aveva pubblicato La troisième guerre mondiale a commencé). Un Thomas Rabino pubblica De la guerre en Amerique, un saggio sulla «cultura della guerra» che satura ogni piega della società americana. Illumina tutto: la sovra-rappresentanza di ex ufficiali con esperienza bellica al Congresso, il rapporto di complicità profonda tra le grandi industrie e le forze armate, il rapporto di collaborazione tra l’industria del cinema e l’esercito che presta uomini e mezzi ai perenni film di guerra (dove Hollywood fa la parte del «complesso cinematografico-militare») le fiction televisive in serie sature di alti ufficiali, commandos e persino di avvocati militari, tutte incentrate sugli ambienti soldateschi presentati come la fonte indiscussa dell’integrità e della virtù e dei «valori americani» – anche quando difendono la tortura come mezzo d’interrogatorio, facendola entrare nel campo delle azioni accettabili; il culto religioso della bandiera nelle scuole; la quantità di dirigenti civili e manager del business che vengono dalla ufficialità militare e ne hanno assunto i «valori»; i videogiochi bellicisti; la rappresentazione del nemico, invariabilmente diffamatoria verso gli arabi e i medio-orientali; e infine la manipolazione continua dell’opinione pubblica attraverso la paura e il patriottismo parossistico – esattamente come in Israele, dove l’opinione pubblica media è fortemente bellicista e sta emarginando i pochi sparuti movimenti pacifisti. Ed esattamente secondo i dettami di Leo Strauss, che voleva una popolazione «manipolabile come creta», e sosteneva che «se non esiste minaccia dall’esterno, allora occorrerà fabbricarla» (2) per impedire che la popolazione si imborghesisca. È una specie di esercitazione militare continua contro pericoli immaginari, come in Israele, che viene imposta alla popolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E i risultati si vedono: Bush jr. confessò che gli piaceva essere un «war president» perchè ciò lo teneva alto nei sondaggi (e difatti Obama, che non si presenta come «war president» anche se non ha fatto altro che continuare l’eredità di Bush, è per principio debole nel favore pubblico): nulla meglio di questa frase può esprimere l’assurdo della popolazione americana manipolata, la profondità della cultura della guerra nella coscienza popolare. Anche gli inglesi, appena vinta la guerra, si liberarono del loro «war premier» Churchill, che pure li aveva portati alla vittoria... solo in America essere un «war president» è un vantaggio elettorale; tanto più che le guerre in atto da un decennio sono tutt’altro che successi (ma lo sono per le industrie belliche, a cui interessa il consumo dei materiali e la loro sostituzione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’11 settembre ha solo accelerato il processo, lo ha imballato accentuando la manipolazione attraverso la paura, l’incoraggiamento alla violenza attraverso la disumanizzazione del nemico (coi baffi neri, la kefiah, e tratti medio-orientali).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il saggio, scrive Emmanuel Todd recensendo il libro di Rabino, «ci dice che l’America è ormai una nazione militare, che vive di guerra e per la guerra» – precisamente come l’Israele d’oggi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In USA, i pochi ma acuti critici al mostruoso sistema di militarizzazione ne additano la commistione con il mondo dell’economia cosiddetta civile, del «mercato».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La strategia delle due guerre (da combattere simultaneamente) è semplicemente un trucco di marketing per giustificare il grosso bilancio del Pentagono», ha dichiarato il generale Merril McPeak, già capo di Stato Maggiore dell’Air Force, ora a riposo. Quanto al candidato Ron Paul, ha osservato: «Non è una coincidenza se il secolo della Guerra totale ha coinciso con il secolo della Banca Centrale». In ultima analisi, con la dittatura della finanza sull’economia reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo visto la filosofia bellicista sottesa agli interventi sull’agricoltura da Monsanto e Dow: il bombardamento dei campi coltivati con volumi crescenti di diserbanti, la «soluzione» ultra-tecnologica applicata al «successo» nei raccolti con gli OGM; la formazione di piante rese ingegneristicamente «resistenti» ai veleni, come il Pentagono studia incessantemente il soldato del 21° secolo, il cyber-soldato potenziato dall’esoscheletro, dai GPS, reso invulnerabile, o il soldato-robot che non rischia la vita mentre sparge la morte sul nemico sub-umano (l’uso dei droni che colpiscono dal cielo, dovunque nel mondo, in guerre non dichiarate, guidati da qualcuno in divisa che sta davanti ad uno schermo da videogioco a Washington, è già la realizzazione di questo sogno oscuro).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’avvelenamente del cibo, il danno per la salute della stessa popolazione americana, non entra in considerazione nei calcoli del sistema agricolo-militare. Il motivo è evidente: come in guerra totale, la popolazione è considerata «spendibile», «sacrificabile» (come i soldati combattenti) agli scopi della «vittoria». O di quel che le multinazionali chiamano vittoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è una fantasia complottista. Esiste ed è in vigore una legge del 1977 che recita: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PUBLIC LAW 95-79 (P. L. 95-79)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TITLE 50, CHAPTER 32, SECTION 1.520&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«CHEMICAL AND BIOLOGICAL WARFARE PROGRAM»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«The use of human subjects will be allowed for the testing of chemical and biological agents by the U.S. Department of Defense, accounting to Congressional committees with respect to the experiments and studies».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«The Secretary of Defense (may) conduct tests and experiments involving the use of chemical and biological (warfare) agents on civilian populations (within the United States)».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione: «L’uso di soggetti umani è consentito per testare agenti chimici e biologici da parte del ministero della Difesa, riferendo alle commissioni del Congresso rispetto agli espertimenti e studi. Il segretario alla Difesa può condurre prove e sperimentazioni con l’uso di agenti chimici o biologici sulla popolazione civile»...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale legge è reperibile nella raccolta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Public Law 95-79, Title VIII, Sec. 808, July 30, 1977, 91 Stat. 334. In U.S. Statutes-at-Large, Vol. 91, page 334, you will find Public Law 95-79. Public Law 97-375, title II, Sec. 203(a) (1), Dec. 21, 1982, 96 Stat. 1882. In U.S. Statutes-at-Large, Vol. 96, page 1882, you will find Public Law 97-375.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel sito qui di seguito si può spulciare l’elenco delle sperimentazioni a scopo militare attuate nell’ultimo secolo sulla popolazione americana e no. (A SHORT HISTORY OF US GOVERNMENT RESPECT FOR HUMAN LIFE)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si va dall’iniezione di plutonio in pazienti nella clinica universitaria di Rochester nel quadro del Progetto Manhattan (1944) alla somministrazione di LSD in soggetti ignari e che non hanno dato il loro consenso, nel quadro del tentativo della CIA di usare la droga allucinogena come «arma potenziale» (1947). Dall’iniezione di cellule tumorali in carcerati della Ohio State Prison (la metà negri) per opera della celebre clinica Sloan-Kettering, alla dispersione di bacillus subtilis niger nei ventilatori della metroolitana di New York, a cura della US Army (1966). Una documentazione agghiacciante del disprezzo per la vita umana conseguente alla militarizzazione dell’America. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa deriva non è da oggi, come si vede. Essa fa degli Stati Uniti un regime mostruosamente inaudito, dove «mercato» e «militarismo» sono tutt’uno. La sua natura giustifica ogni paura. Ed ogni sospetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Sarebbe strano se avessero sviluppato una tecnologia per inoculare il cancro ad una persona, a sua insaputa?», ha chiesto di recente il presidente del Venezuela Ugo Chavez.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chavez ha rivelato a luglio di avere il cancro. Ma non è il solo: sono cinque i presidenti sudamericani ad aver sviluppato il cancro negli ultimi mesi. Il presidente del Paraguay Fernando Lugo col cancro del sistema linfatico. Dilma Roussef, presidentessa del Brasile, anche lei col tumore del sistema linfatico. L’ex presidente Ignacio Lula da Silva, cancro alla laringe. Ultima, la presidentessa dell’Argentina, Cristina Kirchner, affetta da cancro alla tiroide, sarà operata questo mese. Tutti personaggi che, per un verso o per l’altro, non piacciono a Washington, o a Wall Street. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è possibile che i presidenti sudamericani siano particolarmente vulnerabili al tumore? &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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Rispondere a questa domanda significa parlare di Dio.» Io e &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Dio di Vito Mancuso ruota intorno a questa domanda: una domanda &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;intima, personale, che però coinvolge l'intera umanità, e dunque &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;ciascuno di noi. In questo senso, per ogni uomo che viene sulla terra, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;cristiano o no, la partita della vita è sempre tra io e Dio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Tuttavia oggi tenere insieme un retto pensiero di Dio e un retto &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;pensiero del mondo è molto difficile: così qualcuno sceglie Dio per &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;disprezzo del mondo, qualcun altro sceglie il mondo per noia di Dio, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;mentre molti non scelgono né l'uno né l'altro, forse perché non &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;avvertono più quell'esigenza radicale dell'anima che qualcuno &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;chiamava «fame e sete di giustizia». In pagine ricche di dottrina e &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;di passione per la verità, Vito Mancuso spiega e condivide le ragioni &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;della sua fede in Dio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;È un percorso in cui non mancano puntate polemiche, basato su &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;un'ampia riflessione, che supera di slancio la strettoia tra due &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;posizioni in apparenza contrapposte, che negano entrambe la nostra &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;libertà individuale: da un lato l'autoritarismo delle gerarchie &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;religiose, dall'altro uno scientismo ateo e semplicistico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Ma una civiltà senza religione, o con una religione senza cultura, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;argomenta Vito Mancuso, perde inevitabilmente la propria coesione &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;interna, schiacciata su una sola dimensione, in balia di un egoismo &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;molto prossimo al cinismo o alla disperazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Io e Dio apre invece la strada verso una fede basata sull'amore e sul &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;dialogo, sulla libertà e sulla giustizia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Guarda il video di Vito Mancuso rivolto a tutti i lettori:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://youtu.be/JXT_aykqtlM"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;http://youtu.be/JXT_aykqtlM&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;«Il teologo italiano pone la dottrina cattolica di fronte alle sue &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;contraddizioni interne (…) Bisognerebbe potergli rispondere, ma per &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;farlo bisognerebbe avere la medesima esigenza di verità &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;intellettuale.»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Laurent Lemoine, O.P., «La Vie Spirituelle»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;«Una delle principali caratteristiche dell'impresa teologica di &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Mancuso è la connessione con l'esperienza umana.»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Corneliu C. Simuţ&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;«Il teologo che vuole rifondare la fede.»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;«Corriere della Sera»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;«Altissima consolazione, sia per chi crede sia per chi non crede.»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Ferdinando Camon, «La Stampa»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;«Uno dei pregi di Vito Mancuso è il parlar chiaro, schietto, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;semplice delle delicate tematiche teologiche.»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;«Tempi di fraternità»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;«Il suo scopo: riconciliare ragione e Dio.»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;«Le Monde»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Guarda lo speciale dedicato al libro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;sito:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.illibraio.it/speciale/ioedio/home.htm"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;http://www.illibraio.it/speciale/ioedio/home.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Ti RICORDIAMO che puoi AGGIORNARE in ogni momento le tue preferenze limitando o aumentando il numero di segnalazioni che ricevi da FabioNews:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;clicca su &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.fabionews.info/lists/?p=preferences"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;http://www.fabionews.info/lists/?p=preferences&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;inserisci la mail con la quale sei iscritto e accedi alla tua pagina &lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;personale!!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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charset="ISO-8859-1"&gt;&lt;/script&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2627227665946209745-3512284552369694270?l=giulianofalco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulianofalco.blogspot.com/feeds/3512284552369694270/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2627227665946209745&amp;postID=3512284552369694270' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2627227665946209745/posts/default/3512284552369694270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2627227665946209745/posts/default/3512284552369694270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulianofalco.blogspot.com/2012/01/il-consigliere-comunale-leghista-di.html' title='IL CONSIGLIERE COMUNALE LEGHISTA DI ALBENGA INQUISITO DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI SAVONA PER ISTIGAZIONE ALL&apos;ODIO RAZZIALE'/><author><name>Giuliano Falco</name><uri>https://profiles.google.com/102900953554541677239</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2627227665946209745.post-7112453018831447419</id><published>2012-01-09T18:12:00.000+01:00</published><updated>2012-01-09T18:12:02.308+01:00</updated><title type='text'>Il Movimento Nonviolento, fondato da Aldo Capitini, compie 50 anni.</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: AR-SA;"&gt;&lt;shapetype coordsize="21600,21600" filled="f" id="_x0000_t75" o:preferrelative="t" o:spt="75" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" stroked="f"&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/shapetype&gt;&lt;/span&gt;La festa di compleanno si terrà nei giorni &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;20-21-22 gennaio 2012 &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;a Verona, al Teatro Camploy (zona Porta Vescovo)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Sono invitati tutti gli amici, le persone, le associazioni, i gruppi, i movimenti dei più diversi ambienti culturali, politici, artistici, religiosi, intellettuali, e comunque tesi verso l'orizzonte nonviolento, che in questi cinque decenni hanno conosciuto, collaborato, condiviso, sostenuto il Movimento Nonviolento. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Venerdì 20 gennaio 2012&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ore 21 – Spettacolo/concerto con archi, fiati e attore. Magical Mystery Orchestra &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Qualità, classicità, poetica. Le canzoni che i Beatles non hanno mai eseguito dal vivo: un’orchestra di 12 elementi con una musicalità propria, realizza una personale interpretazione che unisce all'estremo rigore filologico una vena compositiva essenziale, attenta alla logica e allo spirito dei brani e dell'epoca in cui furono concepiti. Cinquant’anni di musica vitale. (Entrata libera, contributo gradito)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Sabato 21 gennaio &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Introduce e coordina Mao Valpiana (Presidente MN)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ore 10 – Convegno “50 anni di nonviolenza”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Goffredo Fofi: “Il contesto culturale e politico nel quale è nato il Movimento Nonviolento”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Gianni Sofri: “L’influenza del pensiero di Gandhi nel Movimento Nonviolento di Aldo Capitini”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Daniele Lugli: “Il Movimento Nonviolento alla prova della visione di Capitini e delle sfide di oggi”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ore 13 - pausa pranzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ore 15 – Film “In marcia – Elementi di un’esperienza nonviolenta” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;di Roberta Mani e Roberto Rossi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Presentazione dell’Archivio (1962-2011) del Movimento Nonviolento, Andrea Maori&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Presentazione del fondo Manifesti storici del Movimento Nonviolento, Caterina Del Torto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Vignette, disegni, illustrazioni, fumetti, immagini, satira ... in diretta con Mauro Biani &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Letture da Gandhi, Capitini, Langer, con le voci di Margherita Sciarretta e Sandra Ceriani&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ore 17 - 1° SESSIONE “L’OBIEZIONE ALLA GUERRA”: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Giancarla Codrignani (già presidente Lega Obiettori di Coscienza), Sam Biesemans (Ufficio Europeo Obiezione di Coscienza) , Gerry Condon (US Veterans for Peace)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ore 18 - E se la patria chiama...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Dalla Marcia del ‘61 ad oggi, conversazione in musica con Fausto Amodei, padre della canzone civile, satirica, antimilitarista italiana. Conduce Enrico de Angelis.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Cantiamo insieme, con la chitarra di Paolo Predieri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Degustazione, con Christoph Baker, dei 3 vini (Nebbiolo, Botticino, Cesanese), alla presenza dei produttori nonviolenti Beppe Marasso, Adriano Moratto, Mariano Mampieri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ore 19 - Buffet aperi/cena&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ore 21&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Mille papaveri rossi. La pace nella canzone italiana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Reading-concerto curato e condotto da Enrico de Angelis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Cantano Raffaella Benetti, Giuliana Bergamaschi, Claudia Bidoli, Grazia De Marchi, Laura Facci, Deborah Kooperman, Veronica Marchi, Ilaria Peretti, Alice Ronzani, Terry Veronesi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Suonano Enrico Breanza, Marco Pasetto, Gianni Sabbioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Arrangiamenti di Enrico Breanza, Marco Pasetto, Enrico Terragnoli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Letture di Sandra Ceriani. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;(Entrata libera, contributo gradito)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Domenica 22 gennaio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Introducono e coordinano Raffaella Mendolia e Pasquale Pugliese (Segretari MN)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ore 9,00 - 2° SESSIONE “L’APERTURA”: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Angela Dogliotti (educazione / conflitti), Fulvio Cesare Manara (comunicazione / filosofia)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Saluto a cura del gruppo giovani del Movimento Nonviolento, con Daniele Taurino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Saluto con messaggio video di Alberto Perino (resistenza No Tav)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;3° SESSIONE “L’OMNICRAZIA/IL POTERE DI TUTTI”: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Gianni Tamino (ecologia e politica), Luisa Morgantini (donne in nero)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Ore 11,30 - Le “reti” alle quali il Movimento Nonviolento partecipa:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Rete Ipri-Corpi Civili di Pace, Carla Biavati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Comitato italiano per una cultura di pace e nonviolenza, Sergio Bergami&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Servizio Civile, Francesco Spagnolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Rete Italiana Disarmo, Massimo Paolicelli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;ore 15,00 - proposta di una campagna comune per il disarmo e contro le spese militari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;ore 16,00 – La Festa è finita...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Info logistiche&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Il Teatro Camploy si trova in via Cantarane 32, nella zona di Porta Vescovo. Alla stazione ferroviaria di Porta Vescovo fermano solo i treni regionali della linea Milano-Venezia. Dalla Stazione di Verona Porta Nuova autobus n. 11, 12, 13 ,51, 510 (serale e festivo n. 90, 91, 92, 98). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Alleghiamo indicazioni per mangiare e dormire nelle vicinanze a prezzi contenuti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Vi chiediamo di contribuire alle molte spese sostenute per quest’iniziativa, con un contributo di sostegno (graditissimo) fiscalmente detraibile, sul conto corrente postale n.18745455 intestato a Movimento Nonviolento o bonifico bancario con codice Iban: IT 35 U 07601 11700 000018745455&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;Info: Tel. 045 8009803 – azionenonviolenta@sis.it &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.nonviolenti.org/"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;www.nonviolenti.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DEL CONSIGLIERE COMUNALE MAURO AICARDI'/><author><name>Giuliano Falco</name><uri>https://profiles.google.com/102900953554541677239</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2627227665946209745.post-5162100608676157540</id><published>2012-01-07T22:39:00.001+01:00</published><updated>2012-01-07T22:39:14.359+01:00</updated><title type='text'>SPESE MILITARI: NOI E OBAMA</title><content type='html'>VALENTINO PARLATO &lt;br /&gt;il Manifesto 07 Gennaio 2012&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;Mario Monti pellegrino affannato in Europa. Bussa a Bruxelles, poi a Parigi, &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;Berlino. Cerca, ragionevolmente, consensi e sostegni nel suo difficilissimo &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;lavoro. Ma bussare senza una proposta, un'iniziativa può dare un qualche&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;risultato? Difficile da credere. Monti dovrebbe bussare proponendo qualche iniziativa propria e nonl'osservanza di tagli e tasse. Agli altri paesi europei i tagli italiani possono dare qualche soddisfazione, ma nessuna prospettiva. Se l'Italia diventa austera e risparmiatrice, che cosa potranno esportare in Italia? Quale vantaggio per le proprie industrie anch'esse in difficoltà?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;Monti un esempio e un incoraggiamento dovrebbe averlo da Obama che ha deciso di ridurre la spesa militare di 450 milioni di dollari in dieci anni, cioè &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;di quarantacinque miliardi di dollari all'anno. Gli Usa, che sono una potenza&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;globale e per la quale le armi sono importanti (tanto che alle armi vanno &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;circa 900 miliardi di dollari l'anno quasi un quarto del bilancio federale), hanno capito che lì si può risparmiare. In Italia - che non è un paese imperiale -&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;ci apprestiamo a spendere 15 miliardi di euro per i cacciabombardieri F35. E &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;questa spesa andrebbe aggiunta alla spesa ordinaria di 23 miliardi di euro.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;A questo livello di spesa c'è un intervento del generale Mini, il quale dopo &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;aver segnalato la riduzione decisa da Obama aggiunge che «se l'Europa si mettesse assieme spenderebbe un decimo di quello che sborsa oggi e sarebbe più efficiente».&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;Ci rifletta il presidente Monti. Riducendo la spesa militare, finora esente &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;dai suoi tagli, potrebbe investire qualcosa per la famosa crescita della &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;qualche tanto parla senza far nulla, almeno finora.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;Certo i risparmi militari sarebbero utili, ma è necessaria, direi &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;indilazionabile e anche utile per i suoi pellegrinaggi in Europa, una seria &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;iniziativa per la crescita. E non solo per contenere il peggioramento delle &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;condizioni di vita degli italiani, ma anche per dimostrare a Parigi, e &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;soprattutto a Berlino (lì c'è la signora Merkel), che l'Italia non è proprio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;ridotta allo stato di mendicità. Risollevare un po' il prestigio del nostro &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;paese sarebbe utile anche nei difficili negoziati internazionali. Tagliare e &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;tassare potrà soddisfare le richieste altrui, ma non la loro fiducia in noi &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;italiani, nella nostra capacità di risanare l'economia e di avere un ruolo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;positivo in Europa. Monti ha poi affermato: «L'euro non sia elemento di &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;divisione», ma l'euro non doveva saldare l'unità europea? Perché è diventato &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;elemento di divisione?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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Circolato dal 1989 al 1995 in edizione autoprodotta e autofinanziata, oggi il libro, grazie all'editore Sironi, è disponibile al grande pubblico &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;Per anni la storia raccontata in questo libro è stata “lettura privilegiata” di pochi; per anni, come precisa nella postfazione Marzio Pieri, il volume è stato “un singolare best seller” sulla scia di un passaparola che alimentava l’interesse e la curiosità per il romanzo. Dal 1989 al 1995, l’opera è circolata in edizione autoprodotta e autofinanziata ma ora, da qualche mese, il libro in questione, dal titolo La messa dell’uomo disarmato, scritto da Lusito Bianchi, può essere cercato e trovato in libreria e, soprattutto, può essere letto da molti. Ciò è stato possibile grazie a un incontro casuale, (o perché doveva accadere, direbbe probabilmente l’autore) tra l’editore Sironi e l’opera di Luisito Bianchi (nato nella provincia cremonese nel 1927, insegnante e traduttore, prete-operaio e inserviente d’ospedale, attualmente cappellano presso il monastero benedettino di Viboldone), e grazie a quella che lo stesso editore ha definito una “reciproca elezione”. Ma veniamo al volume, nella sua veste editoriale e in quella narrativa: se da un lato colpisce la bella immagine di copertina, con una distesa di spighe dorate, e un caldo color arancio, dall’altro le dimensioni del libro, con le sue ottocentosessanta pagine, possono intimidire il lettore; così anche l’incipit, denso di parole intense e sorprendenti e di interrogativi che spingono subito nel cuore del racconto. L’invito è di non cedere alle tentazioni demotivanti e scoprire, invece, lo stile fine e sobrio con cui l’autore, pagina dopo pagina, intesse la trama e l’arricchisce di accenti lirici, descrizioni e ritratti di singolare bellezza. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;Come indicato dal sottotitolo La messa dell’uomo disarmato è un romanzo sulla Resistenza e questa definizione, limitatamente ai fatti narrati, sarebbe esauriente se la narrazione di Luisito Bianchi e la sua lettura degli avvenimenti non si rivelasse tanto articolata e polisemica da essere difficilmente contenibile in una semplice, pur se giustissima, definizione. Gli avvenimenti, la Parola (che è Parola di Dio e parola degli uomini), l’ascolto e il mistero che li lega, sono la forza e il motore del romanzo: sono il suo cuore. E ne fanno un romanzo edificante, un romanzo in cui la memoria richiama la responsabilità e la libertà di ogni uomo di fronte a una Parola che lo interroga. Lo scenario è quello tragico della seconda guerra mondiale, fatto di morti, dolore e non-senso; il luogo è un paese della piana padana dove la vita della gente è sintonizzata con quella della terra che dà lavoro e pane quotidiano, e i personaggi sono uomini, che danno corpo e voce a una Storia di lotta e sangue versato per la libertà; ma tuttociò non avrebbe alcuna originale e peculiare caratterizzazione se non fosse letto alla luce dell’ascolto di una Parola che in questi fatti si incarna e si svela. È “la parola che copre tutto, che è in tutto e che viene a noi spezzata come tanti bocconi di pane”: e uno di questi bocconi è il grande Avvenimento. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;Finita la guerra Franco, voce narrante, è rientrato nel monastero benedettino che aveva abbandonato per tornare alla cascina dei genitori, “La Campanella”, e lavorare la terra. Al monastero Franco ritrova Don Placido, il maestro che, prima di essere allontanato dal vecchio abate, lo aveva introdotto all’antica regola Obsculta fili… e con il quale aveva intrattenuto un lungo rapporto epistolare; a lui, divenuto abate del monastero, chiede un periodo di eremitaggio per ritrovare il senso della sua vita, perdonarsi la mancata partecipazione alla Resistenza, il ripiegamento (la lontananza dalle colline in cui si combatteva e dal monastero in cui si dava rifugio ai partigiani), e la sua condizione di sopravvissuto. Proprio partendo dalla riflessione sull’invito all’ascolto, rivoltogli, tempo prima, da Don Placido (che in quegli anni aveva incontrato una donna, Maddalena, e per lei era entrato in crisi), Franco comincia a ricostruire, scrivendo, il corso dei tragici avvenimenti e ne fa testimonianza e memoria viva. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;Così gli eventi si incastrano, temporalmente, nell’espressioni con cui la Parola si manifesta e nei vissuti degli uomini che la scoprono, la proclamano, o non la comprendono: nel gemito, nel silenzio, nello svelamento. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;Quando Franco lascia il monastero per cercare altrove risposte ai suoi interrogativi è il 1940. Qualche mese dopo l’Italia entra in guerra; Piero, suo fratello, è inviato come ufficiale medico in Grecia. Rientrerà pochi mesi dopo con i piedi semicongelati mentre altri giovani partiranno per la campagna di Russia. In quel periodo Franco si dedica, con la sua famiglia, alle attività della Campanella, e quel luogo, fatto di campi, cascine, sentieri, e i personaggi che vi ruotano intorno, appaiono come un concentrato sociale dell’Italia rurale di allora: contadini, ambulanti, operaie della filanda, reduci, un professore in odore di socialismo, il maresciallo dei carabinieri, il segretario del fascio, l’arciprete. L’8 settembre 1943 però questa realtà muta radicalmente. L’occupazione nazista spinge a compiere delle scelte, per alcuni estreme. E il racconto si incentra, a questo punto, sulla lotta di Resistenza, intrapresa da diverse bande partigiane: emergono così le storie di Lupo e di Balilla, del Capitano e di Stalino, di Sbrinz, dei partigiani con i fazzoletti rossi, di quelli con i fazzoletti azzurri e anche di quelli, come Piero, Miriam e Rondine, senza “colore” se non quello dell’amore per la libertà. Uomini (e donne) che assistono all’inaudito, al silenzio della Parola e la vedono poi svelarsi nella morte dei compagni, e nella volontà a Resistere e combattere fino alla fine. A sostenere la loro battaglia ci saranno anche i monaci del monastero in cui Franco è stato novizio: Don Luca, che da partigiano si farà chiamare don Benedetto, e seguirà in montagna le bande: disarmato, abitato da dubbi laceranti ma ancor più da un urgente sentimento di fraternità; l’Abate che mette a repentaglio la vita per proteggere i partigiani. Anche Franco, e con lui quanti sono rimasti alla Campanella e nel paese, fanno la loro parte. Sarà poi l’avvicendarsi delle stagioni della terra a scandire il racconto, seguendo negli anni la vita dei protagonisti fino a quando il senso di avvenimenti tanto grandi e drammatici sarà a loro chiaro. Solo a quel punto per Franco, novizio per la seconda volta, sarà possibile “identificare l’assurdo con la vita, credere che non ci sia contrasto fra loro e credere che a dare senso a tutto, anche alla morte, sia la “Parola annichilita e risorta”. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;Tutti i diritti degli articoli della rassegna stampa di sironieditore.it di proprietà dei rispettivi autori/testate/siti.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;Testo riprodotto unicamente a scopo informativo. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.sironieditore.it/sezioni/articolo.php?ID_articolo=314&amp;amp;ID_libro=978-88-518-0024-6"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;http://www.sironieditore.it/sezioni/articolo.php?ID_articolo=314&amp;amp;ID_libro=978-88-518-0024-6&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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A cosa servono 2 portaerei, decine di fregate, 131 cacciabombardieri F35, 121 aerei di difesa, centinaia di elicotteri, centinaia di blindati? Per non dire del mezzo milione di euro della Festa delle Forze armate al Circo Massimo, delle 19 Maserati blindate appena arrivate, dei soldi per gestire per 4 anni 9 alloggi destinati a generali dell'aereonautica, dei 20 milioni di e&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Nonostante la crisi finanziaria e la successiva recessione globale, le spese militari nel mondo continuano a crescere: nel 2010 infatti, secondo quanto registrato dal Sipri, il prestigioso Istituto Internazionale di Ricerche per la Pace di Stoccolma, la spesa militare ha raggiunto i 1.630 miliardi di dollari, con un incremento in termini reali dell'1,3% rispetto all'anno precedente.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;L'Italia anche quest'anno si conferma al decimo posto, secondo il Sipri, con 37 miliardi di dollari, un dato che è tuttavia «stimato», vista l'impossibilità, anche per l'istituto di ricerca, di avere dati precisi. Il bilancio della Difesa è pari per il 2012 (con l'approvazione del bilancio dello Stato lo scorso 12 novembre) a 19.962 milioni di euro. Per la funzione difesa, riferita alle tre armi - esercito, marina e aeronautica - sono stanziati 14.111 milioni di euro, a questi vanno aggiunti 5.850 milioni di euro per la funzione sicurezza del territorio (i Carabinieri). Ma si arriva facilmente a una spesa complessiva - verificata - di oltre 23 miliardi di euro se a tutto ciò si sommano i costi per le missioni all'estero e gli stanziamenti del ministero dello Sviluppo Economico per i sistemi d'arma. Vediamo i singoli aspetti.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Il «personale»&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;L'organico 2012 delle Forze armate è previsto in poco più di 180mila unità. È completamente fallito l'obiettivo fissato dalla riforma della leva del 2001 dal momento che abbiamo un numero di comandanti (graduati) superiore a quello dei comandati (truppa), un numero spropositato di 511 generali e ammiragli e un numero di marescialli più che doppio rispetto al necessario (vedi la tabella qui sopra). Ne risulta un organico con una età anagrafica molto avanzata e quindi poco incline all'operatività. Il paradosso emerge dalle missioni all'estero, attività ormai principale delle nostre Forze armate, che impegnano 7.435 uomini e donne, con evidente difficoltà a rispondere positivamente all'ipotesi di altre missioni.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Il settore «esercizio»&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Per il 2012 sono state allocati 1.512,4 milioni di euro, con un incremento rispetto all'anno precedente di 68,1 milioni di euro. Con questi fondi si provvede alla formazione e all'addestramento del personale, alla manutenzione e all'efficienza dei mezzi e alla sicurezza del personale; i tagli lineari fatti negli anni passati sono andati a finire sempre qui.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Gli «investimenti»&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;È questo il delicato settore della ricerca, sviluppo, ammodernamento e rinnovamento dei nuovi sistemi d'arma: nel 2012 è prevista una spesa di 3.941 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2011 pari a 471,4 milioni di euro: più del 10% in spesa per armi. Dunque, quasi 20 miliardi del bilancio della Difesa, ma si arriva velocemente a 23. Va considerato infatti che nello stato di previsione del ministero dell'Economia è presente il fondo per le missioni internazionali di pace, incrementato con 700 milioni di euro dalla Legge di stabilità, raddoppiati poi dalla manovra Monti. Lo stato di previsione del ministero dello Sviluppo Economico comprende poi 1.538,6 milioni di euro per interventi agevolativi per il settore aeronautico e 135 milioni di euro per lo sviluppo e l'acquisizione delle unità navali della classe Fremm. La Legge di Stabilità proroga al 31 dicembre 2012 l'utilizzo di personale delle Forze armate per le operazioni di controllo!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;del territorio per una spesa complessiva di 72,8 milioni di euro.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Sperperi inutili&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Proseguono nel frattempo sovrapposizioni e sprechi: a cosa servono all'Italia 180.000 uomini e donne militari, con i vertici che crescono e la truppa che viene tagliata? A cosa servono 2 portaerei, decine di fregate, 131 cacciabombardieri d'attacco, 121 aerei di difesa, centinaia di elicotteri, centinaia di blindati? Perché comprare mezzi spesso sottoutilizzati e a volte addirittura non utilizzati (fortunatamente!)? Non parliamo poi degli sprechi che sono emersi in questi mesi: il mezzo milione di euro della Festa delle Forze armate al Circo Massimo, le 19 Maserati blindate appena arrivate per i vertici militari della Difesa, i costi esagerati per gestire per 4 anni 9 alloggi destinati a generali dell'aereonautica: 2 milioni e 280 mila euro. Aggiungiamo noi i 20 milioni di euro destinati alla Mini naja e gli oltre 7 milioni l'anno per l'operazione strade sicure, iniziative molto di facciata e poco di sostanza. Occorre fare di necessità virtù e approfittare della crisi per ri!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;vedere il nostro modello di difesa in base alle reali esigenze del Paese, creando uno strumento più snello e liberando risorse economiche da destinare a settori dove i soldi investiti garantiscano posti di lavoro e benessere per il Paese. Una recente ricerca dell'Università del Massachusetts ha calcolato che: se investiamo un miliardo di dollari nella difesa abbiamo 11.000 nuovi posti di lavoro; 17.000 se lo impegniamo nelle energie rinnovabili e 29.000 se andasse nel settore dell'educazione. Ecco la strada da seguire.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Sintesi tratta dal Rapporto 2012 sulla Spesa Pubblica a cura di Sbilanciamoci (testo integrale su &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.sbilanciamoci.org/"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;www.sbilanciamoci.org&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt; )&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;da "il manifesto" del 5/01/2012&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.peacelink.it/"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;www.peacelink.it&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Mailing list Pace dell'associazione PeaceLink.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI: http://www.peacelink.it/mailing_admin.html&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Archivio messaggi: http://lists.peacelink.it/pace&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Area tematica collegata: http://italy.peacelink.org/pace&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Si sottintende l'accettazione della Policy Generale:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://web.peacelink.it/policy.html"&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;http://web.peacelink.it/policy.html&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Nota mia:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;quand'ero giovane si diceva: "Ne un uomo ne un soldo per l'esercito"...&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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O NO?</title><content type='html'>&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Una volta, un funzionario comunale mi chiese un titolo per una serie di iniziative. Gli proposi "Albenga, una città dove è bello vivere". Gli piacque e mi chiese se era farina del mio sacco o, in caso negativo dove l'avessi preso. Gli risposi che era stato ispirato da un personaggio babilonese: l'avevo solo adattato alla nome della città. Al che rispose, che Babilonia aveva fatto una brutta fine (a proposito, leggetevei cosa scrive il profeta Isaia su Babilonia: tremendo!).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Ora sono accaduti alcuni fatti che mi fanno riflettere, alcuni personali, altri no.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;E' un po' di tempo che Albenga è governata da un'Amministrazione PDL-Lega-UdC più liste civiche. Uno di questi assessori, del PdL, mi invita a partecipare alla Consulta del Volontariato. Gli rispondo che con un'Amministrazione guidata da un Sindaco leghista non voglio e non posso avere nulla a che fare e gli chiedo cosa ne pensasse delle leggi razziali introdotte dalla lega. Mi risponde che sono una persona intollerante e chiusa. Pochi giorni l'ormai trascorso Natale, questa persona tollerante e aperta ha preso a pugni un suo collega dell'UdC...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Invece, la Sindaco leghista, subito dopo Natale (com'è noto, siamo tutti più buoni, a Natale) ha messo in fuga un pericoloso 'clandestino' cingalese che spacciava stelle di Natale (quelle piante che hanno la sommità rossa) davanti a un supermercato cittadino. Notoriamente, i cingalesi, i fiori se li portano dal loro paese d'origine...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Sempre nello stesso periodo, ma pochissimi giorni dopo, il PdL cittadino esulta: hanno un numero di iscritti (e quindi di tessere) degno del Partito Comunista Bulgaro del peggior periodo...788 tessere su 2397 di tutta la Provincia. Si scatena l'ira di Dio: vogliamo più spazio nella giunta provinciale, noi siamo il partito della gente, ecc. ecc.Peccato che il giorno dopo ben altri sono i titoli sui giornali: hanno tesserato, letteralmente, cani e porci (mi scusino i cani e i porci). Hanno tesserato, a loro insaputa (degli iscritti, non degli iscrittori) persone di altri partiti (dal PD all'UdC) gente in rotta con il PdL, abitanti delle case popolari. Nessuno ne sapeva nulla...forse, Scajola docet...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Ma la cosa più grave non è compresa tra questo triste elenco: hanno scoperto che l'economia della Piana di Albenga si basa sullo sfruttamento di minori, di clandestini, sottopagati, sfruttati. Ma va? Che sorpresa! Chi l'avrebbe mai detto! E' possibile che poche persone riescano a produrre milioni di vasetti di fiori e piante aromatiche? e come, facendo miracoli? Per carità, sicuramente ci sono molti contadini che sono in regola e non fanno schifezze...E sicuramente, i furbetti non sono solo a Cortina...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: magenta; font-size: large;"&gt;Nonostante ciò, Albenga resta una bella cittadina, ricca di tesori che ahimè non vengono 'sfruttati' a dovere...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

&lt;script language="JavaScript" type="text/javascript" 
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O NO?'/><author><name>Giuliano Falco</name><uri>https://profiles.google.com/102900953554541677239</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2627227665946209745.post-6476346542981384264</id><published>2012-01-05T10:11:00.000+01:00</published><updated>2012-01-05T10:11:04.935+01:00</updated><title type='text'>La VERGOGNA DEL GOVERNO MONTI: stop all'acquisto degli F-35</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Il Pentagono rinuncia ad acquistare un numero cospicuo di F35: il governo guerrafondaio di Monti, del PDL e del PD, non ha alcuna intenzione di rinunciare alla spesa prevista di 16 miliardi. E Vi domandate ancora con quale categoria spregevole di casta politica abbiamo a che fare in Italia? Oltre a inchinarsi davanti al papa per baciargli l'anello e giurare sudditanza non sanno altro fare... &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Ricominciano le attività 2012 del sito &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://links.causes.com/s/clz1uv"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;http://links.causes.com/s/clz1uv&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt; &amp;nbsp;con una gestione non strettamente confessionale e con l’apertura che ci è consueta a tutti gli spiriti liberi. E’ una delle vie quacchere che può consentire un maggiore spazio alla libertà religiosa di chiunque che in onestà non accarezzi desideri di totalitarismo in chiese cristiane o comunità ebraiche ortodosse, conosciuti anche come quelli dell’otto per mille. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Vi informiamo che la redazione è ora in Olgiate Olona in via Piave 180, CAP 21057 presso Maurizio Benazzi. Il numero di telefono e fax è lo 0331 1740197. Questo messaggio vi è stato recapitato in quanto risultate nell’indirizzario dei nostri ultimi anni di attività. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Riteniamo importante informarVi che la nostra prima attività del nuovo anno è la campagna per non pagare il Canone RAI. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;La legge che istituisce il cosiddetto canone Rai, il Regio decreto-legge 2 febbraio 1938 n. 246, fu emanata dal Governo di Benito Mussolini per finanziare la macchina propagandistica del regime. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;La TV, principale strumento di informazione del popolo italiano (il 84% della popolazione si informa principalmente attraverso questo mezzo), continua a rendere un’immagine del tessuto socio religioso degli italiani e delle italiane diverso da quello che è realmente. Noi non siamo poi nè la Federazione delle chiese evangeliche né ebrei ortodossi. Non pagare il Canone RAI è per noi un obbligo di Fede e un grande impegno etico in favore degli italiani contro le favole della TV di stato. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

&lt;script language="JavaScript" type="text/javascript" 
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Sarà festa per tutti. Celebreremo il passato e organizzeremo il futuro.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Sono invitate tutte le persone, le associazioni, i gruppi, i movimenti dei più diversi ambienti culturali, politici, artistici, religiosi, intellettuali, e comunque tesi verso l'orizzonte nonviolento, che in questi cinque decenni hanno conosciuto, collaborato, condiviso, sostenuto il nostro Movimento e gli vogliono bene.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Programma (provvisorio)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Venerdì 20 gennaio 2012&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Ore 21 – Spettacolo/concerto, con Magical Mystery Orchestra (con archi, fiati e attore)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Qualità, classicità, poetica. Le canzoni che i Beatles non hanno mai eseguito dal vivo: un’orchestra di 12 elementi con una musicalità propria, realizza una personale interpretazione che unisce all'estremo rigore filologico una vena compositiva essenziale, attenta alla logica e allo spirito dei brani e dell'epoca in cui furono concepiti. Cinquant’anni di musica vitale.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Sabato 21 gennaio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Ore 10 – Convegno “50 anni di nonviolenza”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Goffredo Fofi: “Il contesto culturale e politico nel quale è nato il Movimento Nonviolento”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Gianni Sofri: “L’influenza del pensiero di Gandhi nel Movimento Nonviolento di Aldo Capitini”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Daniele Lugli: “Il Movimento Nonviolento alla prova della visione di Capitini e delle sfide di oggi”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Interventi di “auguri” da parte di ospiti e amici (segue elenco)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Ore 15 – Film “In marcia – Elementi di un’esperienza nonviolenta”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;di Roberto Rossi e Roberta Mani&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Presentazione dell’Archivio storico del Movimento Nonviolento, a cura di Andrea Maori&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Vignette, disegni, illustrazioni, fumetti, immagini, satira ... in diretta con Mauro Biani&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Interventi di “auguri” da parte di amiche e amici della nonviolenza:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;1° sessione “L’obiezione”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;2° sessione “L’ecologia”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;3° sessione “L’apertura”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;4° sessione “L’omnicrazia”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;E se la patria chiama...&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Dalla Marcia del ‘61 ad oggi, conversazione in musica con Fausto Amodei, padre italiano della canzone civile, satirica, antimilitarista. Conduce Enrico de Angelis.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Degustazione con i 3 vini nonviolenti (Nebbiolo, Botticino, Cesanese), alla presenza dei produttori Beppe Marasso, Adriano Moratto, Mariano Mampieri.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Buffet aperi/cena&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Ore 21&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Mille papaveri rossi. La pace nella canzone italiana&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Reading-concerto curato e condotto da Enrico de Angelis&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Cantano Raffaella Benetti, Giuliana Bergamaschi, Claudia Bidoli, Grazia De Marchi, Laura Facci, Deborah Kooperman, Veronica Marchi, Ilaria Peretti, Alice Ronzani, Terry Veronesi.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Suonano Enrico Breanza, Marco Pasetto, Gianni Sabbioni.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Arrangiamenti di Enrico Breanza, Marco Pasetto, Enrico Terragnoli.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Letture di Sandra Ceriani.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Domenica 22 gennaio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Ore 9,30 – “Il programma costruttivo”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Le “reti” alle quali il Movimento Nonviolento partecipa:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Rete Ipri-Corpi Civili di Pace / Rete Disarmo / Campagna No F-35&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Comitato italiano per una cultura di pace e nonviolenza / Movimento No Tav / Servizio Civile&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Ore 13 – Conclusione: proposta di una campagna comune per il disarmo e contro le spese militari&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Info logistiche&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Puoi contribuire alla buona riuscita della festa/convegno partecipando e facendo circolare la notizia.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Il miglior regalo per il festeggiato cinquantenne sarà la tua partecipazione personale alla festa.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Se vuoi, puoi anche contribuire alle molte spese sostenute per quest’iniziativa, con un contributo di sostegno (graditissimo) fiscalmente detraibile, sul conto corrente postale n.18745455 intestato a Movimento Nonviolento o bonifico bancario con codice Iban: IT 35 U 07601 11700 000018745455&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Il Teatro Camploy si trova a 500 metri dalla Stazione ferroviaria di Verona Porta Vescovo.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Per le amiche e gli amici della nonviolenza che "bazzicano" in Facebook è stato creato anche l'evento "Il Movimento Nonviolento compie 50 anni". Fate girare ai vostri contatti.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Ciao, Massimiliano Pilati.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;_______________________________________________&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Nonviolenti mailing list&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="mailto:Nonviolenti@lists.nonviolenti.org"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Nonviolenti@lists.nonviolenti.org&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lists.nonviolenti.org/cgi-bin/mailman/listinfo/nonviolenti"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;http://lists.nonviolenti.org/cgi-bin/mailman/listinfo/nonviolenti&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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In realtà Todi non prova niente, perché se alcune entità lì presenti, come Sant'Egidio e l'Università cattolica, sono approdate con i loro capi al governo, altre entità di rilievo come Cl, pur presenti a Todi, dal governo sono contestualmente uscite. Con Berlusconi o contro Berlusconi sempre cattolici sono. Neanche dell'assemblaggio di Todi si può dunque parlare come di una omogenea componente politica cattolica, dalla quale resta peraltro ben distinta l'altra componente di tradizione «cattolico-democratica», che infatti subito si è riunita in un altro convegno, ed è anch'essa presente con un suo autorevole esponente nel governo Monti. Ma l'impraticabilità della linea emersa a Todi è dimostrata dal discorrere che ne hanno fatto gli stessi protagonisti in una riunione, questa volta non a porte chiuse, tenutasi pochi giorni dopo a Roma all'Istituto Sturzo. Lì è stato detto che la cosa riguarderebbe dieci milioni di cattolici, quanti sarebbero gli aderenti alle associazioni e movimenti presenti all'assemblea umbra, ma l'unico comun denominatore che si è riusciti ad indicare è quello di occupare il territorio della «pre-politica», magari con diramazioni capillari in tutte le parrocchie, ciò che a qualcuno ha fatto pensare con nostalgia ai Comitati Civici. In tal modo paradossalmente questo ritorno dei cattolici alla politica si configurerebbe come un nuovo gigantesco «non expedit», che terrebbe dieci milioni di cittadini in una sorta di immunità dalla politica e di estraneità al diritto di concorrere a determinare la politica nazionale, come vuole l'art. 49 della Costituzione. Questa prospettiva sarebbe catastrofica per la Chiesa, che attraverso uno strumento tipo «Opera dei Congressi», non potrebbe che fare un lavoro di lobby, e priverebbe la società italiana dell'appor¬to che in un momento così critico le potrebbe venire dal ricco pluralismo delle tradizioni culturali e politiche cristiane.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Il primo problema da dirimere sarebbe: che fare del governo Monti? Dopo i primi entusiasmi (lo stile! il decoro! l'onestà!, beni che sembravano perduti per sempre) sono cominciate infatti le riserve e le critiche. E soprattutto a sinistra è andata crescendo la linea che impicca il governo alla sua immagine di governo di banche, di capitali e di banchieri, e sostiene che non possono fare i pompieri quelli che il fuoco lo hanno appiccato. Dunque per uscire dalla crisi provocata dai grandi poteri finanziari, dai «proprietari universali» e dai padroni dei debiti «sovrani» degli Stati, bisognerebbe cominciare col dire di no al governo Monti, che di quei poteri sarebbe mandatario ed espressione.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;La risposta da dare al problema che così viene posto dipende dall'analisi che si fa.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;La prima analisi dice che siamo sotto attacco di poteri economici incontrollati, speculatori, tecnocrati, finanzieri, creditori che pretendono una rendita stabile e sicura dai debiti sovrani che detengono, e che come in un immenso complotto attaccano uno Stato dopo l'altro mandando a male i popoli per salvare solo se stessi. Se fosse così, l'unica risposta sarebbe quella di una op¬posizione radicale, e anche Monti sarebbe il nemico da abbattere.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;La seconda analisi dice invece che per scelte inconsulte fatte dalla politica, dalla «deregulation» di Nixon, di Reagan e della Thatcher fino alle leggi di Clinton che hanno tolto ogni controllo alla corsa dei prodotti finanziari derivati e ai movimenti di capitali, affrancando la finanza dalla moneta e perciò anche da ogni dipendenza dalle politiche monetarie dei governi e delle Banche centrali, il sistema è precipitato in una com-pleta anarchia; e a questo punto invece di verificarsi quella virtuosità dei mercati lasciati a se stessi preconizzata dalla ideologia economica liberista, si è verificato che l'accumularsi di decisioni individuali, di società, di gruppi, di inve¬stitori al di fuori di ogni ragione e finalità comune, ha prodotto un risultato spontaneo che non è affatto di maggior benessere per tutti, ma di devastazione e impoverimento per tutti meno pochi. Ciò vuol dire però che non c'è alcun complotto: è quel capitalismo lì che funziona così, e anche il papa lo ha detto in Africa denunciando «la sottomissione incondizionata alle leggi del mercato o della finanza».&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Ma se è vera questa seconda analisi, non è affatto inverosimile che banchieri, tecnocrati, capitalisti, grandi borghesi, pur essendo espressioni del sistema, si siano resi conto dei demoni fatti uscire dalla bottiglia, e cerchino di ap¬prontare dei rimedi e di mettere al riparo le proprie società ed il mondo.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Ma allora, sostenendo Monti, ciò che veramen¬te conta è di porre mano a costruire una vera alternativa. E questo non può che cominciare con il ristabilimento delle regole, dettate dal bene comune. Non può che ricominciare dall'opera di tanti piccoli lillipuziani, sindacati, popoli o partiti che siano, che di fronte al gigante Gulliver sbarcato con tutto il suo peso nella loro isola, rischiando di schiacciare la vita di tutti, lo leghino con tanti fili che, fino a quando non sia domato, gli impediscano di nuocere. Se non si lega, il gigante del capitalismo non potrà che schiacciarci.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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Sin dal primo giorno del nostro insediamento sapevamo che il progetto di governo che l’amministrazione comunale di Caulonia ha messo in campo si sarebbe scontrato con la presenza mafiosa.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;I valori di solidarietà, di generosità, di accoglienza, di uguaglianza, tagliano l’erba sotto i piedi alla criminalità che per vivere ha bisogno di contrapposizioni, di odio, di divisioni. La presenza tra noi, di tanti ragazze e ragazzi africani, curdi, palestinesi, pakistani, è un seme gettato in favore di una società che poggia su valori alternativi a quelli voluti e praticati dalla mafia. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Un seme che germogliando getterà le basi ad una società diversa e senza violenza. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Ovviamente, saranno le autorità inquirenti ad individuare gli esecutori materiali ed i mandanti di tale gesto criminale. A noi tocca il compito di valutare la natura criminale di una azione che rappresenta un attacco politico a quanto noi abbiamo realizzato in questi anni.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Noi non faremo un solo passo indietro.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Non abbandoneremo le nostre posizioni che coniugano la lotta alla ndrangheta a quella per una società più giusta ed al rispetto della Costituzione repubblicana &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Ribadiamo ciò che abbiamo sempre detto: la lotta alla criminalità deve essere condotta senza quartiere ma sempre nel rispetto delle garanzie costituzionali e senza criminalizzare la nostra terra ed il nostro popolo..&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Continueremo senza esitazioni a percorre la nostra strada.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Alla violenza si risponde con il massimo di unità possibile. Questo abbiamo ricercato in passato e questo continueremo a ricercare con la massima determinazione.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;In questi anni, a Caulonia ed in tutta Italia, come sindaco e come esponente del tessuto democratico meridionale, ho cercato di delineare la possibilità di costruire nel Sud una società diversa. L’accoglienza , la solidarietà, l’impegno, come parte essenziale di un progetto di Rinascita del Sud. Ho avuto modo di farlo ovunque da Lampedusa ad Udine, ad Aosta.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Lo farò ancora giorno tredici gennaio a Trieste.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Credo, che oggi come ieri abbiamo bisogno di uscire fuori dal ristagno culturale e morale e da una politica asfittica e provinciale basata su una conflittualità permanente .&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;La ndrangheta si sconfigge rilanciando la Politica da non confondere con il mero impegno elettorale.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Nelle prossime ore concorderemo una risposta democratica, la più larga possibile alla intimidazione subita.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Ovviamente a tale manifestazione inviteremo tutti ad intervenire.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Ilario Ammendolia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Sindaco di Caulonia&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Come in una visione vidi che l’unica alternativa al dormire all’aperto, saltare sui merci, e fare quel che mi pareva era semplicemente star seduto davanti a una bella tv con gli altri cento pazienti di un manicomio.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.durito.it/"&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;www.durito.it&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;PS: Caulonia è un piccolo comune in provincia di Reggio Calabria&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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Allontanare la paura. Plasmare una sicurezza comune. Costruire un futuro senza atomiche e un’Italia smilitarizzata nell’economia e nella politica, nella cultura e nel linguaggio, nelle relazioni umane, nelle nostre città.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Educarci alla giustizia e alla pace vuol dire disarmare la finanza e costruire un’economia di giustizia. Non spendere 3 milioni di euro l’ora per armamenti. Rifiutare l’idea di uscire dalla crisi economica con il riarmo. Tassare le transazioni finanziarie (aderendo anche alla campagna “zerozerocinque”).&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Lottare contro la corruzione e l’evasione fiscale. Promuovere un lavoro dignitoso per tutti. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Educarci alla giustizia e alla pace vuol dire tagliare le spese militari. Dire NO ai cacciabombardieri F35 Joint Strike Fighter (che costano 15 miliardi di euro), NO ai 100 caccia Eurofighter (10 miliardi di euro), NO a nuove navi di guerra. Rafforzare le spese sociali. Riconvertire l’industria bellica. Sviluppare la cooperazione e il Servizio civile.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Educare alla giustizia e alla pace vuol dire controllare, ridurre e fermare il mercato delle armi rafforzando la legge 185/1990 e la trasparenza verso tante ombre di corruzione in aziende private e pubbliche legate al mercato della guerra. Bloccare l’export militare in zone di conflitto o dove siano violati i diritti umani. Sostenere la campagna contro gli scudi spaziali, le mine antiuomo e le bombe a grappolo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Educare alla giustizia e alla pace vuol dire chiedere alle proprie banche di uscire dal mercato delle armi. Diffondere negli Istituti di credito una Carta della responsabilità etica per il controllo-riduzione di operazioni finanziarie rivolte alla produzione e al commercio di armi. Realizzare le “tesorerie disarmate” negli Enti locali, nelle parrocchie, nelle diocesi.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Educarci alla giustizia e alla pace vuol dire ripudiare le guerre. Realizzare il disarmo come bene comune della famiglia umana. Riconvertire civilmente la nostra presenza militare in Afghanistan. Sviluppare una politica di cooperazione democratica nel nord Africa. Intervenire con la forza del diritto sia in Siria che in Iran per evitare disastrose avventure belliche. Avviare percorsi di disarmo per un Medio Oriente denuclearizzato .&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Educarci alla giustizia e alla pace vuol dire cittadinanza attiva. Estendere la rete dei nuovi stili di vita sobri e solidali. Sviluppare nella comunità cristiana la conoscenza dei criteri etici nell’uso del denaro attraverso le banche. Attivare buone relazioni con l’ambiente. Difendere l’acqua come bene &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;comune (con l’adesione alla Campagna di obbedienza civile “Il mio &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;voto va rispettato” (www.acquabenecomune.org). Edificare città dove nessuno sia straniero e possa dire “l’Italia sono anch’io”.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Educarci alla giustizia e alla pace vuol dire promuovere la festa della Repubblica attivando le “forze disarmate” della società civile.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Educarci alla giustizia e alla pace vuol dire pregare il&amp;nbsp;&amp;nbsp; Signore della pace che ci accompagni nel cammino per costruire ponti di umanità e contemplare la beatitudine della pace nel bambino disarmato.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Pax Christi Italia &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Brescia, Giornata Mondiale della pace, 1 gennaio 2012&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: cyan; font-size: large;"&gt;Messaggio del Convegno nazionale di Pax Christi Italia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;script src="http://adotools.ado2k.com/services/counters/remote/gener.php?id=1306"&gt;&lt;/script&gt;

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charset="ISO-8859-1"&gt;&lt;/script&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2627227665946209745-855845103694396493?l=giulianofalco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulianofalco.blogspot.com/feeds/855845103694396493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2627227665946209745&amp;postID=855845103694396493' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2627227665946209745/posts/default/855845103694396493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2627227665946209745/posts/default/855845103694396493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulianofalco.blogspot.com/2012/01/mattew-fox-in-italia.html' title='MATTHEW FOX IN ITALIA...'/><author><name>Giuliano Falco</name><uri>https://profiles.google.com/102900953554541677239</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2627227665946209745.post-3488104160192283577</id><published>2012-01-01T10:51:00.004+01:00</published><updated>2012-01-01T10:51:51.147+01:00</updated><title type='text'>QUALE MIGLIORE AUGURIO? IN PRINCIPIO ERA LA GIOIA...</title><content type='html'>&lt;span style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Pascal a coloro che criticavano la Bibbia rispondeva che avrebbero fatto meglio a leggerla...temo che lo stesso possa essere detto a molti cristiani.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Il libro che propongo oggi è stato scritto a un domenicano cacciato dall'ordine grazie all'attuale Papa quando questi era a capo della Congrgazione del Santo Uffizio (per chi lo ignorasse, è il nome moderno di quella che era la Santa Inquisizione).&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Lo sto leggendo e lo trovo bellissimo, per cui lo propongo a voi.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Buon anno&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;PS: il testo che segue è tratto dal sito della Fazi Editori. Dapprima c'è la presentazione della Collana Campo dei Fiori, di seguito la recensione del volume di Fox.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-uP27i7Ucme8/TwAsSkhAdZI/AAAAAAAAAeo/CmrxqEsY9eU/s1600/gioia.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-uP27i7Ucme8/TwAsSkhAdZI/AAAAAAAAAeo/CmrxqEsY9eU/s400/gioia.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;"Campo dei fiori" la nuova collana diretta da Vito Mancuso e Elido Fazi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Linee programmatiche della collana “Campo dei Fiori” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Una piazza di Roma &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;❀ Campo de’ Fiori è l’unica piazza di Roma a non avere una chiesa. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;❀ Campo de’ Fiori è il luogo più famoso della Roma pontificia dove venivano allestiti i roghi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;❀ Campo de’ Fiori richiama col suo nome suggestivo la bellezza della natura. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Il nome di una collana &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;❀ Campo dei Fiori è la prima collana laica di spiritualità e di libera ricerca teologica. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;❀ Campo dei Fiori promuove le opere di tutte le vittime della libera ricerca spirituale. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;❀ Campo dei Fiori guarda alla natura e alla materia come al luogo di nascita dello spirito. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;I capisaldi del programma editoriale &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;❀ La libertà della ricerca &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Ha scritto la filosofa e mistica Simone Weil: “Io non riconosco alla Chiesa il potere di limitare le operazioni dell’intelligenza e le illuminazioni dell’amore nell’ambito del pensiero”. Campo dei Fiori intende promuovere (finalmente anche in Italia) una teologia libera, coraggiosa, onesta, attenta anzitutto alla verità intrinseca delle affermazioni e al bene del mondo, e disposta per questo a mettere in secondo piano i vincoli di autorità. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Autori: Hans Küng, Roger Haight, Leonardo Boff, Carlo Molari… &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;❀ La natura &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;Ha scritto lo scienziato e teologo gesuita Pierre Teilhard de Chardin: “Materia, Vita ed Energia: le tre colonne della mia visione e della mia beatitudine intima”. Campo dei Fiori intende promuovere una spiritualità non più contrappo
